Viale Beatrice d'Este

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Viale Beatrice d'Este
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàMilano
CircoscrizioneMunicipio 1, Municipio 5
Codice postale20122
Informazioni generali
TipoViale
Lunghezza800 metri
Pavimentazioneasfalto
IntitolazionePrincipessa Beatrice d'Este
CostruzioneXIX secolo
Collegamenti
Iniziopiazzale di Porta Lodovica
Fineviale Angelo Filippetti
TrasportiLinea M3 (metropolitana di Milano) Crocetta (500 mt.)
Mappa
Coordinate: 45°27′06.95″N 9°11′28.42″E / 45.451931°N 9.191228°E45.451931; 9.191228

Viale Beatrice d'Este è una strada del centro di Milano, che dista 1 chilometro a piedi da Piazza del Duomo, inizia in piazzale di Porta Lodovica e termina presso l'antica Porta Vigentina, proseguendo con la denominazione di viale Angelo Filippetti. È un viale alberato, che si collega nel suo proseguimento con viale Regina Margherita e viale Majno.

La strada è intitolata alla principessa Beatrice d'Este, duchessa di Milano nel 1494 e moglie di Ludovico Sforza.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il viale, compreso tra Porta Lodovica e Porta Vigentina, corre lungo l'antico tracciato delle mura spagnole di Milano ed è pertanto parte della cerchia dei bastioni, nella parte sud-orientale di Milano, da viale Filippetti a est, con la sua Porta Romana, a via Gian Galeazzo a ovest, dove si trova la Darsena di Milano.

Viale Beatrice d'Este, è una delle aree più verdi della città di Milano e con l'aria più pulita, grazie ai suoi lunghi viali completamente circondati da grandi alberi secolari. In questo lato della città, sorpassando la Fondazione Prada e il Parco dello Scalo Romana si giunge al Parco Vettabbia, il più grande parco pubblico di Milano dove sono frequentemente presenti rapaci, volpi, uccelli e gufi, a pochi minuti da Piazza Duomo[1]. Nel parco, sono molte le specie arboree presenti, anche rare. Tra le tante, il frassino maggiore, la farnia, l'olmo campestre, arbusti di sanguinella, l'evonimo, la frangola, il ligustro, il sambuco, l'ontano nero, il salice bianco e il salice grigio[2].

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Edificio in viale Beatrice d'Este 16, costruito nel 1956-57 su progetto di Giordano Forti e Camillo Magni

L'architettura del viale vede una lunga passeggiata alberata sulla quale è possibile incontrare i resti delle mura spagnole, iniziate nel 1545, che si aprivano in corrispondenza delle porte principali della città, delimitando la cinta daziaria urbana.

Tra i palazzi di design italiano presenti nel viale:

  • Palazzo d'Este, Gualtiero Galmanini e Piero Portaluppi, viale Beatrice d'Este 23 (1953-56)
  • Palazzo Perogalli, Attilio Mariani, Carlo Perogalli, viale Beatrice d'Este 25/26 (1951-56)
  • La Casa Astratta, Attilio Mariani, Carlo Perogalli, viale Beatrice d'Este 24 (1951-52)
  • Palazzo Forti, Giordano Forti e Camillo Magni, viale Beatrice d'Este 16 (1956-57)
  • Palazzo Keller, viale Beatrice d'Este 17.

Essendo Viale Beatrice d'Este residenza di molte sue amiche appartenenti alla nobiltà europea, la nobile svizzera Elisabetta Keller, figlia del pittore Gustave Roux, lascerà la sua grande villa di Monza, per trasferirsi a dipingere nella sua abitazione di Viale Beatrice d'Este 17, a Milano, dove creerà i suoi quadri più importanti, trovando l'ispirazione passeggiando sotto i grandi alberi del viale, e condividendo le sue ricerche artistiche con il poeta Delio Tessa che abitava sempre, così come Fiorenzo Tomea nel Palazzo di Viale Beatrice d'Este 17.[3]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

  • Linea M3 (metropolitana di Milano) Crocetta (a 500 metri da Viale Beatrice d'Este)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il lato selvaggio della metropoli? Gufi in via Ripamonti, Il Giorno, 30 luglio 2017
  2. ^ Comune di Milano, Parco della Vettabbia, su comune.milano.it. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  3. ^ Sulla facciata della casa dove ha abitato, il Comune di Milano ha posto la seguente lapide: In questa casa hanno dato alla cultura e alla nostra città vissero e crearono gli artisti Delio Tessa - Poeta, Elisabetta Keller - Pittrice, Fiorenzo Tomea che tanto hanno dato alla cultura e alla nostra città. Una casa. Tre artisti, su hoepli.it, 18 novembre 2012. URL consultato il 1º settembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Forum, Casa di viale Beatrice d'Este, 1957, n. 9-10, settembre-ottobre, pp. 332-335
  • Roberto Aloi, Nuove architetture a Milano, Milano 1959, pp. 347-351
  • Fulvio Irace, Milano moderna, architettura e città nell'epoca della ricostruzione, Milano 1996, p. 68
  • Gramigna G./ Mazza S., Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Milano 2001, p. 299
  • Agnoldomenico Pica, Architettura moderna in Milano. Guida, Milano 1964
  • Biraghi M./ Lo Ricco G./ Micheli S. (a cura di), Guida all'architettura di Milano 1954-2014, Milano 2013, pp. 14-15
  • Edilizia moderna, Milano 1953, n. 51, dicembre, pp. 63-66
  • Maurizio Boriani, Corinna Morandi, Augusto Rossari, Milano contemporanea. Itinerari di architettura e di urbanistica, Maggioli Editore, 2007, p. 214. ISBN 978-88387-4147-0
  • Marco Biraghi,Silvia Micheli,Gabriella Lo Ricco, Guida all'architettura di Milano 1954-2015: 60 anni di architettura a Milano, vol. 1, Milano, 2015, ISBN 978-88-203-6967-5.
  • Serviliano Latuada, Descrizione di Milano, vol. 5, Milano, 1738.
  • Claudio Buzzi, Vittore Buzzi, Le vie di Milano: dizionario della toponomastica milanese, Milano, 2005.
  • Vittore e Claudio Buzzi, Le vie di Milano, Hoepli, Milano, 2005
  • Bruno Pellegrino, Così era Milano Porta Romana, Edizioni Meneghine, Milano, 2011
  • Carlo Perogalli, Introduzione all'arte totale. Neorealismo e astrattismo, architettura e arte industriale, Milano 1952, p. 48
  • Carlo Perogalli, Aspetti dell'architettura contemporanea: cronache, temi, tendenze, Milano 1952, pp. 63-66, MAC e dintorni, Sondrio 1997
  • Gramigna G./ Mazza S., Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Milano 2001, p. 242
  • Biraghi M./ Lo Ricco G./ Micheli S. (a cura di), Guida all'architettura di Milano 1954-2014, Milano 2013, pp. 14-15

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]