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Bovisa

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Bovisa
Bovisa.jpg
Una caratteristica via del quartiere
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Milano Milano
Città CoA Città di Milano.svg Milano
Circoscrizione Municipio 9
Altri quartieri Porta Garibaldi, Porta Nuova, Centro Direzionale, Isola, La Fontana, Montalbino, Segnano, Bicocca, Fulvio Testi, Ca' Granda, Prato Centenaro, Niguarda, Dergano, Bovisa, Affori, Bruzzano, Comasina, Bovisasca
Mappa di localizzazione: Milano
Bovisa
Bovisa
Bovisa (Milano)

Coordinate: 45°30′05″N 9°09′50″E / 45.501389°N 9.163889°E45.501389; 9.163889

La Bovisa è un quartiere di Milano situato nella parte settentrionale della città. Appartiene al Municipio 9 ed è delimitato fisicamente dai binari della ferrovia di gronda nord, che cinge il quartiere per buona parte della sua estensione.

Il quartiere prende il nome da una cascina d'antica data dei Corpi Santi di Porta Comasina[1], la Cascina Bovisa, attorno a cui si venne a formare una borgata agricola che venne poi inglobata a Milano nel 1873.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è tagliato in due aree dal tracciato delle Ferrovienord, che si snoda in direzione nord-sud. La ferrovia non è attraversabile in auto, ma solo pedonalmente, attraverso le scale di accesso alla stazione ferroviaria di Bovisa; questo ha fatto sì che dalla costruzione della ferrovia lo sviluppo delle due aree evolvesse in maniera indipendente. Nel quartiere, subito dopo la fondazione degli Studi dell'Ambrosio Film di Torino, i primi in Italia, sorsero agli inizi del '900 alcuni tra i primi istituti cinematografici italiani con annessi studi, l'"Armenia Film" e la Milano Films, creati ancor prima di Cinecittà, dove vennero girati i primi lungometraggi muti, come L'inferno.

Sviluppatasi come zona industriale periferica di Milano, con lo stabilimento Candiani, realizzato nel 1882 per la produzione di acido solforico, divenuto poi parte del gruppo chimico Montecatini [3] alla fine del XX secolo subisce un declino dovuto allo smantellamento delle molte industrie che risiedevano nella zona, con conseguente degrado interrotto negli ultimi anni dal proliferare di cantieri a scopo residenziale e dal recupero di alcune strutture industriali dismesse.

Una delle attività più importanti di questa ex zona industriale è oggi quella connessa alla presenza di una delle sedi del Politecnico di Milano. La zona è divisa in due campus universitari, quello nord per la Facoltà del Design e la Facoltà di Architettura (ricavato nelle strutture della ex Ceretti e Tanfani) e quello sud per Ingegneria. Attualmente nel Campus Bovisa di Ingegneria sono presenti alcuni corsi della grande scuola di Ingegneria Industriale e dell'Informazione: ingegneria meccanica, ingegneria aerospaziale, ingegneria energetica, ingegneria elettronica e ingegneria gestionale.

Nel 2006 è nata la TBVS (acronimo di Triennale BoViSa) di arte moderna (Design, Pittura, Scultura).

La grande centrale di produzione e stoccaggio del gas di città, ormai dismessa e in demolizione, ha conservato le strutture dei suoi gasometri come esempio di archeologia industriale. Ancora attiva è la fabbrica della Fernet Branca. Da qualche anno nel quartiere si sono inoltre insediati gli studi televisivi e gli uffici dell'emittente locale Telelombardia.

Per i collegamenti si avvale delle stazioni ferroviarie di Villapizzone, Lancetti e Bovisa-Politecnico (tutte servite dalle linee suburbane, quella di Bovisa anche dai treni regionali Trenord). Nel quartiere si trova il capolinea della linea tranviaria numero 2, che collega la zona al centro della città. La zona è servita anche dalla linea filoviaria 92 e dalla linea automobilistica 82 dell'ATM. La più vicina stazione della metropolitana è Dergano, a poco più di 1 chilometro di distanza, posta sulla linea M3.

Al quartiere sono dedicati l'unico romanzo del regista Ermanno Olmi, Ragazzo della Bovisa, e la canzone Notte in Bovisa del gruppo musicale Calibro 35, è inoltre menzionato da Giovanni D'Anzi nella canzone "Lassa pur ch'el mond el disa" e la canzone "40 passi" di Davide Van De Sfroos inizia con come "corsari della Bovisa".

Nuova Bovisa[modifica | modifica wikitesto]

La via Lambruschini in una foto degli anni '60-70[4], la via termina alla stazione Bovisa-Politecnico e nel nuovo assetto urbanistico attraversa l'area del Politecnico

Il quartiere Bovisa è nato come zona industriale, e nella seconda metà del XX secolo ha subito un rapido declino dovuto alla scomparsa delle molte industrie presenti. Negli ultimi decenni la presenza del Politecnico e dell'Istituto di ricerca farmaceutica Mario Negri hanno contribuito alla rinascita del quartiere.

L'area della Bovisa sta vivendo un processo di recupero e ridefinizione. Per l'area della "goccia", quella fra le stazioni ferroviarie di Bovisa e Villapizzone, il Comune di Milano ha in progetto la costruzione di un nuovo Parco Scientifico Tecnologico, dedicato all'innovazione e alla ricerca, in cui far sorgere laboratori e centri di ricerca sull'energia e la mobilità sostenibile insieme a residenze private e supermercati.

EuroMilano Spa è la società di sviluppo e progettazione immobiliare partecipata da banca Intesa, Legacoop ed Esselunga a capo del progetto di riqualificazione dell'area della Nuova Bovisa.

Il progetto di EuroMilano Spa per la riqualificazione urbana della Bovisa è iniziato con la realizzazione della nuova sede di Mediapason, il gruppo che raccoglie le emittenti regionali di Telelombardia, Antenna3 e Canale 6, l'ampliamento del polo universitario del Politecnico di Milano, e della Triennale Bovisa, ora in disuso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: Pag 99 di "Milano e provincia: Monza e la Brianza milanese, l'Adda, il Ticino, le Abbazie." di Touring club italiano, Anna Ferrari-Bravo - 2003 -
  2. ^ R.D. 8 giugno 1873, n. 1413
  3. ^ la Bovisa operaia
  4. ^ Introdurre la Bovisa

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