Gervasio di Tilbury

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Gervasio di Tilbury (lat. Gervasius Tilleberiensis; Reims, 1155 – ...) è stato un giurista, politico e scrittore inglese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gervasio di Tilbury nacque nel 1155 a Reims da una famiglia nobile. Nel 1176 divenne chierico presso Guglielmo dalle Bianche Mani, potente arcivescovo francese e raffinato uomo di lettere. Educato alla corte di Enrico II d'Inghilterra, imbevuta di letteratura cortese e cultura classica, scrisse l'ormai perduto Liber Facetiarium (Libro delle facezie), per il quale probabilmente s'ispirò al De nugis curialum (Svaghi di corte) di Walter Map. Alla morte di Enrico nel 1183, Gervasio si recò all'Università di Bologna per insegnare diritto canonico. Appassionato di filosofia naturale, visse in Italia meridionale presso la corte di Guglielmo II di Sicilia, genero di Enrico II, e quando anch'egli morì nel 1189, Gervasio si trasferì in Provenza esercitando la professione di giurista, proseguendo allo stesso tempo le sue esplorazioni folcloristiche. Durante tale soggiorno nel 1214, compose per l'imperatore Ottone IV gli Otia Imperialia, la sua opera più celebre; in realtà, essa era dedicata ad Enrico II, la cui morte interruppe la scrittura dell'opera. Nel 1209 accompagnerà l'imperatore a Roma per l'incoronazione, venendo poi nominato Maresciallo della corte imperiale di Arles. Gervasio trascorse i suoi ultimi anni di vita nell'ordine dei premostratensi; l'ultimo atto che menziona Gervasio è del 16 luglio 1222, ma attualmente non esistono fonti che indichino l'esatta data di morte.

In tempi moderni, è stata ipotizzata una possibile connessione tra Gervasio di Tilbury e Gervasio di Ebstof, cartografo tedesco su contemporaneo: tale congettura è basata sul fatto che il nome Gervasio fosse raro all'epoca nel nord della Germania, e che molti suoi lavori presentino delle somiglianze con il mappamondo di Ebstorf.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Liber Facetiarium
  • Vita abbreviata et miracula beatissimi Antonii
  • Tractatus de vita Beate Virginis et discipulorum et eorum transitu
  • Otia Imperialia (1214)
  • Commento al Padre Nostro

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gervasio di Tilbury, Il libro delle meraviglie, a cura di Elisabetta Bartoli, Pisa, Pacini, 2009, ISBN 978-88-6315-179-4.

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