Biblioteca Nazionale Braidense

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Biblioteca Nazionale Braidense
Biblioteca nazionale braidense francobollo.jpg
Francobollo dedicato alla Biblioteca Nazionale Braidense rappresentante la sala intitolata a Maria Teresa d'Austria
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Città Milano
Indirizzo Via Brera 28
Tipo Biblioteca pubblica statale
ISIL IT-MI0185
Architetto Gerolamo Quadrio e Giuseppe Piermarini
Costruzione 1691-1776
Apertura 1770
Sito

Coordinate: 45°28′18.84″N 9°11′15.89″E / 45.4719°N 9.187747°E45.4719; 9.187747

La Biblioteca Nazionale Braidense è una delle più grandi biblioteche italiane. Ha sede a Milano in via Brera 28.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca Braidense venne costituita nel 1770 dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria, che decise di destinare ad uso pubblico la biblioteca del conte Carlo Pertusati, in quanto riteneva insufficiente al riguardo la Biblioteca Ambrosiana, ricca di manoscritti ma non di libri a stampa. La biblioteca aprì al pubblico nel 1786 nel palazzo del Collegio gesuitico di Brera, acquisito dallo Stato in seguito allo scioglimento della Compagnia di Gesù avvenuto nel 1773. Oltre al fondo Pertusati, costituirono il nucleo iniziale della Biblioteca anche i fondi « librari del collegio Braidense e delle case gesuitiche di San Fedele e San Girolamo ».[1]

In seguito vennero acquisite diverse raccolte private e di altre congregazioni soppresse, oltre ai duplicati della Biblioteca Imperiale di Vienna. Dal 1788 incrementarono le raccolte anche gli stampati ricevuti grazie alle disposizioni sul deposito legale che fecero pervenire alla biblioteca le opere pubblicate nello Stato di Milano. Anche adesso la Braidense funge da archivio regionale di deposito legale lombardo.[2] Alla Braidense fu conferita nel 1880 la qualifica di “Biblioteca Nazionale”.

La sede[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca ha sede nel palazzo di Brera, un edificio imponente costruito dai gesuiti nel XVII secolo. Oltre alla Biblioteca, il palazzo è sede anche della Pinacoteca di Brera, dell'osservatorio astronomico di Brera, dell'orto botanico, dell'Istituto lombardo di scienze e lettere e dell'Accademia di belle arti. Dal 2003 la Biblioteca ospita al suo interno l'Archivio storico Ricordi.

Le raccolte librarie[modifica | modifica wikitesto]

La Braidense si configura sin dall'inizio come una biblioteca di carattere generale. Nelle sue raccolte si trovavano corali miniati, metodi di musica strumentale, opere storiche e letterarie, teologiche, giuridiche insieme alle grandi opere di consultazione generale.

Nel corso del XIX e del XX secolo molti altri fondi vennero ad arricchire ulteriormente il suo patrimonio, come ad esempio il Fondo Albrecht von Haller, « acquistato nel 1778 ed appartenuto all'insigne botanico, medico, bibliofilo svizzero (...), fondatore della fisiologia moderna »,[3] o « nel 1795 l'importante legato del cardinale Angelo Maria Durini, ricco di quasi 3.000 opere, tra cui pregevoli edizioni del sec. XVI di testi latini e greci »,[4] o ancora il fondo manzoniano donato nel 1885.

La Braidense ha da sempre un duplice ruolo di biblioteca di conservazione, da una parte d'indirizzo storico e letterario, a cui si affianca l'ampia raccolta della produzione libraria milanese. Il patrimonio bibliografico della Braidense è all'inizio del 2016 costituito da circa 1.500.000 unità, di cui 2.367 manoscritti, 40.000 autografi, 2.368 incunaboli, 24.401 cinquecentine, oltre 23.000 testate di periodici di cui 4.500 correnti, 5.200 stampe fotografiche anteriori al 1950, oltre a 50.000 negativi su lastra, 30.000 bobine di microfilm che riproducono 1.300 testate di periodici, 120.000 microforms.[5].

La Mediateca teresiana[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito di una concezione avveniristica in cui al testo multimediale viene attribuita una dignità pari al testo stampato, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dotato la Biblioteca di Brera di una Mediateca che è una biblioteca multimediale interattiva. Per tali fini è stato attrezzato l'edificio della chiesa di Santa Teresa, da tempo sconsacrata. È così possibile accedere alle risorse digitali che stanno assumendo un ruolo fondamentale per chi lavora nella società dell'informazione[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amedeo Benedetti - Bruno Benedetti, Gli archivi della Scienza. Musei e Biblioteche della Scienza e della Tecnologia in Italia, Genova, Erga, 2003, p. 85.
  2. ^ Beni librari - Circolare sul deposito legale del 31 dicembre 2008, LombardiaCultura.
  3. ^ Idem.
  4. ^ Aurelio Aghemo, La Biblioteca Nazionale Braidense, "Biblioteche Oggi", Milano, Ed. Bibliografica, n. 8, ottobre 2008, p. 16.
  5. ^ Biblioteca Nazionale Braidense - Milan - Italy, Biblioteca Nazionale Braidense - Home Page, su www.braidense.it. URL consultato il 26 marzo 2017.
  6. ^ Mediateca Santa teresa, mediabrera.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aurelio Aghemo, La Biblioteca Nazionale Braidense, "Biblioteche Oggi", Milano, Ed. Bibliografica, n. 8, ottobre 2008, pp. 15–20.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN131173916 · LCCN: (ENn79099218 · ISNI: (EN0000 0004 1756 2018 · GND: (DE1024443-8 · BNF: (FRcb11984193k (data) · ULAN: (EN500302865 · NLA: (EN36102680