Mimì Maria Lazzaro

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Candelabro sulla leggenda di Colapesce opera dello scultore catanese Mimì Maria Lazzaro

Domenico Maria Lazzaro, detto Mimì (Catania, 19 gennaio 1905Catania, 16 marzo 1968), è stato un pittore, scultore, scrittore e poeta italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Domenico Maria Lazzaro, questo il suo vero nome, si rivelò subito in età adolescenziale come un genio multiforme. Iniziò a scolpire e dipingere aderendo alla corrente del futurismo ma passò poi a scrivere e poetare poiché detta corrente artistica non era legata alle sole arti figurative, ma aveva investito anche la letteratura.

Nel 1924 si trasferì a Roma, dove frequentò corsi di studio all'Accademia di belle arti e venne in contatto con alcuni dei pittori più importanti dell'epoca che condizionarono il suo stile. In particolare costituì un'amicizia importante con il pittore Gino Bonichi, noto come Scipione, e con lo scultore Silvestre Cuffaro. La sua prima mostra personale venne organizzata a Messina nel 1926 e fu l'inizio di una serie di partecipazioni che culminarono nella Biennale di Venezia e nella Quadriennale di Roma. Si dedicò all'insegnamento prima a Napoli e poi nella sua Catania, dove assieme ad altri artisti, costituì l'Istituto d'Arte.

Suoi lavori si trovano a Catania, Enna, Messina e in altre località della Sicilia. Ma i suoi lavori più rappresentativi sono probabilmente i quattro candelabri bronzei realizzati nel 1957 e siti in Piazza dell'Università, realizzati con la collaborazione del suo allievo Domenico Tudisco, e la Statua della Giustizia, anch'essa in bronzo, posta all'ingresso principale del Palazzo di Giustizia di Catania.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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