Hesperia (attrice)

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Hesperia

Hesperia, pseudonimo di Olga Mambelli (Bertinoro, 9 luglio 1885Roma, 30 maggio 1959), è stata un'attrice cinematografica italiana, diva del cinema muto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nativa di Bertinoro, nel Forlivese, visse la sua infanzia e la sua prima giovinezza a Meldola, cittadina anch'essa presso Forlì[1]. Dal 1907 al 1912 fu attrice nel teatro di varietà. Fu molto apprezzata in tutti i teatri d'Europa come interprete dei cosiddetti tableaux vivants, molto in voga all'epoca.

Venne scritturata per il cinema - dove si segnalò nel 1913 come protagonista del film Zuma - da uno dei fondatori della Cines, il barone Alberto Fassini, e la fece partner dell'attore Ignazio Lupi, formando una coppia artistica che divenne celebre nell'interpretazione di diversi melodrammi. L'attrice guadagnò molta notorietà, in modo particolare nel film Zuma, la cui trama fu scritta da un giovane Augusto Genina.

Divenuta ormai celebre, passò poi alla Milano Films e poi alla Tiber Film nella quale divenne attrice di spicco, prendendo il posto di Francesca Bertini, con la quale iniziò una intensa rivalità artistica che ebbe il suo culmine nell'uscita in contemporanea di due versioni cinematografiche, interpretate separatamente dalle due attrici, della Signora delle camelie.

Si ritirò dalle scene nel 1923, dopo aver sposato il cineasta Baldassarre Negroni con il quale si legò ai tempi della Milano Films. Fece un unico rientro nel cinema, ormai passato al sonoro, nel 1938, interpretando Orgoglio, allo scopo di verificare, a suo dire, se le sue doti d'attrice fossero valide anche con la nuova tecnica[2]. È stata la zia dell'attrice francese Pauline Polaire.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal sito Emporioappennino.com
  2. ^ Dichiarazioni dell'attrice in Francesco Savio Visioni private, Bulzoni, Roma, 1972, pag. 156.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. - Filmlexicon degli autori e delle opere, vol. 3 - Roma, Centro sperimentale di cinematografia, 1958.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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