Isola di Gorgona

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Isola di Gorgona
La Gorgona.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Mar Ligure
Coordinate 43°26′N 9°54′E / 43.433333°N 9.9°E43.433333; 9.9Coordinate: 43°26′N 9°54′E / 43.433333°N 9.9°E43.433333; 9.9
Arcipelago Arcipelago Toscano
Superficie 2,25 km²
Altitudine massima 255 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Provincia Livorno Livorno
Comune Livorno-Stemma.pngLivorno
Demografia
Abitanti 147 (2008)
Densità 65 ab./km²
Cartografia
Arcipelago Toscano.png
Mappa di localizzazione: Toscana
Isola di Gorgona
Isola di Gorgona

[senza fonte]

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Veduta dello Scalo
« Adsurgit ponti medio circumflua Gorgon inter Pisanum Cyrnaicumque latus »
(Claudio Rutilio Namaziano, De reditu, I, 515, V secolo d.C.)

L'Isola di Gorgona si trova nel Mar Ligure, di fronte a Livorno, a 37 km dalla costa. Con i suoi 220 ettari di superficie, è la più piccola dell'Arcipelago Toscano. È una frazione del comune di Livorno e fa infatti parte della II Circoscrizione.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Insieme alle isole di Capraia, Pianosa, Elba, Giglio, Giannutri e Montecristo costituisce il Parco Nazionale Arcipelago Toscano, nato per tutelarne i loro ambienti naturali di grande valore culturale e scientifico. È prevalentemente montuosa e ricca di vegetazione tipica della macchia mediterranea, ma vi si trovano anche alcuni esemplari di castagno e ontano nero; il suo rilievo più alto è di 255 metri. Gorgona è attualmente sede di una colonia penale, realizzata inizialmente come succursale di quella di Pianosa nel 1869, ma il suo centro civile è il paese degli antichi pescatori, oggi composto da 67 residenti, di cui solo 7 vivono stabilmente nell'antico borgo dei pescatori.[1]. Il ministero di Giustizia gestisce la colonia penale, mentre sono stati interrotti i trasporti marittimi. Percorrendo la linea della costa, si incontrano suggestive insenature e baie come la Cala Scirocco dove si apre la Grotta del Bove marino, un tempo rifugio di foche monache. Verso ponente la costa cade a picco nel mare, mentre a levante digrada formando tre valli terminanti con piccole cale (Cala Maestra, Cala Marcona, Cala Scirocco).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Clima della Toscana e Stazione meteorologica di Gorgona.

L'isola si caratterizza per il tipico clima mediterraneo, con contenute escursioni termiche diurne e stagionali. Si verificano soltanto raramente intensi episodi di freddo invernale e di caldo intenso estivo; le precipitazioni, molto scarse in estate, si concentrano prevalentemente in autunno, con massimo secondario ad inizio primavera. Le temperature medie della stazione meteorologica ufficiale son influenzate dall'altitudine, data l'ubicazione presso il rilievo più elevato dell'isola.

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

  • Limonium gorgonae (Limonio di Gorgona)
  • Limonium savianum
  • Oxychilus gorgonianus (Chiocciola di Gorgona)
  • Podarcis muralis ssp. vinciguerrai (Lucertola di Gorgona)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'isola fu conosciuta nell'Antichità classica come Urgo[2],Gorgon[3] e Orgòn (in greco Oργών).[4] Il toponimo conserverebbe un'arcaica radice org- di origine preromana (similmente a toponimi sardi come Orgosolo, Orgoi e Orgodoro), il cui significato non ha alcun riferimento alle Gorgoni della mitologia greca.[5]

Gorgona fu abitata già dal Neolitico, come attestano i rinvenimenti di strumenti litici avvenuti nel settore meridionale dell'isola. Venne in seguito sporadicamente frequentata dagli Etruschi e dai Romani (presso l'attuale abitato si trovano resti di murature in opus reticulatum). Già nel 416 Gorgona fu sede di eremiti, come attesta Rutilio Namaziano nel De reditu suo. Nel 591 l'abate Orosio vi fondò un monastero, nella cui chiesa si veneravano le reliquie di San Gorgonio, e che fu visitato da Caterina da Siena. Con il beato Bartolommeo Serafini, nel 1374, l'isola venne abitata dai Certosini. Passata dal 1421 a Firenze, Gorgona, soggetta a frequenti incursioni barbaresche, venne abbandonata nel 1425 dai pochi certosini sopravvissuti ai saccheggi. Nel 1509 fu data in enfiteusi ai pisani Griffi, nel tentativo di ripopolarla e renderla più sicura con un presidio. In tale programma il granduca Cosimo I de' Medici nel 1567 fece risarcire e rafforzare l'antica torre pisana, dopo che nel 1564 aveva donato l'isola ai Basiliani.

La Gorgona nella Divina Commedia[modifica | modifica wikitesto]

L'isola, assieme a quella di Capraia, è citata da Dante Alighieri nel Canto XXXIII dell'Inferno, dove il poeta narra le vicende di Ugolino della Gherardesca:

« Ahi Pisa, vituperio de le genti

del bel paese là dove 'l sì suona,
poi che i vicini a te punir son lenti,
muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccian siepe ad Arno in su la foce,
sì ch'elli annieghi in te ogne persona!,
Ché se 'l conte Ugolino aveva voce,
d'aver tradita te de le castella,
non dovei tu i figliuoi porre a tal croce »

Nel 1704 fu restituita da Cosimo III alla Certosa di Calci, che vi costruì una nuova torre a difesa della Cala Maestra. Nonostante i vari tentativi di coltivazione delle terre, i religiosi, scoraggiati, nel 1777 la restituirono al granduca Pietro Leopoldo che tentò allora di ripopolarla con agricoltori provenienti dalla Lucchesia, i Citti di Lugliano, i Dodoli e i Frascati, esentandoli da tasse. Vanificata la possibilità di renderla agricola, l'unica industria locale presente fu quella della produzione di acciughe salate che venivano scambiate dai mercanti inglesi con i merluzzi secchi di Terranova (stock fish). I Citti, uno dei cognomi più diffusi a Lugliano, agli inizi dell'Ottocento, popolarono l'isola, dando origine all'attuale paese dei pescatori. Il granduca di Toscana inviò circa duecento contadini per coltivare l'isola, che poi divennero pescatori. Nel 1869 una parte dell'isola fu destinata a colonia penale all'aperto. La chiesa di San Gorgonio fu ricostruita e consacrata dal priore della Certosa di Calci nel 1723 e divenne parrocchia.

Il 17 dicembre 2011, una nave cargo perde al largo della Gorgona, causa del maltempo, due semi-rimorchi che trasportavano fusti contenenti materiale tossico-nocivo[6], riaprendo il tema dei rifiuti nel mar Mediterraneo.[7]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Sull'isola, ancora incontaminata, si trovano due fortificazioni: la Torre Vecchia, pisana, e la Torre Nuova, medicea. Interessante è la chiesa di San Gorgonio, fortificata. Più in alto è situata Villa Margherita, costruita sui resti romani, dove è stata allestita una colonia agricola. Alla sommità dell'isola si trova il complesso che originariamente ospitava il Semaforo dell'isola di Gorgona, ora automatico e prima gestito dall'Aeronautica italiana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gorgona scrive a Napolitano: «Presidente, ci salvi lei», in Corriere della Sera, 2 novembre 2011. URL consultato il 2 novembre 2011.
  2. ^ Gaio Plinio Secondo, Naturalis historia, III, 12.
  3. ^ Rutilio Namaziano, De reditu, I, 515.
  4. ^ Stefano di Bisanzio, Ethnika.
  5. ^ Riccardo Ambrosini in Relitti romani dell'isola d'Elba, Lucca 1982.
  6. ^ Il Tirreno, Fusti tossici in mare, iltirreno.gelocal.it. URL consultato il 25 aprile 2012.
  7. ^ William Domenichini, In fondo al mare cadono le onde, in Informazionesostenibile.info.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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