Andiamo a quel paese

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Andiamo a quel paese
Andiamo a quel paese (2014).jpg
Titoli di testa dal trailer del film
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2014
Durata 90 min
Genere commedia
Regia Ficarra e Picone
Soggetto Ficarra e Picone, Fabrizio Testini, Edoardo De Angelis, Devor De Pascalis
Sceneggiatura Ficarra e Picone, Fabrizio Testini, Edoardo De Angelis, Devor De Pascalis
Produttore Attilio De Razza
Casa di produzione Medusa Film, Tramp Ltd. con il contributo del MiBACT in collaborazione con Banca Nuova
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Roberto Forza
Montaggio Claudio Di Mauro
Musiche Carlo Crivelli
Interpreti e personaggi

Andiamo a quel paese è un film del 2014 diretto e interpretato da Ficarra e Picone.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Valentino e Salvo, con sua moglie Donatella e la piccola figlia Adele, disoccupati e sfrattati, con l'unica speranza di un contatto con l'onorevole La Duca per avere una raccomandazione, tornano al paese natale di Donatella e Valentino - Monteforte - per farsi aiutare economicamente dalla pensione della madre di lei. Il paesino, un tempo fiorente per il commercio delle arance, è ora economicamente depresso e le pensioni maturate dagli anziani sono ormai l'unica fonte di reddito: Salvo si trova quindi costretto a convivere non solo con la suocera, ma anche con la zia Carmela. L'unico argomento che lo porta ad accettare la convivenza è la scoperta che anche la zia percepisce una cospicua pensione.

Valentino, nel frattempo, ritrova Roberta, figlia del brigadiere della locale stazione dei carabinieri, con la quale aveva avuto in passato una storia d'amore troncata dal giovane prima di partire per Palermo. Salvo, intanto, continuando a ragionare sul numero considerevole di parenti anziani con pensione della moglie, considera l'idea di accoglierli in casa e farsi delegare al ritiro delle pensioni con il patto: "dateci la pensione e noi ci occupiamo di voi". Il meccanismo funziona per un anno, finché in rapida successione tre anziani muoiono e due se ne vanno, intimoriti dal dubbio che sia quella casa a portare alla morte; resta con loro solo zia Lucia. La signora è vitale, ma l'età avanza e Salvo, venuto a conoscenza della nuova gravidanza della moglie, deve pensare a come perpetuare il beneficio economico; così decide di farla sposare con Valentino, il quale ne rimane così sconvolto da litigare con Salvo.

Riferita l'idea a zia Lucia, questa, già infartuata, ha un collasso. All'ospedale però comunica ai parenti che intende accettare la proposta di sposarsi per trasmettere la pensione. Nonostante, il duo tenta di nascondere la cosa, ma purtroppo il paese viene a conoscenza della notizia delle nozze provocando uno scandalo: Valentino diviene oggetto delle chiacchiere dell'intero paese mentre lo stratagemma ideato da Salvo diviene popolare e le anziane divengono l'oggetto del desiderio di ogni disoccupato. Intanto il parroco di Monteforte cerca di dissuadere Valentino e zia Lucia appellandosi al buonsenso ma, la sera prima del matrimonio, la donna si reca alla messa; Valentino e Salvo, quando la zia ritarda, si recano in parrocchia a cercarla e qui sentono un colloquio tra lei e il parroco: i due si amano da anni, ma il sacerdote non vuole lasciare la tonaca nemmeno per amore di Lucia.

Tornati a casa, i due parlano con la zia e decidono insieme di procedere ugualmente al matrimonio; la mattina dopo, tuttavia, durante lo svolgimento della celebrazione, il parroco, lasciata ormai la tonaca, entra in municipio e davanti a tutto il paese dichiara il suo amore per Lucia interrompendo così la cerimonia mentre Valentino, accortosi ormai di essere ancora innamorato di Roberta, la raggiunge per dichiararle il suo amore e tornano insieme. Infine, Salvo e Valentino riescono finalmente a farsi ricevere dall'onorevole Lo Duca ma purtroppo l'onorevole è morto e, accanto alla bara con dentro la salma, fanno comunque il colloquio perché il loro segretario sostiene che "la vera politica non muore mai".

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito nelle sale italiane il 6 novembre 2014.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola, in Italia, in totale ha incassato € 8.021.000.[1]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il titolo è una citazione della canzone di Alberto Sordi E va'... e va'..., che infatti funge da musica dei titoli di coda del film.
  • Il paese in cui si svolgono le vicende del film, Monteforte, è immaginario, ma prende il nome da Monforte San Giorgio, un paesino che si trova in Sicilia.
  • Il film è stato girato inizialmente a Noto, per poi spostarsi definitivamente a Rosolini.[2]
  • Nella scena in cui Salvo è sull'ambulanza vengono nominati "King, Soldatino e D'Artagnan", i tre cavalli vincenti nel film di Steno del 1976 Febbre da cavallo.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mymovies.it, Il cinema dalla parte del pubblico - Andiamo a quel paese / Incassi.
  2. ^ primi ciak di Ficarra e Picone. Folla di curiosi sul set del nuovo film da La Sicilia.it, 15 aprile 2014

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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