Diocesi di Mazara del Vallo

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Diocesi di Mazara del Vallo
Dioecesis Mazariensis
Chiesa latina
361 Cattedrale.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Palermo
Regione ecclesiastica Sicilia
Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Domenico Mogavero
Vicario generale Vincenzo Greco
Vescovi emeriti Emanuele Catarinicchia
Sacerdoti 100 di cui 70 secolari e 30 regolari
2.106 battezzati per sacerdote
Religiosi 38 uomini, 131 donne
Diaconi 1 permanenti
Abitanti 231.450
Battezzati 210.652 (91,0% del totale)
Superficie 1.374 km² in Italia
Parrocchie 63 (5 vicariati)
Erezione 1093
Rito romano
Cattedrale Santissimo Salvatore
Santi patroni San Vito
Indirizzo Piazza della Repubblica 6, 91026 Mazara del Vallo [Trapani], Italia
Sito web www.diocesimazara.it
Dati dall'Annuario pontificio 2014 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
Colonna dell'antica chiesa normanna.

La diocesi di Mazara del Vallo (in latino: Dioecesis Mazariensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Palermo, appartenente alla regione ecclesiastica Sicilia. Nel 2013 contava 210.652 battezzati su 231.450 abitanti. È retta dal vescovo Domenico Mogavero.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della diocesi di Mazara abbraccia 13 comuni del libero consorzio comunale di Trapani: Mazara del Vallo, Marsala, Petrosino, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Salemi, Vita, Partanna, Santa Ninfa, Gibellina, Salaparuta, Poggioreale e Pantelleria.

Sede vescovile è la città di Mazara del Vallo, dove si trova la cattedrale del Santissimo Salvatore.

Il territorio si estende su 1.374 km² ed è suddiviso in 63 parrocchie, raggruppate in 5 foranie (Mazara del Vallo, Marsala, Castelvetrano, Partanna e Salemi) e una zona pastorale (Pantelleria).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Mazara fu la prima diocesi eretta dai Normanni in Sicilia, con un diploma del 1093[1] del "gran conte" Ruggero d'Altavilla, che aveva conquistato la città nel 1072. Essa era l'erede dell'antica diocesi di Lilibeo, scomparsa durante la dominazione araba dell'isola.

Inizialmente molto vasta, si estendeva dalla foce del Belice sin nelle vicinanze della città di Palermo, comprendendo quindi l'attuale provincia di Trapani e parte di quella del capoluogo. Il diploma, confermato da Ruggero II nel 1144, conteneva anche tutta una serie di donazioni di carattere feudale, «che ponevano il vescovo di Mazara alla testa della nuova aristocrazia feudale della Sicilia occidentale».[2]

Il primo vescovo ad essere nominato fu Stefano de Fer (documentato dal 1093 al 1124), parente del conte Ruggero, benedettino proveniente dall'abbazia di Sant'Eufemia in Calabria[3] e fautore dell'insediamento di parecchi monasteri benedettini (femminili e maschili) nel territorio.

L'erezione della diocesi fu approvata da papa Urbano II il 10 ottobre 1098[4] e confermata dal successore Pasquale II il 15 ottobre 1100[5]. Fin dall'inizio la diocesi divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Palermo, come documentato nelle bolle dell'antipapa Anacleto II (1130) e di papa Adriano IV (1156).[6]

Nel 1176 il vescovo Tustino cedette all'abate Teobaldo, dell'abbazia di Santa Maria Nuova di Monreale, i territori di Giato e di Calatrasi; poco dopo l'abbazia fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana (oggi arcidiocesi di Monreale).

Nel 1224 arrivarono in diocesi i francescani, mentre era ancora vivo san Francesco, guidati dal beato Angelo da Rieti; fondarono un monastero che, assieme a quello di Messina, fu il punto di irraggiamento dell'ordine nell'isola. Con Goffredo Roncioni, alla fine del XIII secolo, ebbe inizio la serie dei vescovi domenicani, che governarono la diocesi per oltre mezzo secolo.

Un importante documento, conservato nell'archivio della curia vescovile di Mazara e pubblicato per la prima volta nel 1980, dal titolo Riveli di tutti li beneficii di questa diocesi di Mazara dell'anno 1430, riporta un elenco esaustivo dello stato della diocesi nella prima metà del XV secolo e «offre un contributo notevole alla conoscenza della vita della Chiesa ... nella diocesi di Mazara, sue strutture, persone, edifici di culto, monasteri, confraternite, situazione economica, vita spirituale».[7]

Durante il concilio di Trento, prese parte il vescovo Giacomo Lomellino Del Campo (1562-1571), a cui i padri conciliari affidarono il compito di scrivere la parte relativa alla dottrina conciliare sul matrimonio cattolico. Fu al concilio anche il vescovo Antonio Lombardo (1573-1579), che, ritornato a Mazara, celebrò il primo sinodo diocesano per l'attuazione delle riforme tridentine.

Tra i vescovi di Mazara si annoverano due cardinali: Basilio Bessarione, che governò la diocesi per un decennio (1449-1458) in qualità di amministratore apostolico; e Giovanni Domenico Spinola (1636-1646), che celebrò un sinodo i cui statuti «risultarono una insigne opera giuridica, alla quale si rifecero sempre i vescovi nei successivi sinodi della Chiesa mazarese».[8]

Tra il 1690 ed il 1694 fu ricostruita dal vescovo Francesco Maria Graffeo l'antica cattedrale normanna in forme barocche, ristrutturata nel 1970 a seguito del terremoto del 1968. Tra i vescovi successivi si ricorda in particolare il teatino Bartolomeo Castelli (1695-1730), che rinnovò l'insegnamento della catechesi e fece edificare il sontuoso palazzo sede del seminario, che era stato istituito dal vescovo Bernardo Gascó nel 1584.

Nel 1797 davanti al vescovo, al clero e a una grande folla di fedeli l'immagine raffigurante la Madonna del Paradiso fu vista abbassare ripetutamente gli occhi. Ne seguì un regolare processo canonico, al termine del quale l'effigie fu incoronata nel 1803.

Nel 1844 il territorio della diocesi, che era rimasto invariato dai tempi dei Normanni, subì un sostanziale ridimensionamento. Infatti il 31 maggio cedette i comuni di Trapani, Monte San Giuliano (ora Erice), Paceco, Xitta, Favignana, Pantelleria per l'erezione della diocesi di Trapani; il 20 maggio precedente aveva ceduto i comuni di Balestrate, Borgetto, Capaci, Carini, Cinisi, Partinico, Terrasini, Torretta e Valguarnera Ragali per l'ingrandimento dell'arcidiocesi di Monreale.

Un'ulteriore cessione territoriale avvenne il 24 settembre 1950, quando furono trasferiti alla diocesi di Trapani i comuni di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi, mentre l'isola di Pantelleria tornò a far parte della diocesi di Mazara.

La diocesi ha festeggiato, nel 1993, il nono centenario della sua fondazione, in occasione del quale fu visitata da papa Giovanni Paolo II: in ricordo dell'avvenimento il vescovo Emanuele Catarinicchia fece collocare nello spazio antistante la cattedrale una colonna dell'antica cattedrale normanna, con iscrizione alla base.

Nel giugno 2014 il settimanale Panorama pubblica un'inchiesta nella quale denuncia buchi e ammanchi nella diocesi di Mazara del Vallo per quasi sei milioni di euro, e per i quali il vescovo Domenico Mogavero è stato ricevuto dal Papa[9]. Il vescovo, in una nota ufficiale, afferma che i bilanci della diocesi dell'ultimo quinquiennio sarebbero stati verificati da un esperto[10], ma nel dicembre 2015 viene indagato per appropriazione indebita dalla procura di Marsala.[11]

Nell'ottobre del 2015 il vescovo Domenico Mogavero ha dato inizio alla visita pastorale della diocesi, conclusasi il 3 giugno 2017.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi nati nella diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 231.450 persone contava 210.652 battezzati, corrispondenti al 91,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 275.800 275.800 100,0 223 189 34 1.236 42 314 58
1970 226.183 227.183 99,6 140 120 20 1.615 29 226 56
1980 229.700 236.900 97,0 114 80 34 2.014 42 230 61
1990 222.723 231.562 96,2 103 68 35 2.162 41 216 78
1999 223.358 234.693 95,2 100 70 30 2.233 36 241 77
2000 223.124 233.951 95,4 101 71 30 2.209 36 241 77
2001 223.250 234.592 95,2 100 72 28 2.232 34 241 77
2002 223.025 234.295 95,2 95 71 24 2.347 30 241 77
2003 222.965 233.592 95,5 96 73 23 2.322 29 241 77
2004 220.659 233.706 94,4 95 70 25 2.322 31 241 77
2005 221.096 235.409 93,9 94 68 26 2.352 33 163 77
2006 220.906 235.600 93,8 94 66 28 2.350 35 163 77
2010 223.000 237.000 94,0 94 71 23 2.372 32 136 65
2013 210.652 231.450 91,0 100 70 30 2.106 1 38 131 63

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Testo del diploma in: Pirri, Sicilia sacra, II, pp. 842-843.
  2. ^ Beni ecclesiastici in web.
  3. ^ Diocesi di Mazara del Vallo - La storia
  4. ^ Kehr, Italia Pontificia, X, p. 252, nº *1.
  5. ^ Testo della bolla in: Pirri, Sicilia Sacra, II, p. 843.
  6. ^ Kehr, Italia Pontificia, X, p. 252, nnº 3 e 4.
  7. ^ Diego Taranto, La diocesi di Mazara nel 1430: il «Rivelo» dei benefici, in Mélanges de l'Ecole française de Rome. Moyen-Age, Temps modernes, tomo 92, 2 (1980), p. 511-554 e tomo 93, 1 (1981), pp. 189-214.
  8. ^ Dal sito BeWeB - Beni ecclesiastici in web.
  9. ^ L'inchiesta di Panorama che ha smascherato il buco milionario della Curia - Panorama
  10. ^ http://www.diocesimazara.eu/lintervento-situazione-economica-della-diocesi-la-nota-dellufficio-diocesano-per-le-comunicazioni-sociali/4389/
  11. ^ Ansa
  12. ^ È probabilmente Tustino l'episcopus electus menzionato nella bolla di papa Adriano IV del 10 luglio 1156; Kehr, Italia Pontificia, X, pp. 231 (nº 27) e 252 (nº 4).
  13. ^ Kamp, Kirche und Monarchie..., p. 1173, nota 5.
  14. ^ a b c d e f g h i j k l m Norbert Kamp, Kirche und Monarchie..., pp. 1172-1182.
  15. ^ Pirri riporta il nome del vescovo Troiano nel 1199; secondo Kamp, questa indicazione non merita fiducia, perché nel documento di quell'anno il nome del vescovo risultava già illeggibile nel XVI secolo.
  16. ^ Pirri (Sicilia sacra, II, p. 845) ritiene che il nome del vescovo documentato (nel 1220 circa) solo con J, possa essere Giovanni o anche Giuliano.
  17. ^ La sede mazarese risulta essere vacante il 20 marzo 1239 (Kamp, Kirche und Monarchie..., p. 1177).
  18. ^ La sede è ancora vacante tra il 1240 ed il 1245, per la presenza documentata di un lohannes capellanus procurator (Kamp, Kirche und Monarchie..., p. 1177); alcune cronotassi accettano questo lohannes tra i vescovi di Mazara.
  19. ^ La diocesi è vacante nel mese di dicembre 1270; Kamp, Kirche und Monarchie..., p. 1179.
  20. ^ Michele Luzzati, Le origini d'una famiglia nobile Pisana: i Roncioni nei secoli XII e XIII, Bullettino senese di storia patria, 73-75 (1966-1968) pp. 109 e seguenti. Gottifredus de Roncionis è già documentato come episcopus electus il 26 luglio 1297 (Kamp, Kirche und Monarchie..., p. 1180, nota 66); Pirri (Sicilia sacra, II, p. 845) menziona un vescovo di nome Giovanni (chiamato anche Folco/Falcone), deceduto nel 1300; alcuni autori (sito web della diocesi) fanno di Giovanni/Folco due vescovi distinti. La presenza di tutti questi vescovi si inserisce nel complesso contesto storico dell'epoca, che vide lo scontro tra aragonesi e angioini, che posero ognuno sulla sede mazarese vescovi della propria fazione politica.
  21. ^ Eubel, Hierarchia catholica, II, p. 188, nota 1 di Mazara.
  22. ^ Biografia di Orazio della Torre, su mariadinazareth.it. URL consultato il 25 marzo 2012.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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