Milano Films

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La Milano Films fu una casa di produzione cinematografica italiana attiva all'epoca del cinema muto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sorse nel dicembre 1909 a Milano dalla trasformazione della SAFFI-Comerio in Società Anonima Milano Films con capitale sociale di lire 500.000, sede legale in via San Paolo 22 e stabilimento in via Farini, su iniziativa di personalità aristocratiche come il barone Paolo Ajroldi di Robbiate, i conti Pier Gaetano Venino, Giovanni e Giuseppe Visconti di Modrone, Mario Miniscalchi Erizzo, Carlo Porro e il principe Urbano Del Drago.

Della nuova società il Venino assunse la carica di presidente, l'Ajroldi quella di vicepresidente e direttore generale, mentre gli altri soci fondatori fecero parte del consiglio di amministrazione. Anche una buona parte del personale artistico e tecnico della SAFFI-Comerio passò alla nuova casa, come l'attore-regista Giuseppe De Liguoro che divenne direttore artistico, l'operatore Emilio Roncarolo a cui venne affidato l'incarico di direttore tecnico e gli attori Maria Brioschi, Arturo Pirovano e Salvatore Papa.

Per quel che concerne le produzioni, queste furono avviate fin dall'inizio, e la prima pellicola prodotta dalla casa milanese fu il documentario Attraverso la Mesopotamia, la cui lunghezza era di 112 metri[1]. Al primo anno di attività, la Milano Films immise sul mercato 4 pellicole, mentre l'anno successivo queste aumentarono a 97, gran parte delle quali furono film "a soggetto" diretti perlopiù dal De Liguoro[2].

Le produzioni della Milano Films comprendevano vari generi, come i documentari di attualità e naturalistici, le comiche con protagonisti i personaggi di Fortunetti, Bonifacio e Cocciutelli, rispettivamente interpretati da Edoardo Monthus, Émile Vardannes e Cesare Quest. Per un breve periodo vi lavorò anche Natalino Guillaume come interprete del personaggio Florindo.

I film "a soggetto" della casa milanese, prevalentemente drammatici, furono invece tratti da fatti storici e da opere letterarie. Solo nel 1910 furono girati titoli come Carlo IX, Edipo re, il Re Lear e Gioacchino Murat - Dalla locanda al trono. Quest'ultima pellicola fu girata nel castello di Carimate del conte Arnaboldi e vi presero parte tutti i membri del consiglio di amministrazione e ben 400 comparse.

Nel 1911 la Milano Films realizzò L'Inferno ispirato alla celebre opera di Dante. Diretta da Francesco Bertolini e Adolfo Padovan con l'assistenza del De Liguoro, la pellicola con i suoi 1200 metri di lunghezza divisa in tre parti in quarantacinque episodi, fu il primo lungometraggio italiano[3] e venne girata tra Mandello, Carimate e Arenzano. Per le scene i due registi si ispirarono alle illustrazioni della Divina Commedia di Gustave Doré. Il film fu un grande successo di pubblico e di critica, sia nazionale che internazionale.

Sempre nel 1911 fu inaugurato il nuovo teatro di posa che venne costruito su un terreno di 10 000 ettari alla Bovisa. Nel 1912 la Milano Films ebbe un altro primato grazie all'operatore Carlo Montuori, il quale inventò un sistema di illuminazione artificiale che consentì di girare i film all'interno dei teatri di posa anche in cattive condizioni meteorologiche.

In poco tempo la Milano Films divenne una delle maggiori case cinematografiche italiane, la più importante di tutta la Lombardia. La visione dei suoi film infatti raggiunse l'intero territorio nazionale grazie ad una rete distributiva attivata nel 1910, e successivamente questo interessò anche i mercati esteri.

Nel 1914 il cast artistico della Milano Films si arricchì ulteriormente di altre importanti personalità del cinema dell'epoca, come Baldassarre Negroni, Guglielmo Zorzi (nominati rispettivamente direttore generale e direttore artistico) e Augusto Genina, che furono per un certo periodo i principali registi e sceneggiatori della casa. Altri registi erano Henri Étiévant, Alfredo Robert e Attilio Fabbri. In quello stesso periodo furono scritturate attrici come Hesperia, Elettra Raggio, Mercedes Brignone, Lina Millefleurs, e attori come Livio Pavanelli, Luigi Serventi, Ugo Gracci, Uberto Palmarini, Franz Sala e altri.

Con la presenza del Negroni, del Zorzi e del Genina, le produzioni della casa milanese si orientarono verso altri generi, in particolare su drammi moderni e commedie, peraltro alcuni su soggetto dei tre registi.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale diminuirono le produzioni della Milano Films, molte maestranze e una parte degli amministratori fu chiamata alle armi. Per tentare di non essere gravemente colpita dalla crisi del settore che si stava creando, la casa milanese stipulò un accordo decennale con la francese Pathé per la lavorazione di 3.000-4.000 metri di pellicola[4].

Durante il periodo bellico cambiarono i vertici societari e il consiglio di amministrazione. La guida dell'azienda passò sotto la direzione dell'avv. Giulio Riva che fu amministratore delegato, a Enea Malaguti come vicepresidente e Nino Valentini come direttore generale e artistico.

Al termine del conflitto, a causa della crisi che colpì l'industria cinematografica italiana, la Milano Films mutò attività, con la sospensione temporanea della produzione di film e l'avvio di quella delle pellicole in conto terzi.

La produzione di film riprese, seppur in maniera blanda, nel 1921 con L'uomo meccanico diretto e interpretato da André Deed. Le ultime produzioni prima della sua chiusura avvenuta alla vigilia degli anni trenta furono Tempesta nel nido (1926) e il documentario La casa del sole (1927).

Elenco parziale delle produzioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Bernardini, Cinema muto italiano: i film "dal vero" : 1895-1914, La cineteca del Friuli, 2002, p. 116
  2. ^ Cfr. R. De Berti, Un secolo di cinema a Milano, 1996, pag. 45
  3. ^ Aldo Bernardini, Vittorio Martinelli, Il cinema muto italiano, vol. 3, parte 1, Nuova ERI, 1995, p. 13
  4. ^ Cfr. R. De Berti, Un secolo di cinema a Milano, 1996, pag. 48

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Bernardini - Cinema muto italiano: Industria e organizzazione dello spettacolo 1905-1909 - Bari, Laterza, 1980.
  • R. De Berti - Un secolo di cinema a Milano - Milano, Il castoro, 1996, ISBN 8880330632.
  • G. P. Brunetta - Storia del cinema italiano: il cinema muto 1895-1929 - Roma, Editori riuniti, 2001, ISBN 8835950457.
  • S. D'Amico - Enciclopedia dello Spettacolo vol. 7 - Roma, Unedi, 1975.
  • E. Pasculli - Milano, cinema prodigio: anticipazioni e primati in un secolo di avventure - Milano, Canal & Stamperia, 1998, ISBN 8886502532.
  • R. Redi - Cinema muto italiano: 1896-1930 - Roma, Fondazione scuola nazionale di cinema, 1999, ISBN 8831773305.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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