Piazzale Loreto

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Piazzale Loreto
Milano - piazzale Loreto.jpg
Piazzale Loreto
Nomi precedentiRondò Loreto
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàMilano
CircoscrizioneMunicipio 2 di Milano
Caratteristiche
IntitolazioneMadonna di Loreto
Collegamenti
Intersezionivia Padova, viale Monza, viale Brianza, corso Buenos Aires, via Andrea Costa, via Antonio Porpora, viale Abruzzi
TrasportiLoreto (metropolitana di Milano)
Mappa
Mappa di localizzazione: Milano
Piazzale Loreto
Piazzale Loreto

Coordinate: 45°29′10.28″N 9°13′00.92″E / 45.48619°N 9.216923°E45.48619; 9.216923

Piazzale Loreto (Piazzal Lorett in dialetto milanese, AFI: [pja'ʦa:l lurɛt]) è un piazzale di Milano (situato alla fine di corso Buenos Aires, nel Municipio 2 ai confini con il Municipio 3) e all'inizio di viale Monza e di via Padova. Posto sulla circumvallazione esterna, è un importante snodo per la viabilità cittadina ed è sede di una stazione della metropolitana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piazzale Loreto (all'epoca "rondò Loreto") verso la fine del XIX secolo. Il viale alberato sulla sinistra è il futuro viale Monza, mentre sulla destra si vede la futura via Padova
Corso Buenos Aires verso piazzale Loreto (quando ancora si chiamava "rondò Loreto"), che si vede sullo sfondo, negli anni venti del XX secolo

Durante il ducato di Milano, vicino al piazzale sorgeva la Chiesa di Santa Maria di Loreto - dedicata alla Madonna di Loreto - molto frequentata dagli abitanti di Greco e delle zone vicine. Dopo la demolizione del santuario e la sistemazione del piazzale a rondò, il luogo venne denominato rondò di Loreto, sullo storico tracciato prospettico che partendo da Porta Venezia collegava Milano alla Villa Reale di Monza. Il luogo passò infine a essere denominato piazzale Loreto.

Qui, nel 1857, venne allestito un padiglione provvisorio per accogliere l'entrata in città dell'imperatore Francesco Giuseppe e della consorte Elisabetta, durante il loro viaggio diplomatico nel Lombardo-Veneto.[1]

Durante la seconda guerra mondiale, nella strage di Piazzale Loreto avvenuta il 10 agosto del 1944, alcuni soldati della Legione Autonoma Mobile Ettore Muti fucilarono quindici partigiani antifascisti sul marciapiede compreso tra viale Andrea Doria e corso Buenos Aires (l'attuale stele commemorativa si trova leggermente spostata al centro di viale Andrea Doria).

I corpi di Benito Mussolini, che era stato ucciso a Giulino di Mezzegra il 28 aprile 1945, di Claretta Petacci e di altri 18 gerarchi della Repubblica Sociale Italiana, arrivati a Milano la sera stessa, vennero esposti in piazzale Loreto verso le 3 della notte[2], dove vennero scaricati nello stesso luogo in cui il 10 agosto 1944 erano stati fucilati e lasciati esposti al pubblico i quindici partigiani[3].

Sappisti della 110ª Brigata Garibaldi montarono la guardia fino alle 7 del mattino.[2] Col passare delle ore sempre più gente si radunò in piazzale Loreto per assistere al truce spettacolo, tanto che il servizio d'ordine, composto di pochi partigiani e vigili del fuoco, decise di appendere i corpi a testa in giù alla pensilina del distributore di benzina all'angolo con corso Buenos Aires per poter essere visti da tutti.

I cadaveri di Mussolini, con la Petacci e alcuni gerarchi fascisti esposti in piazzale Loreto. Quello di Mussolini è il secondo da sinistra.

I corpi, ai quali si aggiunse quello di Achille Starace (già segretario del PNF ma caduto in disgrazia e privo di cariche nella RSI) fermato per le strade di Milano mentre faceva jogging e fucilato alla schiena dopo un processo sommario[4][5], rimasero esposti per diverse ore, in una rassegna di insulti, sputi e oltraggi, finché su pressione delle autorità militari alleate, preoccupate per la tutela dell'ordine pubblico, i corpi vennero trasportati all'obitorio.[6]

Nell'immediato secondo dopoguerra italiano, dopo la liberazione di Milano, la piazza venne per un breve tempo chiamata piazza dei Quindici martiri a ricordo dei partigiani fucilati, per poi riprendere la sua precedente denominazione. Nel maggio del 2005, Stefano Zecchi, allora assessore alla Cultura del Comune di Milano, propose di ribattezzare il piazzale in piazza della Concordia.

Edifici notevoli[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il piazzale ospita la stazione omonima della metropolitana milanese, una delle più grandi e frequentate dell'intera rete essendo punto d'incontro delle linee Rossa e Verde. Nelle ore di punta le banchine della stazione del metrò sono molto affollate. È inoltre capolinea delle linee bus urbane 55, 56, 39, ed è lambita dal percorso della filovia circolare 90/91 che attraversa l'adiacente piazza Argentina.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mauro Colombo, La visita dell'imperatore Francesco Giuseppe nel 1857, su milanoneisecoli.blogspot.it.
  2. ^ a b Fondazione ISEC - cronologia dell'insurrezione a Milano 24-30 aprile 1945
  3. ^ Vincenzo Costa L'ultimo federale, il Mulino 1999, p. 107
  4. ^ Giorgio Pisanò, Storia della guerra civile in Italia, cfr. fotografie alle pp. 1586 e 1587
  5. ^ Ibidem, p. 1606
  6. ^ Fra i molti testimoni, era presente anche il giornalista Indro Montanelli.
  7. ^ Maurizio Grandi, Attilio Pracchi, Milano. Guida all'architettura moderna, Bologna, Zanichelli, 1980, p. 327, ISBN 88-08-05210-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]