Castel Vittorio

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Castel Vittorio
comune
Castel Vittorio – Stemma Castel Vittorio – Bandiera
Castel Vittorio – Veduta
Panorama di Castel Vittorio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Gian Stefano Oddera (Lista civica "Uniti per Castel Vittorio") dal 06/06/2016
Territorio
Coordinate 43°55′40.28″N 7°40′27.35″E / 43.927856°N 7.674264°E43.927856; 7.674264 (Castel Vittorio)Coordinate: 43°55′40.28″N 7°40′27.35″E / 43.927856°N 7.674264°E43.927856; 7.674264 (Castel Vittorio)
Altitudine 420 m s.l.m.
Superficie 25,93 km²
Abitanti 287[1] (31-12-2015)
Densità 11,07 ab./km²
Comuni confinanti Apricale, Bajardo, Molini di Triora, Pigna, Triora
Altre informazioni
Cod. postale 18030
Prefisso 0184
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008015
Cod. catastale C110
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 143 GG[2]
Nome abitanti castellesi
Patrono santo Stefano
Giorno festivo 26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castel Vittorio
Castel Vittorio
Castel Vittorio – Mappa
Posizione del comune di Castel Vittorio nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Castel Vittorio o Castelvittorio (Castè in ligure, U Casté nella variante locale[3]) è un comune italiano di 287 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Castel Vittorio, formato da un nucleo storico di forma ellittica, sorge arroccato in cima ad un ripido colle, al termine di un sottile crinale boscoso dominante l'alta valle del torrente Nervia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del dipartimento delle Alpi Marittime (1793) con le due municipalità di Pigna e di Castelfranco nel cantone di Perinaldo
Mappa dello stesso dipartimento francese (1805) con Castelfranco nel cantone di Pigna

Anticamente denominato Castrum Dodi[4][5] e quindi "Castel Dho"[4], probabilmente dal nome di un feudatario[4], il borgo fu un antico possedimento fondato dai conti di Ventimiglia nel XII secolo[5] e che amministrarono il paese fino al 1260[5]. Da tale anno, infatti, il conte Bonifacio, figlio di Oberto di Ventimiglia conte di Badalucco - con dominio su Triora, metà di Arma di Taggia e Bussana - decise la vendita della proprietà al cittadino genovese Gianella Avvocato per la somma di 3.090 lire genovesi[5]. Quest'ultimo vendette poi, nel 1261[5], tale possedimento al Comune di Genova. Ribattezzato il feudo in Castelfranco[5], la Repubblica di Genova inglobò questa parte del territorio dell'alta val Nervia al controllo giurisdizionale della podesteria di Triora[5].

Il feudo godette di un'ampia autonomia amministrativa, eleggendo locali consoli e amministrando in proprio le cause civili di lievi entità[5].

Nel corso della sua storia numerosi e documentati furono i contrasti con il vicino comune di Pigna, legato soprattutto per i diversi domini politici che amministrarono i due paesi: Castelfranco schierato con i Genovesi e nel suo dominio repubblicano, il secondo inglobato tra i possedimenti del Ducato di Savoia. Oltre ad un fallimentare tentativo d'assalto al locale castello di Castelfranco perpetrato dalle truppe sabaude nel 1625[4], altri scritti locali tramandano il furto, nel 1747[4], delle campane della locale parrocchiale ad opera dei cittadini pignaschi. Pigna subì invece, secondo leggende locali, il vero e proprio sradicamento della piazza cittadina a causa del furto delle lastre che ne costituivano la pavimentazione[4].

Altri movimenti popolari e di sommossa caratterizzarono questa parte del territorio dell'alta valle del Nervia nel corso del 1792[4], su spinta dei primi echi rivoluzionari provenienti dalla vicina Francia, con il successivo passaggio nel 1793 delle unite municipalità di Pigna e Castelfranco nel cantone di Perinaldo (distretto di Mentone) nel dipartimento francese delle Alpi Marittime. Nel 1798[5], nuovamente separato da Pigna e rientrante tra i territori della Repubblica Ligure, divenne comune capoluogo di cantone nella giurisdizione delle Palme con capoluogo Sanremo. Unito al cantone di Triora nella giurisdizione degli Ulivi (Oneglia capoluogo) nel 1803[5], due anni dopo passò nel Dipartimento delle Alpi Marittime sotto il cantone di Pigna (distretto di Sanremo) all'interno del Primo Impero francese[5].

Con la caduta di Napoleone Bonaparte, e secondo le disposizioni del congresso di Vienna del 1814, la municipalità di Castelfranco passò sotto il Regno di Sardegna[5] che lo inserì nel mandamento di Dolceacqua, in provincia di Sanremo. Facente parte del Regno d'Italia dal 1861[5], dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel III mandamento di Dolceacqua del circondario di Sanremo facente parte della provincia di Nizza (poi provincia di Porto Maurizio e, dal 1923, di Imperia)[5].

In onore del re Vittorio Emanuele II di Savoia il comune cambiò denominazione nel 1862[5] nell'odierno toponimo di Castel Vittorio (o, secondo altre forme scritte, Castelvittorio).

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Intemelia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Castel Vittorio-Stemma.png
Castel Vittorio-Gonfalone.png

« D'azzurro, al castello di rosso con i mattoni bordati di nero, poggiato su di una pianura verde, con cinque torri merlate alla ghibellina, di cui la centrale più alta ed aperta, le finestre in foggia di feritoie. Sopra la torre centrale, uno scudetto d'argento con croce rossa »

(Descrizione araldica dello stemma[6])

« Drappo partito di verde e di rosso... »

(Descrizione araldica del gonfalone[6])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di Santo Stefano nel centro storico di Castel Vittorio

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di Santo Stefano, il cui impianto attuale è datato al rifacimento barocco del 1764[4]. Di particolare interesse artistico è un bassorilievo - presente sul portale laterale - risalente al XVI o XVII secolo. All'interno è conservato un dipinto raffigurante la Crocifissione di Gesù del pittore Marcello Venusti, databile alla seconda metà del Cinquecento e un crocifisso di Anton Maria Maragliano. Isolato rispetto alla parrocchiale, posto però di fronte ad essa, è il campanile con cupolino rivestito da ceramiche policrome.
  • Oratorio di Santa Caterina. L'edificio fu eretto in epoca medievale e in seguito sconsacrato. Sul fianco destro della chiesa è presente un portale sormontato da un piccolo porticale pensile del XV secolo.
  • Chiesa della Madonna Assunta o di Santa Maria di Lago Pigo, ai confini amministrativi con Pigna. La chiesa fu fondata nel 1227[4] con la denominazione di Nostra Signora di Nogareto, trasformata nella struttura nel corso del Quattrocento[4] e ancora nelle forme barocche piemontesi[4]. Due torrette affiancano la facciata con portale trilitico - datato al 1512[4] - e con mensole a testa di toro, mentre la pianta dell'edificio si presenta di forma circolare inscritta in due quadrati. Lo stabile è in stato di abbandono[4].
  • Chiesa campestre di San Luigi, lungo il sentiero-mulattiera per Bajardo.
  • Chiesa campestre della Madonna della Colletta, lungo il sentiero-mulattiera per Bajardo.
  • Chiesa campestre di San Sebastiano, lungo il sentiero-mulattiera per Bajardo.
  • Chiesetta della Madonna del Ponte.
  • Chiesetta di San Giovanni Battista.
  • Chiesetta di San Giuseppe presso il cimitero di Castel Vittorio.
  • Chiesetta della Madonna del Carmine.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile barocco della parrocchiale castellese

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico castellese

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Castel Vittorio sono 25[8], pari all'8,53% della popolazione totale.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è costituito solamente dal capoluogo per una superficie territoriale di 25,93 km²[9].

Confina a nord con il comune di Triora, a sud con Apricale e Bajardo, ad ovest con Pigna e ad est con Molini di Triora. All'interno del territorio comunale è presente nella zona a settentrione un'enclave del comune di Pigna.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La principale attività economica del territorio di Castel Vittorio è legata all'agricoltura, alla viticoltura, alla floricoltura e alla raccolta di funghi.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Castel Vittorio è attraversato principalmente dalla strada provinciale 64 che permette il collegamento con Pigna, verso ovest, e Bajardo verso sud. Altra arteria provinciale è la SP 65, attraverso il colle Langan, per Triora e Molini di Triora.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Posizione del comune di Castel Vittorio nell'Unione dei Comuni delle Valli Nervia e Roja e nella provincia di Imperia
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1988 1997 Gian Stefano Orengo Democrazia Cristiana, poi Partito Popolare Italiano Sindaco
1997 2016 Gian Franco Orengo Lista civica Sindaco
2011 2016 Gian Stefano Orengo Lista civica "Orengo" Sindaco
2016 in carica Gian Stefano Oddera Lista civica "Uniti per Castel Vittorio" Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Castel Vittorio fa parte dell'Unione dei comuni delle Valli Nervia e Roja.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Villaggi di Pietra. Viaggio nell'entroterra della Riviera dei Fiori, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2002.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 16 ottobre 2017.
  6. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  9. ^ Fonte dallo statuto comunale di Castel Vittorio, comune.castelvittorio.im.it. URL consultato il 16 ottobre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN311731882
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