Perinaldo

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Perinaldo
comune
Perinaldo – Stemma Perinaldo – Bandiera
Perinaldo – Veduta
Panorama di Perinaldo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
SindacoFrancesco Guglielmi (Lista civica "Viviamo Perinaldo") dal 01/06/2015
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate43°52′00.95″N 7°40′27.66″E / 43.866931°N 7.67435°E43.866931; 7.67435 (Perinaldo)Coordinate: 43°52′00.95″N 7°40′27.66″E / 43.866931°N 7.67435°E43.866931; 7.67435 (Perinaldo)
Altitudine572 m s.l.m.
Superficie20,3 km²
Abitanti870[1] (31-12-2015)
Densità42,86 ab./km²
FrazioniNegi, Suseneo
Comuni confinantiApricale, Bajardo, Dolceacqua, San Biagio della Cima, Sanremo, Seborga, Soldano, Vallebona
Altre informazioni
Cod. postale18032
Prefisso0184
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT008040
Cod. catastaleG454
TargaIM
Cl. sismicazona 3s (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 521 GG[2]
Nome abitantiperinaldesi
Patronosan Nicolò
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Perinaldo
Perinaldo
Perinaldo – Mappa
Posizione del comune di Perinaldo nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Perinaldo (Preinòud in ligure[3]) è un comune italiano di 870 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Perinaldo è ubicato lungo l'esile cresta collinare che si stacca a levante dal nodo dei monti Bignone e Caggio, a cavallo tra le valli dei torrenti Verbone - a sud - e Merdanzo a nord.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico perinaldese

Secondo gli storici antichi, sorse intorno all'anno 1000 per volontà di Rinaldo della potente famiglia dei Conti di Ventimiglia, dal quale ne derivò il nome. Infatti, il toponimo Perinaldo ha origine dalla parola Podium Rainaldi[4]: letteralmente il "poggio di Rinaldo". La leggenda vuole che il locale castello abbia accolto i fuggitivi della vicina villa Gionco, che sotto attacco dei saraceni, venne data alle fiamme[5].

Il castello è già menzionato in una dichiarazione del 1164 da parte di Guidone Guerra, conte di Ventimiglia, che si impegna a proteggere la persona e i beni del vescovo di Nizza, offrendo in garanzia alcuni sudditi dei feudi di Sospello, Roccabruna, Perinaldo, e Pigna[6].

Nel 1220 il castello di Perinaldo si era già costituito in comune, eleggendo dei propri consoli in rappresentanza della comunità[7].

A seguito dell'indebolimento dei conti di Ventimiglia e del rafforzamento del potere di Genova nei territori del Ponente Ligure, il conte Oberto vendette nel 1228[8] i feudi di Perinaldo e Gionco al genovese Fulcone da Castello, che li tenne fino al 1251, anno in cui vennero di nuovo ceduti a Zaccaria de Castro[9].

I feudi perinaldesi rimasero nelle disponibilità della famiglia Zaccaria fino al 1288[8], anno in cui vennero acquistati dall'ammiraglio genovese Oberto Doria, che insieme ai territori di Dolceacqua, Apricale e Isolabona andarono a costituire il più antico nucleo della Signoria ghibellina dei Doria[10].

I Doria fecero del proprio dominio il centro di raccolta dei ghibellini genovesi, che si contrapposero con dure lotte ai guelfi di Monaco, capeggiati dalla famiglia Grimaldi. Tale rivalità si protrasse fino al 1491, anno in cui le due famiglie si allearono a seguito del matrimonio tra Luca Doria e Francesca Grimaldi di Monaco[11].

Ma la pace durò pochi anni, perché nel 1523 il figlio di Luca, Bartolomeo Doria, con l'intento di creare un'unica grande signoria tra Dolceacqua e Monaco, uccise lo zio materno Luciano I di Monaco[12]. A seguito del delitto, per sfuggire al bando dell'impero, il Doria fece solenne atto di vassallaggio al duca Carlo III di Savoia, ed è così che Perinaldo, insieme agli altri castelli, divenne dal 1524[8] un protettorato del ducato sabaudo.

Nel 1580 la comunità di Perinaldo, con l'approvazione di Giulio Doria, elaborò i nuovi statuti comunitari formati da 169 articoli, redatti in italiano, rappresentanti uno dei più completi e importanti documenti statutari di tutta la zona[13].

Mappa del dipartimento delle Alpi Marittime (1793) con Perinaldo nell'omonimo cantone
Mappa dello stesso dipartimento francese (1805) con Perinaldo nel cantone di Dolceacqua

Nel 1625 i castelli dei Doria entrarono in guerra al fianco del Duca di Savoia contro la Repubblica di Genova. Ma la politica incerta del Signore di Dolceacqua, il quale, pur dichiarandosi alleato del Duca, favorì nella pratica l'avanzata dei Genovesi. Questa situazione portò all'occupazione da parte del duca dei possedimenti dorieschi, che si risolse solo nel 1652, anno in cui i feudatari dovettero giurare definitivamente obbedienza ai Savoia, vedendo così innalzato il proprio feudo a marchesato. A Perinaldo tale giuramento avvenne il 10 aprile, officiato nella piazza antistante la parrocchiale, alla presenza di tutti i capifamiglia del distretto[14].

Nel 1640[4] i frati dell'Ordine di San Francesco, si insediano nel paese costruendo un convento accanto alla chiesa di San Sebastiano: si deve a loro un'importante innovazione agraria, in quanto sostituirono la coltivazione dell'ulivo olivastro nell'attuale varietà taggiasca ancora in atto.

Nel 1672 lo scoppio tra Genova e Savoia di un nuovo conflitto interessò direttamente i castelli della signoria dei Doria. Il 28 agosto le milizie corse, che combatterono per la repubblica genovese, accerchiarono il castello di Perinaldo, e dopo una lunga resistenza, riuscirono ad abbattere le porte delle mura e ad entrare nell'abitato spargendo morte e terrore tra gli abitanti[15]. Amministrativamente il territorio perinaldese fu sottoposto alla provincia di Nizza (1723[8]) e successivamente nella provincia di Sospello (1729[8]) del Regno di Sardegna.

Occupato dalle truppe francesi nel 1793[8], all'anno successivo è attestato il passaggio da Perinaldo di Napoleone Bonaparte insieme al generale Andrea Massena, pernottando nel castello Maraldi e nel palazzo Allavena[4]. A seguito di questa visita e in riferimento alla riorganizzazione territoriale della zona, Perinaldo viene eletto capoluogo di cantone al posto di Dolceacqua[16] nel distretto di Mentone del Dipartimento delle Alpi Marittime.

Con il passaggio di questa parte di territorio ponentino nel Primo Impero francese nel 1805[8], Perinaldo passò nel distretto di Sanremo, sempre all'interno del medesimo dipartimento. La caduta di Napoleone Bonaparte (1814) e il successivo congresso di Vienna portò il passaggio del territorio nuovamente nel regno sabaudo[8], nella contea e poi divisione di Nizza. La caduta di Napoleone Bonaparte (1814) e il successivo congresso di Vienna portò il passaggio del territorio ponentino ligure nel Regno di Sardegna[8], nella contea e poi divisione di Nizza. Facente parte del Regno d'Italia dal 1861, dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel III mandamento di Dolceacqua del circondario di Sanremo facente parte della provincia di Nizza (poi provincia di Porto Maurizio e, dal 1923, di Imperia[8]).

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Intemelia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Perinaldo-Stemma.png
Perinaldo-Gonfalone.png

« Partito: il PRIMO, d'oro, al ramoscello di olivo, di verde, posto in sbarra, fruttato di dieci, di nero; il SECONDO, di rosso, al leone d'oro; al capo di verde, caricato dalla rotella d'argento alla croce di rosso. Ornamenti esteriori da Comune »

(Descrizione araldica dello stemma[17])

« Drappo di bianco »

(Descrizione araldica del gonfalone[17])

Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati approvati con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 6 ottobre 2003.[18]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Nicola nel centro storico perinaldese

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Nicola da Bari nel centro storico di Perinaldo. Costruita su un precedente edificio dell'XI secolo, è stata ampliata tra il 1465 e il 1480 e ancora nel 1660 rinnovata secondo il nuovo gusto barocco per opera dell'architetto Francesco Marvaldi. Tra le opere una tela attribuita alla mano di Bartolomeo Gennari e donata dall'astronomo Giovanni Domenico Cassini nel 1672.
  • Oratorio di San Benedetto nel centro storico perinaldese. L'attuale chiesa è stata costruita nel 1580 per sostituire la vecchia sede, già presente nei primi anni del 1500, ritenuta troppo piccola ed angusta per contenere tutti i confratelli della Compagnia di San Benedetto. Il nuovo edificio venne eretto per volontà della comunità e su autorizzazione del feudatario Stefano Doria[19].
  • Chiesa di Sant'Antonio nel centro storico perinaldese. La chiesa è stata costruita nel 1641 al tempo in cui i padri di San Francesco dei Minori Riformati della Provincia di Genova, ottennero il permesso di fondare un nuovo convento e ristrutturare la vecchia chiesa di San Sebastiano, presente già ad inizio Cinquecento. Conserva al suo interno diverse tele, tra cui una Natività attribuita a Bartolomeo Puppo e un San Sebastiano della scuola del Carrega. Nel pavimento sono ancora presenti delle lapidi sepolcrali appartenenti a famiglie locali[20].
  • Chiesa di Santa Giusta, situata lungo la strada recentemente asfaltata che corre alle falde del monte Caggio. Dallo spiazzo antistante la chiesa si gode di un panorama straordinario sul paese.
  • Santuario della Visitazione. Costruito tra il 1602 e il 1612 sul poggio detto "de lo rei", poco lontano dai resti di un preesistente oratorio[21]. La tradizione popolare lo vuole "orientato sul meridiano" su proposta di Giovanni Domenico Cassini. In realtà non esiste ad oggi una documentazione che certifichi la data della sua costruzione, né tanto meno la partecipazione di Giovanni Domenico Cassini. Inoltre il santuario attualmente non risulta orientato sul meridiano, ma se ne discosta di circa 6°30'. Il santuario viene anche chiamato della Madonna del Poggio dei Rei poiché, secondo la leggenda locale, chi confessava al parroco i propri peccati o misfatti, veniva mandato qui ad espiare le proprie colpe. Sempre secondo i racconti locali, il penitente doveva rimanere in ginocchio dal tramonto fino al mattino seguente sopra del granoturco sparso davanti alla porta. All'interno della chiesa è stata realizzata nel 2007 una grande meridiana a camera oscura. L'immagine solare entra nella chiesa da uno piccolo foro (foro stenopeico) di 15 mm di diametro e si proietta al mezzogiorno solare su una linea meridiana che attraversa tutta la chiesa. La Meridiana della Visitazione è fra le più grandi esistenti e la più grande realizzata dalla fine dell'Ottocento.
  • Chiesetta di San Bartolomeo, di origine antichissima, sovrastante la frazione di Negi.
  • Chiesa di Sant'Isidoro, edificata nella frazione di Suseneo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Sant'Antonio a Perinaldo

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[22]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Perinaldo sono 108[23], pari al 12,47% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[24]:

  1. Germania, 25
  2. Francia, 21
  3. Romania, 21

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è stato insignito nel 2015 della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[25]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Sant'Antonio

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo "Giovanni Domenico Cassini".
  • Osservatorio astronomico comunale "Giovanni Domenico Cassini". Il giorno 27 ottobre 2012 è stato consegnato al sindaco di Perinaldo il certificato relativo alla nomina dell'asteroide 7556 Perinaldo[26].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Rassegna gastronomica del carciofo di Perinaldo e dell'olio extravergine di oliva taggiasca, a maggio, nel centro storico di Perinaldo.

Persone legate a Perinaldo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è costituito, oltre al capoluogo, dalle due frazioni di Negi e Suseneo per una superficie territoriale di 20,3 km²[27].

Confina a nord con il comune di Apricale, a sud con San Biagio della Cima, Soldano, Vallebona e Seborga, ad ovest con Apricale, Dolceacqua e San Biagio della Cima, e ad est con Apricale, Bajardo e Sanremo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Targa del centro storico indicante la casa natale dei celebri astronomi perinaldesi

La principale risorsa economica del comune è l'attività legata all'agricoltura, specie la coltivazione dell'ulivo taggiasco e la sua produzione. Degna di nota è anche la coltivazione del carciofo violetto, presidio Slow Food.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Perinaldo è situata lungo la strada provinciale 59. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto i caselli autostradali di Bordighera e di Ventimiglia sull'autostrada A10 sono le uscite consigliate per raggiungere la destinazione.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Bordighera e di Ventimiglia sulla linea ferroviaria Ventimiglia-Genova nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona se escludiamo la piccola stazione di Vallecrosia.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Perinaldo esiste una squadra di calcio a 5, che prende il nome del piccolo paese e gioca nel campionato di Serie D ligure.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Francesco Guglielmi Partito Comunista Italiano Sindaco
1990 1995 Francesco Guglielmi Partito Comunista Italiano Sindaco
1995 1999 Renato Cane Lista civica Sindaco
1999 2004 Francesco Guglielmi Lista civica Sindaco
2004 3 febbraio 2005 Francesco Guglielmi Lista civica Sindaco [28]
9 febbraio 2005 4 aprile 2005 Rosa Abussi Commissario straordinario [29]
2005 2010 Patrizia Guglielmi Lista civica Sindaco
2010 2015 Francesco Guglielmi Lista civica "Viviamo Perinaldo" Sindaco
2015 in carica Francesco Guglielmi Lista civica "Viviamo Perinaldo" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Perinaldo è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Villaggi di Pietra. Viaggio nell'entroterra della Riviera dei Fiori, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2002.
  5. ^ Girolamo Rossi, Storia del Marchesato di Dolceacqua e dei Comuni di Pigna e Castelfranco, Oneglia, 1862, p. 41.
  6. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 360.
  7. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 29.
  8. ^ a b c d e f g h i j Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 6 novembre 2017.
  9. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, pp. 31-32.
  10. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 43.
  11. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 109.
  12. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 152.
  13. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 269.
  14. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 212.
  15. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 221.
  16. ^ Francesco Guglielmi, Perinaldo nel marchesato di Dolceacqua, Alzani, 1985, p. 106.
  17. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  18. ^ Tratto dal sito Comuni-Italiani.it
  19. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 179.
  20. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, pp. 244-247.
  21. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, pp. 248-250.
  22. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  23. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  24. ^ Dati superiori alle 20 unità
  25. ^ Comune di Perinaldo (IM) - Bandiere arancioni, su www.bandierearancioni.it. URL consultato il 1° agosto 2015.
  26. ^ Un asteroide col nome di Perinaldo: al sindaco Giuglielmi consegnato il certificato, su riviera24.it. URL consultato il 31 luglio 2013.
  27. ^ Fonte dallo statuto comunale di Perinaldo, su comune.perinaldo.im.it. URL consultato il 6 novembre 2017.
  28. ^ Si dimette dalla carica amministrativa
  29. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 9 febbraio 2005 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 21 febbraio 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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