La seduzione

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La seduzione
Titolo originale La seduzione
Paese di produzione Italia
Anno 1973
Durata 95 min
Genere drammatico, erotico
Regia Fernando Di Leo
Soggetto Ercole Patti (romanzo)
Sceneggiatura Luisa Montagnana,
Ercole Patti,
Marino Onorati,
Fernando Di Leo
Produttore Armando Novelli
Casa di produzione Cineproduzioni Daunia 70
Fotografia Franco Villa
Montaggio Amedeo Giomini
Musiche Luis Enriquez Bacalov
Scenografia Francesco Cuppini
Costumi Roberto Ranucci
Trucco Giulio Natalucci
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La seduzione è un film del 1973 diretto da Fernando Di Leo, tratto dal romanzo Graziella [1] di Ercole Patti e girato ad Acireale.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe (Maurice Ronet) tra Graziella (Jenny Tamburi) e Caterina (Lisa Gastoni)

Da molti anni giornalista in Francia, Giuseppe Laganà torna nella natia Catania anche sospinto dal desiderio di rivedere Caterina, sua ex fidanzata che, ora, è vedova e madre dell'adolescente Graziella. Giuseppe riallaccia la relazione con l'antica fiamma e prende a frequentarne assiduamente la casa.

Ciò consente una vicinanza con Graziella che, affascinata dal quarantenne, inizia un'assidua opera di seduzione, divenendone presto l'amante. La scoperta della tresca, indispettisce la madre che, tuttavia, si rassegnerà a spartire l'uomo con la figlia.

L'entrata in scena di Rosina, un'amica coetanea di Graziella, sconvolge nuovamente il precario equilibrio. Giuseppe tradisce madre e figlia con la nuova arrivata e tanto basta perché Caterina impugni la pistola e uccida l'antico fidanzato.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Il ruolo della ragazza doveva essere interpretato da Ornella Muti, poi sostituita all'ultimo istante da Jenny Tamburi, pare per volere di Lisa Gastoni.

Di Leo ha dichiarato: «Quando vide Ornella la Gastoni ebbe quello che a Roma si dice lo sturbo. Aveva ragione. Anche cinematograficamente. Bisognava prendere una ragazza meno sexy di quanto fosse la Muti, altrimenti Maurice Ronet sarebbe caduto nel peccato. Mentre giocate così, con la Tamburi, le scene di seduzione della ragazzina, poco appariscente ma con la forza dell'adolescenza, funzionarono molto meglio».[2]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

I giornali dell'epoca riportarono la notizia di un uomo che morì d'infarto assistendo al film.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ediz. recente: Ercole Patti, Graziella, Il Melograno, Avagliano, 2004 (contiene anche la sceneggiatura inedita del film di Di Leo)
  2. ^ "Dossier Nocturno n°14, Calibro 9. Il cinema di Fernando Di Leo."
  3. ^ Marco Giusti, "Dizionario dei film italiani stracult", Frassinelli, 1999.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]