Canalicchio (Catania)

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Canalicchio
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Provincia Catania Catania
Città Catania-Stemma.png Catania
Circoscrizione II Circoscrizione
Altri quartieri Barriera del Bosco, Villaggio Cardinale Dusmet, Picanello, Ognina, Guardia, San Giovanni li Cuti
Codice postale 95125
Nome abitanti Canalicchioti
Catania-Stemma.png
Catania
Municipalità

Quartieri:
Angeli Custodi (I)
Antico Corso (I)
Civita (I)
Fortino (I)
Giudecca (I)
San Berillo (I)
San Cristoforo (I)
Guardia (II)
Ognina (II)
Picanello (II)
San Giovanni li Cuti (II)
Villaggio Dusmet (II)
Barriera del Bosco (II)
Canalicchio (II)
Borgo (III)
Monserrato (III)
San Giovanni Galermo (IV)
Cibali (IV)
Trappeto (IV)
San Nullo (IV)
Monte Po (V)
Nesima (V)
Curìa (V)
San Leone (V)
Librino (VI)
Pigno (VI)
San Giorgio (VI)
Sigonella (VI)
Fontanarossa (VI)
Pantano d'Arci (VI)
Passo Martino (VI)
Plaia (VI)
Primosole (VI)
Villaggio Santa Maria Goretti (VI)
Villaggio Sant'Agata (VI)
Zia Lisa (VI)
Municipalità di Catania.svg

Storia di Catania

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Canalicchio (Canalicchiu in catanese) è un quartiere di Catania di 8.113 abitanti (secondo i dati del censimento ISTAT del 2001), sito nella zona nord di Catania. Una parte del quartiere (quella delle vie Carnazza, Novaluce e Tivoli) appartiene al comune di Tremestieri Etneo, nonostante non sia contigua a questo comune.

Il quartiere è limitrofo ai centri di San Gregorio di Catania, Sant'Agata li Battiati e Gravina di Catania. Dista circa 6 km dal comune di Tremestieri Etneo e si trova a 70 metri s.l.m. nel punto più basso e a 220 metri s.l.m. in quello più alto. Fa parte della Ii Circoscrizione, risultante dall'accorpamento delle ex II e IV Municipalità, avvenuto nel 2013.

Origine del Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Dal vocabolo latino canaliculus, cioè "piccolo canale", "canaletto", in quanto sono presenti i resti di un antico acquedotto.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere si sviluppa attorno alla piazza I Vicerè e alle vie Pietra dell'Ova e Leucatia; confina a nord con il comune di Sant'Agata li Battiati, ad est con l'exclave del comune di Tremestieri Etneo chiamato anch'esso Canalicchio, a sud-est con il Villaggio Cardinale Dusmet, a sud con i quartieri Chiuse della Carvana, Monserrato e Borgo, situati al di qua del tratto di circonvallazione che in questa zona prende il nome di viale Odorico da Pordenone e viale Marco Polo e a est con il quartiere Barriera del Bosco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo vecchio quartiere di Catania, negli anni quaranta diventa sede di piccole abitazioni e già nei primi anni cinquanta vi vengono edificati un ambulatorio medico e una succursale dell'ufficio postale. Fino agli anni settanta la crescita rimane pressoché immutata, fin quando a Canalicchio fa la sua comparsa l'edilizia legale e, progressivamente, ai giardini di arance, che caratterizzavano il territorio, si sostituiscono le abitazioni e complessi residenziali. Durante la fine degli anni settanta e negli anni ottanta la crescita edilizia è costante, e con essa anche la popolazione; quello che era un centro agricolo diventa un vero e proprio quartiere residenziale. La posizione invidiabile, data la vicinanza al centro di Catania, rende ben presto Canalicchio una meta ambita, ed è durante gli anni ottanta che si avverte la necessità di fornire i servizi pubblici. Viene realizzata, tra il 1995 e il 1998, la piazza "I Viceré", collocata accanto al castello di via Leucatia. Il quartiere è sede inoltre del Castello Leucatia, edificato tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento da un ricco commerciante di origine ebrea. Durante la seconda guerra mondiale tutte le ville del terreno circostante furono requisite dalle forze tedesche, così anche l'antica rocca subì lo stesso destino, diventando una sorta di roccaforte antiaerea. Avendo avuto la fortuna di non essere danneggiato dai bombardamenti, la sua esistenza continuò fino ai nostri giorni, e nel 1960 il comune ne deliberò l'acquisto anche se per più di mezzo secolo non dimostrò particolare interesse di utilizzo diventando rifugio di scapestrati e vagabondi. Nel 2000 l'amministrazione comunale si assunse la responsabilità della ristrutturazione, sicché la struttura venne radicalmente rimessa a nuovo ed inaugurata nel 2001 destinandola a biblioteca e centro culturale.

Luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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