Niguarda

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Niguarda
L'ospedale di Niguarda
L'ospedale di Niguarda
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Milano Milano
Città CoA Città di Milano.svg Milano
Circoscrizione Municipio 9
Altitudine 137 m s.l.m.
Nome abitanti niguardesi
Patrono Stefano
Mappa di localizzazione: Milano
Niguarda
Niguarda
Niguarda (Milano)

Coordinate: 45°31′00.8″N 9°11′30.72″E / 45.516888°N 9.191866°E45.516888; 9.191866

« Ha belle contrade, deliziosi giardini e amene villeggiature. Merita particolare osservazione la villa Melzi, grandioso palazzo costruito nel secolo XVII »
(Dizionario topografico dei comuni compresi entro i confini naturali dell’Italia, a cura di Attilio Zuccagni-Orlandini, 1861)

Niguarda (in milanese Ninguarda) è un quartiere di Milano posto nella periferia settentrionale della città e appartenente al Municipio 9. Precedentemente comune autonomo, venne annesso a Milano nel 1923,[1] così come gli era già successo nel 1808 durante il periodo del Regno d'Italia, salvo essere repentinamente scorporato nel 1816 col ritorno degli austriaci.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Villa Clerici nel 1913

Si pensa che il nome derivi da un composto di warda, preceduto dall'aggettivo nova (da cui il restringimento di "no-" in "ni-"). Una possibile analogia con Niardo tuttavia consente l'ipotesi di una derivazione da nome germanico (forse Niward), volto al femminile (in dipendenza da casa o villa). Il cognome di un Niguarda di Morbegno, vescovo di Como nel secolo XVI, sarà derivato dal nome del paese.[3]

La prima testimonianza dell'insediamento di Niguarda si ha nel secolo IV, datazione di alcuni reperti archeologici paleocristiani, fra cui un sarcofago rinvenuto durante i lavori di restauro di Villa Corio. In età moderna risultava ancora un piccolo villaggio agricolo con 540 abitanti nel 1751, 865 nel 1771, e 810 nel 1805. Nell'Ottocento la zona è celebre luogo di soggiorno per le famiglie nobili, nota per la salubrità dell'aria di campagna. Si presentava come un borgo contadino, conosciuto per la produzione vinicola e tessile. L'agricoltura era particolarmente fertile grazie alle acque del Seveso. Con l'aumentare della popolazione, anche in conseguenza dell'annessione della Bicocca nel 1841,[4] si ampliò la vecchia chiesa: nel 1837 Giacomo Moraglia la rese più lunga e la dotò della navata destra. Per far fronte alla mancanza di fondi, i niguardesi offrirono la loro manodopera gratuita per l'ampliamento della chiesa. Cinquant'anni dopo, nel 1887, viene aggiunta anche la navata sinistra. Per la realizzazione del campanile si dovrà attendere fino al 1926, quando il quartiere era entrato in Milano come una piccola cittadina: dai 2231 abitanti del 1861 si era infatti saliti ai 3109 del 1901 e ai 7676 del 1921.[5]

Il quartiere si fregia della presenza di splendide tenute, soprattutto Villa Clerici (costruita tra 1722 e 1733) dal proprietario Giorgio Clerici, commerciante di seta, su progettato di Francesco Croce, già architetto della principale guglia del Duomo e il Palazzo Sormani, la villa contiene anche la Galleria d'Arte Sacra dei Contemporanei e numerose organizzazioni sociali come una scuola per l'infanzia, scuole di musica e un Centro di Aggregazione Giovanile, ma anche le ville Trotti, Calderara, Mellin, Lonati (costruita nel Quattrocento, detta anche Cascina Lunara e oggi sede del settore Verde e Agricoltura del Comune di Milano) e Corio.

Un altro luogo di storia è la Chiesa di San Martino in Niguarda costruita nel secolo XII. Famoso è il ristorante-trattoria California di inizio secolo scorso, famoso per il breve passaggio di Buffalo Bill e della sua compagnia. L'area dispone di molteplici accessi al Parco Nord. Famosa è la annuale festa di Niguarda, strutturata come una sagra con mercatini e bancarelle dei negozi niguardesi e spettacoli. A Niguarda si trovano anche il Teatro della Cooperativa e numerose sedi di partiti politici. Per quanto riguarda le scuole, nel quartiere si trovano numerosi nidi e asili, le scuole primarie Vittorio Locchi e Duca degli Abruzzi, la scuola media statale Gino Cassinis (che unita alle due scuole primarie va a formare l'Istituto Comprensivo Vittorio Locchi) e gli istituti superiori Luigi Galvani e Bertrand Russel.

Nel quartiere sorge anche l'Ospedale Maggiore di Niguarda, uno dei più importanti di Milano e dell'intera nazione, accessibile da Viale Ca' Granda, che riprende il nome dall'Ospedale Maggiore - Ca' Granda, costruito per volere di Francesco Sforza (nell'attuale via omonima) nel secolo XV, oggi sede dell'Università Statale di Milano. In realtà, l'ospedale si trova appena fuori dei confini dell'antico comune di Niguarda, che erano delimitati ad occidente proprio dalla prospiciente via Graziano Imperatore.[6]

Negli ultimi anni è iniziata la costruzione di un centro commerciale finanziata dal gruppo Il Gigante nella zona confinante tra il quartiere e il comune di Bresso,[7] e la costruzione di un ponte che collega le due parti del Parco Nord ancora divise dall'incrocio stradale di via Ornato, via Aldo Moro e via del Regno Italico; in questo modo si potrà andare attraverso il parco da Sesto San Giovanni ad Affori senza mai dover attraversare una strada trafficata.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è lambito ad oriente dalle fermate Bignami e Ponale poste lungo la Linea 5 della metropolitana di Milano.

Tram diretto a Milanino in transito a Niguarda, nel 1991, nella tratta a binari compenetrati

Nel dicembre 2003 nel quartiere, fino ad allora attraversato dalla tramvia interurbana per Desio fu inaugurata la cosiddetta linea 4 della rete tramviaria di Milano, detta Metrotramvia Nord, la cui costruzione comportò una riqualificazione urbanistica della zona, in particolare della sua parte più settentrionale, alla Cascina California e verso il confine con Bresso. Tale servizio si aggiunge quello svolto dalla linea 5.

In passato la località era inoltre servita dalla tranvia Milano-Carate/Giussano qui attestata a partire dal 2003 e soppressa il 30 settembre 2011.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regio Decreto 2 settembre 1923, n. 1912, art. 1
  2. ^ Sotto il Regno d'Italia, il 9 febbraio 1808, un decreto impose l'unione della città murata di Milano con il circondario per un raggio di 4 miglia. Così facendo, si trovarono ad essere annessi alla città trentacinque comuni (Affori, Bicocca, Boldinasco, Casanova, Chiaravalle, i Corpi Santi, Crescenzago, Dergano, Garegnano Marcido, Gorla, Grancino, Lambrate, Lampugnano, Linate superiore ed inferiore, Lorenteggio, Macconago, Morsenchio, Musocco, Niguarda, Nosedo, Poasco, Precentenaro, Precotto, Quarto Cagnino, Quinto Sole, Redecesio, Ronchetto, San Gregorio, Segnano, Sella Nova, Trenno, Turro, Vajano, Vigentino, Villapizzone). Tuttavia con il ritorno degli Austriaci tornarono immediatamente autonomi, e il comune di Milano tornò a coincidere con la cerchia dei Bastioni (notificazione del 12 febbraio 1816).
  3. ^ Dante Olivieri. Dizionario di toponomastica lombarda, Milano, La Famiglia Meneghina Editrice [1931], pagina 384, voce "Niguarda"
  4. ^ Nel 1853 si registrarono complessivamente 1906 abitanti nel comune ampliato.
  5. ^ Lombardia Beni Culturali
  6. ^ Cfr. Archivio di Stato di Milano, progetto cineca. L'ospedale si trova invece sul terreno che al tempo faceva parte dei Corpi Santi.
  7. ^ URBAM

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dante Olivieri, Dizionario di toponomastica lombarda, Milano, La Famiglia Meneghina, 1931.

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