Diocesi di Piazza Armerina

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Diocesi di Piazza Armerina
Dioecesis Platiensis
Chiesa latina
Piazza Armerina duomo.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Agrigento
Regione ecclesiastica Sicilia
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Rosario Gisana
Sacerdoti 136 di cui 102 secolari e 34 regolari
1.588 battezzati per sacerdote
Religiosi 40 uomini, 134 donne
Diaconi 7 permanenti
Abitanti 224.000
Battezzati 216.000 (96,4% del totale)
Superficie 2.003 km² in Italia
Parrocchie 75
Erezione 3 luglio 1817
Rito romano
Cattedrale Maria Santissima delle Vittorie
Santi patroni Maria Santissima delle Vittorie
San Gaetano
Indirizzo Via La Bella, 3 - 94015 Piazza Armerina (Enna) Italia
Sito web www.diocesipiazza.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2014 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Piazza Armerina (in latino: Dioecesis Platiensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Agrigento, appartenente alla regione ecclesiastica Sicilia. Nel 2013 contava 216.000 battezzati su 224.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Rosario Gisana.

Patrona principale della diocesi è la Madonna, venerata con il titolo di "Maria Santissima delle Vittorie"; patrono secondario è san Gaetano da Thiene.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende 12 comuni in due province civili:

Confina a nord con le diocesi di Nicosia e Cefalù, ad est con Caltagirone e Ragusa, ad ovest con Caltanissetta ed Agrigento.

Sede vescovile è la città di Piazza Armerina, dove si trova la cattedrale di Maria Santissima delle Vittorie. A Mazzarino sorge la basilica minore di Santa Maria del Mazzaro.

Il territorio si estende su 2.003 km² ed è suddiviso in 75 parrocchie. La città di Gela con i suoi 78.000 abitanti costituisce da sola oltre un terzo dell'intera popolazione diocesana con 14 parrocchie. Per estensione, Piazza Armerina è la seconda diocesi siciliana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della diocesi di Piazza Armerina faceva parte del piano di ampliamento delle diocesi siciliane per favorire la cura pastorale delle popolazioni, deciso dal parlamento di Sicilia e presentato al re Ferdinando III il 5 aprile 1778.[1] Il re, favorevole al progetto, dette incarico alla Deputazione del Regno di studiare la fattibilità dell'operazione, previa una indagine conoscitiva in vista di un riesame complessivo delle diocesi dell'isola. L'iter di fondazione delle nuove diocesi fu interrotto durante il periodo della rivoluzione francese e ripreso dal parlamento siciliano il 24 marzo 1802, quando fu presentata una nuova istanza per il riordino delle diocesi siciliane, accolta anche questa volta favorevolmente dal re.[2]

In questa seconda occasione, la cittadinanza di Piazza Armerina presentò ufficialmente a Ferdinando IV la richiesta di avere un proprio vescovado (1805), richiesta che fu prontamente inoltrata alla Santa Sede. Nel gennaio del 1807 papa Pio VII incaricò l'arcivescovo di Palermo Raffaele Mormile di esaminare il progetto di fondazione della diocesi. L'annuncio dell'erezione della nuova sede episcopale suscitò l'opposizione della curia diocesana catanese, dal cui territorio doveva essere ricavata la diocesi, e della città di Enna, che invece desiderava avere per sé la sede episcopale. Intanto Piazza Armerina non rimase ad attendere; il senato ed i nobili della città, prima ancora che fosse istituita la diocesi, predisposero la dotazione annua per il vescovo e votarono la cessione degli edifici per il seminario ed il palazzo episcopale (1808).

La diocesi venne eretta il 3 luglio 1817 con la bolla Pervetustam locorum di papa Pio VII e fu resa suffraganea dell'arcidiocesi di Monreale.

La nuova diocesi comprendeva 13 comuni smembrati dalla diocesi di Catania: Piazza, Aidone, Assoro, Barrafranca, Valguarnera, Enna, San Filippo d'Agira, Mirabella Imbaccari, Raddusa, Leonforte, Nissoria, Pietraperzia e Villarosa. In seguito alla riorganizzazione territoriale delle diocesi siciliane, il 20 maggio 1844 Piazza Armerina acquisì l'attuale assetto territoriale, con la cessione di Assoro, San Filippo d'Agira, Leonforte e Nissoria alla diocesi di Nicosia, e di Mirabella Imbaccari e Raddusa alla diocesi di Caltagirone; contestualmente le furono assegnati i comuni di Butera, Gela, Mazzarino, Niscemi e Riesi sottratti alla diocesi di Siracusa. Questa fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana, di cui Piazza Armerina divenne suffraganea.

Primo vescovo fu nominato Girolamo Aprile Benso, originario di Caltagirone, che ebbe l'incarico di organizzare la diocesi e di fondare le sue strutture principali. Tra i vescovi successivi si ricordano: Cesare Agostino Sajeva, che fondò l'odierno seminario nell'ex convento dei domenicani (1859); e Saverio Gerbino, che indisse il primo sinodo diocesano nel 1878 e dette un impulso culturale, disciplinare e spirituale al seminario. Figura di rilievo fu quella del vescovo Mario Sturzo (1903-1941), fratello del fondatore del Partito Popolare. Uomo di «ampia cultura filosofica e di profondo zelo pastorale... attraverso le numerose lettere pastorali e i quattro sinodi celebrati diede alla diocesi un'impronta pastorale di grande apertura alle questioni del tempo e di conseguente impegno sociale oltre che di formazione spirituale per il laicato... A lui si deve la fondazione della teoria filosofica del neo-sintetismo e del periodico "Rivista di autoformazione"».[3] Al vescovo Sebastiano Rosso si deve la celebrazione di un congresso eucaristico diocesano e la fondazione, nel 1976, dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose.

Il 2 dicembre 2000, in forza della bolla Ad maiori consulendum di papa Giovanni Paolo II, la diocesi di Piazza Armerina è entrata a far parte della nuova provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Agrigento.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 224.000 persone contava 216.000 battezzati, corrispondenti al 96,4% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 235.000 236.000 99,6 177 138 39 1.327 39 251 46
1970 242.000 245.013 98,8 175 126 49 1.382 49 366 67
1980 242.800 245.900 98,7 167 125 42 1.453 42 315 69
1990 241.000 249.000 96,8 147 108 39 1.639 45 261 75
1999 220.000 226.000 97,3 135 99 36 1.629 2 41 197 75
2000 220.000 226.000 97,3 127 92 35 1.732 5 41 179 75
2001 220.000 226.000 97,3 130 94 36 1.692 5 42 184 75
2002 220.000 226.000 97,3 131 95 36 1.679 5 45 182 75
2003 220.000 227.000 96,9 135 99 36 1.629 5 44 182 75
2004 218.000 224.000 97,3 129 91 38 1.689 5 46 176 75
2013 216.000 224.000 96,4 136 102 34 1.588 7 40 134 75

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gaetano Zito, Nascita di una diocesi: Noto (1778-1844), in Synaxis XVI/2 (1998), p. 574.
  2. ^ Zito, Nascita di una diocesi..., pp. 576-577.
  3. ^ Dal sito BeWeB - Beni ecclesiastici in web.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]