Calatino

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Calatino
comprensorio
Calatino e Sud Simeto
Calatino – Veduta
Panorama dei calanchi di Caltagirone, e in lontananza il vulcano Etna.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
Amministrazione
CapoluogoCaltagirone
Territorio
Coordinate
del capoluogo
37°14′N 14°31′E / 37.233333°N 14.516667°E37.233333; 14.516667 (Calatino)Coordinate: 37°14′N 14°31′E / 37.233333°N 14.516667°E37.233333; 14.516667 (Calatino)
Superficie1 543,56 km²
Abitanti139 013[1] (31-10-2018)
Densità90,06 ab./km²
Comuni15
Divisioni confinantiArea Metropolitana di Catania, Libero consorzio comunale di Enna, Libero consorzio comunale di Caltanissetta, Libero consorzio comunale di Siracusa, Libero consorzio comunale di Ragusa
Altre informazioni
Cod. postale95040, 95041, 95042, 95043, 95044, 95046, 95048, 95049
Prefisso0933, 095
Fuso orarioUTC+1
TargaCT
Cartografia
Calatino – Localizzazione

Il Calatino, chiamato anche come Calatino e Sud Simeto, è un comprensorio di comuni della Sicilia centro-orientale, corrispondente all'intera area meridionale della Città metropolitana di Catania, che ha come città principale Caltagirone, uno dei principali comuni dell'ente metropolitano etneo per demografia e servizi.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è molto eterogeneo, ed è essenzialmente composto da territorio collinare e montuoso. Comprende geograficamente le propaggini meridionali dei monti Erei e la parte nordoccidentale dei Monti Iblei, comprendendo anche una parte delle piane di Catania e di Gela.

È attraversato dai corsi d'acqua Gornalunga, Dittaino, Dirillo, Torrente Ficuzza e Maroglio.

Confina a nord con l'Area metropolitana di Catania e il versante occidentale etneo, a ovest con l'ex Provincia di Enna, a sud con l'area gelese (nell'ex Provincia di Caltanissetta), a est con l'ex Provincia di Ragusa e l'area del lentinese (ex Provincia di Siracusa).

Oltre a essere il comune più popoloso, Caltagirone è anche il comune più esteso, seguito in tal senso dai comuni di Ramacca e Mineo. Il comune geograficamente più orientale è Scordia, mentre il più occidentale è San Cono, quello più settentrionale è Castel di Iudica, viceversa, il più meridionale è Mazzarrone.

Antropologia[modifica | modifica wikitesto]

Seppur sia il territorio più esteso della Città metropolitana di Catania (da solo compone quasi la metà del territorio provinciale), ne è allo stesso tempo il meno popoloso. Escludendo il capo comprensorio Caltagirone, e in parte i centri relativamente popolosi di Scordia, Ramacca, Palagonia e Grammichele, vi sono soltanto comuni di piccola statura demografica.

La maggior parte dei comuni non supera i 10.000 abitanti, di cui il meno popoloso è San Cono, comune prossimo a Piazza Armerina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della Città Metropolitana di Catania, nella quale è presente la croce rossa su sfondo bianco (o di San Giorgio), simboleggiante il circondario di Caltagirone.

Il termine una volta identificava il solo territorio di Caltagirone. A partire dal secondo dopoguerra, da quando Caltagirone ha iniziato ad ambire a divenire capoluogo di provincia, il significato è stato esteso all'intero comprensorio, che ricalca i medesimi confini del soppresso circondario, che è anche il confine della diocesi e del territorio giudiziario.

Ad oggi l'ambizione della Regina dei Monti Erei non si è realizzato, per motivi principalmente demografici, ma anche per gli interessi eterogenei dei diversi comuni che ricadono in questo comprensorio.

Servizi dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei servizi statali è locata nel capoluogo Caltagirone, mentre altri sono dislocati in altri comuni, specie Palagonia.

Ha un proprio tribunale di riferimento, ossia il Tribunale di Caltagirone (che fa capo alla Corte d'Appello di Catania), il quale ha competenza su tutti i comuni del comprensorio. È presente anche un distaccamento dell'Agenzia delle entrate, sempre a Caltagirone. I giudici di pace sono presenti a Caltagirone, Vizzini, Militello in Val di Catania, Grammichele e Ramacca. Non ha un proprio consiglio notarile, il quale è condiviso con il distretto giudiziario di Catania.

Le stazioni di Polizia e Vigili del Fuoco sono locate a Caltagirone (il quale ha anche stazione di Polizia Stradale), mentre le stazioni dell'Arma dei Carabinieri sono locate in quasi tutti i comuni. La Guardia di Finanza è presente solo a Caltagirone. Forze di Polizia Municipale sono presenti a Caltagirone e Militello in Val di Catania.

Per quanto riguarda la sanità, il principale polo ospedaliero è il Gravina di Caltagirone, uno degli ospedali più grandi della provincia. È presente un piccolo ospedale anche a Militello in Val di Catania, e guardie mediche disseminate in altri comuni del comprensorio.

La maggior parte delle scuole superiori (licei, istituti tecnici e professionali) si trovano a Caltagirone o fanno capo a istituto con sede nel capocomprensorio. Altri istituti e distaccamenti si trovano nei comuni di Palagonia, Militello in Val di Catania, Ramacca, Grammichele (distaccamento dell'ITC "Dante Alighieri" di Caltagirone, e il liceo artistico "Libertini"), Vizzini (è presente un distaccamento dell'Istituto Superiore "Secusio" di Caltagirone), San Michele di Ganzaria (IPSSAR Alberghiero, facente parte dell'Istituto "Dalla Chiesa" di Caltagirone) e Scordia (il quale, dopo Caltagirone, ha il maggior numero di studenti superiori).

A livello universitario, la maggior parte degli studenti dell'area è iscritta presso i corsi dell'Università degli Studi di Catania, mentre il resto si divide tra le altre università regionali e non.

Dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Seppur sia un'area scarsamente popolata, il comprensorio vanta una notevole diversità dialettale tra i vari comuni (la più accentuata all'interno della provincia catanese), dovuta alla sua posizione centrale rispetto alla Sicilia orientale. Il capocomprensorio Caltagirone è caratterizzato da un dialetto siciliano orientale non-metafonetico con caratteristiche proprie, dovute al sostrato ligure, figlio della presenza di genovesi dopo la presa della città da parte dei Normanni, e all'interno dello stesso territorio comunale, soprattutto nella frazione di Granieri, si parla anche il dialetto siciliano orientale metafonetico (chiamato semplicemente ragusano). Nei comuni di Mineo, Palagonia, Militello in Val di Catania, Castel di Iudica, Grammichele, Ramacca e Scordia si parlano dialetti orientali non-metafonetici (quindi vicini a quello di Catania), mentre nei comuni di Mazzarrone, Vizzini e Licodia Eubea quelli metafonetici. Nei comuni occidentali, quali Mirabella Imbaccari, San Michele di Ganzaria, Raddusa e San Cono, i dialetti sono ascrivibili al ramo centrale, tipico della zona ennese.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comprensorio, rispetto a buona parte del resto dell'ente metropolitano, soffre di carenze infrastrutturali, specialmente in ambito ferroviario (non esiste rete ferroviaria elettrificata, e quella attuale non è in funzione per la maggior parte dei tratti), ma anche in ambito stradale (il territorio non è attraversato da autostrade, ma da poche strade statali e strade provinciali).

Il tratto ferroviario Catania-Caltagirone-Gela

La principale strada che la collega al capoluogo (e a Gela) è la SS417, comunemente nota come Catania-Gela, a scorrimento veloce; permette un collegamento relativamente rapido tra i comuni calatini e il capoluogo Catania: nonostante ciò, è una delle strade più pericolose a livello regionale, con un certo tasso di incidenti, anche mortali. Altre strade sono la SS385 e la SS683, quest'ultima ancora non ultimata, la quale dovrebbe permettere un collegamento più o meno diretto con i paesi etnei occidentali (Adrano, Biancavilla, Paternò) e con l'autostrada Catania-Palermo. Un tratto della SS514, nota come Catania-Ragusa, la quale probabilmente si trasformerà in arteria autostradale, passa attraverso il territorio calatino (Vizzini, Licodia Eubea). Anche la SS117 bis interessa il territorio, in quanto prolungamento meridionale della Catania-Gela, e collegamento diretto verso Piazza Armerina e il resto del Libero consorzio comunale di Enna. Su queste direttrici operano l'AST, SAIS Trasporti, Etna Trasporti ed altre di tipo locale, che collegano i comuni del Calatino tra di loro, e al resto della Sicilia centro-orientale.

A livello ferroviario, la linea principale è la tratta RFI Catania-Caltagirone-Gela, ad oggi in servizio solo dal tratto Caltagirone-Catania, e in fase di ricostruzione, specie nel punto tra Caltagirone e Niscemi.

Caltagirone è l'unico comune che dispone di un servizio di trasporto pubblico entro il centro urbano, gestito dall'Azienda Siciliana Trasporti.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

I comuni che costituiscono il comprensorio del Calatino sono:

Stemma Città Popolazione
(ab.)
Superficie
(km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Caltagirone-Stemma.png Caltagirone 37.953 382 602
Militello in Val di Catania-Stemma.png Militello in Val di Catania 7.185 62 413
Grammichele-Stemma.png Grammichele 13.183 30 520
Vizzini-Stemma.png Vizzini 6.037 112 586
Mirabella Imbaccari-Stemma.png Mirabella Imbaccari 4.682 15 518
Mineo-Stemma.png Mineo 5.222 244 511
San Michele di Ganzaria-Stemma.png San Michele di Ganzaria 3.203 25 490
Mazzarrone-Stemma.png Mazzarrone 4.024 33 285
Raddusa-Stemma.png Raddusa 3.059 23 350
Licodia Eubea-Stemma.png Licodia Eubea 3.081 112,74 630
San Cono-Stemma.png San Cono 2.658 6,56 525
Scordia-Stemma.png Scordia 16.907 24 150
Palagonia-Stemma.png Palagonia 16.490 57 200
Ramacca-Stemma.png Ramacca 10.824 304 270
Castel di Iudica-Stemma.png Castel di Iudica 4.505 102 475

Etnie e Minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31/12/2018 gli stranieri residenti nel calatino erano 6 737[2]. La nazionalità più rappresentata era la comunità rumena con 2 874[2] residenti nel territorio.

Questione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Silvio Milazzo propose l'istituzione della provincia di Caltagirone e Gela.

Il Calatino, tra tutti i territori formanti la Città metropolitana di Catania, è quello più distante dal capoluogo (alcuni comuni hanno distanze che superano i 50 km in linea d'aria, come lo stesso capocomprensorio), e i comuni più prossimi a esso (Scordia, Militello in Val di Catania e Palagonia) sono comunque territorialmente distinti rispetto all'area metropolitana, da loro distante minimo 30 km. Questa situazione ha portato alla coscienza di buona parte della società del territorio a richiedere maggiori autonomie, se non lo scorporo dalla provincia etnea, comunque non possibile, per motivi demografici, ma anche politici.

Caltagirone, sin dai tempi del Regno d'Italia, diverse volte ha espresso la volontà di costituire provincia propria, forte del fatto di essere stato capoluogo di circondario (Circondario di Caltagirone) fino alla soppressione dell'ente stesso, e anche per la posteriore delusione in merito alla formazione delle province di Enna e Ragusa, vista come declassamento a periferia della provincia catanese. L'aspirazione di Caltagirone però incontra le perplessità dei comuni più vicini al capoluogo, che ritengono inopportuna l'adesione a un ipotetico ente amministrativo di questo tipo, preferendo l'attuale situazione.

Durante la Prima Repubblica, si fece strada, per volontà del Presidente della Regione Siciliana Silvio Milazzo, l'idea di costituire una provincia unica che comprendesse i comuni dell'area gelese e quelli del Calatino (Calta-Gela), ma va detto che Gela stessa ha proposto la formazione di una provincia propria, forte del sufficiente numero demografico, dettato soprattutto dal comune gelese.

Il comune di Licodia Eubea, nel 2014, ha richiesto l'adesione al Libero consorzio comunale di Ragusa, ma l'Assemblea Regionale glielo ha negato, insieme alle richieste di adesione alla Città Metropolitana dei comuni di Piazza Armerina, Gela e Niscemi.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2018.
  2. ^ a b Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 24 agosto 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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