Santo dei Santi

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Modello del Tabernacolo che mostra il Santo con dietro il Santo dei Santi

Nell'ebraismo il Santo dei Santi o Sancta Sanctorum (in ebraico קֹדֶשׁ הַקֳּדָשִׁים Qodesh ha-Qodashim) costituiva l'area più sacra del tabernacolo prima e del Tempio di Salomone dopo, nei quali era custodita l'Arca dell'Alleanza.[1]

Ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Coperto e/o circondato da uno o più "teli" color rosso/viola, in essa poteva entrare solo il sommo sacerdote, una volta l'anno, durante la ricorrenza dello Yom Kippur con l'offerta d'incenso nel rituale d'espiazione; egli pronunciava il tetragramma biblico, le cui "vocali" conosceva solo per rivelazione divina: la reale vocalizzazione era da questi tramandata solo al suo successore. I piedi del Sommo Sacerdote venivano legati a una corda[senza fonte] nel caso svenisse o venisse colto da un malore per l'emozione nel pronunciare il Tetragramma.

Gli operai che si occupavano delle riparazioni dovevano essere calati dentro il Santo dei Santi dall'alto[senza fonte] in quanto non era permesso loro né entrarvi né sostare sulla superficie sacra. Il Santo dei Santi era separato per mezzo di una tenda, il parochet, dal resto del santuario; al suo interno si trovava la presunta pietra di fondazione del mondo, ossia la even shetiyyah. Secondo la tradizione questa roccia si trova proprio "nel centro" del mondo e fu "la base" sulla quale il mondo venne creato. Secondo l'esegesi ebraica, nella letteratura rabbinica, vi sono due concezioni sull'esistenza delle "pietre fondamentali" del luogo del Tempio di Gerusalemme sul monte Moriah sulla Città di David: la prima riguarda la "pietra" riguardo al dialogo tra re Davide e Qadosh BaruchHu, in merito alle acque che avrebbero da lì invaso il Mondo; la seconda riguarda la "pietra" posta sotto talune colonne del Tempio stesso. Inoltre da Sion Dio ha iniziato a creare il Mondo tutto.

Fino alla fine del periodo del primo Tempio si conservavano nel Santo dei Santi una fiasca di manna e il bastone di Mosè e quello di Aronne.

Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

La Bibbia racconta che il giorno in cui Gesù morì in croce sul telo coprente il Santo dei Santi si aprì uno squarcio, come avevano preannunciato le Sacre Scritture.
In merito a tale episodio, il Vangelo secondo Marco sostiene che avvenne dopo che Gesù era già morto[2], al contrario del Vangelo secondo Luca che riferisce come l'evento accadde quando Gesù era ancora vivo[3]; le due versioni sono temporalmente inconciliabili.[4] In ogni caso, tale evento - che, interessando proprio il Santo dei Santi, l'area più sacra del Tempio, avrebbe dovuto avere un'eco notevole - non è riportato da alcuna altra fonte storica non cristiana.[5][6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fulvio Di Giovambattista Il giorno dell'espiazione nella lettera agli Ebrei 2000 p24 "17a prescrive poi che nessuno doveva essere presente nel Santo durante l'esecuzione dei riti del sangue, dal momento in cui il Sommo Sacerdote entrava nel Santo dei Santi fino a quello in cui usciva dal Santo"
  2. ^ "Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, dall'alto in basso." (Mc15,37-38).
  3. ^ " Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò." (Lc23,45-46).
  4. ^ Bart D. Ehrman, Jesus, Interrupted - Revealing the Hidden Contradictions in the Bible, HarperCollins Publishers, 2009, pp. 51-52, ISBN: 978-0-06-186327-1.
  5. ^ Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani, Longanesi, 2007, pag. 92, ISBN: 978-88-304-2427-2.
  6. ^ Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, p. 113-114, ISBN: 978-88-430-7821-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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