Pusterla Lodovica

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Pusterla Lodovica
Milano, Pusterla di Sant'Eufemia 01.jpg
La Pusterla Lodovica
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàCoA Città di Milano.svg Milano
Informazioni generali
TipoPusterla
Costruzione1496
Demolizione1827
Mappa

Coordinate: 45°27′21.7″N 9°11′14.7″E / 45.456028°N 9.187416°E45.456028; 9.187416

La Pusterla Lodovica era una delle porte minori (chiamate anche "pusterle") poste sul tracciato medievale delle mura di Milano. Si trovava sulla strada per San Celso, a ridosso del Naviglio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Voluta da Lodovico il Moro ed eretta nel 1496, secondo alcuni essa avrebbe sostituito la precedente Pusterla di Sant'Eufemia, risalente al XII secolo. Tuttavia secondo altri essa sarebbe andata avanti a coesistere insieme alla precedente Pusterla di Sant'Eufemia, rivolte rispettivamente la prima verso sud-est, la seconda verso sud-ovest.[1]

Come riportato da Ferdinando Zanzottera,[2] la Pusterla Lodovica sarebbe stata al tempo la più ricca e la più pregevole: un unico fornice ogivale, sormontato da una torre bassa con due finestre, interamente rivestita in marmo.

(LA)

« Quae super ceteras pusterlas est
Decentiori Opere Fabricata
Et Clamori Marmore »

(IT)

« Quella che più delle altre pusterle
venne costruita più accuratamente
e con il marmo più pregiato. »

Sull'arco dominava lo stemma di Lodovico il Moro, Duca di Milano, con la seguente iscrizione[3]:

(LA)

« Mediolani Duces
Ut religiosum iter ad dei Matris
Et Celsi aedes compendio civibus suis
Ludovicus dux Mediolanensis
Portam nomine suo Ludovicam
Cum Beatrice coniuge
Aperuit »

(IT)

« I Duchi di Milano
per abbreviare il devoto percorso alle chiese
della Madre di Dio e di San Celso ai loro cittadini
Lodovico Duca di Milano
Porta Lodovica (dal suo nome)
con sua moglie Beatrice
aprì. »

Già dai secoli successivi tuttavia la pusterla cadde presto in disgrazia, anche per via della propria collocazione su un tracciato secondario. Demolita nel corso del 1827, sopravviverà soltanto nel nome della successiva Porta Lodovica, sul tracciato delle mura spagnole.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ferdinando Zanzottera, Storia, arte e tradizione, in Maria Antonietta Crippa, Ferdinando Zanzottera, Le porte di Milano, Strenna Istituto Gaetano Pini, Milano, 1999
  2. ^ Ferdinando Zanzottera, Storia, arte e tradizione, in Maria Antonietta Crippa, Ferdinando Zanzottera, Le porte di Milano, Strenna Istituto Gaetano Pini, Milano, 1999
  3. ^ Riportato in Don Francesco Maggi, S.Celso e la sua Madonna, Milano, 1951 - p. 109