Vai al contenuto

Villa Clerici

Coordinate: 45°31′04.58″N 9°11′22.16″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Villa Clerici
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneLombardia
LocalitàMilano
IndirizzoVia Terruggia, 14
Coordinate45°31′04.58″N 9°11′22.16″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1722 -
1733
Realizzazione
ArchitettoFrancesco Croce

Villa Clerici è una villa di delizia fatta costruire dall'omonima famiglia nobile milanese tra il 1722 e il 1733, su progetto dell'architetto Francesco Croce. Si trova nel nucleo storico del quartiere Niguarda di Milano.[1]

Fondazione e committenza

[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione di Villa Clerici fu avviata nel 1722 e completata nel 1733 per iniziativa di Anton Giorgio Clerici, esponente di una delle famiglie più influenti della Milano settecentesca. L'incarico fu affidato all'architetto Francesco Croce, noto per i suoi lavori in ambito barocco lombardo e per interventi su importanti edifici religiosi e civili del tempo. La villa venne concepita come una delle più raffinate ville di delizia, in linea con la moda delle élite milanesi che nel XVIII secolo costruivano residenze extraurbane destinate alla villeggiatura, alla rappresentanza e al controllo delle proprietà terriere circostanti.[2]

Il Settecento: residenza nobiliare e modello di villeggiatura

[modifica | modifica wikitesto]
Veduta di Villa Clerici

Nel corso del XVIII secolo la villa rappresentò uno degli esempi più significativi di dimora suburbana aristocratica, situata a Niguarda, allora campagna a nord di Milano. La residenza univa la funzione di luogo di svago con quella di dimora di rappresentanza, ospitando ricevimenti, feste e incontri politici. L'ampio giardino all'italiana che la circondava era parte integrante del progetto, con viali prospettici e fontane che sottolineavano la scenografia barocca.

Villa Clerici si inseriva così nel sistema delle ville milanesi lungo gli assi viari che collegavano la città alla Brianza e ai navigli, rappresentando un segno tangibile del prestigio sociale ed economico della famiglia Clerici nel Ducato di Milano.[3]

Trasformazioni tra XIX e XX secolo

[modifica | modifica wikitesto]

Con il declino dell'aristocrazia tradizionale e i mutamenti economici del XIX secolo, la villa perse progressivamente il suo ruolo di centro della vita mondana milanese. Nel corso dell'Ottocento furono ridotti gli spazi dei giardini e modificati alcuni interni, adattati a nuove esigenze residenziali.

Nel 1927 il Comune di Milano acquisì il complesso, che da quel momento fu destinato ad attività culturali e sociali. La proprietà pubblica evitò il rischio di demolizione o di lottizzazione, sorte comune ad altre ville milanesi nello stesso periodo.[1]

L'istituzione della Galleria d'Arte Sacra

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1955, grazie all'impegno del cardinale Giovanni Battista Montini (futuro papa Paolo VI) e della Diocesi di Milano, la villa divenne sede della Galleria d'Arte Sacra dei Contemporanei (GASC). L'istituzione nacque con l'obiettivo di valorizzare il dialogo tra arte moderna e temi religiosi, raccogliendo un nucleo di opere donate da artisti contemporanei.

La collezione si è arricchita negli anni, superando le 130 opere, e rappresenta oggi un unicum nel panorama museale italiano per la sua specializzazione nell'arte sacra contemporanea. All'interno e nel giardino si svolgono regolarmente mostre temporanee, concerti di musica classica e altre attività culturali.

Epoca contemporanea

[modifica | modifica wikitesto]

Oggi Villa Clerici è parte integrante del patrimonio storico-artistico milanese. Situata nel quartiere di Niguarda, in una zona che ha mantenuto memoria delle antiche campagne ma profondamente trasformata dall'espansione urbana, la villa è riconosciuta come bene architettonico di rilievo.

Il complesso è tutelato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ed è al centro di iniziative di valorizzazione promosse dal Comune di Milano e da enti culturali locali. La duplice funzione di sede museale e spazio culturale ha permesso di mantenerne vivo il ruolo, confermando la villa come una delle testimonianze più significative della stagione delle ville di delizia lombarde.[4]

La villa si affaccia su un ampio giardino all'italiana, impostato con parterre geometrici, statue e decorazioni scenografiche che introducono alla facciata principale. Sul retro si estende un vasto spazio verde concepito per il loisir e la rappresentanza, dove furono realizzati due piccoli anfiteatri destinati a spettacoli e rappresentazioni teatrali di corte.[2]

Ai lati del giardino frontale sorgono due cappelle gemelle. Quella a destra, restaurata, è dedicata a Santa Teresa d'Avila ed è raggiungibile tramite un viale alberato all'ingresso del quale sono collocate due statue raffiguranti i santi Pietro e Paolo. L'edificio conserva una porta in bronzo dello scultore Enrico Manfrini, una cupola affrescata da Luigi Filocamo, una pala d'altare di Silvio Consadori e una vetrata policroma di Aldo Carpi.

Un elemento di rilievo del complesso è la monumentale cancellata su via Terruggia, coeva alla costruzione, proveniente dal giardino di Villa Litta Modignani di Affori. Il suo reimpiego a Niguarda conferì maggiore monumentalità all'impianto della residenza, collocandola nel solco delle più prestigiose ville di delizia lombarde.[1]

Galleria d'immagini

[modifica | modifica wikitesto]
  1. 1 2 3 Villa Clerici, Via Terruggia 14 - Milano (MI) – Architetture, su Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 27 gennaio 2025.
  2. 1 2 Maria Teresa Fiorio, Ville di delizia: villeggiatura aristocratica nelle campagne lombarde, Milano, Silvana Editoriale, 2003.
  3. Edoardo Rossetti, Ville della Lombardia: la villeggiatura di delizia, Milano, Jaca Book, 1990.
  4. Andrea Emiliani, Le ville della pianura padana, Milano, Electa, 1985.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]