Rezzo

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Rezzo
comune
Rezzo – Stemma Rezzo – Bandiera
Rezzo – Veduta
Panorama di Rezzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
SindacoRenato Adorno (Lista civica "Quattro piazze un territorio") dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate44°01′13.45″N 7°52′19.31″E / 44.020403°N 7.872031°E44.020403; 7.872031 (Rezzo)Coordinate: 44°01′13.45″N 7°52′19.31″E / 44.020403°N 7.872031°E44.020403; 7.872031 (Rezzo)
Altitudine563 m s.l.m.
Superficie37,37 km²
Abitanti366[1] (31-12-2015)
Densità9,79 ab./km²
FrazioniCenova, Lavina, San Bernardo
Comuni confinantiAurigo, Borgomaro, Molini di Triora, Montalto Carpasio, Montegrosso Pian Latte, Pieve di Teco, Pornassio
Altre informazioni
Cod. postale18026
Prefisso0183
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT008049
Cod. catastaleH257
TargaIM
Cl. sismicazona 3s (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 499 GG[2]
Nome abitantirezzaschi o rezzesi
Patronosan Martino di Tours
Giorno festivo11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rezzo
Rezzo
Rezzo – Mappa
Posizione del comune di Rezzo nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Rezzo (Rèssu in ligure[3]) è un comune italiano di 366 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è ubicato in una conca della media valle della Giara, chiusa tra le cime montane del monte Prearba (1.446 m) e del monte Carpasina (1.415 m). Il territorio comunale culmina a nord-ovest con il monte Monega. Il borgo, di struttura in stile medievale, è posto su di un crinale elevato collegato alle due borgate lineari intermedie. Attorno al paese sono presenti le tipiche fasce dove sono presenti alcuni vigneti.

Fra i 900 e i 1.400 metri di altitudine è presente una vasta area boschiva, composta da 534 ettari di ceduo composto e da 62 ettari di ceduo semplice, considerata la più estesa della Liguria.[4] Per secoli la faggeta ha costituito una notevole fonte di ricchezza per la popolazione per i suoi diversi usi quali legna, carbone, fibre di nocciolo, foglie secche e frutti del sottobosco.

Dista dal capoluogo circa 30 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico di Rezzo

Come altri centri dell'alta valle Arroscia e della valle della Giara di Rezzo i primi nuclei rurali dell'odierno territorio rezzasco sorsero in epoca preistorica. Tuttavia le prime notizie certe e documentate sono risalenti al periodo medievale quando Rezzo rientrò tra i possedimenti feudali dei marchesi di Clavesana. Nel XIV secolo questa parte del territorio fu interessato da una contesa tra i marchesi di Ceva, i Del Carretto e gli stessi Clavesana; fu Emanuele II di Clavesana a cedere, nel corso del 1385, parte del territorio a Genova per mettere fine al contenzioso. Un'altra parte del territorio fu comunque assegnata per eredità ai marchesi carretteschi.

Una nuova controversia tra marchesati interessò il territorio di Rezzo ancora nel secolo successivo: il marchese Giovanni Pallavicino, in veste di governatore di Genova per conto della Signoria Sforzesca, concesse l'investitura al figlio di Emanuele II, Gaspare Clavesana, che acquistò la metà ancora in mano ai Del Carretto portando così ad una nuova riunificazione dei possedimenti dei Clavesana in terra di Rezzo. La più stabile dominazione della famiglia - sotto l'influenza della Repubblica di Genova - portò non solo ad un proficuo sviluppo economico, ma anche architettonico del borgo con l'edificazione del palazzo residenziale, di nuove abitazioni attorno all'edificio, il restauro della locale parrocchiale di San Martino e alla costruzione di una nuova cappella.

Una pace che fu interrotta nella seconda metà del XVII secolo quando, dopo i primi scontri e passaggi di truppe nel 1625 degli eserciti genovesi e piemontesi, si scatenarono nel 1672 con l'assalto vittorioso al territorio di Pornassio (ultimo baluardo dei genovesi) e al medievale castello di Rezzo e al borgo stesso da parte del Reggimento Savoia e tre compagnie di soldati svizzeri. Gli abitanti rezzaschi tentarono una disparata e fiera resistenza asserragliandosi dentro al maniero del XII secolo, ma fu un tentativo inutile in quanto ben presto le forze del Ducato di Savoia occuparono pure questa parte del territorio tra saccheggi e razzie; lo stesso castello fu smantellato.

Ponte antico presso la frazione di Lavina

Fu il trattato di Vienna del 1735 ad assegnare il feudo di Rezzo al Regno di Sardegna, nella persona di Carlo Emanuele III di Savoia. I marchesi di Clavesana continuarono ad avere il vassallaggio sul borgo (con l'edificazione di un nuovo palazzo attiguo alla parrocchiale del paese) fino al 1784 quando venne concesso al nobile genovese Paolo Girolamo Pallavicino. Altri movimenti di truppe si registrarono nel corso della guerra di successione austriaca del 1747.

Con la dominazione napoleonica furono istituite le tre principali municipalità di Rezzo, Cenova e Lavina che entrarono dal 1805 nei possedimenti del Primo Impero francese; i territori furono assoggettati al circondario di Porto Maurizio nella giurisdizione del Dipartimento di Montenotte dal 13 giugno 1805 al 1814.

Nel 1815 il territorio fu nuovamente inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861.

Dal 1859 al 1926 i territori dei tre comuni furono compresi nel V mandamento di Pieve di Teco del circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Porto Maurizio (poi Provincia di Imperia, dal 1923). Nel 1928[5] i due comuni di Cenova e di Lavina furono soppressi e incorporati come frazioni nella municipalità rezzasca.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Valle Arroscia e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale nº 24 del 4 luglio 2008, ha fatto parte fino al 2011 della Comunità montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Rezzo-Stemma.png
Rezzo-Gonfalone.png

« Drappo partito di giallo e di azzurro... »

(Descrizione araldica del gonfalone[6])

Lo stemma è stato concesso con il decreto del Presidente della Repubblica datato al 12 marzo del 1959[6].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo nel centro storico di Rezzo. L'edificio fu eretto nel XVII secolo e al suo interno sono conservati i resti di un polittico del XVI secolo di pittore sconosciuto. Di pregio anche l'antica fonte battesimale in ardesia.
  • Oratorio di San Mauro e Santa Consolata Monaca, presso la zona Castello.
  • Oratorio dei Santi Sebastiano e Rocco, sotto il paese, di architettura romanica.
  • Oratorio di Santa Croce dell'Ospedale o di Santa Maria Maddalena, a Rezzo, con al suo interno affreschi del pittore Pietro Guido da Ranzo.
  • Cappella di San Michele Arcangelo, citata già nel 1493, lungo la via che porta al cimitero del paese.
  • Cappella di San Bernardo, presso la zona di Case Soprane, con al suo interno affreschi del pittore Pietro Guido da Ranzo.
  • Cappella di San Giuseppe o del Presepio a Rezzo.
  • Cappella di Santa Margherita a Rezzo, citata in documenti del XVI secolo.
  • Cappelletta di Santa Croce a Rezzo.
  • Cappelletta dell'Angelo custode a Rezzo.
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora Assunta, nella frazione di Cenova, fu eretta nel XV secolo e rifatta tra il 1684 e il 1702 in stile barocco da Gio Batta Marvaldi.
  • Parrocchiale di Sant’Antonio Abate nella frazione di Lavina, costruita in forme tardo-barocche nel 1725 su un edificio del Trecento.
  • Santuario della Madonna della Neve nella frazione di Lavina, del XVIII secolo.
  • oratorio di San Giovanni Battista di Lavina, che risale al XVI secolo ed è situato non lontano dalla parrocchiale.
  • oratorio di San Colombano di Lavina, dedicato al famoso monaco irlandese che fondò l'Abbazia di Bobbio nel periodo della dominazione longobarda.
  • le cappelle di San Pantaleo, di San Sebastiano, di San Giuseppe e di San Bernardo di Lavina.
  • Santuario di Nostra Signora del Santo Sepolcro e di Maria Bambina. Eretto nel XV secolo in stile romanico, è situato a circa due chilometri dal centro abitato di Rezzo ed il tempio è considerato uno dei monumenti architettonici religiosi più importanti della valle Arroscia. Al suo interno sono presenti affreschi del pittore Pietro Guido da Ranzo, databili al 1515, con raffigurazioni inerenti a scene di vita di Gesù. In una nicchia è presente una statua marmorea della Madonna con il Bambino del XVII secolo, opera dello scultore Filippo Parodi, allievo del celebre Gian Lorenzo Bernini
  • Oratorio dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista. Eretto a Cenova tra il XVI e il XVII secolo presenta un affresco nella lunetta

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente era presente a monte del borgo un castello del XII secolo, andato poi distrutto a seguito dell'assedio piemontese del 1672. Ad oggi rimangono i pochi resti delle mura e due torri. Nel corso del XVII secolo i marchesi di Clavesana fecero erigere un nuovo castello - oggi trasformato in abitazione - in posizione strategica dominante l'abitato e l'intera valle. Del vecchio uso difensivo sono rimaste intatte le sale della cucina, il granaio, la cantina e il locale del corpo di guardia; nel sotterraneo del castello esiste ancora oggi la prigione con relativo passaggio segreto.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Monte Carpasina.

Monte Carpasina è un Sito di Interesse Comunitario (SIC) istituito con Decreto Ministeriale del 25 marzo 2005, ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Rezzo sono 37[8], pari al 10,03% della popolazione totale.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il castello dei marchesi Clavesana

Il Comune di Rezzo ha conseguito la Certificazione del proprio Sistema di Gestione Ambientale conformemente alla norma ISO 14001.[9]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La principale risorsa economica del comune è l'attività legata all'agricoltura e sull'allevamento del bestiame. Tipica del territorio di Rezzo è la produzione di canestri e cestini dal legname del nocciolo selvatico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Rezzo è situata lungo la strada provinciale 17, che la collega a valle con Pieve di Teco e, valicando il Passo della Teglia, la mette in comunicazione con Molini di Triora. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Imperia Est sull'autostrada A10 è l'uscita consigliata per raggiungere la destinazione.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La nuova stazione di Imperia è la fermata ferroviaria più vicina sulla linea Genova-Ventimiglia nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
19 luglio 1988 9 novembre 1992 Claudio Martini Partito Democratico della Sinistra-Partito Comunista Italiano Sindaco [10]
4 dicembre 1992 7 giugno 1993 Ennio Semeria Partito Democratico della Sinistra Sindaco
8 giugno 1993 28 aprile 1997 Ennio Semeria Rifondazione Comunista Sindaco
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Claudio Martini Lista civica Sindaco
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Marco Agnese Lista civica Sindaco
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Marco Agnese Lista civica Sindaco
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Ennio Semeria Lista civica "Unione indipendente" Sindaco
5 giugno 2016 in carica Renato Adorno Lista civica "Quattro piazze un territorio" Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Rezzo fa parte dell'Unione dei comuni dell'Alta Valle[11]Arroscia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dal sito della Comunità Montana Alta Valle Arroscia Archiviato il 28 marzo 2008 in Internet Archive.
  5. ^ Regio decreto 1 marzo 1928, n. 535
  6. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  9. ^ Fonte dal sito Ambiente in Liguria
  10. ^ Si dimette dalla carica amministrativa
  11. ^

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN125695937 · BNF (FRcb14629764h (data)
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