Giacinto Sigismondo Gerdil

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giacinto Sigismondo Gerdil, B.
cardinale di Santa Romana Chiesa
Hyacinthe Sigismond Gerdil.jpg
Template-Cardinal (Bishop).svg
Incarichi ricoperti
Nato 23 giugno 1718, Samoëns
Ordinato diacono 4 giugno 1741
Ordinato presbitero 11 giugno 1741
Nominato vescovo 17 febbraio 1777 da papa Pio VI
Consacrato vescovo 2 marzo 1777 dal cardinale Marcantonio Colonna
Creato cardinale 23 giugno 1777 da papa Pio VI
Pubblicato cardinale 15 dicembre 1777 da papa Pio VI
Deceduto 12 agosto 1802, Roma

Giacinto Sigismondo Gerdil (Samoëns, 23 giugno 1718Roma, 12 agosto 1802) è stato un cardinale e vescovo cattolico italiano di origini francesi, nato nel Regno di Sardegna.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Samoëns in Savoia il 23 giugno 1718 da Pierre Gerdil, notaio, e Françoise Perrier.

Nel 1734 entrò nell'ordine dei Barnabiti.

Nel 1735, dopo il noviziato, fu inviato a studiare a Bologna. Il suo precoce ingegno gli attirò la benevolenza del cardinale Prospero Lambertini, futuro papa Benedetto XIV.

Nel 1738 dopo un anno a Macerata ottenne l'insegnamento di Filosofia a Casale Monferrato, divenendo anche prefetto del Real Collegio.

Nel 1749 venne nominato titolare dell'insegnamento di Filosofia Morale alla Regia Università di Torino.

Nel 1754 venne promosso alla cattedra di Teologia Morale.

Papa Pio VI lo nominò vescovo titolare di Dibon il 17 febbraio 1777 e successivamente lo elevò al rango di cardinale: dapprima in pectore, il 23 giugno 1777, poi pubblicato nel concistoro del 15 dicembre 1777. Si trasferì quindi a Roma.

Dopo la morte di Pio VI; partecipò al Concilio di Venezia del 1800. Il prestigio di cui godeva fece sì che su si lui si concentrassero i voti di molti cardinali e pare si sia giunti all'elezione al soglio pontificio. Ad impedire la sua ascesa al trono fu il veto dell'Imperatore. Esso fu determinato probabilmente da ragioni politiche: Francesco II, infatti, temeva che la forte fedeltà sabauda del cardinale gli impedisse di procedere nei suoi piani sul Nord Italia, che miravano all'annessione sia della Repubblica di Venezia (già realizzata) sia a quella degli Stati sabaudi.

Morì al suo ritorno a Roma il 12 agosto 1802 all'età di 84 anni.

Studi[modifica | modifica wikitesto]

Dissertations sur l'incompatibilité de l'attraction et de ses différentes loix, avec les phenoménes, 1754

Nel 1765 pubblicò a Torino le "Réflexions sur la théorie et la pratique de l'éducation contre les principes de J.-J. Rousseau", un pamphlet in francese contro l'Emilio di Rousseau, che lo rese famoso.

Nel 1768 pubblicò a Torino il "Discours de la nature, et des effets du luxe", un pamphlet in francese contro le giustificazioni etiche del lusso. Tradotto e pubblicato per la prima volta nel 2002 dall'Accademia degli Incolti in una edizione fuori commercio per l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e poi ristampato dalla Gaffi nel 2006.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN51732391 · ISNI (EN0000 0001 1026 6919 · SBN IT\ICCU\CUBV\072710 · LCCN (ENn87838147 · GND (DE119076578 · BNF (FRcb12178882c (data) · NLA (EN35609123 · BAV ADV10299277 · CERL cnp00403666