Apricale

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Apricale
comune
Apricale – Stemma
Panorama di Apricale
Panorama di Apricale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Silvano Pisano (Lista civica "Apricale per tutti") dal 06/06/2016
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 43°52′49.92″N 7°39′37.74″E / 43.880533°N 7.660483°E43.880533; 7.660483 (Apricale)Coordinate: 43°52′49.92″N 7°39′37.74″E / 43.880533°N 7.660483°E43.880533; 7.660483 (Apricale)
Altitudine 273 m s.l.m.
Superficie 19,94 km²
Abitanti 629[1] (31-12-2015)
Densità 31,54 ab./km²
Frazioni Foa, Regione Osaggio, Semoigo
Comuni confinanti Bajardo, Castel Vittorio, Dolceacqua, Isolabona, Perinaldo, Pigna, Rocchetta Nervina, Sanremo
Altre informazioni
Cod. postale 18035
Prefisso 0184
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008002
Cod. catastale A338
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 2 015 GG[2]
Nome abitanti apricalesi
Patrono sant'Antonio abate
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Apricale
Apricale
Posizione del comune di Apricale nella provincia di Imperia
Posizione del comune di Apricale nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Apricale (Brigar o Avrigà in ligure[3]) è un comune italiano di 629 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo medievale è situato nell'entroterra di Bordighera, nella valle del torrente Merdanzo, affluente del Nervia, a 13 km dalla costa della Riviera di Ponente. Sullo sfondo è visibile il monte Bignone (1.299 m.). Dista dal capoluogo circa 52 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Percorso storico[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del dipartimento delle Alpi Marittime (1793) con Apricale nel cantone di Perinaldo
Mappa dello stesso dipartimento francese (1805) con Apricale nel cantone di Dolceacqua

L'origine del borgo[4] sembrerebbe risalire all'età del bronzo, grazie ai ritrovamenti di tumoli sepolcrali in località Pian del Re (nel dialetto locale Cian deu Re). Ufficialmente il borgo venne fondato intorno al X secolo dai conti provenienti da Ventimiglia, passando poi nel 1276 ai Doria, signori di Dolceacqua.

Nel 1267 comparvero i primi statuti, tra i più antichi della Liguria, legati all'indipendenza per la costituzione in Libero Comune. Nel 1573 la famiglia Grimaldi di Monaco distrusse il locale castello, precedentemente eretto dai Doria, scatenando lotte e guerre interne.

Con l'annessione del contado di Nizza alla Prima Repubblica francese, nel 1793, Apricale entrò a far parte del cantone di Perinaldo (distretto di Mentone) poi di Monaco nel dipartimento francese delle Alpi Marittime.[5]

Nel 1805 Apricale restò nello cantone di Dolceacqua (che sostituì Perinaldo come capoluogo), ma passò nel nuovo distretto di Sanremo, dello stesso dipartimento, esteso a est per annessione di una parte della Repubblica Ligure.[6].

Alla caduta del Primo Impero francese, nel 1815, tornò al Regno di Sardegna, come stabilito dal Congresso di Vienna, e successivamente nel Regno d'Italia, dal 1861.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Intemelia.

Gli statuti[modifica | modifica wikitesto]

Importanti per la comunità apricalese medievale furono gli storici statuti comunali del 1267, considerati i più antichi della Liguria, i quali regolarizzarono la vita degli abitanti del borgo con regole ben precise. Ogni aspetto è minuziosamente contemplato, dalla regolarizzazione delle principali attività economiche, al pagamento delle tasse e dei tributi, alle pene per i reati più gravi.

Proprio sul tema della giustizia si applicarono svariati e talvolta trucidi regolamenti punitivi, dalla sepoltura dell'assassino (ancora vivo) con la vittima, alla decapitazione delle donne adultere fino all'amputazione di un piede o della mano per i ladri di bestiame. I furti dovevano essere prevenuti dalle due guardie campestri - costrette a dormire tutti i giorni d'estate e due notti in inverno nelle ore notturne nei campi - e obbligate loro stesse al risarcimento materiale a seguito del mancato arresto dei presunti ladri dopo otto giorni dal furto.

Gli statuti prevedevano inoltre il giudizio di Dio: il procuratore di danni o furti a terzi poteva essere dichiarato innocente se riusciva a camminare - per un breve tratto - con un ferro rovente in mano senza ustionarsi.[7]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Apricale-Stemma.png
« Scudo con veliero, contornato da fronde di querce e d'olivo »
(Descrizione araldica dello stemma[8])

La presenza di un veliero nello stemma comunale, alquanto curiosa per un borgo medievale arroccato nell'entroterra, si spiega con la storica collaborazione tra il paese e i cantieri navali della costa; dai boschi di Apricale proveniva infatti il legname per la costruzione delle navi della flotta della Repubblica di Genova.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale della Purificazione di Maria Vergine. La chiesa, eretta intorno al XII secolo, è stata più volte rimaneggiata e ingrandita. Nel 1760 un restauro ha trasformato l'edificio in stile barocco. La facciata neoromanica è stata rifatta nel 1935. Il campanile della chiesa è stato ottenuto dall'antica torre quadrata del vicino castello della Lucertola nella cui sommità è stata fissata una bicicletta rivolta verso l'alto. La singolare e curiosa installazione altro non è che un'opera artistica contemporanea del 2000 di Sergio Bianco: La forza della non gravità.
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli, sita ai piedi del paese, ospita affreschi risalenti al Quattrocento.
  • Chiesa di Sant'Antonio. Risalente al XIII secolo fu edificata nei pressi del locale cimitero sui resti di un antico tempio di epoca romanica.
  • Oratorio di San Bartolomeo cui all'interno è conservato un polittico in legno del 1544.
  • Ruderi della chiesa di San Pietro in Ento, la prima parrocchiale del territorio e risalente all'XI o XII secolo.
  • Cappella di San Vincenzo Ferrer. Risalente al XVI secolo, ma rivista in forme barocche, è situata lungo la strada provinciale per Perinaldo a circa un chilometro dal centro di Apricale. Conserva in una nicchia della facciata la statua del santo.
  • Cappella di San Martino. Forse già antica pieve romanica le prime informazioni sulla cappella risalgono al XVI secolo. Conserva tracce di affreschi cinquecenteschi nel catino dell'abside.
  • Cappella di San Rocco. Edificata lungo la mulattiera per Pigna, nella zona settentrionale del borgo apricalese, è citata in un atto testamentario del 1576.
  • Cappella di Moudena, situato lungo la mulattiera per la regione di Moudena.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti ad Apricale sono 115[10], pari al 18,76% della popolazione totale.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 maggio e 4 luglio 2002 il Comune di Apricale ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norme ISO 14001 e ISO 9001 e un attestato OHSAS 18001 per la sicurezza[11].

Il comune fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia[12] e insignito della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[13].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il caso Giovanni Martini

Fino a tempi recenti si è sostenuta l'ipotesi delle origini apricalesi di Giovanni Martini, noto per essere l'unico sopravvissuto della colonna di Custer alla battaglia del Little Bighorn, avviando una sorta di contesa dei natali con il comune salernitano di Sala Consilina. La "disputa" si è definitivamente risolta il 18 settembre 2010 quando nuovi accertamenti ufficiali, nello specifico il ritrovamento dell'atto di nascita, hanno identificato il celebre trombettiere John Martin nella figura di Giovanni Crisostomo Martino, nato proprio nella città salese il 28 gennaio 1852.

Nel centro del paese, lungo una stretta via medievale, ha sede la biblioteca comunale, mentre all'interno del locale castello apricalese si trova il museo della storia di Apricale che conserva documenti e reperti storici tra cui i celebri Statuti apricalesi del 1267.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno vengono organizzate mostre fotografiche, scultoree e pittoriche all'interno del castello della Lucertola. L'antistante piazza, cuore del borgo apricalese, è teatro di diversi eventi locali quali la festa dell'olio nuovo, la festa della primavera, la festa di san Valentino nel mese di febbraio e la sagra della pansarola (frittelle dolci) la seconda domenica di settembre. Dal 2014 il borgo è sede della manifestazione 'Apricale Tango', che nella prima settimana di gennaio richiama numerosi appassionati di Tango Argentino con eventi, serate danzanti e spettacoli.

Persone legate ad Apricale[modifica | modifica wikitesto]

  • Cristina Anna Bellomo (1861 - 1904), contessa di Apricale. La sua vita romanzesca e tragica è evocata nel castello della Lucertola. Abbandonata dopo il matrimonio da Battista Pisano, prestò servizio dal conte Charles de La Tour che si invaghì di lei e la portò a Parigi, iniziandola ai salotti mondani e lasciandole, alla sua morte, una fortuna. Bellissima e molto corteggiata si recò in Russia con la nipote Maria alla corte degli Zar, qui conobbe Sergej Aleksandrovič Romanov, fratello dello Zar, che se ne innamorò. Inviate in estremo oriente dal governo russo come spie, Maria e Cristina furono scoperte e imprigionate. Maria, morì di tubercolosi, mentre Cristina riuscì a tornare ad Apricale con l'intenzione di divorziare dal marito per sposare il Granduca. Pisano, colto da un raptus di gelosia, la uccise prima di suicidarsi impiccandosi alla croce del cimitero di Bajardo.
  • Emanuele Luzzati (Genova, 1921 - Genova, 2007), scenografo, animatore e illustratore, il 14 settembre del 2003 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Si basa principalmente sull'agricoltura e sul turismo. In questo borgo si produce un pregiato olio di oliva, di origine taggiasca, e dalla viticoltura il vino di uva Rossese.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Apricale è situata lungo la strada provinciale 64 la quale collega Vallecrosia con Castel Vittorio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio dopo il restauro (foto 2013).
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Roberto Pizzio Democrazia Cristiana Sindaco
1990 2004 Roberto Pizzio Lista civica Sindaco
2004 2009 Giuseppe Mario Lanteri Lista civica Sindaco
2009 19 agosto 2010 Roberto Pizzio Lista civica "Vivere ad Apricale" Sindaco [14]
9 settembre 2010 16 maggio 2011 Francesco Piano Comm. straord. [15]
2011 in carica Silvano Pisano Lista civica "Apricale per tutti" Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Posizione del comune di Apricale nell'Unione dei comuni delle Valli Nervia e Roja

Apricale fa parte dell'Unione dei comuni delle Valli Nervia e Roja.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ I dati storici sono stati confrontati con il sito del Comune di Apricale
  5. ^ Alain Otho, "Les divisions anciennes des Alpes-Maritimes (2)", Bulletin de l'Association généalogique des Alpes-Maritimes, 23, 09/2013
  6. ^ Décret du 15 Messidor an XIII, Bulletin des lois vol. 37, p. 84
  7. ^ Fonte dal libro Villaggi di pietra di Enzo Bernardini
  8. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  9. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  11. ^ Fonte dal sito del Comune di Apricale - Certificazioni
  12. ^ Fonte dal sito de I borghi più belli d'Italia
  13. ^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano
  14. ^ Dopo le dimissioni di sette consiglieri la giunta cade per la mancanza del numero legale
  15. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 9 settembre 2010 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 224 del 24 settembre 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN234315822
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