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Viale Monza

Coordinate: 45°30′15.76″N 9°13′19.91″E
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Viale Monza
Ripresa notturna di viale Monza
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
CittàMunicipio 2 di Milano
CircoscrizioneMunicipio 2
QuartiereTurro, Gorla, Precotto
Informazioni generali
Tipostrada urbana
Lunghezza4,9 km
Intitolazionestrada principale per Monza
Costruzioneaperto nel 1825
Collegamenti
InizioPiazzale Loreto, Milano
FineSesto San Giovanni, viale Marelli,
Trasporti
Mappa
Map
Mappa di viale Monza

Viale Monza è un'importante strada radiale di Milano, che ha origine in piazzale Loreto e dirigendosi verso nord/nord-est collega la città con i comuni di Sesto San Giovanni (dove prosegue come viale Marelli) e Monza, attraversando i quartieri di Turro, Gorla, Precotto e Villa San Giovanni, terminando al confine comunale con Sesto San Giovanni.

I viali alberati dei primi dell'Ottocento tra Milano e Monza. In giallo la vecchia strada postale per Monza.

Prima della costruzione di questo rettifilo, la strada da Milano a Monza aveva origine in Porta Nuova, costeggiava il primo tratto della Martesana, passava per Greco e proseguiva sul tracciato dell'attuale via Breda fino al Rondò di Sesto, da lì a Monza passando per San Rocco.[1]

L'attuale viale Monza venne aperto nel 1838 come Imperial Regio Stradone, in occasione dell'arrivo a Milano dell'Imperatore Ferdinando I d'Austria per la sua incoronazione come Re del Lombardo-Veneto, avvenuta a settembre di tale anno.[2] La costruzione del nuovo viale, che tagliava i comuni di Gorla e Precotto, fu osteggiata da tali comuni e dai proprietari terrieri: a Gorla il conte Resta provò senza successo a fare resistenza passiva organizzando un sit-in coi suoi familiari e contadini.[3]

Il nuovo viale fu progettato dall'ingegner Carlo Caimi come strada di collegamento rettilineo fra il Rondò di Loreto in Milano, da dove iniziava la strada postale veneta verso Crescenzago (l'attuale via Padova, allargata e migliorata nel 1825), al Rondò di Sesto, ove incrociava la vecchia strada postale per Monza. Qui il vialone si biforcava: a destra seguiva la strada per Monza (rettificata come strada militare nel 1839), a sinistra il vialone proseguiva verso la Villa Reale con due rettilinei che erano già stati aperti nel 1808.[4]

L'intero tracciato dalla Villa Reale a Milano era ornato dalla presenza di due filari di platani per ciascuno dei marciapiedi che affiancavano la carreggiata, per un totale complessivo di circa 4.800 piante, di cui una sola sopravvissuta fino ad oggi (in territorio di Sesto San Giovanni, all'imbocco del cavalcavia).[5]

Già nella seconda metà dell'Ottocento il nuovo viale per Monza divenne la direttrice principale lungo la quale si concentrò lo sviluppo della città e delle sue industrie. I vecchi borghi rurali che vi si affacciavano si trasformarono ben presto in popolosi quartieri industriali, inglobati nella città soltanto nel 1919 (Turro)[6] e nel 1923 (i restanti)[6], anno in cui la città assunse gli attuali confini territoriali. A partire dal 1876 il viale venne percorso dalla tranvia a cavalli Milano-Monza, elettrificata nel 1900.[7]

L'urbanizzazione delle aree a ridosso del viale portò alla progressiva scomparsa delle alberature: nel 1902 vennero abbattuti tutti i platani ricadenti in territorio di Greco Milanese (306), in conseguenza al trasferimento delle competenze su quel tratto di strada dalla provincia di Milano a quel comune avvenuto nel 1902. In seguito, se si esclude l'abbattimento di uno dei filari interni per posare il secondo binario della tranvia Milano-Monza, nel 1918, gli abbattimenti procedettero in maniera più circostanziata, di pari passo con le edificazioni che sorgevano ai lati del viale, fino agli anni della seconda guerra mondiale, quando andò perduto l'intero patrimonio arboreo del viale ricadente all'interno dei confini del comune di Milano.[8]

La maggiore importanza acquisita dal nuovo viale Fulvio Testi già negli anni trenta come variante del tracciato per Monza portò intorno agli anni cinquanta a una diminuzione d'importanza del viale Monza. Successivamente venne interessato dagli scavi per la realizzazione della linea M1 (rossa), aperta nel 1964.

Il viale Monza è stato scenario per diverse edizioni del Giro d'Italia dell'ultima tappa con arrivo a Milano.

Caratteristiche

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Il viale Monza è attraversato all'altezza di Turro da due viadotti ferroviari, realizzati negli anni dieci in concomitanza con la realizzazione della nuova Stazione Centrale e del riassetto del nodo ferroviario milanese. All'altezza di Gorla il viale attraversa con un ponte la Martesana; sulla sponda settentrionale, al civico 140, si trova il locale di cabaret Zelig, noto per aver lanciato numerosi comici italiani e dal quale è stato per un periodo trasmesso il programma televisivo omonimo.

Edifici notevoli

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Sul lato destro:

Sul lato sinistro:

  • al n. 355 "le Torri" costruite agli inizi degli anni 70;
  • al civico 23, verso la fine del settembre 1943, furono ideati e organizzati le prime Brigate Garibaldi e i Gruppi di Azione patriottica (GAP) presso l'abitazione della famiglia Mazzola[10].
  1. Cantalupi, p. 333
  2. Scala, p. 103
  3. Marabelli, p. 102
  4. Cantalupi, p. 333
  5. Mastrovito, pp. 703-704
  6. 1 2 http://www.netdiap.polimi.it/Didattica/MCTreu/ESP_L1_Milano_storia_sviluppo.pdf[collegamento interrotto], pagina 4
  7. Zanin, Mastrovito, pp. 67-87
  8. Mastrovito, pp. 707-711
  9. Grandi, Pracchi, p. 327
  10. Cosmacini, Scotti, p. 124

Altri progetti

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