Porto Pisano sul Don

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Fiume Don

Il Porto Pisano sul Don (conosciuto con molte altre varianti ortografiche, tra le quali: porto pissano, p. pissano, p. pisano, po. pisano, portto pisano, porto pisani, porto pissani, po. pisani, p. pizani, p. pisa, p. pissa, p. pisaz, p. piza, p. pixa, porto pixan, po pixam, p. pisan, porto pisam, p. pisam, porto pixam)[1], è un antico porto, fondato dalla Repubblica di Pisa, situato su un antico ramo settentrionale del fiume Don nel mar d'Azov a ovest dall’odierna Rostov sul Don, in Russia, probabilmente, tra le attuali cittadine di Nedvigovka e Sinjavskoe non lontano dalle vestigia greco-romane dell’antica Tanais. La prima carta che lo riproduce è datata 1318.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cartina nautica del XVI secolo di Francesco Ghisolfi. L'avamposto pisano è indicato in alto a destra con la denominazione "P. pisano"

Pisa scelse di costruire un porto posto presso la foce del Don, che viene ricordato nelle carte nautiche a partire dai primi del ’300[2], probabilmente durante l’impero latino d’Oriente (detto anche impero latino di Costantinopoli 1204-1261). [...] Si ricorda anche l’esistenza all’inizio del Trecento di un Porto Pisano (attualmente Sinyavskoe / Синявское sul mare d’Azov). Questo luogo, citato da Pegolotti [...] come porto del grano della regione e da un manuale di mercatura del 1315 [... lo troviamo] per la prima volta nell’atlante di Pietro Vesconte, cioè nel momento in cui gli Occidentali riprendono le strade del Mar Nero settentrionale, da dove erano stati espulsi dalle armate del Khan tataro Tohtu nel 1307 [...]. Purtroppo la scarsità dei documenti non permette di approfondire il ruolo di questo stabilimento pisano nella prima metà del Trecento.[...][3], Pochi lustri prima del XIV secolo, tra Pisa e Venezia, si instaurò una sorta di alleanza in funzione anti genovese. Era, questo, uno ‘scambio di favori’, dato che Pisa, pur essendo ‘debole’ nel Mar Nero, in alcuni porti del Mar Mediterraneo orientale aveva una presenza pari o superiore a quella veneta e genovese.[4]. Infatti, dal 1293 Venezia obbligò le proprie navi […] di innalzare accanto all’insegna di S. Marco quella di Pisa [...][5]. La maggior parte degli studiosi predilige individuare l’insediamento portuale su un antico ramo settentrionale del fiume Don nel mar d’Azov a ovest dall’odierna Rostov sul Don, in Russia, probabilmente, tra le attuali cittadine di Nedvigovka e Sinyavskoye[6]. Alcuni studiosi propongono invece la città di Taganrog non lontano dall'antica Tanais. A sud di Porto Pisano e Tanais si trovava un’isola ormai scomparsa conosciuta nell'antichità con il nome di Alopékia[7].

Porto Pisano sorse in un’area della foce del fiume Don (oggi interrata dai sedimenti del fiume) diventata zona di smistamento di ricchi prodotti provenienti dalla via della seta divenuta da tempo sicura, sperimentata e abbastanza rapida per un gran numero di mercanti. Probabilmente Porto Pisano aveva anche una pertinenza territoriale munita di factorerie[8] ad esso, secondo quanto affermato da Bratianu[9], si giungeva con difficoltà a causa della scarsa profondità che caratterizza i fondali del Mar d’Azov. Tuttavia, tale circostanza non impedì alle navi pisane di raggiungere agevolmente il Porto, in quanto imbarcazioni prevalentemente di medio tonnellaggio.[10]

Khanato dell'Orda d'Oro al 1389
Battista Agnese 1550. Particolare del portolano

Porto Pisano forse riuscì a scampare alla grande catastrofe del 1343[11], che vide i genovesi, veneziani e fiorentini cacciati da Tana dal temibile Tamerlano (Timur-bey)[12]. Infatti risulterebbe che, circa a metà del XV secolo, Firenze si preoccupasse di trasferire su di sé i diritti commerciali di Porto Pisano, dato che aveva conquistato Pisa qualche decennio prima.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anton GORDIEVIEV, Place names of the Black Sea and Sea of Azov coasts from portolan charts of XIV-XVII centuries, Academia.edu Kiev, 2015 pp. 234-235
  2. ^ Silvano BORSARI, I rapporti tra Pisa e gli stati di Romania nel Duecento, in Rivista Storica Italiana, LXVII, 1955, IV, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, MCMLV, p. 491.
  3. ^ Micheal BALARD, “I pisani in Oriente dalla guerra di Acri (1258) al 1406” in Studi di storia pisana e toscana in onore del prof. Cinzio Violante, LX, 1991, Pisa, Bollettino Storico Pisano-Pacini, 1991 (Biblioteca del “Bollettino Storico Pisano”, Collana storica 38), p. 7. Citato in: Mario CHIAVERINI, Il ‘Porto Pisano’ alla foce del Don tra il XIII e XIV secolo, Pisa, Marich Studio storico editoriale, 2000, pp. 35-36 http://marich-edizioni.blogspot.com/
  4. ^ Mario CHIAVERINI, Il ‘Porto Pisano’ alla foce del Don tra il XIII e XIV secolo, Pisa, Marich Studio storico editoriale, 2000, pp. 24-25 http://marich-edizioni.blogspot.com/
  5. ^ Ugo TUCCI, Albertino Morosini podestà veneziano di Pisa alla Meloria, in Genova, Pisa e il Mediterraneo tra Due e Trecento. Per il VII centenario della battaglia della Meloria. Genova, 24-27 Ottobre 1984, Atti Società ligure di storia patria, n.s. Vol. XXIV (XCVIII), fasc. II, Genova, Società ligure di storia patria, MCMLXXXIV, p. 218
  6. ^ Luigi SERRISTORI, Illustrazione di una carta del mar Nero del MCCCLI e ricordi sul Caucaso, sulla Spagna, sul Marocco..., Firenze, Società editrice fiorentina, 1856, pp. 11, 36; W. HEYD, Histoire du Commerce du levant au Moyen-Âge. II, Amsterdam, Adolf M. Hakkert, 1967, ristampa dell’edizione 1885-86 pubbl. a Leipzig, pp. 167, 178. Micheal BALARD, Génois et Pisans en Orient (fin du XIIIe-début du XIVe siècle), in Genova, Pisa e il Mediterraneo tra Due e Trecento. Per il VII centenario della battaglia della Meloria. Genova, 24-27 Ottobre 1984, Atti Società ligure di storia patria, n.s. Vol. XXIV (XCVIII), fasc. II, Genova, Società ligure di storia patria, MCMLXXXIV, p. 185, Giuseppe CANESTRINI, Il Mar Nero e le colonie degli italiani nel Medio Evo, in Archivio Storico Italiano, N.S. t. V, parte 1.a, Firenze, G. P. Vieusseux, 1857, pp. 8-9.
  7. ^ W. HEYD, Histoire du Commerce du levant au Moyen-Âge. II, Amsterdam, Adolf M. Hakkert, 1967, ristampa dell’edizione 1885-86 pubbl. a Leipzig, p. 167.
  8. ^ W. HEYD, Histoire du Commerce du levant au Moyen-Âge. II, Amsterdam, Adolf M. Hakkert, 1967, ristampa dell’edizione 1885-86 pubbl. a Leipzig, p. 166, cit. in Mario CHIAVERINI, Il ‘Porto Pisano’ alla foce del Don tra il XIII e XIV secolo, Pisa, Marich Studio storico editoriale, 2000, p. 36. http://marich-edizioni.blogspot.com/
  9. ^ G. I. BRATIANU, Recherches sur le commerce génois dans la Mer Noir au XIIIe siécle. Avec 5 planches et 1 carte, Paris, Librairie orientaliste Paul Geuthner, 1929 p. 243
  10. ^ Mario CHIAVERINI, Il ‘Porto Pisano’ alla foce del Don tra il XIII e XIV secolo, Pisa, Marich Studio storico editoriale, 2000, p. 36. http://marich-edizioni.blogspot.com/
  11. ^ Giuseppe MULLER, Documenti sulle relazioni delle città toscane coll’oriente cristiano e coi turchi fino all’anno MDXXXI, Roma, Società Multigrafica editrice, 1966; Ristampa invariata dell’edizione pubblicata a Firenze nel 1879, p. XLI nota 2 di p. XL.
  12. ^ Steven RUNCIMAN, A History of the Crusade, London, Cambridge University Press, 1951, (trad. it. del primo libro di Emilio Bianchi e Aldo e Fernanda Comba, del secondo e terzo libro di Aldo e Fernanda Comba in Steven RUNCIMAN, Storia delle Crociate, vol. II, Torino, Einaudi, 19932 (Einaudi Tascabili. Saggi 133) p. 1079.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Chiaverini, Il ‘Porto Pisano’ alla foce del Don tra il XIII e XIV secolo, Pisa, Marich Studio storico editoriale, 2000.
  • (EN) Steven Runciman, A History of the Crusade, Ristampa invariata dell’edizione pubblicata a Firenze nel 1879, Londra, Cambridge University Press, 1951, (trad. it. del primo libro di Emilio Bianchi e Aldo e Fernanda Comba, del secondo e terzo libro di Aldo e Fernanda Comba in Steven Runciman, Storia delle Crociate, vol. II, Torino, Einaudi, 19932 (Einaudi Tascabili. Saggi 133) Giuseppe Muller, Documenti sulle relazioni delle città toscane coll’oriente cristiano e coi turchi fino all’anno MDXXXI, Roma, Società Multigrafica editrice, 1966;.
  • (FR) G. I. Bratianu, Recherches sur le commerce génois dans la Mer Noir au XIIIe siécle. Avec 5 planches et 1 carte, Paris, Librairie orientaliste Paul Geuthner, 1929.
  • Giuseppe Canestrini, Il Mar Nero e le colonie degli italiani nel Medio Evo, in Archivio Storico Italiano, N.S. t. V, parte 1.a, Firenze, G. P. Vieusseux, 1857.
  • (FR) W. Heyd e Luigi Serristori,, Histoire du Commerce du levant au Moyen-Âge, in Adolf M. Hakkert (a cura di), a Leipzig, II, ristampa dell’edizione 1885-86, Amsterdam, Società editrice fiorentina, 1856, 1967.
    «Illustrazione di una carta del mar Nero del MCCCLI e ricordi sul Caucaso, sulla Spagna, sul Marocco...»
  • Silvano Borsari, I rapporti tra Pisa e gli stati di Romania nel Duecento, in Rivista Storica Italiana, LXVII, IV, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1955.
  • (EN) Anton Gordieiev, Place names of the Black Sea and Sea of Azov coasts from portolan charts of XIV-XVII centuries, Academia.edu Kiev, 2015.
  • Ugo Tucci, Albertino Morosini podestà veneziano di Pisa alla Meloria, in Genova, Pisa e il Mediterraneo tra Due e Trecento. Per il VII centenario della battaglia della Meloria, in Atti Società ligure di storia patria, n.s., XXIV (XCVIII) fasc. II, Genova, Società ligure di storia patria, 1984.
  • Micheal Balard, “I pisani in Oriente dalla guerra di Acri (1258) al 1406, in Collana storica 38, p. 7. Citato in: Mario Chiaverini, Il ‘Porto Pisano’ alla foce del Don tra il XIII e XIV secolo, Pisa, Bollettino Storico Pisano-Pacini Biblioteca del “Bollettino Storico Pisano”, LX, Pisa, Marich Studio storico editoriale 2000, 1991.
  • (FR) Atti Società ligure di storia patria Micheal Balard, Génois et Pisans en Orient (fin du XIIIe-début du XIVe siècle), in Genova, Pisa e il Mediterraneo tra Due e Trecento. Per il VII centenario della battaglia della Meloria, XXIV (XCVIII), fasc. II, Genova, Società ligure di storia patria, 1984.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]