Vasia

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Vasia
comune
Vasia – Stemma Vasia – Bandiera
Vasia – Veduta
L'alto campanile della parrocchiale di Vasia
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
SindacoMauro Casale (lista civica "Insieme per Vasia") dal 26-5-2014 (2º mandato dal 27-5-2019)
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate43°55′59.63″N 7°57′15.63″E / 43.933231°N 7.954342°E43.933231; 7.954342 (Vasia)Coordinate: 43°55′59.63″N 7°57′15.63″E / 43.933231°N 7.954342°E43.933231; 7.954342 (Vasia)
Altitudine385 m s.l.m.
Superficie11,15 km²
Abitanti396[1] (30-6-2019)
Densità35,52 ab./km²
FrazioniPantasina, Pianavia, Prelà Castello, Torretta
Comuni confinantiBorgomaro, Dolcedo, Imperia, Lucinasco, Pontedassio, Prelà
Altre informazioni
Cod. postale18020
Prefisso0183
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT008064
Cod. catastaleL693
TargaIM
Cl. sismicazona 3s (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 114 GG[2]
Nome abitantivasiesi
Patronosant'Antonio abate
Giorno festivo17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vasia
Vasia
Vasia – Mappa
Posizione del comune di Vasia nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Vasia (Vàsia in ligure[3]) è un comune italiano di 396 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo è situato alle falde del monte Acquarone, con lo sviluppo dei vari nuclei e insediamenti lungo le vallette laterali dei rii Molini - quest'ultimo tributario del torrente Prino - e Vasia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di Sant'Antonio di Vasia

La zona inserita nel territorio di Prelà fu un antico possedimento dei vescovi di Albenga.

Incerta e ancora oggi sconosciuta è l'origine del toponimo Vasia[4]. Un primo insediamento umano era ubicato in posizione più a settentrione rispetto l'odierno abitato vasiese[4].

Già dall'epoca longobarda nel territorio operarono i monaci bedettini di San Colombano che già avevano fondato nel cuneese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona e, nel VII secolo, l'abbazia di Taggia. Essi operavano in raccordo e con scambio di merci attraverso i valici con i monaci dell'abbazia di San Martino dell'isola Gallinara di Albenga, che a Vasia avevano fondato attorno al VII secolo il monastero di San Martino. In seguito operarono anche con i monaci dell'abbazia di Lerino, che da monaci eremiti avevano accolto anche loro la regola cenobitica di san Colombano diffondendosi anche fuori dall'isola, dalla costa fino a Seborga; furono monaci famosi per la cultura, lo studio ed il lavoro, e per la riapertura di vie commerciali, la coltivazione intensiva con nuove tecniche agricole, bonifiche terriere e terrazzamenti, e la conservazione degli alimenti; tutte le fondazioni accoglieranno verso il IX secolo la regola benedettina.

Nel 1103 il vescovo di Albenga Adalberto assegnò il feudo di Pietralata (Prelà assieme a Vasia) proprio ai monaci di Lerino che ricostruirono il monastero di San Martino. La coltivazione dell'ulivo, soprattutto oliva taggiasca, si diffuse quindi per opera dei monaci benedettini, favorendo lo spostamento degli abitati più a valle. La costruzione di frantoi impose insediamenti lungo le acque dei torrenti dove potessero essere impiantati mulini ad acqua.

Il territorio si costituì dapprima nella contea di Pietralata che, a sua volta, si divise in due castellanie[5]: Pietralata Superiore e Pietralata Inferiore. Le due castellanie legarono e strinsero patti di aderenza e accomandigia al Comune di Genova e, successivamente, alla Repubblica di Genova.

Vasia fu assoggettata alla giurisdizione della castellania di Pietralata Superiore[5] e quindi alla vicina comunità di Prelà, con Prelà Castello, Villatalla, Pantasina, Pianavia e Moltedo[5], sotto la dominazione dei marchesi di Clavesana[5]. Il territorio passò poi ai conti di Ventimiglia dal 1233[5] e per discendenza ai Lascaris di Ventimiglia[5]; quest'ultimi erano già gli organi preposti alla riscossione delle decime per conto del clero ingauno. Già compreso come capoluogo della podesteria che faceva riferimento anche per i borghi di Moltedo e Pianavia[4], il territorio di Vasia e zone limitrofe fu unito al Ducato di Savoia nel 1575 seguendone le sorti. Nel 1723 fu compreso nella sabauda provincia di Oneglia[4].

Con la dominazione napoleonica di inizio Ottocento la municipalità di Vasia venne compresa dal 1801 tra i confini della Repubblica Ligure[4] inserendosi nel cantone degli Ulivi della giurisdizione degli Ulivi (capoluogo Oneglia e Porto Maurizio come capo cantone). Dal 1805 al 1814[4] con il Primo Impero francese i nuclei di Vasia, Pantasina e Pianavia andarono a costituire un'unica municipalità[4] sotto il cantone di Oneglia del Dipartimento di Montenotte. Alla caduta di Napoleone, il congresso di Vienna del 1814 stabilì l'annessione nel Regno di Sardegna che inquadrò questa parte del territorio nella provincia di Oneglia[4]; nel 1818 è sottoposta al mandamento di Prelà, provincia di Oneglia, divisione di Nizza[4]. Con il passaggio nel successivo Regno d'Italia, dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel III mandamento di Dolcedo del circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Nizza (poi provincia di Porto Maurizio e, dal 1923, di Imperia)[4].

Nel 1928 riceve i territori dei comuni soppressi di Pantasina e Pianavia - odierne frazioni di Vasia - e la frazione di Prelà Castello dal comune di Prelà[6].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana dell'Olivo e, fino al 2011, della Comunità montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Vasia-Stemma.png
Vasia-Gonfalone.png

«Semitroncato partito: il PRIMO, troncato d'oro e d'argento, all'aquila di nero, allumata e linguata di rosso, coronata d'oro, attraversante; il SECONDO, di azzurro, all'olivo sradicato, con la chioma di verde, il tronco e le radici al naturale, fruttato di cinque di nero; il TERZO, di rosso, alla torre d'oro, murata di nero, merlata di cinque alla guelfa, finestrata di due in palo, di nero, chiusa dello stesso, fondata sulla pianura di verde. Ornamenti esteriori da Comune»

(Descrizione araldica dello stemma[7])

«Drappo partito di azzurro»

(Descrizione araldica del gonfalone[7])

Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati approvati con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 25 gennaio del 2005.[8]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio dell'Immacolata Concezione di Vasia

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate nel capoluogo. Il primo impianto aveva origini quattrocentesche[5] e nel corso del 1640[5] la struttura fu rivisitata nello stile architettonico barocco. Il campanile, realizzato tra il 1804 e il 1806, opera del capomastro svizzero Ignazio Monti, risulta essere con i suoi 49 metri il più alto della valle[5]. All'interno, a tre navate, sono visibili due polittici del XV e del XVI secolo[5], entrambi raffiguranti la Madonna col Bambino e santi.
  • Oratorio dell'Immacolata concezione nel capoluogo. Imponente costruzione progettata dagli architetti Pasquale Carli e Filippo Marvaldi[5] di Candesco e realizzata tra il 1757 e il 1767 in stile tardo barocco[5]. Costruito appositamente per ospitare la statua del Cristo Risorto, opera lignea dello scultore Carlo Giuseppe Plura di Lugano[5] (del 1730 circa).
  • Chiesa di San Martino di Tours nel capoluogo, presso il locale cimitero. L'edificio antico venne edificato dai monaci del monastero di San Martino dell'isola Gallinara di Albenga attorno al VII secolo, in seguito furono i monaci benedettini dell'abbazia di Lerino a riedificare sull'edificio preesistente intorno al 1119[9][10] il complesso monastico che, per la data di fondazione, è considerato il più antico luogo religioso della valle di Prelà[9]. La struttura si presenta in stile architettonico romanico, con facciata semplice a capanna e un campanile mozzo a forma quadrata con monofora. I monaci abitarono il complesso di San Martino, poi inserito dal 1453 nel priorato di San Michele di Ventimiglia, fino al 1563[9].
  • Chiesa campestre di Sant'Anna nel capoluogo. Il primario edificio, a tre navate, venne realizzato tra il 1493 e il 1513[5]. Nel corso del XVII secolo la struttura subì[5] la demolizione delle due navate laterali, l'abbassamento della copertura e la realizzazione di un piccolo porticato. Internamente, e sempre in tale secolo[5], si compì la trasformazione architettonica dallo stile romanico al barocco. Nell'estate del 1624 Antoon Van Dyck dipinse su rozza tela il famoso quadro della Sacra Famiglia, donandolo alla chiesa medesima; il quadro si trova ora nella chiesa parrocchiale di San Bernardo di Moltedo. Più recentemente il citato quadro è stato attribuito a Jan Roos, famoso collaboratore del Van Dyck, attivi entrambi in Liguria nello stesso periodo.
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Filippo nella frazione di Prelà Castello. Già pieve battesimale, è di origine medievale, edificata dai monaci benedettini dell'abbazia di Lerino, ma venne completamente ricostruita nel XVI secolo.
  • Oratorio della Santissima Trinità, che fronteggia la parrocchiale nella frazione di Prelà Castello.
  • Chiesa parrocchiale della Trasfigurazione del Salvatore nella frazione di Pantasina. Risalente al Seicento, fu edificata sulla base di un tempio preesistente.
  • Ex oratorio di Santa Caterina nella frazione di Pantasina.
  • Santuario della Madonna della Guardia nella frazione di Pantasina. Edificato su un colle ameno a poca distanza dal paese in direzione Colle d'Oggia, ricorda nelle forme il santuario di Montegrazie di Imperia. Dal suo sagrato si può godere di un'ottima vista sugli altri paesi della valle fino alla città di Porto Maurizio.
  • Varie chiese nelle varie borgate di Pantasina: la chiesa di San Giuseppe in borgata Pino, quella sei Santi Cosma e Damiano in borgata Galli e la chiesetta dell'Assunta in borgata Poggio.
  • Chiesa parrocchiale dell'Annunziata, sita nella frazione di Pianavia, con quadro dell'Annunciazione di Calzia.
  • Chiesa dell'Immacolata Concezione nella frazione di Torretta.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Pietralata. Sito nella frazione di Prelà Castello, la struttura primaria sarebbe risalente al XII secolo. Già sede dei locali signori dell'alta valle del Prino, nel corso dei secoli il maniero perse la sua funzione difensiva e residenziale presentandosi attualmente in stato di rudere e non visitabile. La struttura, da uno studio del sito, si presentava molto massiccia e collocato nei pressi di uno sperone roccioso; tra le mura emerge ancora il mastio turrito.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Panorama della frazione di Prelà Castello e, sulla destra, del locale castello.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Vasia sono 53[12], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[13]:

  1. Germania, 27

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Panorama della frazione di Pantasina

Il territorio comunale è costituito, oltre al capoluogo, dalle frazioni di Pantasina, Pianavia, Prelà Castello e Torretta per una superficie territoriale di 11,15 km²[14].

Confina a nord con il comune di Borgomaro, a sud con Dolcedo, ad ovest con Prelà e ad est con Lucinasco, Pontedassio e Imperia.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia è prevalentemente legata all'agricoltura, specie nella produzione di olio di oliva. Di pregio anche la viticoltura e l'apicoltura. Il turismo è in costante crescita, legato soprattutto ai turisti stranieri, per lo più provenienti dalla Germania.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Vasia è attraversato principalmente dalla strada provinciale 40 che permette il collegamento con Dolcedo, a sud, e la frazione di Pantasina passando per le altre frazioni di Torretta e Pianavia. Da Pantasina altre due arterie provinciali collegano il territorio vasiese con Borgomaro (SP 93) e Prelà (SP 39).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Panorama della frazione di Pianavia
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 giugno 1985 17 maggio 1990 Giacomo Arrigo Lista civica Sindaco
8 giugno 1990 24 aprile 1995 Giacomo Arrigo Lista civica Sindaco
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Umberto Cuoghi Lista civica Sindaco
14 giugno 1999 31 maggio 2004 Umberto Cuoghi Lista civica Sindaco
31 maggio 2004 14 giugno 2004 Rosa Abussi Comm. pref.
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Nello Giannini Lista civica Sindaco
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Nello Giannini Lista civica "Insieme per Vasia" Sindaco
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Mauro Casale Lista civica "Insieme per Vasia" Sindaco
27 maggio 2019 in carica Mauro Casale Lista civica "Insieme per Vasia" Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Vasia fa parte dell'Unione dei comuni montani della Valle Prino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c d e f g h i j Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 30 maggio 2018.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Villaggi di Pietra. Viaggio nell'entroterra della Riviera dei Fiori, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2002.
  6. ^ Regio decreto 11 marzo 1928, n. 567
  7. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  8. ^ Tratto dal sito Comuni-Italiani.it
  9. ^ a b c Fonte dal sito ufficiale della Cultura della Regione Liguria, su culturainliguria.it. URL consultato il 16 aprile 2020.
  10. ^ L'antica chiesa di San Martino di Vasia sul portale uranialigustica.altervista.org
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Cittadini stranieri residenti secondo i dati Istat del 31-12-2017, su demo.istat.it. URL consultato il 24 maggio 2019.
  13. ^ Dati superiori alle 20 unità
  14. ^ Fonte dallo statuto comunale di Vasia, su comune.vasia.im.it. URL consultato il 31 maggio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Casalis (a cura di), Vasia, in ID., Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, vol. XXIII, Torino 1853, pp. 844-845
  • F. Cotta, La Contea di Prelà e la chiesa di S. Giacomo. Monografia, Albenga, Piccardo, 1917
  • P. Ginatta, Prelà e Vasia, in ID., Taggia e la Valle Argentina. Diano Marina e dintorni, in «Le cento Città d'Italia illustrate», fasc. 282, Casa Editrice Sonzogno, Milano, 1929, pp. 15-16
  • Nino Lamboglia, I monumenti medioevali della Liguria di Ponente, Torino, Istituto Bancario San Paolo di Torino, 1970, p. 57
  • Nino Lamboglia, I monumenti delle valli di Imperia, Bordighera, Istituto Internazionale di Studi Liguri, 1986, pp. 95-102
  • J. Costa Restagno, Diocesi di Albenga, in «Italia Benedettina», AA.VV., Italia Benedettina, vol. II: Liguria monastica, Cesena, Centro Storico Benedettino Italiano, 1979, pp. 183-207
  • E. Ferrua Magliani e A. Mela, Vasia, in ID., Pietralata. Un Castello ed un Contado, Sanremo, Casabianca, 1982, pp. 276-287
  • R. Martini, S. Martino di Vasia, in «Provincia di Imperia», maggio-giugno 1989
  • A. Giacobbe, Conosciamo il Comune di Vasia, Comune di Vasia, 1997
  • A. Giacobbe, Alla scoperta della contea di Pietralata. I centri abitati che fanno corona nell’alta Val Prino, in «La Casana», XLV (2003), n. 1, pp. 28-35
  • A. Gandolfo, La Provincia di Imperia. Storia. Arti. Tradizioni, Blu Edizioni, Stampatre, Torino, 2005, vol. 2, pp. 1059-1070

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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