Corpi Santi di Milano

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I Corpi Santi di Milano (Corp Sant in dialetto milanese) sono stati un comune autonomo istituito nel 1782 comprendendo le cascine e dei borghi agricoli che si trovavano attorno alla città di Milano, appena oltre i suoi bastioni. Uniti in un primo tempo a Milano nel 1808 durante il periodo del Regno d'Italia, ma repentinamente ripristinati nel 1816 col ritorno degli austriaci, vennero annessi in definitiva alla città nel 1873.

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

Una leggenda poetica legava il nome del luogo alla presenza dei corpi dei tre Re Magi al di fuori delle mura di Milano, poiché, così vuole la tradizione, il carro che portava le sacre reliquie si fermò inspiegabilmente, senza che gli uomini del santo convoglio riuscissero ad andare avanti: le ruote erano diventate pesanti come macigni, e buoi e cavalli non la vincevano. Così il vescovo dovette abbandonare l'idea di avere i tre santi corpi nella cattedrale e si dovette costruire la Basilica di Sant'Eustorgio. Al di là di questo racconto, il nome del comune è da legarsi alla legislazione sanitaria austriaca che impose di spostare i cimiteri fuori dalla cerchia cittadina: la dizione di corpi santi è infatti un'altra maniera di chiamare i fuochi fatui, ossia le piccole fiammelle che possono sprigionarsi dalle tombe.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo scorporo dei Corpi Santi dalla Città di Milano fu previsto in origine dal comparto territoriale del Ducato di Milano emanato dall'imperatrice Maria Teresa il 10 giugno 1757,[2] ma il governo austriaco preferì sospendere l'applicazione del provvedimento per la ferma opposizione della Congregazione del patrimonio, ossia il consiglio provinciale dell'epoca dominato dai rappresentanti cittadini. Il comune dei Corpi Santi venne quindi istituito da suo figlio l'imperatore Giuseppe II con reale dispaccio del 21 luglio 1781, quando il nuovo sovrano decise di concedere meno spazio alle opposizioni conservatrici che avevano contrastato il programma illuminista di sua madre. Il nuovo municipio venne attivato col capodanno del 1782, quando entrarono in carica i deputati, ossia i consiglieri comunali, il cancelliere ossia il segretario comunale, il sindaco, l'esattore e sei consoli, uno per ciascuna delle sei partizioni, corrispondenti alle sei porte cittadine, in cui il comune fu articolato ai fini della riscossione fiscale.[3]

La superficie del comune ammontava a 66,35 km². Si trattava di una vasta area che circondava la città per un raggio molto variabile, da un minimo di 3 km a un massimo di 7 km. Il comune dei Corpi Santi era una zona prettamente agricola alle porte della città, ricca di campi e soprattutto di orti che producevano prodotti deperibili e costosi, che per essere commercializzati con la città necessitavano brevi distanze dal luogo di produzione al mercato cittadino. L'orticoltura era favorita dalla presenza di corsi d'acqua e dalla facilità di commercializzazione sia con la vicina città, ma anche con la provincia rispetto alla quale non erano previsti dazi doganali a cui erano invece sottoposte le merci transitanti per le porte cittadine. Il territorio agreste di quest'area era molto fertile e ricco di risorgive e corsi d'acqua: i Navigli e i fiumi Olona, Lambro e Seveso). Grazie alla presenza di questi corsi d'acqua, i mulini erano numerosi e sorgevano un po' ovunque nel contado.[4]

Dopo soli tre lustri però, l'arrivo delle armate rivoluzionarie francesi aprì un processo inverso. Il nuovo parlamento repubblicano deliberò il 2 nevoso anno VI[5] la riannessione dei Corpi Santi a Milano col nome di circondario esterno, ma anche questa volta il testo legislativo non trovò applicazione per i timori del governo cisalpino che non volle scontrarsi con l'opposizione dei rappresentanti extramurari.[6] Evoluta poi la situazione in senso monarchico, il nuovo organo legislativo, ossia il Consiglio di Stato, tornò a proporre su sollecitazione del consiglio comunale di Milano un decreto per la soppressione dei Corpi Santi, ma tale disegno di legge del 4 febbraio 1806 non trovò sanzione da parte del viceré, che ancora auspicava un consenso più ampio. La svolta avvenne quindi nell'ambito di un contesto più generale, quando Napoleone il 14 luglio 1807 emanò un decreto volto alla riduzione dei comuni del regno onde sortire risparmi nei costi di gestione. Fu così che il 9 febbraio 1808 fu promulgato il decreto che annetteva a Milano non solo i Corpi Santi, ma tutti i 35 comuni del circondario esterno posti nel raggio di 4 miglia dai bastioni, ossia entro le 5 miglia dalla piazza del Duomo.[7][8]

La restaurazione del Comune dei Corpi Santi operata dagli austriaci fu anch'essa il frutto di un disegno generale. L'assetto amministrativo voluto dai ritornati governanti asburgici si ispirava su quello giuseppino che, in ambito municipale, si basava sui comuni censuari imperatrice teresiani i quali, se nel Settecento erano risultati un'innovazione illuministica, dopo Napoleone sortirono un effetto reazionario che annullò la legislazione dell'imperatore francese. La notificazione del 12 febbraio 1816 ripristinò dunque tutti i vecchi comuni della Lombardia, e con esso quello dei Corpi Santi, a decorrere dal successivo 1º maggio.[9] Nel 1821 si tennero le prime elezioni per il consiglio comunale,[10] che l'anno successivo fu dotato dei pieni poteri dei maggiori borghi del regno e poté assumere degli impiegati.[11]

Con l'unificazione italiana il comune fu dotato di un proprio sindaco con sei assessori, conservando il suo consiglio di trenta membri. Subito tuttavia vennero avanzate le prime proposte ufficiali di annessione al capoluogo, ma non si giunse a risultati concreti per l'opposizione dei Corpi Santi, fino a che non venne fatta una richiesta ufficiale del consiglio comunale di Milano al governo Lanza che l'approvò con Regio decreto 8 giugno 1873, n. 1413.[12][13] L'annessione non fu del tutto indolore: infatti sia mentre essa veniva discussa, sia negli anni appena successivi, fino a circa il 1877, vi furono varie proteste e rivolte popolari.[senza fonte] Anche lo studioso Carlo Cattaneo si espresse contro l'annessione, ritenendola dannosa per le attività economiche dei Corpi Santi.[senza fonte]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Monluè, una delle più antiche dei Corpi Santi

Il Comune dei Corpi Santi si articolava ai fini censuari su sei sestieri corrispondenti alle porte di Milano attraverso le quali le merci dovevano pagare i dazi; fin dai tempi dell'arcivescovo Carlo Borromeo inoltre,[14] ciascuno di questi sestieri raggruppava sotto di sé le undici parrocchie extramurarie di Milano:[15]

A queste porte andavano poi aggiunti i due varchi posti a controllo delle acque, ossia:

Il comune dei Corpi Santi era esente da dazio, pertanto tutto ciò che ne proveniva costava meno. Dopo l'arrivo dei Savoia il comune fu articolato su due mandamenti concentrici che divennero il 7º e l'8º di Milano. Essi furono divisi in otto parti una volta che il comune venne inglobato a Milano.

I villaggi e borghi agricoli che componevano i Corpi Santi,[20] una volta aggregati alla città divennero altrettanti quartieri. È il caso di San Siro, Barona, Gratosoglio, Ghisolfa, Bovisa, Calvairate, Tre Ronchetti, Monluè, ed altri. Le cascine, invece, una volta inglobate a Milano divennero parrocchie, scuole o edifici comunali. Spesso esse diedero il nome alle vie urbane o ai quartieri che vi si stavano formando appresso. Nel caso della Cascina Taliedo questa diede il nome, oltre che al quartiere, anche al primo aeroporto di Milano, il campo di aviazione di Taliedo.

Popolazione e densità[modifica | modifica wikitesto]

  • 1805: abitanti 13.572; densità 204,5 ab./km²
  • 1808: abitanti 17.357 (Milano nel 1805 ne aveva 115.290); densità 261,6 ab./km²
  • 1817: abitanti 17.833; densità 268,8 ab./km²
  • 1836: abitanti 25.768 (Milano ne aveva 156.617); densità 388,4 ab./km²
  • 1853: abitanti 36.227; densità 546 ab./km²
  • 1855: abitanti 38.424; densità 579,1 ab./km²
  • 1859: abitanti 41.519; densità 625,8 ab./km²
  • 1861: abitanti 48.359 (Milano ne aveva 196.109); densità 728,8 ab./km²
  • 1871: abitanti 62.976 (Milano ne aveva 199.009); densità 949,1 ab./km²

Dati[modifica | modifica wikitesto]

  • Tra il 1862 ed il 1863 il comune dei Corpi Santi ebbe anche un giornale: il Suburbano.
  • Nel comune erano presenti 11 asili, 28 scuole elementari ed una guardia nazionale composta da una legione di due battaglioni.
  • La zona del comune dei Corpi Santi era ricca di luoghi di culto come quella di San Siro, che sorgeva nel luogo in cui sorge l'omonimo quartiere, l'ippodromo e lo stadio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Ripamonti, La storia di Affori, Milano, La buona parola, 1995.
  2. ^ Editto per il compartimento del Ducato di Milano
  3. ^ Comune dei Corpi Santi, anno 1782
  4. ^ Dati ricavabile da pag. 353 del libro Milano. Costruzione di una città, di Giuseppe De Finetti, Giovanni Cislaghi, Mara De Benedetti, Piergiorgio Marabelli, HOEPLI EDITORE, City planning, 2002.
  5. ^ Ossia il 22 dicembre 1797
  6. ^ Legge 2 nevoso VI di aggregazione a Milano dei Corpi Santi
  7. ^ Comune dei Corpi Santi, anno 1798
  8. ^ Così facendo, si trovarono ad essere annessi alla città trentacinque comuni: Affori, Bicocca, Boldinasco, Casa Nova, Chiaravalle, i Corpi Santi, Crescenzago, Dergano, Garegnano Marcido, Gorla, Grancino, Lambrate, Lampugnano, Linate superiore ed inferiore, Lorenteggio, Macconago, Morsenchio, Musocco, Niguarda, Nosedo, Poasco, Precentenaro, Precotto, Quarto Cagnino, Quinto Sole, Redecesio, Ronchetto, San Gregorio Vecchio, Segnano, Sella Nuova, Trenno, Turro, Vajano, Vigentino, Villapizzone. Tuttavia con il ritorno degli Austriaci tornarono immediatamente autonomi, e il comune di Milano tornò a coincidere con la cerchia dei Bastioni con notificazione del 12 febbraio 1816.
  9. ^ Notificazione 12 febbraio 1816
  10. ^ Dispaccio governativo 19 marzo 1821
  11. ^ Dispaccio governativo 23 aprile 1822
  12. ^ R.D. 8 giugno 1873, n. 1413 su Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 168 del 19 giugno 1873
  13. ^ Comune dei Corpi Santi, anno 1859
  14. ^ Instructiones ad fori archiepiscopalis reformandi usum pertinentes
  15. ^ Vedasi Porta Vercellina su Lombardia Beni Culturali
  16. ^ Ribattezzata Porta Venezia nel 1860, in onore della città rimasta austriaca dopo l'incompiuta Seconda guerra d'indipendenza (1859).
  17. ^ Ribattezzata Porta Vittoria nel 1861, in onore della vittoria milanese nelle Cinque Giornate (1848), quando fu la prima ad essere espugnata agli Austriaci.
  18. ^ Ribattezzata Porta Magenta nel 1860, in onore dell'entrata a Milano di Napoleone III e Vittorio Emanuele II di ritorno dalla vittoriosa Battaglia di Magenta, all'interno della Seconda guerra di indipendenza italiana (1859).
  19. ^ Ribattezzata Porta Garibaldi nel 1860, in onore dell'entrata a Milano di Giuseppe Garibaldi del 1859 dopo le vittorie di Varese e San Fermo, nella Seconda guerra di indipendenza italiana.
  20. ^ Ad esempio il Giulini (1857: 308) ci elenca:
    1. Sancta Maria Magdalena ad Vepram (La Maddalena)
    2. Sanctus Syrus ad Vepram (San Siro alla Vepra)
    3. Bativacca (Bativacca)
    4. Calvairate (Calvairate)
    5. Carraria (Carrera)
    6. S. Petrus In Sala Rozoni (San Pietro in Sala)
    7. Casinae De Bifis (Cassine de' Biffi)
    8. Morcincta (Morsenchio)
    9. Fonticillum. Fontegium Monasterium (Santa Maria Rossa)
    10. Gratasollia Monasterium (Gratosoglio)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Giulini, Memorie spettanti alla storia, al governo ed alla descrizione della città, e della campagna di Milano, ne' secoli bassi, Volume 7, Milano, Francesco Colombo Librajo, 1857.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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