Fernet Branca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fernet-Branca

Il Fernet-Branca è un amaro italiano composto da 27 erbe e spezie provenienti da 4 continenti, prodotto dal 1845 dalla Fratelli Branca Distillerie di Milano.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'amaro fu inventato nel 1845 nella sua drogheria di Milano da Bernardino Branca, che poi fondò lo stabilimento per la produzione industriale, dando vita all'azienda di famiglia con il fratello Stefano nel 1862. La ricetta è tuttora segreta e tramandata di padre in figlio. Il Fernet Branca è ancora oggi prodotto a Milano dalla Fratelli Branca Distillerie ed esportato in tutto il mondo.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli ingredienti figurano cannella, aloe, rabarbaro, camomilla, cinchona, zedoaria, galanga, tiglio, arancia amara, iris, zafferano e mirra,[3]in una base di alcool di vite. Tutte le componenti delle erbe entrano a far parte della formula di Fernet-Branca: fiori, erbe, radici e piante con cui si producono infusi alcolici, estratti e decotti che, opportunamente miscelati, conservano le benefiche proprietà che si trovano nel prodotto. Successivamente viene maturato con un invecchiamento di almeno un anno in botti di rovere. La gradazione alcolica è stata progressivamente ridotta da 45° agli attuali 39°. Fernet Branca è servito di solito come digestivo dopo un pasto, ma può essere anche gustato liscio a temperatura ambiente, con ghiaccio, con il caffè o in aggiunta alla cola.

Il Branca Menta è una versione aromatizzata con menta del Fernet-Branca, prodotto dal 1965.

Campagne pubblicitarie[modifica | modifica wikitesto]

Sono famose nella storia della pubblicità le campagne televisive del Fernet: dal Carosello di Fernet Branca degli anni sessanta, con il filmato animato con la plastilina (clay animation) dell'animatrice Fusako Yusaki,[4] al motto "Sopra tutto Fernet-Branca" e all'utilizzo costante dell'aquila, icona dell'azienda Branca nel celebre marchio del "Mondo" Branca, creato nel 1895 da Leopoldo Metlicovitz. La versione Branca Menta ha invece avuto una sua connotazione pubblicitaria, diversa dalla versione classica: lo spot che lo ha pubblicizzato per molti anni, infatti, mostrava la scolpitura nel ghiaccio di un rozzo bicchiere in cui veniva servito.

Miscellanea[modifica | modifica wikitesto]

  • Spesso viene riferito che Fernet deriverebbe dalla locuzione milanese fer net, cioè ferro pulito, dalla piastra di ferro rovente che si usava nella preparazione del liquore.
  • Il curatore del Dizionario Moderno del 1905 Alfredo Panzini, incuriosito dal nome Fernet, chiese chiarimenti sull'origine del termine alla famiglia Branca: «ma la mia curiosità filologica - scrisse - nei loro volti si rifletteva non so se come ozio o stravaganza di letterato».[5]
  • Verso la metà del Novecento era ancora in commercio un Fernet "914" medicinale, dalle proprietà considerate ricostituenti[6].
  • Il Fernet è molto popolare in Argentina, dove ha sede uno stabilimento dell'azienda, soprattutto tra il pubblico giovane. Qui viene bevuto quasi sempre mescolato con Coca-Cola e con ghiaccio. Il Branca Menta viene invece mescolato alla Sprite.
  • Nel film noir Milano calibro 9, diretto da Fernando Di Leo, nella scena iniziale, mentre il personaggio "Rocco Musco" (Mario Adorf) telefona a un suo compare, è possibile scorgere un poster con su scritto "Fernet Branca - Fratelli Branca" e il noto marchio adiacente.
  • Nel film Il cavaliere oscuro - Il ritorno del 2012, il premio Oscar Sir Michael Caine, rivolgendosi all'interprete principale Christian Bale, recita le seguenti parole: "Ogni anno andavo in vacanza. Andai in questo bar a Firenze, sull'Arno. Ogni sera mi sedevo e ordinavo un Fernet Branca".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Branca Distillerie, su brancadistillerie.com.
  2. ^ Azienda, su brancadistillerie.com.
  3. ^ La ricetta segreta, su fernetbranca.com.
  4. ^ Fusako Yusaki - Maestra d'animazione (PDF), su iht.it. URL consultato il 21 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
  5. ^ Massimo Castoldi; Ugo Salvi. Parole per ricordare. Dizionario della memoria collettiva. Zanichelli, 2003, p. 147 ISBN 88-08-08878-2
  6. ^ Indro Monanelli, Addio, Wanda!, Longanesi, 1956, pag. 90.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Alcolici Portale Alcolici: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di alcolici