Panicale

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Panicale
comune
Panicale – Stemma Panicale – Bandiera
Palazzo del Podestà
Palazzo del Podestà
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
Sindaco Giulio Cherubini (Partito Democratico) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 43°02′N 12°06′E / 43.033333°N 12.1°E43.033333; 12.1 (Panicale)Coordinate: 43°02′N 12°06′E / 43.033333°N 12.1°E43.033333; 12.1 (Panicale)
Altitudine 431 m s.l.m.
Superficie 79,26 km²
Acque interne 5,23 km² (6,6%)
Abitanti 5 983[1] (31-12-2010)
Densità 75,49 ab./km²
Frazioni Casalini, Cerreto, Colgiordano, Colle Calzolaro, Colle San Paolo, Gioveto, Lemura, Macereto, Migliaiolo, Mirabella, Missiano, Mongiovino, Montale, Poggio di braccio, Tavernelle, Terrazzella, Via delle parti
Comuni confinanti Castiglione del Lago, Magione, Paciano, Perugia, Piegaro
Altre informazioni
Cod. postale 06064, 06068
Prefisso 075
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054037
Cod. catastale G308
Targa PG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti panicalesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Panicale
Panicale
Posizione del comune di Panicale all'interno della provincia di Perugia
Posizione del comune di Panicale all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Panicale è un comune italiano di 5.741 abitanti della provincia di Perugia. Sorge su una collina ai piedi del monte Petrarvella (641 m s.l.m.) nella Val di Chiana romana, situata tra la vallata del lago Trasimeno e la valle del fiume Nestòre.

Panicale fa parte del circuito de I borghi più belli d'Italia ed è stato insignita della bandiera arancione dal Touring Club Italiano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Panicale è situato in Umbria e dista solamente 15 km dalla Toscana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panicale
Le origini del nome

Per quanto riguarda l'etimologia del nome "Panicale" ci sono diverse ipotesi: una lo fa derivare da pan colis, cioè "luogo dove si coltiva il panìco" (un cereale simile al miglio), ipotesi riportata anche nello stemma del comune; un'altra, la più probabile, da Pani calet cioè "luogo dove ardono are al dio Pan". Altro etimo ipotizzato dallo storico Corintio Corsetti nel XVII sec. è Pan Kalon, dal greco "dove tutto è bello".

Si ipotizza che l'origine di Panicale sia antichissima anche se non ci sono fonti certe che lo testimoniano. Nel Medioevo la storia del castello di Panicale è legata a quella di Perugia, sia economicamente che militarmente: infatti Panicale è sia un importante centro per il rifornimento di cibo (pane e carne), sia un avamposto di Perugia verso ovest e la Val di Chiana. Nel XIII secolo si sottomette alla Signoria di Perugia, anche se ha avuto una discreta autonomia. Nel 1316 risale un fatto importante: è testimoniato, infatti, il primo abbozzo della compilazione di uno Statuto vergato in lingua latina dal notaio Pietro di Vannuccio Vannucci, che sarà eleborato e modificato negli anni 1356 e 1386. redatto. Successivamente, nel 1484, il suddetto documento sarà tradotto in volgare per facilitarne la comprensione ai cittadini. La città di Perugia, dal 1416 al 1424, è dominata dal capitano di ventura Braccio da Montone, il quale eserciterà il proprio potere anche su Panicale, che vedrà l'abitato al centro di una serie di Signorie, che la assoggetteranno per molti anni. Durante l'epoca rinascimentale, Panicale vive un periodo di sviluppo economico, espansione territoriale e di generale benessere, che consente la realizzazione di diverse opere d'arte da parte di artisti celebri come Il Perugino.

Nel 1540 Perugia viene conquistata dallo Stato pontificio che manterrà il controllo sulla zona - quindi Panicale compresa - fino all'Unità d'Italia, eccezion fatta per gli anni dell'occupazione napoleonica. Vengono così introdotte nuove leggi, norme e regolamenti che sostituiranno il vecchio Statuto del 1316.

Il XVII secolo è per Panicale un secolo di lento declino: nei giorni dell'undici e del dodici maggio del 1798, l'esercito napoleonico entra in Panicale e decreta la sospensione del potere papale, e nel 1860 si assiste alla sua annessione al Regno d'Italia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma araldico di Panicale è diviso in due parti: nella parte destra è raffigurato il Castello (si tratta nello specifico di una torre con tre torricelle a merlatura guelfa, con ai fianchi due spighe di panìco); a sinistra, invece, c'è il grifo perugino, a testimonianza delle innumerevoli battaglie combattutte al fianco di Perugia, tra cui la memorabile vittoriosa difesa di Perugia, assalita dai Bretoni nel 1378, ad opera di un condottiero panicalese, Boldrino Paneri (1331-1391)[2]. In segno di gratitudine, Perugia concesse a Panicale di usare il suo simbolo in quanto città dominante.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi storici[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo del Podestà (XIII - XIV secolo), ubicato in Piazza Masolino, è costruito in stile gotico-lombardo dal genio dei maestri comancini, è la sede dell'archivio storico e quello notarile del comune[3], al cui interno sono conservati atti che risalgono al 1312[4].
  • Casa di Boldrino Paneri (XIII secolo)
  • Antica Posta di Braccio (XV secolo)
  • Palazzo Landi - sede comunale (XV - XVI secolo). Al suo interno ospita la Pinanoteca, composta da 31 sale che prende il nome dal suo ideatore, Francesco Mariottini, nella quale si ha la possibilità di vedere volti noti di Panicale: dal condottiere Boldrino, al gesuita Virgilio Ceppari, fino allo stesso Mariottini.
  • Palazzo Pretorio (XIV secolo)
Panicale

Teatro Cesare Caporali (XVII - XIX secolo)[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Cesare Caporali

I panicalesi il 14 agosto 1692 fondarono una società di giovani, che “Per fuggire l'ozio ed unire gli animi (…) avendo portato a buon termine un nuovo teatro”, come recita il documento originale, si impegnò a rappresentare ogni anno nuovi drammi. Nel 1786, grazie ad una nuova accademia teatrale, il teatro venne ricostruito da Francesco Tarducci e fu denominato Teatro del Sole. La sala rettangolare era composta da un palcoscenico, una platea e da una galleria sorretta da colonne. Nel 1856 il Teatrino venne arricchito di 24 palchetti e sei barcacce, distribuiti in due ordini, da Giovanni Caproni che ampliò il palcoscenico e sopra i palchi progettò un loggione con ringhiera di ferro fuso. Il pittore perugino Alceste Ricci ne decorò l'interno con ornati a colori, dorature e stucchi, conferendo eleganza al nuovo teatro Cesare Caporali (1530-1601), così denominato per celebrare il poeta “bernesco”, di probabili origini panicalesi. Nel 1869 Mariano Piervittori, celebre pittore marchigiano attivo in zona, dipinse il sipario rappresentando il capitano di ventura Boldrino Paneri da Panicale mentre riceve le chiavi della città di Perugia da lui liberata dall'assedio dei Bretoni, tuttora visibile. In questo spazio, per 318 anni, la tradizione teatrale si è perpetuata, anche se nel 1957, per un trentennio, si è trasferita presso il teatrino parrocchiale (ex chiesa di San Giovanni Battista) a causa della chiusura per inagibilità. Il Caporali è stato riaperto al pubblico nel novembre del 1994 dopo un radicale restauro e ospita ogni anno molteplici spettacoli grazie alla Compagnia del Sole che lo gestisce, e all'associazione TéathronMusikè, la quale mette in scena ogni anno rare produzioni di prosa e musica.

Archietetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti storici[modifica | modifica wikitesto]

  • Fontana del XV secolo. Si trova in Piazza Umberto I, nel cuore del centro storico del borgo medievale. La sua costruzione in travertino risale al 1473, ed era l'antica cisterna del paese che si estendeva anche sotto la piazza[4].
  • Porta Perugina (XIX secolo)
  • Castello di Montalera

Musei e pinacoteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo del Tulle, intitolato ad Anita Belleschi Grifoni - che ha avuto il merito di riportare l'antica arte del merletto, agli inizi del secolo scorso, fuori dai confini regionali e nazionalii - , è ospitato dal 2001 all'interno della ex Chiesa di Sant'Agostino, nonché oratorio della Confraternita della Frusta risalente al XIII - XVI secolo. Al suo interno si possono ancora ammirare i resti degli affreschi provenienti dalla scuola del Perugino, e il pregevole altare in pietra serena del 1533 ad opera di Giambattista di Cristoforo da Cortona[4].
  • Museo degli arredi sacri (piano superiore Chiesa della Madonna della Sbarra)
  • Pinacoteca Francesco Mariottini (Palazzo Landi oggi sede del municipio XVI secolo)

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Vista del Lago Trasimeno e della Val di Chiana romana e aretina da Panicale

Il Lunedì di Pasqua il Fosso Largo, ovvero l'antica via del fosso esposta a Sud, viene chiusa al traffico per dare modo ai Panicalesi di divertirsi con l'antico Gioco del Formaggio.Questo gioco viene citato su diverse fonti d'archivio del XVII secolo. Il secondo venerdì di settembre fino alla domenica si svolge la Festa dell'Uva, che prevede alla domenica pomeriggio una sfilata di carri allegorici costruiti dai quattro rioni storici chiamati Centro Storico, Rosario, Colgiordano e Aldo Moro al termine della quale viene premiato il più bello; la festa si conclude con una cena a base di prodotti tipici. I temi dei carri possono riguardare la storia o l'attualità, ma devono essere pertinenti con l'uva e il vino.

L'ultima domenica di ottobre si svolge la Festa della Castagna, mentre nei primi giorni di settembre si svolge a Tavernelle la Festa della Pannocchia.

Per quanto riguarda gli eventi religiosi sono da menzionare:

  • la processione del Cristo Morto del venerdì santo. In questa processione avviene l'ostensione del Cristo ligneo conservato nella collegiata. La processione ha radici remotissime e vede protagoniste alte croci di 4-8 metri denominate "tronchi" portate da tre confraternite: la prima detta "La Frusta o disciplinati" con origini trecentesche con cappa bianca e pellegrina rossa, la seconda "Il Sacramento" di origini quattrocentesche con cappa turchina e pellegrina rossa e la terza "La Morte" con origini nel XVI sec. con cappa e pellegrina nere;
  • il 24 e 25 aprile a Mongiovino (una piccola frazione) si svolge la Festa di San Giorgio durante la quale si ricorda un miracolo accaduto il 23 aprile 1513. Andreana, la ragazza alla quale era apparsa la Madonna, stava distribuendo il cibo agli operai che lavoravano per la costruzione del Santuario; il pane però era poco e non riusciva a sfamare tutti, ma, tutto ad un tratto, iniziò a moltiplicarsi.

Da luglio a settembre, a cura dell'associazione Pan Kalon, si tiene il Festival organistico Morettini.

A settembre dal primo fine settimana al penultimo fine settimana, a cura dell'associazione TéathronMusikè, presso lo storico Teatro Caporali si tiene il PAN OPERA FESTIVAL festival di opera da camera.

Persone legate a Panicale[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Panicale dal monte Petrarvella

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama sulla campagna della Val di Chiana romana e senese dal Fosso Stretto di Panicale

L'economia di Panicale e del suo territorio è prevalentemente agricola: importante è la presenza degli oliveti, diffusi in tutta la zona, che forniscono un olio privo di acidità e che rappresenta uno dei pilastri della cucina locale. Nei boschi si trovano asparagi e molte varietà di funghi. Altro settore importante è quello dell'artigianato, da menzionare la riscoperta del ricamo su tulle "Ars Panicalensis". L'attività industriale è diffusa nella frazione di Tavernelle, con fabbriche che spaziano dall'industria chimica (vernici) a quella tessile, da quella elettronica a quella delle casseforti e degli strumenti di chiusura delle porte.

Sindaci di Panicale nel dopoguerra. Quartilio Fratini- Sindaco dal 1950 al 1970 per il PCI. Dopo la fine del suo mandato è stato tra i fondatori e il principale animatore del locale il Centro sociale anziani.

Antonio Marconi - Sindaco dal 1970 al 1975 per il PCI. Ha anche rivestito il ruolo di Presidente dell'Istituto San Sebastiano. Giuliano Brilli - Sindaco - dal 1975 al 1986 per il PCI.

Luciano Mencarelli - Sindaco dal 1986 al 1992 per il PCI.

Daniele Enrico Orlandi - Sindaco dal gennaio 1993 al giugno 2004 (1993-95 eletto con vecchio sistema elettorale; 1995-99 con elezione diretta e 68% dei consensi; 1999-2004 con elezione diretta e 75% dei consensi) per il centro-sinistra. Sotto il suo impulso sono state promosse numerose manifestazioni culturali e di valorizzazione artistica e ambientale che hanno attratto a Panicale un crescente turismo legato alla filiera arte/cultura/ambiente. Si deve a lui la realizzazione della variante ANAS di Tavernelle-Valnestore.

Luciana Bianco - Sindaco dal Giugno 2004 al Maggio 2014 (eletto nel 2004 con il 56% dei consensi e nel 2009 con il 37%) per il centro-sinistra.

Giulio Cherubini - Sindaco dal Maggio 2014 (eletto con il 56% dei consensi) per il centro-sinistra

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Panicale è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Gino Franceschini. Boldrino da Panicale (1331?-1391). Contributo alla storia delle milizie mercenarie italiane. Deputazione di Storia Patria per l'Umbria. Perugia. 1949.
  3. ^ Home Page | Comune di Panicale, su www.comune.panicale.pg.it. URL consultato il 07 dicembre 2015.
  4. ^ a b c d Arte e Storia | Comune di Panicale, su www.comune.panicale.pg.it. URL consultato il 07 dicembre 2015.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gustavo Grifoni, Memorie Istoriche su Panicale Terra Etrusco-Umbra, Milano, Roma, Napoli, Casa Editrice Dante Alighieri, 1918 - riedito da Pan Kalon nel 2000.
  • Luigi Innamorati, Cenno Storico della Terra di Panicale, Perugia, Fabrizio Fabbri Editore, 1861.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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