Quartiere Missaglia

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Quartiere Missaglia
Milano quartiere Missaglia 1.JPG
Vista del quartiere da via dei Missaglia
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaMilano Milano
CittàMilano
CircoscrizioneMunicipio 5
Mappa di localizzazione: Milano
Quartiere Missaglia
Quartiere Missaglia
Quartiere Missaglia (Milano)

Coordinate: 45°25′01.64″N 9°10′25.59″E / 45.417121°N 9.173776°E45.417121; 9.173776

Il quartiere Missaglia è un quartiere di edilizia residenziale pubblica di Milano, posto alla periferia meridionale della città.

Prende il nome dalla via dei Missaglia, un grande asse di penetrazione urbana che lo delimita sul lato orientale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere Missaglia, progettato dallo studio Nizzoli Associati, venne costruito dallo IACP di Milano dal 1966 al 1971[1][2] o, secondo un'altra fonte, dal 1968 al 1972[3].

Esso venne costruito in un'area compresa fra i quartieri Chiesa Rossa e Gratosoglio, consolidando così la presenza dell'edilizia pubblica lungo la direttrice di via dei Missaglia[3].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del quartiere
1: Negozi
2: Asilo nido
3: Scuola materna
4: Scuola elementare
5: Scuola superiore

Il quartiere è composto da lunghi fabbricati in linea, costituiti dalla ripetizione di un unico modulo base, comprendente appartamenti di tre o quattro locali[3].

I fabbricati sono disposti parallelamente fra loro, delimitando degli spazi centrali privati, sistemati a giardino, sotto i quali sono siti i posti auto interrati. Sul lato esterno, gli edifici sono serviti da una rete di strade pedonali.

Per la costruzione venne adottato un sistema di prefabbricazione, prodotto dalla Fintech Italcamus, a cui si deve la schematicità dei prospetti[3], peraltro coscientemente esibita dai progettisti[4].

I servizi pubblici, posizionati ai margini dell'insediamento, comprendono due aree commerciali, due aree a verde pubblico, un grande complesso scolastico e alcuni edifici scolastici minori[3].

Il quartiere comprende complessivamente 1200 unità abitative, assegnate a riscatto, secondo la legge 1179 del 1965[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grandi, Pracchi, op. cit., p. 374
  2. ^ Gramigna, Mazza, op. cit., p. 376
  3. ^ a b c d e Pugliese, op. cit., p. 272
  4. ^ Grandi, Pracchi, op. cit., pp. 346-347
  5. ^ Legge 1 novembre 1965, n. 1179, in materia di "Norme per l'incentivazione dell'attività edilizia"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Grandi e Attilio Pracchi, Milano. Guida all'architettura moderna, Bologna, Zanichelli, 1998 [1980], ISBN 88-08-05210-9.
  • Giuliana Gramigna e Sergio Mazza, Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Milano, Hoepli, 2001, ISBN 88-203-2913-1.
  • Raffaele Pugliese (a cura di), La casa popolare in Lombardia. 1903-2003, Milano, Unicopli, 2005, pp. 272-273, ISBN 88-400-1068-8.

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