Lucinasco

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Lucinasco
comune
Lucinasco – Stemma Lucinasco – Bandiera
Lucinasco – Veduta
Panorama di Lucinasco
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Domenico Abbo (Lista civica "Lista civica") dal 06/06/2016
Data di istituzione 1958
Territorio
Coordinate 43°58′03.75″N 7°57′46.12″E / 43.967708°N 7.962811°E43.967708; 7.962811 (Lucinasco)Coordinate: 43°58′03.75″N 7°57′46.12″E / 43.967708°N 7.962811°E43.967708; 7.962811 (Lucinasco)
Altitudine 499 m s.l.m.
Superficie 7,9 km²
Abitanti 272[1] (31-12-2015)
Densità 34,43 ab./km²
Frazioni Borgoratto
Comuni confinanti Borgomaro, Chiusanico, Chiusavecchia, Pontedassio, Vasia
Altre informazioni
Cod. postale 18020
Prefisso 0183
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008033
Cod. catastale E719
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 339 GG[2]
Nome abitanti lucinaschesi
Patrono sant'Antonino
Giorno festivo 2 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lucinasco
Lucinasco
Lucinasco – Mappa
Posizione del comune di Lucinasco nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Lucinasco (Lüxinascu in ligure[3]) è un comune italiano di 272 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Lucinasco è situato nell'alta valle del torrente Impero e il suo borgo è ubicato a circa 500 m s.l.m. lungo un crinale che domina pure il versante orografico del torrente Maro. Circa 55.000 gli alberi di ulivo censiti nel territorio lucinaschese, un'area principalmente dedita alla coltivazione agricola, ai quali si aggiungono a quote più elevate zone boschive di lecci e castagni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Borgoratto

La prima testimonianza scritta e certificata del territorio di Lucinasco risale al 21 maggio 1154[4] quando, ottenuta l'investitura dal vescovo Odoardo della diocesi di Albenga[4], i conti di Ventimiglia Raimondo e Filippo furono incaricati alla riscossione delle decime. A questo periodo storico risalirebbe[4] pertanto la costruzione del locale castello da parte dei conti ventimigliesi che, legati al Comune di Genova dal 1250[4], dominarono questa parte del territorio lucinaschese, di Prelà e della valle del Maro in una signoria autonoma[4]. Nel 1234 proprio a Lucinasco scoppiò una rivolta antifeudale contro i conti di Ventimiglia; l'intervento armato dei soldati di Genova riportò la calma nel territorio nell'autunno dello stesso anno e particolarmente sofferta per la popolazione lucinaschese fu il ritorno autoritario dei conti ventimigliesi che con un atto del 20 dicembre 1234 inevitabilmente portò a pesanti ritorsioni, tra questi il pagamento delle ingenti spese belliche procurate dalla rivolta paesana.

Fu il conte Gaspare di Ventimiglia nel 1455[4] a vendere ad Onorato I Lascaris di Ventimiglia, conte di Tenda, i propri possedimenti terrieri; la gestione della signoria del Maro passò quindi al figlio Gian Antonio II Lascaris di Ventimiglia[4] e, alla sua morte, all'unica figlia Anna[4] (moglie di Renato di Savoia-Villars, conte di Sommariva) che nel 1536 per onorare un debito dovette cedere il feudo al banchiere Ansaldo Grimaldi[4]; nel 1544 la famiglia Lascaris riuscì però a rientrarne in possesso[4].

I diritti su Tenda, Prelà e la valle del Maro saranno poi ceduti nel 1575 dalla nipote di Anna, Renata[4], moglie del duca di Mayenne, al duca Emanuele Filiberto di Savoia che inserì questa parte del territorio ponentino nella sabauda provincia di Oneglia[4]. Nel 1590 fu la moglie di Carlo Emanuele I di Savoia, la duchessa Caterina Michela d'Asburgo, a darne l'investitura del feudo del Maro al marchese di Ciriè Gio. Gerolamo Doria[4].

Con la soppressione dei feudi imperiali e la conseguente dominazione napoleonica il territorio di Lucinasco confluì tra il 1801 e il 1803 nella Repubblica Ligure andando a costituire il II cantone di Val di Maro nella Giurisdizione degli Ulivi[4].

Annesso al Primo Impero francese[4], dal 13 giugno 1805 al 1814 il territorio fu inserito nel Dipartimento di Montenotte sotto l'arrondissement di Porto Maurizio[4]. Nuovamente inglobato nel Regno di Sardegna dal 1815[4], così come stabilito dal Congresso di Vienna del 1814, confluì nel Regno d'Italia dal 1861[4]. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I mandamento omonimo del circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Porto Maurizio e, con la sua costituzione, della successiva provincia di Imperia[4].

Al 1923[5] risale la soppressione del comune di Lucinasco e il conseguente accorpamento nel territorio di Chiusavecchia come frazione; nel 1958[6], acquisì nuovamente una propria indipendenza comunale.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana dell'Olivo e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[7], ha fatto parte fino al 2011 della Comunità montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lucinasco-Stemma.png
Lucinasco-Gonfalone.png
« Drappo troncato di azzurro e giallo... »
(Descrizione araldica del gonfalone[8])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonino, nel centro storico di Lucinasco, ricostruita nel Settecento.
  • Oratorio di San Giovanni Battista nel centro storico di Lucinasco. Ricostruito in stile barocco nel corso del XVIII secolo, forse sotto la direzione progettuale del maestro Filippo Marvaldi, è sede della Confraternita dei Disciplinanti. Furono invece i maestri Gio Andrea Casella e Domenico Sertorio, nel biennio 1759-1760, ad eseguire i lavori di decorazione a stucco; altri interventi, eseguiti nel corso dell'Ottocento, sono opera di Lorenzo Acquarone (1809) e Francesco Gandolfo (1822).
  • Chiesa di Santo Stefano, del XV secolo, nei pressi dell'omonimo laghetto.
  • Chiesa di Santa Maria Maddalena. Eretto in stile romanico nel XV secolo (datata probabilmente tra il 1401 e il 1430), è stato dichiarato monumento nazionale. La struttura è caratterizzata da un portone ogivale sormontato da un rosone, oltre che decorazioni con archetti e un'abside quadrangolare affiancato da due absidi semicircolari.
  • Cappella del monte Acquarone, costruita tra il 1730 e il 1735 nei pressi del monte omonimo lungo la strada che conduce a Vasia. Restaurata tra il 1816 e il 1818, dopo le devastazioni di fine Settecento, nel 1872 fu ricostruita la loggia e nel 1888 un più sostanziale intervento di recupero dell'edificio.
  • Chiesa parrocchiale di San Pantaleone nella frazione di Borgoratto.
  • Oratorio della Madonna del Carmine nella frazione di Borgoratto, edificato verso la metà del XVIII secolo per volere di Pietro Giovanni Ramella.
  • Oratorio di San Pantaleone nella borgata di Case Moline, eretto tra il 1637 e il 1639, e consacrato nel 1647. Il ciclo di affreschi del Sancta Sanctorum è stato realizzato nel corso del 1687. L'edificio subì un intervento di ampliamento tra il 1727 e il 1741.
  • Oratorio di San Giovanni Evangelista. Al suo interno è custodita una tavola del tardo cinquecento, attribuita alla mano del Pancalino.
  • Oratorio di San Giuseppe, edificato nella seconda metà del XVII secolo.
  • Oratorio di San Bernardo, la cui esistenza è documentata a partire dal 1652 e dei quali non rimangono che alcuni ruderi dopo le devastazioni compiute dai soldati napoleonici sul finire del Settecento.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Lucinasco sono 61[10], pari al 22,59% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[11]:

  1. Albania, 35

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di Sant'Antonino nel centro storico di Lucinasco

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo d'arte sacra "Lazzaro Acquarone". All'interno sono conservate opere scultoree come statue lignee del XV secolo, oltre ad opere dello stesso scultore locale Lazzaro Acquarone.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è costituito, oltre il capoluogo, dall'unica frazione di Borgoratto e dalla borgata di Casa Moline per un totale di 7,9 km2[12].

Confina a nord con il comune di Borgomaro, a sud con Pontedassio, ad ovest con Borgomaro e Vasia, e ad est con Chiusanico e Chiusavecchia.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Basa la sua principale risorsa economica sulla produzione agricola, specie la coltivazione degli ulivi.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Lucinasco è attraversato dalla strada provinciale 30 che permette il collegamento stradale con Chiusavecchia, ad est, e con la provinciale 24 nei pressi di Borgomaro verso ovest.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il museo d'arte sacra "Lazzaro Acquarone"
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1958 1959 Pasquale Armenise Comm. straord.
1959 1963 Francesco Abbo Sindaco
1963 1967 Antonio Davigo Sindaco
1967 1972 Natale Davigo Sindaco
1972 1991 Sauro Abbo Partito Liberale Italiano Sindaco
1991 1997 Dino Abbo Democrazia Cristiana, poi Partito Popolare Italiano Sindaco
1997 2006 Pietro Davigo Lista civica Sindaco
2006 in carica Domenico Abbo Lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Lucinasco fa parte dell'Unione dei comuni della Valle Impero e della Valle del Maro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 14 ottobre 2013.
  5. ^ Regio decreto-legge 6 dicembre 1923, n. 2769
  6. ^ Decreto del presidente della Repubblica 19 giugno 1958, n. 798
  7. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  8. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 30 novembre 2013.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  11. ^ Dati superiori alle 20 unità
  12. ^ Fonte dallo statuto comunale di Lucinasco, comune.lucinasco.im.it. URL consultato il 13 settembre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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