Felice Regano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Felice Regano
arcivescovo della Chiesa cattolica
Template-Metropolitan Archbishop.svg
 
Nato5 giugno 1786 ad Andria
Nominato vescovo11 luglio 1839 da papa Gregorio XVI
Consacrato vescovo2 settembre 1839 dal cardinale Emmanuele De Gregorio
Elevato arcivescovo4 settembre 1859 da papa Pio IX
Deceduto30 marzo 1861 a Catania
 

Felice Regano (Andria, 5 giugno 1786Catania, 30 marzo 1861) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver compiuto gli studi nel seminario vescovile di Andria, nel quale fu pure lettore e poi esaminatore prosinodale, fu ordinato sacerdote il 16 giugno 1816, diventando poi vicario capitolare della diocesi.

Fu "presentato" vescovo di Catania da Ferdinando II il 15 maggio 1839; il 25 giugno con breve apostolico di Gregorio XVI fu insignito del titolo di dottore in teologia; il 2 settembre venne consacrato vescovo a Roma dal cardinale Emmanuele De Gregorio.

Sebbene fosse in buoni rapporti con il re Ferdinando II, non solidarizzò con la sua politica repressiva del 1849-1860[1].

Durante il suo episcopato, il 20 marzo 1861, la diocesi di Catania venne elevata a sede arcivescovile, con decreto della congregazione concistoriale del 4 settembre 1859[2]. Fu quindi per pochi giorni il primo arcivescovo di Catania, privilegiato del "pallio", antico beneficio di derivazione feudale. Morì a Catania il 30 marzo 1861.

Il suo sepolcro è conservato nella cattedrale di Andria, sua città natale: si tratta di un monumento con un sarcofago marmoreo collocato vicino al portale, che reca l'iscrizione: "A Felice Regano - cittadino di Andria - Arcivescovo di Catania - in questo Tempio - del quale fu ministro e decoro - inaugurasi monumento marmoreo sedici anni dopo la morte ».

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ “Puglia d'Oro”, Vol. I., Edizioni Puglia d'Oro, 1936, A. XIV E. F. pag. 90 e 92
  2. ^ Angelo Gambasin, Religiosa magnificenza e plebi in Sicilia nel XIX secolo, pg. 88.