La Rinascente

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Rinascente
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Stato Italia Italia
Forma societaria Società per azioni
Fondazione 1865 a Milano
Sede principale Milano
Gruppo Central Retail Corporation (2011-oggi)
Filiali 11 negozi
Persone chiave Gabriele D'Annunzio, Marcello Dudovich, Gio Ponti, Max Huber, Bruno Munari, Giorgio Armani, Gioacchino Luigi Mellucci, Franco Albini, Franca Helg, Senatore Borletti
Settore Grandi magazzini
Prodotti Abbigliamento, Home, Beauty, Food
Fatturato 545.9 mln di €
Dipendenti 1.700
Sito web

La Rinascente è una collezione di negozi di alta gamma, con i più prestigiosi brand italiani e internazionali di moda, accessori, bellezza, casa, design e food. Conta undici store in Italia, situati nel centro delle principali città (Milano, Torino, Genova, Monza, Padova, Firenze, Roma, Cagliari, Catania, Palermo); tra cui tre flagship store di cui uno nel cuore di Milano e due nel centro di Roma.

Nella sua storia lunga più di 150 anni, Rinascente ha vissuto momenti di grande successo e ha sempre mantenuto alta la notorietà di Marca, ma soprattutto ha saputo leggere i segnali del proprio tempo, cambiare rotta al momento giusto e diventare un punto di riferimento per lo shopping di alto livello.

Le origini: i grandi magazzini dei Fratelli Bocconi[modifica | modifica wikitesto]

La Rinascente a Milano agli inizi del XX secolo

Nel 1865 i fratelli Luigi e Ferdinando Bocconi aprono in via Santa Radegonda a Milano il primo negozio italiano di abiti già confezionati. L’anno successivo impiegano più di cento lavoratori che realizzano abiti pronti per uomo. Tra il 1872 e il 1876 inaugurano filiali a Roma in via del Corso, a Genova, a Trieste, a Palermo e a Torino.

Nel 1877 aprono presso l’Hotel Confortable il grande magazzino Aux Villes d’Italie. Primo in Italia, viene realizzato sul modello de Le Bon Marché di Aristide Boucicaut (1852) a Parigi, reso celebre da Emile Zola nel romanzo Au Bonheur des Dames (1883).

Nel 1880 l’insegna diventa Alle città d’Italia. Nel 1887 apre la nuova sede di Roma in piazza Colonna su disegno di Giulio De Angelis e nel 1889 la nuova sede di Milano in piazza Duomo, opera di Giovanni Giachi.

La Rinascente di Milano

La società di Senatore Borletti e la rinascita degli anni 20[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1917 Senatore Borletti rileva l'attività dei Fratelli Bocconi e affida l’ideazione del nuovo nome al poeta Gabriele D’Annunzio. È così che nasce la Rinascente, nome suggerito dal poeta per simboleggiare la rinascita del negozio. La società viene ufficialmente registrata il 27 settembre 1917. L’obiettivo di Borletti è puntare sull'eleganza dei grandi magazzini, impegnandosi immediatamente a aumentare la qualità della merce venduta, pur senza alzare eccessivamente i prezzi. Lo scopo annunciato è un approccio "democratico" al lusso, per attirare sia i clienti delle classi alte che quelli delle medio-basse.

A pochi giorni dall’inaugurazione, la notte di Natale del 1918, il punto vendita di Milano in piazza Duomo viene completamente distrutto da un incendio.

Fra il 1919 e il 1920 riaprono, rinnovate, le filiali di Torino, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo. Alle quali si aggiungono Padova (1922), Catania (1923), Messina (1924), Bari (1925), Milano-Loreto, Roma-corso Vittorio Emanuele, Taranto, Siracusa e Trapani (tutte tra il 1927 e il 1928).

Il negozio di piazza Duomo, invece, riapre il 23 marzo 1921, ricostruito, ingrandito, trasformato e arricchito di numerose attività collaterali, fra cui una banca, un parrucchiere per lei e lui, una sala da tè con orchestra e un ufficio postale. Il celebre manifesto realizzato da Aldo Mazza per la riapertura dei magazzini, in cui è raffigurato un tronco di ulivo da cui sbocciano nuovi rami, è un rimando al concetto simbolico della rinascita.

La guida del complesso aziendale è nelle mani di Umberto Brustio, cognato del maggior azionista Senatore Borletti. In questi anni si stringe il sodalizio tra la Rinascente e Marcello Dudovich. L’artista triestino firmerà i manifesti pubblicitari per l’azienda fino al 1956.

La collaborazione con gli artisti è una costante nella storia della Rinascente, che ha sempre avuto un particolare talento nell’intercettare le correnti più vive della produzione culturale contemporanea e nel portarle all’attenzione del pubblico.

Ne è un esempio la serie Domus Nova progettata nel 1927 da Gio Ponti con Emilio Lancia: una collezione di arredamenti moderni prodotti e venduti dalla Rinascente. Questa nuova serie ha l’intento di rinnovare il modo di abitare. Si tratta di mobili dalle forme semplici ma eleganti, prodotti per quattro ambienti: una sala di famiglia, una sala da pranzo, una camera matrimoniale e una camera da signorina. Esposti poi alla III Biennale di Monza.

Gli anni 30[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1928, dopo aver collaborato con la società tedesca Leonhard Tietz per introdurre in Italia il magazzino a prezzo unico, la Rinascente si fonde con la Upim in una sola azienda. Questa ha come nuovo socio il grande magazzino di Zurigo Jelmoli e comprende 5 filiali de la Rinascente e 25 magazzini Upim in tutta Italia.

Nel 1937 viene installata la scala mobile nel palazzo della Rinascente di Roma in piazza Colonna, la prima in Italia in un’azienda commerciale. Sono gli anni in cui si magnifica e si lancia il prodotto italiano, si esaltano le materie sintetiche ed entrano in scena il raion, il cafioc e la lana artificiale. La Rinascente promuove delle campagne per valorizzare la diffusione dei prodotti dell’industria italiana e con la distribuzione crea un vivo contatto con il consumatore, interpretando così i bisogni del pubblico.

Scomparso Senatore Borletti nel 1939, Umberto Brustio viene eletto presidente. Nel 1941 una decisione della corporazione dell’abbigliamento sancisce la superiorità della Rinascente su Standa e Coin che insieme raggiungono la metà della superficie di vendita della prima. L’anno successivo, nel venticinquesimo anniversario della sua fondazione, la società conta 5 punti vendita Rinascente e 52 magazzini Upim.

Gli anni della guerra[modifica | modifica wikitesto]

La Seconda Guerra Mondiale provoca gravissimi danni all'azienda. Vengono distrutte le filiali di Genova e Cagliari. Il 16 agosto il negozio di piazza Duomo viene praticamente raso al suolo; risultano ancora parzialmente operativi solo un punto vendita Rinascente a Roma e 37 magazzini Upim in tutta Italia. Per non interrompere le vendite, il Comune di Milano concede in affitto alla Rinascente tre ampi saloni nel Palazzo della Ragione in via Mercanti. 

La ripresa del dopoguerra e lo splendore degli anni 50[modifica | modifica wikitesto]

Finita la guerra, la ripresa è rapida e vigorosa. Tra il 1945 e il 1946 vengono ricostruiti 19 magazzini Upim, la Rinascente di Cagliari, la sede della società a Milano in via Carducci e i depositi.

Il 4 dicembre 1950 il punto vendita Rinascente di piazza Duomo riapre in grande stile. La progettazione architettonica dell’esterno del palazzo è opera di Ferdinando Reggiori. Carlo Pagani progetta le vetrine, gli ingressi, l’architettura degli interni e l’arredamento. Moderne scale mobili collegano i diversi piani dell’edificio. Max Huber disegna il nuovo logo. Albe Steiner diviene responsabile degli allestimenti esterni e interni e della grafica pubblicitaria fino al 1955.

Questi sono anni di grande fermento, in cui la Rinascente vende per prima prodotti dotati di carica modernizzatrice, provenienti soprattutto dagli Usa, e si fa promotrice di una serie di attività culturali che la trasformano in una vera e propria finestra sul mondo. Ne sono un esempio le manifestazioni paese dedicate alla Spagna (1955), al Giappone (1956), alla Gran Bretagna (1957), agli Stati Uniti (1958), all’India e alla Thailandia (1959), al Messico (1960), agli Indios (1964).

Nel 1955 viene inaugurato il nuovo Circolo della Rinascente con sede a Milano in via Durini e nasce l’ufficio pubbliche relazioni, mentre nel 1957 apre l’ufficio ricerche di mercato.

Lora Lamm è responsabile della grafica pubblicitaria. Amneris Latis è art director per l’Ufficio pubblicità.

Nel 1957 Umberto Brustio, dopo quasi quarant’anni abbandona il vertice aziendale, assumendo la carica di presidente onorario. Aldo Borletti, figlio di Senatore Borletti, viene eletto presidente della società e con Cesare e Giorgio Brustio ricopre anche la carica di direttore generale. All’interno del top management la figura di maggior rilievo è Cesare Brustio, direttore generale e vicepresidente. 

Il Premio Compasso d’Oro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1954 La Rinascente istituisce il Premio Compasso d’Oro, nato da un’idea di Gio Ponti e Alberto Rosselli. Il riconoscimento è rivolto ai migliori risultati della produzione industriale e ai designer che nella creazione di oggetti del quotidiano sanno unire estetica e funzionalità. Il marchio del premio è ideato da Albe Steiner che ne suggerisce l’idea a partire da un suo personale strumento di lavoro, mentre a Rosselli e a Marco Zanuso spetta il compito di disegnare il vero compasso oggetto del premio. Nel 1959 la Rinascente cede l’organizzazione del Premio ad ADI, l’Associazione per il disegno industriale nata nel 1956.

La crescita degli anni 60[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960 sul modello del primo supermercato in Italia, aperto il 27 novembre 1957 a Milano in viale Regina Giovanna, all’attività de la Rinascente-Upim si affianca quella dei supermercati Sma. Si tratta dell’esempio più moderno e progredito di distribuzione e vendita al dettaglio di generi alimentari. E’ l’anno del boom economico e la Rinascente a Milano, nel periodo natalizio, a seguito dell’affollamento del pubblico è costretta a sbarrare gli ingressi.

Nel 1960 apre inoltre la Rinascente di Roma piazza Fiume, progettata da Franco Albini e Franca Helg. Si estende su 7 piani collegati tra loro da ascensori, scale mobili e dalla famosa scala elicoidale di Albini. 50 reparti di vendita presentano tutti i temi di assortimento già caratteristici della sede di Milano. La Rinascente diviene così il più completo centro per lo shopping a Roma.

Nel 1963 Pierre Cardin, celebre stilista francese, firma un contratto con la Rinascente per la produzione di una sua linea d’abbigliamento a prezzi moderati, dichiarando che la moda deve essere accessibile a tutti, democratica e al passo con i tempi.

Adriana Botti Monti diviene art director per l’Ufficio pubblicità. La sua carriera sarà punteggiata dalla vittoria di numerosi premi e riconoscimenti professionali.

1969: l’acquisizione da parte del gruppo FIAT [modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 alla scomparsa di Aldo Borletti, il nuovo presidente del gruppo è Senatore Borletti (figlio di un fratello del fondatore)], Cesare Brustio ricopre la carica di amministratore delegato. Nel 1969 la famiglia Borletti, cede le proprie quote a IFI e Mediobanca, già azionisti dal 1965, quando Jelmoli esce dalla società. Nel 1970 l’ambasciatore Guido Colonna di Paliano è il nuovo presidente della società. Il gruppo conta 5 negozi la Rinascente, 150 grandi magazzini UPIM e 54 supermercati Sma.

Nel 1972 apre a Brescia la Rinascente-Città Mercato, il primo ipermercato destinato alla vendita di merci a prezzi vantaggiosi. Obiettivo dei nuovi dirigenti della società è di superare la contrapposizione fra grande distribuzione e commercio tradizionale. Il punto vendita di piazza Duomo viene rinnovato e la nuova struttura della Rinascente è razionale e in linea con i tempi. Nel 1973 inaugura la filiale de la Rinascente di Torino. Il 25 aprile 1972 scompare Umberto Brustio; il 23 marzo 1973, Senatore Borletti diviene vicepresidente della società.

Nel 1977 il gruppo acquisisce una delle più grandi aziende di distribuzione statunitense, la J.C. Penney, presente in Lombardia con quattro punti vendita. La Rinascente punta a risollevare le proprie sorti, forte dell’esperienza nella rete distributiva e dell’organizzazione moderna e di successo dell’azienda: nel primo semestre l’incremento delle vendite è pari al 20,7%.

Nel 1983, il gruppo apre a Torino il primo Bricocenter italiano, supermercato per il fai da te. Due anni dopo conclude la trattativa per l’acquisizione della Croff Nuova Spa, società specializzata nella distribuzione di prodotti per la casa.

Nel 1997 la proprietà Fiat stipula un accordo finanziario e tecnico con Auchan, in seguito al quale comincia un processo di riconversione dei 23 Città Mercato e dei 2 Joyland in Auchan. Il gruppo chiude con un aumento del giro d’affari e sviluppa nuove strategie per raggiungere l’obiettivo che prevede il potenziamento del settore alimentare con l’apertura di 40 ipermercati entro il 2002.

2005: la Rinascente viene venduta al Gruppo Investitori Associati[modifica | modifica wikitesto]

In seguito a uno scorporo del gruppo (2005), i grandi magazzini la Rinascente vengono rilevati da un gruppo di investitori (20% Pirelli Real Estate, 46% Investitori associati, 30% Deutsche Bank Real Estate, 4% famiglia Borletti): nasce la Rinascente S.p.A. Il management team della Rinascente è guidato da Vittorio Radice. Comincia così un importante periodo di cambiamento con l’obiettivo di riposizionare il brand verso l’alto e di accrescerne il valore, attraverso la ristrutturazione di tutti i negozi e l’upgrade dell’offerta commerciale.

La completa ristrutturazione del punto vendita di piazza Duomo vede l’apertura nel 2007 di una Food Hall dal mood cosmopolita e nel 2009 del Design Supermarket, un piano interamente dedicato al design con più di 200 marchi.

2011: Central Retail Group of Companies acquisisce l’insegna, si aprono nuovi orizzonti[modifica | modifica wikitesto]

A maggio 2011 la società thailandese Central Retail Corporation rileva la proprietà de la Rinascente. Sudhitham Chirathivat diviene presidente e Tos Chirathivat director della Rinascente. In particolare Tos Chirathivat annuncia in una conferenza stampa di voler rendere il marchio la Rinascente noto a livello globale e conosciuto in tutta l’Asia. L’anno successivo, Alberto Baldan direttore generale dal 2007, diventa amministratore delegato. Vittorio Radice assume il ruolo di vicepresidente de la Rinascente, unitamente all’incarico dello sviluppo internazionale dei luxury department store del gruppo.

Nel 2013 Central Group rileva il department store Illum a Copenhagen e nel 2015 inoltre, raggiunge un accordo con Sigma per l’acquisizione della quota di maggioranza del gruppo Kadewe, ottenendo gli store Kadewe a Berlino, Oberpollinger a Monaco e Alsterhaus ad Amburgo.

Il 26 maggio 2016 la Rinascente di Milano viene premiata a Zurigo, durante la cerimonia per il Global Department Store Summit 2016, come miglior department store al mondo.

Nel 2017 Pierluigi Cocchini, Direttore Centrale Vendite dal 2008, viene nominato CEO. 

LR100 Stories of Innovation - una mostra per celebrare i 100 anni del nome Rinascente[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017, in occasione dei 100 anni del nome ideato da Gabriele D’Annunzio, la Rinascente allestisce una mostra a Palazzo Reale a Milano. Design, moda, arte e comunicazione diventano protagonisti in un percorso che dimostra come la Rinascente abbia creato nuovi archetipi nel gusto e stimolato la nascita dei sistemi produttivi legati alla moda e al design.

Nuovo logo Rinascente, da settembre 2017

Il logo si rinnova[modifica | modifica wikitesto]

A settembre 2017 la Rinascente presenta il suo nuovo logo, scritto tutto maiuscolo e senza l’articolo. La grafica è di North Design, lo studio inglese specializzato in visual identity, e ha uno stile fresco e contemporaneo, in linea con l’immagine della Collezione di Negozi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Echi de la Rinascente: pubblicazione periodica, Milano, La Rinascente, 1929-.
  • La famiglia Rinascente-Upim: rassegna di vita e di lavoro nei grandi magazzini, Milano, Rizzoli, 1937-1943.
  • Cronache della Rinascente-Upim: periodico delle attività aziendali: rassegna di vita e di lavoro nei grandi magazzini, Novara, La Rinascente, 1947-1972.
  • Premio La Rinascente compasso d'oro per l'estetica del prodotto: 1955, Milano, Ufficio pubblicità della Rinascente, 1956.
  • La Rinascente: cinquant'anni di vita italiana, Milano, La Rinascente, 1968.
  • Franco Amatori, Proprietà e direzione: La Rinascente 1917-1969, Milano, F. Angeli, 1989.
  • Rodolfo Francesconi, Azienda come cultura: La Rinascente, Milano, Baldini & Castoldi, 1994.
  • Elena Papadia, La Rinascente, Bologna, Il mulino, 2005.
  • S. Bandera, M. Canella, LR100. Rinascente. Stories of innovation, Milano, Skira, 2017.

Sito web ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN313533267