Caravonica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Caravonica
comune
Caravonica – Stemma Caravonica – Bandiera
Panorama di Caravonica
Panorama di Caravonica
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Fernando Gandolfi (Lista civica "Uniti per Caravonica") dal 06/06/2016
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 43°59′32.41″N 7°57′31.41″E / 43.992336°N 7.958725°E43.992336; 7.958725 (Caravonica)Coordinate: 43°59′32.41″N 7°57′31.41″E / 43.992336°N 7.958725°E43.992336; 7.958725 (Caravonica)
Altitudine 360 m s.l.m.
Superficie 4,47 km²
Abitanti 282[1] (31-12-2015)
Densità 63,09 ab./km²
Frazioni San Bartolomeo d'Arzeno
Comuni confinanti Borgomaro, Cesio, Chiusanico, Pieve di Teco
Altre informazioni
Cod. postale 18020
Prefisso 0183
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008012
Cod. catastale B734
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 2 051 GG[2]
Nome abitanti caravonichesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caravonica
Caravonica
Posizione del comune di Caravonica nella provincia di Imperia
Posizione del comune di Caravonica nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Caravònica (Karevónega[3] o Cairónega, in caravonichese[4] o Caônega, Caiônega, in ligure della zona), è un comune italiano di 282 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Caravonica è situato lungo il fianco destro della valle del torrente Trexenda, quest'ultimo tributario del torrente Impero.

Il territorio comunale è costituito, oltre il capoluogo, dall'unica frazione di San Bartolomeo d'Arzeno per un totale di 4,47 k[5]. Confina a nord con i comuni di Pieve di Teco e Cesio, a sud con Borgomaro, ad ovest con Pieve di Teco e Cesio e ad est con Cesio e Chiusanico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del borgo di Caravonica e della chiesa

Situato in una posizione più arretrata rispetto all'importante arteria stradale della statale 28 del Colle di Nava, il borgo di Caravonica in epoca passata costituiva una tappa obbligata, un unico percorso per le carovane che dalla costa imperiese dovevano raggiungere l'entroterra e, valicando il Colle San Bartolomeo, la valle Arroscia e quindi il Piemonte: la cosiddetta "Via Marenca"[6]. E proprio collegandosi alla parola "carovana" potrebbe derivare il toponimo del comune o, come da un'antica tradizione popolare e contadina[6], invece da una bella fanciulla di nome Nice che dai suoi canti tra i pascoli e i boschi del territorio nacque l'appellativo de Cara vox Nice ("La cara voce di Nice") e da qui "Caravonica"[6].

Il villaggio di Caravonica fu frequentato già in epoca romana[6], interessato successivamente dalle incursioni barbariche[6] e, verso la metà del VII secolo[6], sotto il dominio dei Longobardi. Con i Franchi il borgo fu sottoposto alla giurisdizione amministrativa della Marca Arduinica[6] e religiosamente nei possedimenti della diocesi di Albenga[6]. Citato ufficialmente per la prima volta in un documento del 1150[6], a cinque anni prima risale l'atto vescovile di Odoardo nel quale concesse[6] ai conti Raimondo e Filippo di Ventimiglia la riscossione dei proventi delle decime ecclesiastiche nei territori della valle del Maro e dell'Impero, e quindi pure di Caravonica (1145[6]).

Possedimento dei conti ventimigliesi[6] il borgo è citato ancora nel 1156[6] nei carteggi del conte e signore del Maro Ottone di Ventimiglia e nel 1233 quale partecipante alla fondazione del feudo di Pieve di Teco[6]. Al 1424[6] risale l'indipendenza della locale chiesa parrocchiale di San Michele dalla matrice pieve dei Santi Nazario e Celso di Borgomaro passando sotto una gestione religiosa alternata tra la curia vescovile ingauna e la Santa Sede[6]. Tra i secoli XV, XVI e XVII[6] il territorio caravonichese fu la residenza dei locali marchesi di Caravonica, un ramo minore dei conti di Ventimiglia, che a ponente della parrocchiale del borgo eressero la loro dimora-castello[6]; quest'ultima fu danneggiata negli scontri napoleonici di fine Settecento e definitivamente demolita in epoca successiva per motivi statici e di sicurezza[6].

Unito nei possedimenti del duca Emanuele Filiberto I di Savoia dal 1575[6], nel Seicento Caravonica patì come altri luoghi del Maro e del ponente ligure gli scontri tra gli eserciti del Ducato di Savoia e della Repubblica di Genova[6], soprattutto nella guerra del 1625[6]. Nel giugno del 1706 il borgo ospitò la duchessa Anna Maria di Orléans, moglie di Vittorio Amedeo II, che stava fuggendo dalla città di Torino assediata dai Francesi portando con sé i figli e, pare, la Sacra Sindone[6].

Legato alla dominazione del Regno di Sardegna fu lo sviluppo economico e sociale che ebbe il territorio anche grazie alle nuove e modernizzate vie di collegamento tra la costa ligure e il Piemonte: la Via Regia[6]. Interessato nelle guerre napoleoniche del 1794[6] e di quella più sanguinosa del 1799[6] (ingenti furono le perdite tra gli schieramenti contrapposti francesi e piemontesi), il territorio di Caravonica confluì tra il 1801 e il 1803 nella Repubblica Ligure[6] andando a costituire il II cantone di Val di Maro nella Giurisdizione degli Ulivi. Nel 1804 gli fu unita la municipalità di San Bartolomeo di Arzeno[7].

Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 il territorio venne inserito nel Dipartimento di Montenotte sotto l'arrondissement di Porto Maurizio[7].

Nuovamente inglobato nel Regno di Sardegna dal 1815[7], così come stabilito dal Congresso di Vienna del 1814, e scorporato il ricostituito ente municipale di Arzeno[7], confluì nel Regno d'Italia dal 1861[7]. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I mandamento di Borgomaro del circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Porto Maurizio e, con la sua costituzione, della successiva provincia di Imperia[7]. Gli ultimi aggiustamenti territoriali del comune di Caravonica risalgono al 1929[7] quando inglobò la frazione di San Bartolomeo dal comune di Arzeno d'Oneglia (soppresso e unito al comune di Cesio).

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana dell'Olivo e dal 2009 al 2011 della Comunità montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Caravonica-Stemma.png
Caravonica-Gonfalone.png
« Troncato, semipartito: il primo di verde alla lettera C maiuscola dorata; il secondo d'azzurro con cinque stelle d'oro a sette punte; il terzo d'oro con un castello rosso a tre torri merlate alla guelfa e quattro finestre, una sul corpo centrale ed una in ogni torre »
(Descrizione araldica dello stemma[8])
« Drappo di giallo... »
(Descrizione araldica del gonfalone[8])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo e di San Pietro nel centro storico caravonichese

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Michele Arcangelo nel capoluogo. Eretta intorno all'XI secolo (alcune fonti datano la chiesa al 1052) è una delle più antiche del borgo, della quale oggi non rimane che qualche rudere delle mura perimetrali e dell'abside presso il locale cimitero.
  • Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo e di San Pietro nel capoluogo. Riedificata nel 1670 su una preesistente costruzione, di cui rimangono le tracce nella struttura del campanile, conserva una statua dell'arcangelo del XIX secolo e una pala della Madonna del Rosario e oranti attribuita al pittore Bernardo Castello.
  • Oratorio della Santissima Annunziata nel capoluogo, opera settecentesca di architettura barocca di Filippo Marvaldi.
  • Chiesa di San Bartolomeo d'Arzeno. Collocata in posizione dominante nella frazione omonima, fu posta sotto le dipendenze dei Cavalieri di San Giovanni, poi noti come Cavalieri di Malta fin dal Medioevo.
  • Santuario di Nostra Signora delle Vigne, lungo la strada statale 28 del Colle di Nava per il colle San Bartolomeo, parzialmente ricostruito nel 1740; presenta notevoli stucchi realizzati da Francesco Maria Marvaldi e dal ticinese Gio Andrea Casella.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Caravonica sono 49[10], pari al 17,31% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[11]:

  1. Albania, 39

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio della Santissima Annunziata a Caravonica

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Caravonica[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune basa la sua principale risorsa economica sull'attività agricola, specie nella produzione dell'olivicoltura e della viticoltura. Il territorio offre una discreta produzione di vini come il Vermentino o il Dolcetto.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Caravonica è attraversato dal vecchio tracciato della strada statale 28 del Colle di Nava collegandosi, a nord, con le provinciali 20 e 21 presso il Colle San Bartolomeo e, a sud, innestandosi con la frazione di San Lazzaro Reale nel territorio comunale di Borgomaro.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Gian Marzo Zerbino Democrazia Cristiana Sindaco
1990 20 maggio 1991 Aldo Compare Democrazia Cristiana Sindaco [12]
28 giugno 1991 24 novembre 1991 Rinieri Ferone Comm. straord. [13]
1991 1996 Ugo Bonsignorio Democrazia Cristiana, poi Partito Popolare Italiano Sindaco
1996 2006 Giuseppe Marvaldi Lista civica Sindaco
2006 2011 Fernando Gandolfi Lista civica Sindaco
2011 in carica Fernando Gandolfi Lista civica "Uniti per Caravonica" Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Caravonica fa parte dell'Unione dei comuni della Valle Impero e della Valle del Maro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 141.
  4. ^ , . Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Fonte dallo statuto comunale di Caravonica (PDF), comuniecitta.it. URL consultato il 21 ottobre 2013.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa Fonte dal libro di Andrea Gandolfo, La provincia di Imperia: storia, arti, tradizioni. Volume 1, Peveragno, Blu Edizioni, 2005.
  7. ^ a b c d e f g Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 22 ottobre 2013.
  8. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  11. ^ Dati superiori alle 20 unità
  12. ^ Dopo le dimissioni del sindaco (14 maggio 1991) e di undici consiglieri (20 maggio 1991) la giunta cade per la mancanza del numero legale
  13. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 28 giugno 1991 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 177 del 30 luglio 1991

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Liguria Portale Liguria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Liguria