Diocesi di Acireale

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Diocesi di Acireale
Dioecesis Iaciensis
Chiesa latina
Cattedrale acireale.PNG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Catania
Regione ecclesiastica Sicilia
Stemma della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Antonino Raspanti
Vicario generale Guglielmo Giombanco
Vescovi emeriti arcivescovo Pio Vittorio Vigo
Sacerdoti 167 di cui 135 secolari e 32 regolari
1.364 battezzati per sacerdote
Religiosi 47 uomini, 270 donne
Diaconi 9 permanenti
Abitanti 231.300
Battezzati 227.900 (98,5% del totale)
Superficie 665 km² in Italia
Parrocchie 112 (6 vicariati)
Erezione 27 giugno 1844
Rito romano
Cattedrale Maria Santissima Annunziata
Santi patroni Santa Venera
Indirizzo Largo Giovanni XXIII 3, 95024 Acireale [Catania], Italia
Sito web www.diocesi.acireale.ct.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2013 * *
Chiesa cattolica in Italia
La basilica dei Santi Pietro e Paolo ad Acireale.
Santuario di Santa Maria di Vena

La diocesi di Acireale (in latino: Dioecesis Iaciensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Catania, appartenente alla regione ecclesiastica Sicilia. Nel 2012 contava 227.900 battezzati su 231.300 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Antonino Raspanti.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende 18 comuni nella parte settentrionale della provincia di Catania: Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Acireale, Aci Sant'Antonio, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Mascali, Milo, Piedimonte Etneo, Randazzo, Riposto, Sant'Alfio, Valverde e parte del comune di Santa Venerina.

Sede vescovile è la città di Acireale, dove si trova la cattedrale di Maria Santissima Annunziata.

Il territorio si estende su una superficie di 665 km² ed è suddiviso in 112 parrocchie, raggruppate in 6 vicariati.

Basiliche e santuari[modifica | modifica wikitesto]

In diocesi si trovano sei basiliche minori: Santi Pietro e Paolo e San Sebastiano martire ad Acireale; San Filippo d'Agira a Aci Catena; San Giacomo e Maria Santissima della Catena a Castiglione di Sicilia; Santa Maria Assunta a Randazzo; San Pietro a Riposto. [1]

Inoltre comprende sette santuari: Maria Santissima di Loreto ad Acireale, Santa Maria della Vena a Vena (frazione di Piedimonte Etneo), Santa Maria di Valverde a Valverde, Beata Maria Vergine del Carmelo a Randazzo, Maria Santissima della Catena ad Aci Catena, San Gerardo Maiella a Piedimonte Etneo, e Santa Maria della Strada a Giarre.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia della diocesi acese è molto travagliata. Già a partire dal XVI secolo erano molto forti le istanze del clero e della popolazione locale che, abituata ad essere direttamente soggetta ai regnanti e godere quindi di diversi benefici perché appunto reale (nel senso di demaniale), era allora nel territorio del potente abate-vescovo di Catania. La costruzione di un maestoso tempio nella piazza Duomo, inizialmente come chiesa matrice dedicata a Maria Santissima Annunziata e che poi diverrà cattedrale, può essere portato ad esempio più emblematico del desiderio della città di aver un suo vescovo.

Tuttavia si dovette attendere sino al 1838, quando Ferdinando II di Borbone, in visita in segno di riconoscenza per la fedeltà dimostrata nei tumulti anti-borbonici del 1820 e del 1837, emise il primo decreto istitutivo della diocesi. Il pontefice Gregorio XVI il 27 giugno 1844, con la bolla Quodcumque ad catholicae religionis incrementum, eresse canonicamente la diocesi: essa doveva comprendere cinque comuni estrapolati dalla diocesi di Catania e nove comuni dell'arcidiocesi di Messina.

«Tuttavia diverse circostanze, talune previste, altre decisamente avverse, ritardarono di ben 28 anni l'esecuzione delle Lettere Apostoliche di erezione della Diocesi».[3] Infatti la bolla Quodcumque ad catholicae, a causa dell'opposizione manifestata dalle due diocesi da cui veniva ricavato il territorio di Acireale, conteneva espressamente la clausola che l'erezione della nuova diocesi doveva avere effetto solo dopo la morte dei vescovi di Catania (Felice Regano) e di Messina (Francesco di Paola Villadecani). Questi morirono entrambe nel 1861, ma a causa delle difficoltà intercorse fra Italia e Santa Sede dopo l'unità, l'esecuzione della bolla pontificia fu ritardata di altri anni.

Finalmente il 19 marzo 1872 la Congregazione Concistoriale nominò Giovanni Battista Guttadauro di Reburdone, vescovo di Caltanissetta, esecutore della bolla di erezione, che venne pubblicata ad Acireale il 3 giugno successivo con il decreto esecutoriale: da questo momento inizia ufficialmente la vita della diocesi. Il 22 luglio con il decreto Nova constituta della Congregazione Concistoriale fu dichiarata diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede ed il 29 luglio papa Pio IX procedeva alla nomina del primo vescovo, il giovane sacerdote agrigentino Gerlando Maria Genuardi, che fece il suo ingresso solenne in diocesi il 10 novembre.

Il vescovo Genuardi visitò la diocesi nel 1875, in seguito pubblicò «la Constitutio prosynodalis con l'intento di avviare le strutture organizzative essenziali, mettendo ordine nella vita ecclesiale diocesana»[4]; la sua principale opera fu l'istituzione, nel 1881, del seminario diocesano, nel quale furono formati diversi futuri vescovi, tra cui i suoi due immediati successori, Giovanni Battista Arista (1907-1920) e Salvatore Bella (1920-1922); quest'ultimo, nel 1921, istituì 42 nuove parrocchie, mettendo fine a quella prassi, ereditata dalla diocesi di Catania, di considerare il vescovo l'unico parroco della diocesi. Durante il lungo episcopato di Salvatore Russo (1932-1964) fu celebrato il primo sinodo diocesano (1957).

Dal 2 dicembre 2000, in forza della bolla Ad maiori consulendum di papa Giovanni Paolo II, la diocesi è diventata suffraganea dell'arcidiocesi di Catania.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi originari del presbiterio diocesano[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2012 su una popolazione di 231.300 persone contava 227.900 battezzati, corrispondenti al 98,5% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 167.000 168.000 99,4 316 216 100 528 100 467 94
1959 162.300 164.500 98,7 314 211 103 516 169 425 99
1970 174.793 175.215 99,8 288 193 95 606 152 482 110
1980 183.504 184.192 99,6 230 161 69 797 118 453 110
1990 206.000 207.657 99,2 202 147 55 1.019 2 80 361 111
1999 221.622 223.722 99,1 177 141 36 1.252 8 66 321 111
2000 221.622 223.722 99,1 175 139 36 1.266 8 64 321 111
2001 221.622 223.722 99,1 176 140 36 1.259 9 64 313 111
2002 222.623 224.725 99,1 174 138 36 1.279 11 58 313 111
2003 223.623 225.725 99,1 170 134 36 1.315 11 57 311 111
2004 223.623 225.725 99,1 172 135 37 1.300 10 57 311 111
2006 225.000 227.700 98,8 171 135 36 1.315 9 54 296 111
2012 227.900 231.300 98,5 167 135 32 1.364 9 47 270 112

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal sito web della diocesi.
  2. ^ Dal sito web della diocesi.
  3. ^ Dal sito www.associazionecentocampanili.it.
  4. ^ Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]