Bajardo

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Bajardo
comune
Bajardo – Stemma
Panorama innevato del paese
Panorama innevato del paese
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Jose Littardi (Lista civica "Viva Bajardo") dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 43°54′12.57″N 7°43′06.27″E / 43.903492°N 7.718408°E43.903492; 7.718408 (Bajardo)Coordinate: 43°54′12.57″N 7°43′06.27″E / 43.903492°N 7.718408°E43.903492; 7.718408 (Bajardo)
Altitudine 900 m s.l.m.
Superficie 24,32 km²
Abitanti 311[1] (31-12-2011)
Densità 12,79 ab./km²
Frazioni Berzi, Vignai
Comuni confinanti Apricale, Badalucco, Castelvittorio, Ceriana, Molini di Triora, Perinaldo, Sanremo
Altre informazioni
Cod. postale 18031
Prefisso 0184
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008007
Cod. catastale A581
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 338 GG[2]
Nome abitanti baiardesi o bajocchi
Patrono san Nicolò
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bajardo
Bajardo
Posizione del comune di Bajardo nella provincia di Imperia
Posizione del comune di Bajardo nella provincia di Imperia
Sito istituzionale
innalzamento dell'albero Ra Barca 31 maggio 2009

Bajardo o Baiardo (Baiàrdu in ligure[3]) è un comune italiano di 311 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Paese montano situato, in linea d'aria, 11 km a nord del comune di Ospedaletti, circa 10 dal comune di Sanremo e posizionato su uno dei crinali delle montagne delle Alpi Marittime dell'entroterra all'apice della val Nervia. Il territorio del comune risulta compreso tra i 332 e i 1.627 metri sul livello del mare. L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 1.295 metri. Dista dal capoluogo Imperia circa 40 km.

Il territorio è composto principalmente da coltivazioni di olivi, qualità taggiasca di montagna, da seminativi ormai incolti, vigne, castagneti e bosco misto. Oggi una parte dei terreni incolti (quelli facilmente irrigabili) è stata adibita a floricoltura. La recente sensibilità nazionale sui prodotti biologici ha impresso nuovo interesse per la coltivazione dell'ulivo da olio.

Il borgo ha carattere tipicamente rurale, a struttura sia lineare, sia anulare, e presenta molti aspetti ambientali ed architettonici tipici dei villaggi liguri: pietra, stretti vicoli, con alte case collegate tra loro da archi di controspinta.

Bajardo è il municipio della provincia di Imperia con la maggiore altitudine: 910 msl

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le rovine della chiesa di San Nicolò, devastata dal terremoto del 1887.

Il centro storico esiste fin dal I millennio a.C. quando fu un'importante luogo di culto per i Druidi - sacerdoti celti - dove sono tuttora presenti alcuni obelischi di pietra.

Nel VII-VI secolo a.C[4]. l'area era popolata da Celti e Liguri, uniti in una vera e propria simbiosi economico-religiosa, a cui si aggiunsero presto Greci e Iberici che introdussero la coltivazione dell'ulivo e della vite. I Romani giunsero ad incontrare le varie popolazioni del luogo nel III secolo a.C. e provvedettero innanzi tutto a trasformare l'originario scrigno druidico in una fortezza, tuttora parzialmente visibile[4].

Intorno alla metà del XIII secolo la figlia del conte Oberto Veirana si sposò con Pietro di Ceva, al quale, dopo la morte del padre, passò il dominio su vari paesi dell'entroterra, tra i quali pure Bajardo, che divenne così un possesso del Marchesato di Clavesana.[4] Le sempre più forti pressioni dei Genovesi indussero ben presto Pietro e sua moglie a cedere i loro possedimenti nell'estremo ponente al governo della Repubblica di Genova, che li acquistò ufficialmente con annessi i relativi diritti e prebende tramite un atto stilato a Genova il 24 novembre 1259 alla presenza del capitano del popolo Guglielmo Boccanegra al prezzo complessivo di 2.300 lire genovesi. Da quel momento Bajardo avrebbe seguito le sorti politiche della repubblica sotto la giurisdizione della podesteria di Triora.[4]

Bajardo seguì poi le stesse sorti di Ventimiglia e della Repubblica di Genova, fino a diventare municipalità autonoma nel 1797 con la conseguente annessione della neo Repubblica Ligure al Primo Impero francese di Napoleone Bonaparte.

Le Alpi Marittime nel 1805, con Castelbajardo (oggi Bajardo) nel cantone di Perinaldo

Alla caduta de l'Impero, nel 1815, fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861.

Nel 1887 il paese venne semidistrutto e gli abitanti decimati: il 27 febbraio la terra tremò ed il tetto della chiesa di San Nicolò crollò sui fedeli, riunitisi per il mercoledì delle ceneri: morirono 226 abitanti. A seguito del terremoto e conseguente al crollo del tetto della chiesa, vennero alla luce alcune colonne e reperti del tempio pagano su cui era stata edificata la chiesa. Sui capitelli, fanno mostra alcune figure di volti che hanno tratti somatici che ricordano popolazioni mongole) .

Negli anni trenta del Novecento una famiglia di musicisti si stanziò nel paese, tanto da far ben sperare in una rinascita culturale del borgo. Il paese dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 diventò baluardo della Resistenza partigiana. Il 14 agosto 1944 avvenne una battaglia durissima celebrata da Mario Mascia nel suo libro pubblicato nell'immediatezza del dopoguerra riguardante la Lotta Partigiana nella provincia di Imperia L'epopea dell'Esercito scalzo. Alla battaglia prese parte anche Italo Calvino.

La leggenda vuole che la toponomastica tragga origine dal paladino Rinaldo, che diede al paese il nome del proprio destriero, Bajardo, appunto.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Intemelia, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[5] e in vigore dal 1º maggio 2011[6].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'odierna chiesa parrocchiale di San Nicolò

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Vecchia chiesa parrocchiale di San Nicolò. Distrutta dal terremoto del 1887, ne rimangono ad oggi soltanto alcuni ruderi recentemente recuperati e messi in sicurezza. Tra i ruderi si possono scorgere le vestigia dell'antico castello medioevale, delle colonne del tempio romano e una stele celtica. Come molti monumenti italiani, ogni nuova struttura aveva inglobato quelle precedenti, con la distruzione della chiesa ad opera del terremoto sono emerse. Dal piazzale antistante la chiesa si gode un panorama tra la costa ligure e francese a sud, mentre a nord la vista spazia sulle Alpi marittime.
  • Nuova chiesa parrocchiale di San Nicolò. Eretta nel 1893, conserva al suo interno il quattrocentesco polittico del pittore lombardo Francesco da Verzate.
  • Oratorio di San Salvatore, che contiene diverse opere pregiate.
  • Santuario di Nostra Signora Assunta di Berzi, edificato nell'omonima frazione dai Doria e risalente al XV secolo.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie nella frazione di Vignai.
  • Chiesetta di San Gregorio, edificata in stile romanico nell'omonima località, lungo la strada che conduce a Castel Vittorio.
  • Chiesetta di San Bernardino, edificata sulla strada mulattiera che conduce al Monte Ceppo.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Monte Ceppo.

Monte Ceppo è un Sito di Interesse Comunitario (SIC) istituito con il Decreto Ministeriale del 25 marzo 2005, ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del borgo.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Bajardo sono 46[8], pari al 14,65% della popolazione totale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La porta d'accesso al borgo bajardese

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Pinacoteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Pinacoteca civica.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Da qualche anno si tiene all'inizio dell'estate una festa che richiama alle origini celtiche del paese. In tre giorni vengono presentati balli, tradizioni e conferenze, aventi come unico denominatore comune l'origine celtica dell'insediamento.

La festa della Ra Barca risulta come l'unica cerimonia antica di carattere non religioso ( pur se celebrata nella stessa data delle Pentecoste) presente nell'intero territorio della provincia di Imperia ed è la più sentita del paese. Nell'occasione viene eretto tramite la sola forza delle braccia, dai giovani ragazzi del paese, un albero di pino abbattuto la notte precedente e trasportato nel centro del paese; il fusto simboleggia l'albero maestro di una nave. Al termine dell'innalzamento si intona un canto, malinconico e dolente, rievocando una antica storia d'amore conclusosi tragicamente " A barca du mei amure " - La barca del mio amore -.

Chiesa di San Nicolò (vecchia) - veduta dall'alto

La domenica successiva l'albero, come simbolo di buona sorte e felicità, viene battuto all'asta al miglior offerente. L'asta è spesso accanita per due ordini di motivi: il primo è l'alta qualità del materiale: pino del tipo con aghi (foglie) corte Pinus sylvestris, privo di nodi all'interno del fusto (ottimo per legname da edilizia), il secondo è la "luna ideale" nel momento dell'abbattimento. La concessione dell'autorizzazione all'abbattimento è frutto di una deroga speciale in quanto a nessun altro è consentito abbattere un pino in tale periodo dell'anno.

Questa ricordanza trae origine da un avvenimento che risale al periodo delle repubbliche marinare. Si narra che il signore del paese, il conte Rubino, avesse, con la Repubblica di Pisa, un florido commercio di legname proveniente dai boschi del Toraggio, del Bignone e del Monte Ceppo. Tre dignitari Pisani, giunti in paese per verificare il carico, si innamorarono delle tre figlie del conte: cominciò quindi una frequentazione prima segreta e poi contrastata, che culminò con l'allontanamento furtivo, da parte della figlia più giovane, Angelina dalla casa paterna per incontrare nottetempo, in quello che ancor oggi è noto come "viale degli Innamorati", il giovane amato, in partenza per Pisa. Gli amanti decisero quindi di fuggire per recarsi nella rada sanremese, dove le navi pisane stavano per salpare. Il conte, venuto a sapere della fuga, li inseguì armato di spada e raggiunti al passo Ghimbegna, in località Pian Chissora (nome derivante dal commento dei marinai preoccupati dalla reazione del conte: "chissà ora!") decapitò la figlia con un solo colpo. La storia narra che gli abitanti di Bajardo raccolsero pietosamente il corpo della giovane sfortunata, lo avvolsero in un manto bianco e lo trasportarono fin sul piazzale del castello (situato nella parte alta del paese presso i resti dell'antica chiesa parrocchiale)

- Il canto è diviso in quattro parti :

A sturieta (la storia), L'idiliu ( L'idilio), U lamentu (il lamento), U drama ( il dramma) , A fin e a cua ( la fine e la coda)

Qui di seguito un estratto del testo (in Italiano)

“La barca del mio amore Ratantirondena E Ratantirondà!

La Barca del mio amore 
Stanotte se ne va!
Ahi! stanotte se ne va!”

Tralerin lanlà, lerin lanlà, lerin e lalerena! Tralerin lanlà, lerin lanlà, lerin e lalerena!

“Lasciala andare, figliola! Ratantirondena E Ratantirondà!

Lasciala andare, figliola!
Che presto ritornerà!
Ahi! che presto ritornerà!”

Persone legate a Bajardo[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Augusto Rubino (Sanremo, 15 maggio 1880 – Bajardo, 1º luglio 1964) è stato un disegnatore italiano.

Alan Lomax (Austin, 31 gennaio 1915 – Safety Harbor, 19 luglio 2002) è stato un etnomusicologo, antropologo e produttore discografico statunitense. Nel suo viaggio (1954 - 1955 ) in Italia soggiornò diversi giorni a Bajardo dove raccolse materiale pubblicato nel cd - Italian Treasury; Liguria-Baiardo and Imperia -

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Bajardo

Il paese si regge oggi principalmente sulle coltivazioni di ulivi di varietà taggiasca, che forniscono un delicato e rinomato olio, e sulla floricoltura. Il turismo,oggi soprattutto tedesco, ha avuto grande sviluppo nei primi anni sessanta con la lungimiranza del sindaco dell'epoca - Aurigo Onorino - che propose la concessione di terreni gratuiti, divisi i lotti, a fronte dell'obbligo di edificazione di ville . Oggi se ne contano in numero di 120. La posizione, la vicinanza al mare, il panorama splendido in un contesto di rarissima bellezza rendono molto attraente un periodo di vacanza. Ottimo per il silenzio, per il trekking, per le escursioni in bicicletta. La ristorazione ha come punto di eccellenza: ravioli di magro e "crustuli" (dolci simili alle bugie, ma morbidi con il profumo di finocchio selvatico). Al 2015 sono presenti cinque ristoranti e tre strutture di pernottamento.

Il borgo è anche popolato da un gran numero di pensionati, tanto che solo il 22% degli abitanti è lavorativamente attivo.

Il continuo spopolamento della zona sta rappresentando un grande problema, nonostante vi siano alcune condizioni particolarmente favorevoli ad un'imprenditoria agricola. Nei terrazzamenti di Bajardo, infatti, gli ulivi, che grazie al microclima favorevole possono qui crescere fino ad oltre 800 m di altitudine, non subiscono attacchi da parte della mosca dell'ulivo e di parassiti, e potrebbero essere quindi sfruttati con ritorni economici interessanti.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Bajardo è situata lungo la strada provinciale 55 ed è raggiungibile inoltre anche attraverso la provinciale 56 che la unisce a San Romolo, passando sotto la vetta del monte Bignone. Altre strade raggiungono la località: da Ventimiglia via Camporosso - Isolabona - Apricale o da Arma di Taggia (valle Argentina - Vignai). Inoltre Bajardo può essere raggiunta anche da Castelvittorio dopo aver superato Pigna

Queste strade costituiscono buona parte del percorso sui cui si corre il Rally di Sanremo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1995 Massimo Crespi Partito Socialista Italiano Sindaco
1995 2004 Maria Gabriella Rosafio Lista civica Sindaco
2004 2009 Gildo Zanella Lista civica Sindaco
2009 in carica Jose Littardi Lista civica "Viva Bajardo" Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Bajardo fa parte dell'Unione dei comuni delle Valli Argentina e Armea.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c d Andrea Gandolfo, La provincia di Imperia: storia, arti, tradizioni., Peveragno, Blu Edizioni, 2005, p. Volume 1, 170/181, ISBN 9788879040112.
  5. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  6. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  7. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Dato Istat al 31/12/2014

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN311731867
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