La matassa

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La matassa
Matassa gip.jpg
Una scena del film
Titolo originale La matassa
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2009
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Giambattista Avellino
Sceneggiatura Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Francesco Bruni, Fabrizio Testini
Produttore Attilio De Razza
Casa di produzione Tramp Ltd.
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Musiche Paolo Buonvino
Scenografia Paola Bizzarri
Interpreti e personaggi

La matassa è un film del 2009 diretto da Giambattista Avellino, Salvatore Ficarra e Valentino Picone e interpretato da quest'ultimi.

Il film è stato distribuito al cinema il 13 marzo 2009.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film è la storia di due cugini, Gaetano Geraci (Ficarra) e Paolo Geraci (Picone), costretti a separarsi all'età di 10 anni circa a causa di litigi, per motivi d'interesse, dei rispettivi padri, fratelli fra loro. Paolo, ipocondriaco, aiuta il padre nella gestione del loro albergo; Gaetano, assistito da sua "moglie" Olga, Anna Safroncik, combina matrimoni per gli extracomunitari al fine di far ottenere loro la cittadinanza italiana. La storia dell'odio dei genitori, prosegue con la morte del padre di Paolo: Gaetano per errore arriva al suo funerale, credendo di recarsi alla chiesa nella quale si celebrava il matrimonio di una sua cliente russa e di un vecchietto interpretato da Tuccio Musumeci, e per il quale, per mitigare l'ira dei fratelli della sposa ormai stanchi di rimandare il matrimonio, si offre quale testimone. Costretto ad assistere al funerale dello zio, si ritrova ad essere cacciato, per l'ennesimo rinvio del matrimonio, dai russi, e per questo si rifugia nell'albergo del cugino Paolo. Quest'ultimo si convince che Gaetano sia "sbucato" all'evento funebre, proprio per riappacificarsi, ma non è così.

Ma il caso vuole che Gaetano ascolti la conversazione del cugino con il prete don Gino (interpretato da Pino Caruso): in caso di sua morte, infatti, donerebbe l'albergo che ha appena ereditato proprio a Gaetano, che gli farà credere così di essere in fin di vita.

Ma una volta firmato l'atto di donazione, Gaetano torna sui suoi passi e ha un rimorso di coscienza decide di confessare tutto al cugino, ma è troppo tardi perché, intento al suicidio, Paolo viene a sapere tutto da Antonio (Claudio Gioè), un socio d'affari di Gaetano. I due litigano e si allontanano nuovamente, proprio come successo con i genitori, ma Paolo scopre successivamente il pentimento del cugino e i due si riappacificano.

I problemi non sono finiti: la mafia vuole pagato il pizzo e li minaccia di morte, mentre i russi sono ancora alle calcagna di Gaetano. Ma con l'aiuto della Polizia, e anche di molta fortuna, i due, dopo varie peripezie, riescono a far arrestare don Mimí (Mario Pupella) e il suo clan di mafiosi, e risolvono il "problema russo" con il matrimonio "forzato" fra Gaetano e la sua cliente russa. La "vecchia" moglie Olga, invece, si ritrova socia di Antonio, che continua a farle la corte senza alcun risultato.

Il film si conclude con la riappacificazione, durante una festa in albergo, delle rispettive famiglie di Gaetano e Paolo, che intanto sono diventati soci con la proprietà del 50% a testa.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • L'ultima scena del film è realizzata con un lungo piano sequenza di quattro minuti.
  • Il film è stato girato a Catania e a Paternò (cittadina in provincia di Catania, difatti nelle riprese esterne, l'ingresso dell'albergo presente nel film si trova nella piazza principale del paese). Il ponte che si vede in alcune scene è il ponte Papa Giovanni XXIII (ponte San Vito) di Ragusa.
  • Il cane che si vede all'ultimo si chiama Saverio. È il cane di Ficarra.
  • Nella scena dove Ficarra cerca la chiesa dove si dovrebbe svolgere il matrimonio e si imbatte in una chiesa dove si è celebrato un battesimo, il neonato è il suo secondogenito, Tommaso, e la mamma è interpretata dalla moglie, Rossella Leone.

Omaggi[modifica | modifica sorgente]

Nella parte finale del film, poco prima dell'arresto dei malviventi, si può notare una scena che ricorda il finale de "Il buono, il brutto, il cattivo" con delle riprese tagliate sugli occhi in stile Sergio Leone.

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Il film ha realizzato in Italia, nelle prime due settimane di programmazione, un incasso al botteghino di 5.570.000 € secondo i dati Cinetel[1]. Nel totale in Italia ha incassato 7.544.357 €[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cinetel
  2. ^ La matassa box office e incassi/Movieplayer.it

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