Santa Tecla (Acireale)

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Santa Tecla
frazione
Santa Tecla – Veduta
Vista di Santa Tecla dalla vecchia ferrovia
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
ComuneAcireale-Stemma.png Acireale
Territorio
Coordinate37°38′09″N 15°10′33″E / 37.635833°N 15.175833°E37.635833; 15.175833 (Santa Tecla)Coordinate: 37°38′09″N 15°10′33″E / 37.635833°N 15.175833°E37.635833; 15.175833 (Santa Tecla)
Altitudine10 m s.l.m.
Abitanti1 090 (2012)
Altre informazioni
Cod. postale95020
Prefisso095
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantitecloti
Patronosanta Tecla
Giorno festivo23 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Tecla
Santa Tecla

Santa Tecla è una frazione del comune di Acireale.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Posta a nord-est di Acireale, Santa Tecla si adagia su una suggestiva piattaforma lavica: a Ovest si attacca alla lussureggiante e selvaggia Timpa "Falconiera" con la sua incolta flora mediterranea (oggi parco naturale protetto), mentre a Est si distende sul mare Ionio in una compatta e imponente scogliera di roccia vulcanica. La riva si inarca in un ampio seno detto Golfo di Santa Tecla, indicato nelle antiche mappe come "Sinus S.Theclae".

Studi geologici danno la presenza nel sottosuolo di numerose faglie attive di origine vulcanica attraverso le quali scorre l'acqua, simile ad un fiume sotterraneo, che dalle nevi sciolte dell'Etna arriva fino al mare. Vi si notano infatti numerosi sbocchi che spesso formano delle vere e proprie fontane da cui, in passato, veniva attinta acqua per bere e dove si potevano lavare i panni. La faglia più imponente è descritta nei testi scientifici come "Faglia di Santa Tecla".

La frazione è stata colpita da diversi sismi, fra cui il terremoto di Acireale del 2001 e quello di Santa Venerina del 2002. Frequenti sono anche i terremoti di scarsa intensità, dovuti al movimento delle faglie locali: Oggi il borgo, che conserva alcune residenze patrizie di campagna appartenenti a famiglie benestanti acesi, è un centro balneare e residenziale inserito nella cosiddetta "Riviera dei limoni". Ottima la ricettività alberghiera e di B&B.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Santa Tecla, la garitta dello «Scalo Pennisi» (XVI secolo)

Le prime notizie storiche di Santa Tecla come borgo risalgono all'inizio del X secolo ed esattamente al 902, quando, secondo lo storico arabo Nwwayuri, vi sbarcarono gli Arabi provenienti da Taormina. Ciò dimostra che l'esistenza del borgo è anteriore a quella di Aquilia (l'attuale Acireale). datata approssimativamente nel XIV secolo.

A causa delle scorrerie dei corsari turchi, che dal XVI secolo ivi "sogliono continoamente dare di terra et là rifrescarsi di tutte le vettovaglie" (Camillo Camilliani: "Descrizione delle torri marittime del Regno, 1584), il borgo venne dotato di una garitta di guardia, ancora esistente, costruita sulla punta dello scoglio dell'Apa. L'incursione più nota e meglio documentata (Vincenzo Raciti Romeo: "Aci nel secolo XVI, 1896) è quella del pirata Luccialì. che proprio lì sbarcò il 3 maggio 1582 al comando di sette galee e ben trecento pirati.

Secondo alcuni (G.M. Calvaruso: "Santa Tecla", in rivista "Sicania", 1º luglio 1921 e 1º aprile 1922; Santi Correnti: "Acireale e le varie Aci, 1983) il nome del borgo deriva dalle parole arabe "Sciant Tagla", come riportate nel "Libro di Ruggero" del geografo arabo Al Idrisi (1154), che sarebbero traducibili in "luogo di approdo". Nel tempo e per assonanza la pronuncia sarebbe mutata in Santa Tecla, per cui vi fu costruita una chiesetta con tale nome. In merito, però, non esistono riferimenti storici certi.

Secondo altri (Nicolò Russo - vedi bibliografia), sulla base di testimonianze di alcuni storici (T. Fazello:" De rebus Siculis",1558; A. Filoteo:" Descrizione della Sicilia nel XVI secolo, 1550 ; G. Massa:" La Sicilia in prospettiva", 1709), il toponimo deriva proprio da una chiesetta ivi costruita in epoca normanna (1061-1194), dedicata proprio a Santa Tecla, che appartenne fino al '600 ai Benedettini di Catania. In tal senso il toponimo "Sciant Tagla" può essere la traduzione di "Santa Tecla" in lingua araba fatta da Al Idrisi.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Madre ove si conserva un dipinto di Santa Tecla del pittore acese Giacinto Platania del XVII secolo
  • Santuario della Madonna di Fatima e Santa Tecla
  • Garitta di Guardia del XVII secolo
  • La selvaggia Timpa Falconiera e la Grotta del Corvo
  • Le calette nella scogliera lavica
  • La "zenia" o noria, antico strumento di sollevamento acqua per irrigazione importato dagli arabi.

Luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

  • Oltre alla Chiesa Madre, dedicata alla patrona Santa Tecla, si può ammirare il moderno e suggestivo santuario "Madonna di Fatima", un gioiellino sui generis, costruito in pietra lavica, che ha per tetto il cielo; l'altare è costituito da un blocco di lava solida. Il luogo è molto frequentato e vi si celebrano numerosi matrimoni.
  • In zona "Cocole", intorno al 1910, è stata costruita una piccola cappella detta dell'Ecce Homo per un quadro, raffigurante "Cristo alla colonna", posto sull'altare. È un luogo di breve sosta di preghiera.
  • Sopravvivono ancora alcune piccole edicole dedicate alla Madonna e ai Santi che nel mese mariano di maggio venivano addobbate per le cerimonie religiose.
  • Particolare attenzione merita un suggestivo sito nella parte alta di via Balestrate ("a strata vecchia"), detto la Madonna del Buon Riposo. Qui sorge un altarino costruito nei primi decenni del secolo scorso in un piccolo slargo dove esistono tre lunghi sedili in pietra lavica. La gente di Santa Tecla e di altre frazioni a mare, studenti, lavoratori, sensali ecc., abbreviava il cammino verso Acireale inerpicandosi lungo la ripida scorciatoia di via Balestrate ma, giunti nel sito, usavano riposarsi per affrontare l'ulteriore faticoso tratto verso la città. Oggi la "strata vecchia", che si presenta come un viottolo ristretto da vegetazione folta e spontanea, tra cui numerosi sono i bagolari, ha assunto un valore solo paesaggistico. L'altarino mostra un affresco di autore ignoto, ma di buona mano, che ha subito le ingiurie del tempo, riproducente la Madonna con in braccio il Bambino che dorme; da ciò il significativo nome "Madonna del Buon Riposo". Da notare, nel muro sotto l'altarino, un grosso buco cilindrico che serviva per mettervi dentro i lumini accesi perché non li potessero spegnere né il vento né la pioggia.
  • Nel mese di agosto di ogni anno si tengono i festeggiamenti della Santa Patrona con spettacolare processione di barche illuminate sul mare e fuochi di artificio.
  • Si tengono anche altre manifestazioni sportive e culturali fra cui il premio televisivo nazionale "Garitta d'Argento".

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicolò (Nicola) Russo, "Santa Tecla: il natio borgo selvaggio", Acireale, 2015, in Biblioteca Zelantea di Acireale

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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