Giardino Pacini

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Giardino Pacini
1637 - Catania - Pensionato ai giardini - Foto Giovanni Dall'Orto 26-Jan-2006.jpg
La fontana al centro della villa Pacini.
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Catania
Caratteristiche
Tipo giardino pubblico
Gestore Comune di Catania
Ingressi via beato Cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, 18-42; via Jonica, dopo il 2
Realizzazione
Proprietario Comune di Catania
Mappa di localizzazione

Coordinate: 37°30′05.2″N 15°05′16.8″E / 37.501444°N 15.088°E37.501444; 15.088

Il giardino Pacini è uno dei due giardini più antichi della città e uno dei quattro parchi principali di Catania.

Sotto gli archi della Marina, sul cui viadotto passa il binario della ferrovia, vicino al porto, e subito fuori dalla antica porta della città, porta Uzeda, è sito il giardino Pacini, soprannominato dai catanesi "Villa 'e varagghi" in quanto meta in passato soprattutto di persone anziane che vi si recavano per rilassarsi e "sbadigliare"; ("varagghiu" infatti in catanese significa sbadiglio). Il ritmo sempre più frenetico della vita ha reso il giardino, non molto grande, sempre meno frequentato; è tuttavia sempre accessibile durante il giorno e presenta una zona attrezzata con giochi per i bambini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sua nascita risale ai primi tempi dell'Unità d'Italia quando venne riordinata l'area adiacente le mura e la porta Uzeda nell'area interessata dalla foce del fiume Amenano ove le lavandaie catanesi lavavano i panni; venne realizzata una villetta con passeggiata a mare e riordinato il lavatoio, di cui oggi restano alcune tracce visibili di fronte alla pescheria. Nel 1866 iniziarono i lavori di costruzione della ferrovia per Siracusa con la costruzione dei contestati Archi della Marina, il lungo viadotto che sottrasse parecchio spazio al giardino e cancellò la passeggiata a mare. Nel 1879 la villetta ebbe finalmente un nome: quello del musicista e compositore catanese Giovanni Pacini, scomparso poco più di un decennio prima, il cui busto in marmo bianco venne posto su di un piedistallo all'ingresso. L'opera era dello scultore Giovanni Duprè.

All'inizio degli anni trenta allo scopo di potenziare il Porto di Catania venne interrato il vecchio porto saraceno e canalizzata la foce del fiume Amenano realizzando il nuovo grande molo Crispi. Con tale operazione la villetta perse la sua "ariosità" trovandosi incassata tra il viadotto della ferrovia e le recinzioni del porto. Un ulteriore mutilazione si ebbe nel dopoguerra quando venne realizzato il mercato ortofrutticolo tagliando un'ampia sezione di alberi e realizzandovi la cosiddetta Piazza Alcalà (più recentemente rinominata piazza Borsellino) e intorno agli anni sessanta quando venne raddoppiato il binario della ferrovia raddoppiando quindi l'area occupata dalle arcate del viadotto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Teresa Di Blasi e Concetta Greco Lanza, Il Cicerone. Storia, itinerari, leggende di Catania, 2ª ed., Catania, Edizioni Greco, 2007, ISBN 978-88-7512-060-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • La Villa Pacini sul sito del Dipartimento di Botanica dell'Università di Catania.
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