Dolceacqua

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Dolceacqua
comune
Dolceacqua – Stemma Dolceacqua – Bandiera
Dolceacqua – Veduta
Panorama di Dolceacqua
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Fulvio Gazzola (Lista civica "Dolceacqua da vivere") dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 43°50′52.72″N 7°37′25.74″E / 43.847978°N 7.623817°E43.847978; 7.623817 (Dolceacqua)Coordinate: 43°50′52.72″N 7°37′25.74″E / 43.847978°N 7.623817°E43.847978; 7.623817 (Dolceacqua)
Altitudine 51 m s.l.m.
Superficie 20,28 km²
Abitanti 2 078[1] (30-11-2016)
Densità 102,47 ab./km²
Comuni confinanti Airole, Apricale, Breil-sur-Roya (FR-06), Camporosso, Isolabona, Perinaldo, Rocchetta Nervina, San Biagio della Cima, Ventimiglia
Altre informazioni
Cod. postale 18035
Prefisso 0184
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008029
Cod. catastale D318
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 365 GG[2]
Nome abitanti dolceacquini
Patrono sant'Antonio abate
Giorno festivo 17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Dolceacqua
Dolceacqua
Dolceacqua – Mappa
Posizione del comune di Dolceacqua nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Dolceacqua (Dôsaiga in ligure, Dussaiga nella variante locale[3] ) è un comune italiano di 2 078 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Dolceacqua è un tipico borgo medievale della val Nervia, lungo il torrente omonimo. La parte più antica del borgo, posta ai piedi del monte Rebuffao, è dominata dal castello dei Doria e viene chiamata dagli abitanti Terra (Téra nel dialetto locale). Quella più moderna, chiamata il Borgo, si allunga sulla riva opposta, ai lati della strada che sale la valle.

Il clima è mite di tipo mesomediterraneo subumido. Nella stazione meteorologica di Dolceacqua-Borgonuovo (rete ARPA Liguria) si registrano infatti una temperatura media nel mese di gennaio di +7,6 °C e una nel mese di luglio di +22,3 °C; le precipitazioni che sono moderate (circa 750 mm/annui) si hanno mediamente per 55 giorni/anno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

II toponimo Dolceacqua deriva quasi certamente dalla presenza di un borgo di epoca romana chiamato Dulcius, trasformatosi in seguito in Dulciàca, Dusàiga e Dulcisaqua. Altri studi rivelano però anche la possibilità dell'origine celtica, dal nome Dussaga, modificato poi in Dulsàga e infine nell'attuale Dolceacqua.

Altre testimonianze storiche sono rappresentate dai rinvenimenti archeologici dei castellari dell'età del ferro, rozze fortificazioni in pietra a secco rinvenuti sulle cime d'Aurin e Tramontina - nella zona ad ovest del territorio circostante a Dolceacqua - o ancora la presenza di una torre nella zona dell'Alpicella ad est che confermerebbero il presidio in queste zone dei Liguri Intemeli dal IV secolo a.C. al IV secolo in età romana, a protezione dei villaggi, dei pascoli e dei campi.

Furono i conti di Ventimiglia nel XII secolo a costruire il primo nucleo del locale castello - a questo periodo è attestata la prima citazione ufficiale del borgo in un documento del 1151 - un presidio edificato alla sommità della rupe che dal versante orografico sinistro del torrente Nervia ne controlla strategicamente tuttora la biforcazione della valle stessa e le strade che vi convergono. Tra il 1270 e il 1276 risale l'acquisto del villaggio di Dolceacqua da parte della famiglia Doria (una quota del castello fu acquistata nel 1270 dal genovese capitano del popolo Oberto Doria), borgo sotto la rocca che conobbe nei decenni successivi ampliamenti a a gironi concentrici fino alla configurazione attualmente visibile.

Il Dipartimento delle Alpi Marittime nel 1793, con Dolceacqua (in blu scuro) nel cantone di Perinaldo.
Il Dipartimento delle Alpi Marittime nel 1805, con Dolceacqua (in arancione) nel suo cantone.

Dopo una fase di feroce rivalità con i Grimaldi di Monaco, nel XVI secolo il feudo doriesco dolceacquino conobbe un periodo di buon governo, di pace e di prosperità. Fu Bartolomeo Doria nel 1526 a cedere a Carlo II di Savoia i propri diritti feudali su Dolceacqua diventandone di fatto vassallo del duca savoiardo e tale alleanza tra i Doria e la casata piemontese perdurò fino allo scoppio delle ostilità tra il Ducato di Savoia e la Repubblica di Genova (con i Doria schierati con essa) nel 1625. Occupato dal ducato savoiardo dal 1643, il territorio ritornò nelle mani dei Doria nel 1652 che, istituito a Dolceacqua un piccolo marchesato, nuovamente fecero atto di vassallaggio nei confronti dei Savoia: Francesco Doria fu nominato primo marchese di Dolceacqua.

Nelle fasi cruciali della guerra di successione austriaca (1740-1748) il territorio dolceacquino vide gli scontri tra gli eserciti schierati in campo: il 27 luglio 1744 il castello subì la parziale distruzione e la conseguente resa alle truppe franco-spagnole. Nel 1792 con la cessione della contea di Nizza dal Ducato di Savoia alla Prima Repubblica francese il piccolo marchesato di Dolceacqua entrò a far parte l'anno successivo del cantone di Perinaldo - distretto di Mentone - nel dipartimento delle Alpi Marittime. Il titolo marchionale dei Doria perse ogni validità nel 1797 con la soppressione dei vari feudi imperiali e marchesati, ora annessi alla filo napoleonica Repubblica Ligure. Con il Primo Impero francese, Dolceacqua divenne nel 1805 capoluogo dell'omonimo cantone dello stesso dipartimento francese.

La caduta di Napoleone Bonaparte (1814) e il successivo congresso di Vienna portò il passaggio del territorio ponentino ligure nel Regno di Sardegna[4], nella contea e poi divisione di Nizza. Nel 1861 con il Regno d'Italia la municipalità di Dolceacqua fu sottoposta nel III mandamento omonimo del circondario di Sanremo della provincia di Nizza[4] (poi provincia di Porto Maurizio dopo la cessione alla Francia del territorio nizzardo).

Dal 1973 al 30 aprile 2011 è stata la sede amministrativa della Comunità montana Intemelia.

L'11 luglio 2014, in occasione dei 200 anni dalla fondazione, è stata conferita all'Arma dei Carabinieri la Cittadinanza Onoraria con la seguente motivazione : "... con la consapevolezza dell'attività e del servizio che l'Arma ha svolto con abnegazione, profonda umanità e sentito coinvolgimento ... in segno di riconoscenza per il presidio costante sul territorio comunale, ininterrotto dal 1827, per l'alto senso del dovere e della fedeltà dimostrati a favore dello Stato e delle sue Istituzioni, per il contributo e gli interventi di prevenzione, repressione e controllo del territorio per la difesa e sicurezza dei cittadini, per il tributo di sangue versato nell'espletamento del proprio dovere, incarnando sempre i valori dell'Unità Nazionale, attraverso il lungo e tortuoso processo che ha portato all'unificazione del nostro Paese".

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Dolceacqua-Stemma.png
Dolceacqua-Gonfalone.png
« D'azzurro, al castello d'argento, torricellato di due, aperto e finestrato, fondato su terrazza di verde; al capo rosso caricato di un'aquila al naturale dal volo spiegato, ornamenti esteriori da comune »
(Descrizione araldica dello stemma[5])
« Drappo d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento, e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrale in argento: Comune di Dolceacqua. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dal colore del drappo con bullette argentate posto a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri ricoloranti dai colori nazionali frangiati d'argento »
(Descrizione araldica del gonfalone[5])

Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati approvati con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 14 marzo del 1962.[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio di San Sebastiano nel quartiere del Borgo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate a Terra, del XV secolo. All'interno custodisce il polittico di Santa Devota di Ludovico Brea del 1515.
  • Chiesa di San Giorgio, nei pressi del locale cimitero, il cui primo impianto è risalente al X secolo. Nella cripta della chiesa sono ancora conservate le tombe di Stefano Doria (1580) e di Giulio Doria (1608).
  • Oratorio di San Sebastiano nel quartiere del Borgo. L'edificio è in stile barocco ed è risalente al XVII secolo. Al suo interno, ad unica navata, è conservata la statua in legno di fico ritraente San Sebastiano, opera attribuita al genovese Anton Maria Maragliano. L'organo della ditta Agati è datato al 1844.
  • Cappella di San Filippo Neri, del 1714, sul lato sinistro del ponte romanico.
  • Cappella di San Bernardo, al di fuori del centro abitato, con la presenza di affreschi del XVI secolo attribuiti ad Domenico Emanuele Maccari di Pigna.
  • Santuario dell'Addolorata del 1890, al di fuori del centro abitato.
  • Rovine del convento dei padri Agostiniani, al di fuori del centro abitato, distrutto nel 1744 ma le cui origini sono risalenti al XIII secolo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Doria o della Camminata nel centro storico, oggi diviso in appartamenti privati.
  • Palazzo Doria Garoscio nel centro storico, sede della pinacoteca e della biblioteca comunale.
  • Ponte romanico. Venne costruito alla nascita del nuovo quartiere del Borgo nel XV secolo, per collegare le due parti di Dolceacqua con un arco di 33 metri. Il pittore francese Claude Monet, che all'inizio del 1884 stava visitando la Riviera di Ponente, arrivò a Dolceacqua e ne fece il soggetto di alcuni dipinti, soffermandosi in particolare sul castello e su questo ponte.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Dolceacqua. Costruito nel XIII secolo con torre difensiva venne poi ingrandito nel XIV secolo, chiuso tra possenti mura. Durante il Rinascimento diventò una residenza signorile fortificata, con nuovi locali affrescati e arredati. Il 27 luglio 1744 durante un episodio della guerra di successione austriaca fu parzialmente distrutto dalle truppe francesi e spagnole. Subì ulteriori danneggiamenti nel terremoto del 1887.

Siti di interesse comunitario[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale insiste il sito di interesse comunitario (SIC) del monte Abellio, istituito con Decreto Ministeriale 25 marzo 2005, ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico dolceacquino

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Dolceacqua sono 186[8], pari all'8,95% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[9]:

  1. Romania, 51
  2. Germania, 28
  3. Francia, 25

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è stato insignito, dal 2007, della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano ed è sede nazionale dell'omonima associazione formata dai Comuni: l'Associazione Paesi Bandiera Arancione[10].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte, il borgo ed il castello a inizio Novecento

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Pinacoteca Giovanni Morscio.

Nel 1970 venne inaugurata la pinacoteca Giovanni Morscio, dedicata al pittore di Dolceacqua che donò all'amministrazione comunale alcune opere sue e di pittori a lui contemporanei, e la cui collezione venne ampliata nel decennio successivo con opere di altri pittori locali, quali Marcello Cammi e Mario Raimondo[11][12].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Qui è stata girata parte degli esterni del film Io sono l'amore di Luca Guadagnino.

L'albo speciale del fumetto Dampyr intitolato Lucrezia e pubblicato nel 2010 in occasione del festival horror Autunnonero è ambientato, in segno di omaggio, interamente a Dolceacqua.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Banda Musicale "Cittadina di Dolceacqua", fondata nel 1862.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Tra le specialità gastronomiche del territorio di Dolceacqua le michette (dolce), il fugasùn (una pizza al pomodoro o alle erbe) e il cartelétu, quarto anteriore ripieno del capretto.

Persone legate a Dolceacqua[modifica | modifica wikitesto]

Targa commemorativa a Claude Monet
  • Giovanni Morscio (Dolceacqua, 1887 - 1972), pittore.
  • Mario Raimondo, detto "Barbadirame" (Dolceacqua, 1923 - 2010), pittore.
  • Diego Cassini, in arte "Narciso River" (Dolceacqua, 1991), giovane artista noto per le sue opere Iper-Realistiche realizzate a grafite.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è costituito dal solo capoluogo per una superficie territoriale di 20,28 km²[13].

Confina a nord con il comune di Rocchetta Nervina, a sud con Camporosso e San Biagio della Cima, ad ovest con Breil-sur-Roya (Francia), Airole, Ventimiglia e Camporosso, ad est con Isolabona, Apricale e Perinaldo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere del Borgo

Ottime le coltivazioni della vite, da cui si ricavano vini da tavola come il Rossese di Dolceacqua superiore o il Rossese di Dolceacqua.

In piazza Padre Giovanni Mauro l'ultima domenica di ogni mese si tiene il mercatino "bio" di Dolceacqua.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Dolceacqua è attraversato principalmente dalla strada provinciale 64 che gli permette il collegamento con Camporosso, a sud, e Isolabona verso nord. Altre arterie stradali sono le provinciali 68 e 70 all'interno del territorio comunale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Giancarlo Cassini Partito Comunista Italiano Sindaco
1990 1995 Gino Mauro Partito Socialista Italiano Sindaco
1995 1999 Gloriana Negri Lista civica Sindaco
1999 2004 Mauro Giordano Lista civica Sindaco
2004 2009 Gianni Rebaudo Lista civica Sindaco
2009 in carica Fulvio Gazzola Lista civica "Dolceacqua da vivere" Sindaco [14]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Dolceacqua è gemellata con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Dolceacqua fa parte dell'Unione dei comuni delle Valli Nervia e Roja, di cui ospita la sede.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 15 gennaio 2017.
  5. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  6. ^ Fonte dal sito sanremonews.it, sanremonews.it. URL consultato il 17 marzo 2012.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  9. ^ Dati superiori alle 20 unità
  10. ^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano
  11. ^ Pinacoteca Giovanni Morscio, su culturaitalia.it. URL consultato il 26 aprile 2015.
  12. ^ Liguria, Touring Club Italiano, 1996 [1982], p. 553, ISBN 88-365-0009-9.
  13. ^ Fonte dallo statuto comunale di Dolceacqua, incomune.interno.it. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  14. ^ Il 16 aprile 2015 viene eletto alla carica di presidente del Consiglio dell'Unione dei comuni delle Valli Nervia e Roja

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN247403261
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