Trenno

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Trenno
Via Ratti e piazza San Giovanni
Via Ratti e piazza San Giovanni
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Milano Milano
Città CoA Città di Milano.svg Milano
Circoscrizione Municipio 8
Altitudine 134 m s.l.m.
Nome abitanti trennesi
Patrono San Giovanni Battista
Mappa di localizzazione: Milano
Trenno
Trenno
Trenno (Milano)

Coordinate: 45°29′28.15″N 9°06′00.72″E / 45.491152°N 9.100199°E45.491152; 9.100199

Trenno (in milanese Trenn) è un quartiere di Milano, posto nella periferia occidentale della città, appartenente al Municipio 8.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Passato[modifica | modifica wikitesto]

Sorta probabilmente nel Basso Medioevo, Trenno fu Comune autonomo e sede di Pieve.

Monumento ai caduti di Trenno

In epoca romana era consuetudine dare agli agglomerati urbani, che si insediavano lungo le grandi arterie una denominazione corrispondente alla loro distanza. Lungo la strada "di San Pietro all'Olmo" si trovavano Trenno (Trebennius = 3º miglio), Quarto, Quinto Romano e Settimo Milanese, che inizialmente erano probabilmente solo stazioni di posta per il cambio di cavalli.

La prima memoria storica di Trenno porta la data del 17 marzo 877 e risulta in un rogito fra Leone e Sigifrido, preti officiali della chiesa di S. Ambrogio per un possesso “in vico et fundo Triennum” nel villaggio e territorio di Trenno.

La chiesa di San Giovanni Battista si trova testimoniata per la prima volta in un atto del 1017. Alla fine del XII secolo, secondo quanto riporta il Giulini, "la pieve di Trenno aveva giurisdizione sui villaggi di Lerenteggio, Figino, Lampugnano, San Leonardo, Arese, Quarto Cagnino, Quarto Uglerio, Quinto Romano, San Romano" (DCA, Trenno).

L'esistenza di un ordinamento comunale è testimoniata da un documento datato 31 marzo 1257, trascritto negli “Atti del Comune di Milano” in cui Trenno è citato come comune ed è segnalata la presenza del console[1].

Negli “Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano fatti nel 1346” Trenno risulta incluso nella pieve omonima e viene elencato tra le località cui spetta la manutenzione della “strata da Sancto Petro a l'Olmo” come “el locho de Treno”[2].

Nel 1658 tale feudo venne assegnato a Camillo Melzi, nominato Conte di Trenno nel 1660 da Re Filippo IV di Spagna; dopo la morte di Camillo il feudo passò al Conte Cesare Monti, figlio di Maria Melzi; infine nel 1774 con l'estinzione del casato Monti, la Contea di Trenno fu devoluta alla Camera, fino al 9 febbraio 1808, quando per Regio Decreto fu accorpata a Milano[3].

Restaurato dagli austriaci nel 1816, nel 1841 il Comune di Trenno annesse Lampugnano, e si fece trovare all'unità d'Italia con 1115 abitanti. Il territorio municipale confinava a nord con Cassina Triulza, Musocco e Garegnano, a est con Boldinasco, Lampugnano e i Corpi Santi, a sud con Quarto Cagnino e Quinto Romano, e a ovest con Pero. Si estendeva su un'ampia area agricola solcata dal fiume Olona e punteggiata di cascine, che comprendeva, oltre al piccolissimo centro corrispondente all'odierno quartiere, anche tre zone in seguito sviluppatesi indipendentemente da esso, quali Quarto Cagnino, Quinto Romano e Figino: questi tre centri abitati, che oggi sono quartieri di Milano, furono aggregati al comune di Trenno nel 1869[4], divenendo sue frazioni.

Trenno fu alfine annessa definitivamente a Milano il 2 settembre 1923, insieme ad altri dieci comuni.[5]

Presente[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato è situato a circa 8,5 km a nord-ovest del Duomo, e la sua superficie è di poco superiore a 1 km². Esso è cinto a ovest e a nord dal Boscoincittà e a sud dal parco omonimo, ed è collegato a est col quartiere Gallaratese.

Oggi Trenno, pur essendo in prevalenza una zona residenziale a media densità abitativa di condomini moderni, conserva edifici e caratteristiche della vecchia borgata, circondata dai campi e concentrata intorno alla parrocchia e alle piccole attività commerciali di via Ratti e piazza Scolari; ciò rende il quartiere uno dei più tranquilli e verdi della città. Il rovescio della medaglia consiste nell'isolamento dell'abitato dal resto di Milano, al quale è collegato da una sola linea automobilistica ATM, la 64, e solamente da tre strade: via Cascina Bellaria, via Lampugnano e via Balla; queste ultime due, peraltro, erano poco più che strade di campagna fino al 1999 e al 2001 rispettivamente. A circa 1 km da Trenno si trova la stazione della metropolitana M1 Bonola.

La Cascina Campi[modifica | modifica wikitesto]

Oramai circondata dalle abitazioni e ridotta nell'estensione, a Trenno è ancora attiva una delle tredici cascine milanesi in funzione: è l'ottocentesca Cascina Campi, che pratica l'allevamento di bovini da carne, accudisce e cura cavalli, mantiene una fattoria di piccoli animali e ha sviluppato le attività agroturistiche oltre a una scuola di equitazione circense e di giocoleria.[6]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'antico territorio municipale di Trenno è oggi servito dalla linea M1 della metropolitana che lo collega al centro città con ben quattro fermate del ramo per Rho Fiera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli atti del commune di Milano. Bd. 2, 2: 1263-1276 Baroni, Maria Franca [Publ.]. - Milano (1987)
  2. ^ Statuti delle strade ed acque del contado di Milano fatti nel 1346 / editi da Giulio Porro Lambertenghi
  3. ^ Archivi, biblioteche e territorio: Vol. II - Sezione Pero
  4. ^ Regio Decreto n° 4827 del 17 gennaio 1869, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 47 del 16 febbraio 1869
  5. ^ Regio Decreto 2 settembre 1923, n. 1912, art. 1
  6. ^ Cascina Campi - Via Fratelli Rizzardi, 15

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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