Eparchia di Piana degli Albanesi

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Eparchia di Piana degli Albanesi
Eparchia Planensis Albanensium
Chiesa italo-albanese
Klisha e Shën Mitrit Dëshmor.jpg
Regione ecclesiastica Sicilia
  Eparchia di Piana degli Albanesi.png
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Eparca sede vacante
Eparchi emeriti Sotìr Ferrara
Sacerdoti 28 di cui 27 secolari e 1 regolari
1.035 battezzati per sacerdote
Religiosi 21 uomini, 138 donne
Diaconi 4 permanenti
Abitanti 30.500
Battezzati 29.000 (95,1% del totale)
Superficie 420 km² in Italia
Parrocchie 15
Erezione 26 ottobre 1937
Rito bizantino
Cattedrale Cattedrale di San Demetrio Megalomartire
Concattedrali San Nicolò dei Greci alla Martorana
Indirizzo Piazza S. Nicola 1, 90037 Piana degli Albanesi (Palermo), Italia
Sito web www.eparchiapiana.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2014 * *
Chiesa cattolica in Italia
La Benedizione impartita dall'eparca Sotìr Ferrara durante la Teofania
L'Emblema dell'Eparchia di Piana degli Albanesi

L'eparchia di Piana degli Albanesi (in latino: Eparchia Planensis Albanensium) è una sede della Chiesa cattolica italo-albanese di rito orientale immediatamente soggetta alla Santa Sede e appartenente alla regione ecclesiastica Sicilia. Nel 2013 contava 29.000 battezzati su 30.500 abitanti. È attualmente sede vacante.

L'8 aprile 2013 il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, è nominato dal Santo Padre Francesco amministratore apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis dell'eparchia di Piana degli Albanesi.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'eparchia comprende i comuni di Piana degli Albanesi, Contessa Entellina, Mezzojuso, Palazzo Adriano e Santa Cristina Gela.

Sede eparchiale è la città di Piana degli Albanesi, dove si trova la cattedrale di San Demetrio Megalomartire. A Palermo sorge la concattedrale di San Nicolò dei Greci alla Martorana.

Il territorio è suddiviso in 15 parrocchie.

Nel territorio eparchiale sono presenti ordini religiosi che professano il rito orientale, quali le Suore Collegine della Sacra Famiglia, la congregazione delle Suore Basiliane Figlie di Santa Macrina e i monaci Basiliani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

« Voi siete qui […] il drappello di profughi che, sostenuti dalla loro profonda fede evangelica, più di cinquecento anni fa giunsero in Sicilia, trovarono non solo un approdo stabile per il futuro delle loro famiglie come nucleo della Patria lontana, ma anche l'Isola maggiore del Mare Nostrum, che per la sua posizione naturale, è un centro di comunicazione tra Oriente e Occidente, un provvidenziale congiungimento tra sponde di diversi popoli […]. La Divina Provvidenza, la cui sapienza tutto dirige al bene degli uomini, ha reso la vostra situazione feconda di promesse: il vostro rito, la lingua albanese che ancora parlate e coltivate, unitamente alle vostre centenarie costumanze, costituiscono un'oasi di vita e di spiritualità orientale genuina trapiantate nel cuore dell'Occidente. Si può pertanto dire che voi siete stati investiti di una particolare missione ecumenica [...]. »
(Tratto dal discorso pronunciato da papa Giovanni Paolo II in occasione del suo incontro con la Comunità eparchiale, avvenuto il 21 novembre del 1982 presso la concattedrale dell'Eparchia di Piana degli Albanesi[1].)

Gli italo-albanesi sono un gruppo etnico albanese stanziatosi in Italia a seguito delle emigrazioni del 1448, del 1461, del 1468, del 1478, del 1482, del 1491 e del 1534, all'epoca immediatamente successiva alla caduta di Costantinopoli, e quindi dell'Impero Bizantino, quando le terre d'origine della popolazione suddetta cadevano sotto la dominazione ottomana. Generalmente gli esuli albanesi si accomodarono presso località abbandonate o fondarono nuovi villaggi, esportando il proprio patrimonio culturale, linguistico e religioso.

Gli albanesi in Italia diedero prova di fedeltà alla Sede apostolica, che però ebbe problemi con le comunità di rito bizantino, sebbene in comunione con il Papa, in quanto seguivano rito e tradizioni spirituali ortodossi. Questi rapporti tesi con le comunità di rito bizantino diedero occasione a papa Clemente VIII di approvare un'istruzione che limitava fortemente l'attività religiosa degli albanesi (31 maggio 1595). I provvedimenti furono confermati da papa Benedetto XIV con la bolla Etsi pastoralis del 26 maggio 1742.

Intanto nel 1734 era stato istituito a Palermo il Seminario Italo-Albanese, che diede l'opportunità di formare un clero nel solco della tradizione orientale, ma nel tempo stesso fedele alla gerarchia locale. Quest'opera di conciliazione fu fortemente voluta da Papas Giorgio Guzzetta, Servo di Dio e Apostolo degli Albanesi di Sicilia.

Il 6 febbraio 1784 fu eretto un vescovato di rito bizantino ordinante per gli albanesi in Sicilia, con la bolla Commissa Nobis di papa Pio VI. Non si trattava di una diocesi, ma era prevista la presenza di un vescovo per poter ordinare i sacerdoti formati nel Seminario Italo-Albanese di Palermo. Il primo vescovo fu Giorgio Stassi, vescovo titolare di Lampsaco. Prima i fedeli albanesi e dei loro sacerdoti ortodossi non avevano alcun diritto ed erano a rischio di assimilazione nel rito romano.

Nel 1867 papa Pio IX rinunciò alla preminenza del rito latino sugli altri riti e ciò diede inizio ad alcune aperture da parte della Santa Sede nell'ultimo terzo del XIX secolo.

Dopo l'erezione dell'eparchia di Lungro in Calabria nel 1919, il 26 ottobre 1937 la bolla Apostolica Sedes di papa Pio XI segnò l'erezione dell'eparchia di Piana dei Greci, con giurisdizione sui fedeli di rito bizantino della Sicilia.

La nuova diocesi comprendeva i comuni di Piana dei Greci e di Santa Cristina Gela, ricavandone il territorio dalle arcidiocesi di Monreale e di Palermo, e le parrocchie di rito bizantino di Mezzojuso, di Contessa Entellina e di Palazzo Adriano sottratte alla giurisdizione dell'arcidiocesi di Palermo la prima e dell'arcidiocesi di Monreale le ultime due, e infine, la chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio di Palermo.

Il 25 ottobre 1941 l'eparchia assunse il nome attuale.

Nel 1943 la chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio diveniva sede della parrocchia personale di San Nicolò dei Greci.

L'8 luglio 1960 con la bolla Orientalis Ecclesiae papa Giovanni XXIII ha assegnato alla giurisdizione degli eparchi di Piana degli Albanesi anche le parrocchie latine dei comuni di Contessa Entellina, Mezzojuso e Palazzo Adriano.

L'eparchia è stata affidata all'amministrazione apostolica degli arcivescovi di Palermo fino al 1967, anno in cui fu eletto il primo eparca.

Cronotassi degli eparchi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di rito orientale ordinanti per gli Albanesi di Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi ordinanti provenienti dagli albanesi di Sicilia sono stati nominati per quelli di Calabria e il resto dell'Italia continentale (Abruzzo, Basilicata, Puglia):

Sede di Piana dei Greci, poi Piana degli Albanesi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 30.500 persone contava 29.000 battezzati, corrispondenti al 95,1% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1948 20.500 20.500 100,0 27 21 6 759 8 29 11
1970 35.100 35.129 99,9 35 28 7 1.002 9 65 15
1980 33.180 33.234 99,8 27 22 5 1.228 6 67 14
1990 28.400 30.000 94,7 26 23 3 1.092 3 4 53 15
1999 28.500 30.000 95,0 27 25 2 1.055 2 3 41 15
2000 28.500 30.000 95,0 27 25 2 1.055 2 3 41 15
2001 28.500 30.000 95,0 29 27 2 982 2 3 41 15
2002 28.500 30.000 95,0 33 30 3 863 2 4 42 15
2003 28.500 30.000 95,0 32 30 2 890 3 3 121 15
2004 28.500 30.000 95,0 32 30 2 890 1 7 118 15
2009 28.500 30.000 95,0 31 30 1 919 4 21 139 15
2013 29.000 30.500 95,1 28 27 1 1.035 4 21 138 15

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia > cenni storici, www.eparchiapiana.it. URL consultato il 28 marzo 2006.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]