Italo (mitologia)

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Italo è un eroe mitologico, leggendario eponimo dell'Italia, che avrebbe regnato sul popolo italico degli Enotri. Le sue vicissitudini possono essere fatte risalire alla tarda età del ferro.[1]

Re Italo e Il popolo degli Enotri[modifica | modifica wikitesto]

Gli Enotri sono i primi Greci che arrivarono nella comunità degli Ausoni.[senza fonte] Enotro, padre di Italo, conquistò il regno e si ingrandì arrivando fino alle Alpi, che dividevano la penisola italiana dalla Francia. Dopo la sua morte il suo regno da Enotria si chiamò Italia, dal nome di suo figlio Italo.[2] E proprio dal mitico sovrano Italo[3] la Calabria fu detta Italia. Di solito i ricercatori collocano la presenza del re Italo nella prima metà del XV secolo a.C.

Antioco di Siracusa, considerato il primo storico dell'Occidente, lo raffigura come "un re buono e saggio, capace di sottomettere le popolazioni vicine facendo uso di volta in volta della persuasione e della forza". Sotto Italo gli Enotri mutarono il loro nome in Itali; sotto il figlio di Italo, Morgete, chiamò il regno Morgetia e i suoi abitanti furono detti Morgeti.[1][4][5]

Gli Enotri (dal nome di Enotro, figlio di Licaone) furono un'antica popolazione italica stanziata attorno all'XI secolo a.C. in un territorio di notevoli dimensioni comprendente l'attuale Calabria (chiamata Italia) e la Basilicata. In mancanza di fonti dirette le vicende storiche degli Enotri, come quelle di altri popoli preromani, possono essere ricostruita unicamente sulla base delle notizie fornite da autori posteriori greci e romani, dei dati della toponomastica e da quelli dell'archeologia. Secondo una visione invasionista, gli Enotri sarebbero giunti in Italia alle soglie dell'Età del ferro (XI secolo a.C.) insieme ad altre popolazioni dette "protolatine" (Falisci, Latini). Secondo una visione continuista[6], gli Enotri rappresenterebbero il ramo meridionale di uno strato etno-linguistico molto antico e diverso da quello protolatino, che avrebbe occupato l'area tirrenica dalla Liguria alla Calabria (strato ligure-calabro).[1] Secondo gli antichi storici greci affermavano che gli Enotri giunsero dalla Grecia all'inizio dell'Età del Ferro (XI secolo a.C.) insieme ad altri popoli dello stesso gruppo etnico[7][8] attraverso il Canale d'Otranto. Lo studioso italiano Giacomo Devoto ne ipotizzò un'origine Balcanica proto-Illirica.[9] In ogni caso, stando ad Antonino Liberale (autore greco del II secolo d.C.), il loro arrivo provocò la fuga degli Elimi in Sicilia. Il popolo degli Enotri si distinse in tre rami: Itali, Morgeti e Siculi.

Le leggende di Re Italo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ausone, Enotro, Morgete e Siculo (mitologia).
L'Italia secondo i Greci, corrispondente all'attuale Calabria

Esistono varie leggende sul personaggio di Italo, vissuto, secondo il mito, 16 generazioni prima della guerra di Troia. Da lui deriverebbe il nome Italia, dato prima alla regione corrispondente al suo regno, ovvero quasi tutta la Calabria ad esclusione della zona settentrionale, e poi esteso a tutta la penisola, come riporta Tucidide: "quella regione fu chiamata Italia da Italo, re arcade".[10]

Narra Aristotele:

« Divenne re dell'Enotria un certo Italo, dal quale si sarebbero chiamati, cambiando nome, Itali invece che Enotri. Dicono anche che questo Italo abbia trasformato gli Enotri, da nomadi che erano, in agricoltori e che abbia anche dato ad essi altre leggi, e per primo istituito i sissizi. Per questa ragione ancora oggi alcune delle popolazioni che discendono da lui praticano i sissizi e osservano alcune sue leggi »
(Aristotele, Politica, VII, 9, 2)

e ancora:

« Italo, re degli Enotri: da lui in seguito presero il nome di Itali e di Italìa l'estrema propaggine delle coste europee delimitata a nord dai golfi [di Squillace e di S.Eufemia]; di lui dicono che abbia fatto degli Enotri, da nomadi che erano, degli agricoltori stabili, e che abbia imposto loro nuove leggi, istituendo tra l'altro per primo i sissizi »
(Aristotele, Politica, VII, 10, 2-3)

Secondo Aristotele, quindi, gli Itali erano stanziati nell'attuale istmo di Catanzaro, nell'omonima provincia, delimitata ad est dal golfo di Squillace e ad ovest dal golfo di Sant'Eufemia.

Antioco di Siracusa, invece, scriveva:

« L'intera terra fra i due golfi di mari, il Nepetinico [S. Eufemia] e lo Scilletinico [Squillace], fu ridotta sotto il potere di un uomo buono e saggio, che convinse i vicini, gli uni con le parole, gli altri con la forza. Questo uomo si chiamò Italo e denominò per primo questa terra Italia. E quando Italo si fu impadronito di questa terra dell'istmo, ed aveva molte genti che gli erano sottomesse, subito pretese anche i territori confinanti e pose sotto la sua dominazione molte città. »
(Antioco di Siracusa[dove?].</ref>)

Secondo Strabone Italo fondò Pandosia Bruzia, la capitale del suo regno, probabilmente da identificare con la città odierna di Acri[senza fonte]. Dunque è da presumere che Italo regnasse su Pandosia Bruzia e sul nord dell'attuale Calabria, oltre che sulla zona ionico-tirrenica, ma non è da escludere che il dominio degli Enotri comprendesse tutta le odierne regioni Calabria, Sicilia e Basilicata[11]

Ulteriori riferimenti a Italo e alla sua storia leggendaria si possono trovare nell'Eneide di Virgilio.[dove?]

Secondo Antioco di Siracusa, il successore di Italo fu Morgete, che governò l'Italia (cioè l'odierna Calabria) sino a quando essa fu invasa dai Bruzi, un popolo dalle ignote origini che si stabili nella parte centro-settentrionale della regione ed elesse come capitale Cosenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Marafioti, pp. 20-21.
  2. ^ Marafioti, p. 20
  3. ^ http://xoomer.virgilio.it/hdlcam/italo.htm.
  4. ^ San Giorgio di Morgeto, [1].
  5. ^ http://micheletimpano.blogspot.com/p/san-giorgio-morgeto.html.
  6. ^ Antonio Sciarretta, Liguri, Enotri e Sicani in Toponomastica d'Italia. Nomi di luoghi, storie di popoli antichi, Milano, Mursia, 2010, pp. 174-194, ISBN 978-88-425-4017-5.
  7. ^ Pausania, VIII, 3, 5.
  8. ^ Dionigi, I, 11-13.
  9. ^ Gianna G. Buti e Giacomo Devoto, Preistoria e storia delle regioni d'Italia, Sansoni Università, 1974.
  10. ^ Tucidide[dove?].
  11. ^ Strabone[dove?].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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