Bureau international des Expositions

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Bureau International des Expositions
(FR) Bureau international des Expositions
(EN) Bureau International of Exposition
BIE Logo.png
Paesi membri BIE (2017).jpg
AbbreviazioneBIE
TipoIntergovernativa
Fondazione1928
Scopoculturale, politico
Sede centraleFrancia Parigi
Segretario GeneraleGrecia Dimitri S. Kerkentzes
Lingua ufficialefrancese, inglese
Sito web

Il Bureau International des Expositions (abbreviato in BIE) è l'organizzazione intergovernativa che gestisce le Esposizioni Universali e Internazionali (contrazione in "Expo").

Il logo ufficiale del BIE è stato creato dallo studente giapponese Masanori Matushima e consiste in un cerchio, che simboleggia l'amicizia, all'interno del quale ci sono delle onde blu che si spostano verso l'orizzonte, simboleggiando il movimento dell'umanità verso il futuro. Il progetto è stato scelto dagli stati membri nel 1969 ed usato per la prima volta durante la Expo 1970 a Osaka.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il Bureau International des Expositions venne creato tramite la Convenzione di Parigi, firmata il 22 novembre 1928, che divenne effettiva a partire dal 17 gennaio 1931. L'istituzione ufficiale è avvenuta in occasione di una riunione convocata dal governo francese che si è tenuta tra il 17 e il 19 gennaio 1931.

Inizialmente il BIE aveva solo compiti amministrativi legati all'organizzazione delle esposizioni internazionali. Col tempo però il suo ruolo è evoluto in quello di ente sì a supporto amministrativo, ma anche che mette professionalità e competenze di esperti a disposizione degli Stati membri e organizzatori delle Expo e che partecipa attivamente alla promozione delle stesse. Inoltre è importante il suo ruolo come organizzazione propositrice di dialogo e cooperazione internazionale. Regola quindi la frequenza delle Esposizioni, la loro regolamentazione con rispetto delle leggi internazionali e ne garantisce la qualità.

Al momento i membri del BIE sono 170 Stati, ognuno rappresentato da uno o più delegati (al massimo tre). Qualsiasi Paese può diventare membro dell'organizzazione a patto di sottoscrivere la Convenzione del 1928 e i successivi protocolli e di essere membro di alcune organizzazioni internazionali, come specificato nella Convenzione stessa.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Membri delle commissioni del BIE.

Il Bureau International des Expositions opera attraverso le seguenti strutture:

  • segreteria: capeggiata da un segretario generale, gestisce tutte le attività del BIE. Attualmente ricopre questa carica il greco Dimitri S. Kerkentzes.
  • commissioni: esistono quattro commissioni attraverso cui gli stati membri partecipano ai lavori dell'organizzazione tramite i propri delegati. A capo di ogni commissione vi sono un presidente che è anche vicepresidente del BIE, e un vicepresidente.
    • commissione amministrazione e bilancio: approva e definisce le strategie e le azioni riguardo alle finanze e all'amministrazione
    • commissione esecutiva: esamina i nuovi progetti e supervisiona l'organizzazione delle Expo
    • commissione regolamentazione: è responsabile dello studio delle regolamentazioni tecniche delle Expo e delle regole interne del BIE
    • commissione informazione e comunicazione: gestisce le attività promozionali e gli aspetti istituzionali e culturali
  • comitato di direzione: i vicepresidenti delle commissioni formano un comitato che esamina le attività del BIE in preparazione alle assemblee generali che si svolgono in primavera e autunno.

L'assemblea generale a cui partecipano i delegati degli Stati membri e altri osservatori, si raduna due volte all'anno. Il dibattito è moderato dal presidente del BIE e consiste nell'esaminazione di proposte per nuovi progetti e dei report presentati dalle commissioni.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Classificazione delle Expo, Expo, Esposizione universale ed Esposizione specializzata.
(EN)

«An exhibition is a display which, whatever its title, has as its principal purpose the education of the public: it may exhibit the means at man’s disposal for meeting the needs of civilization, or demonstrate the progress achieved in one or more branches of human endeavour, or show prospects for the future.»

(IT)

«Un'esposizione è una mostra che, qualsiasi ne sia il titolo, ha come scopo principale l'educazione del pubblico; può presentare i mezzi a disposizione dell'uomo per soddisfare le esigenze della civilizzazione, oppure dimostrare i progressi conseguiti in uno o più rami delle imprese umane, o mostrare le prospettive per il futuro»

(Convenzione di Parigi, 1928, Articolo 1)

Gli obiettivi che il BIE vuole raggiungere attraverso le esposizioni, come dichiarato dallo stesso ufficio[senza fonte] sono:

  • Rinforzare le relazioni internazionali
  • Condividere cultura ed educazione
  • Incoraggiare lo sviluppo
  • Lavorare per l'ambiente
  • Rinnovare la città
  • Sperimentare col futuro

Ovviamente un'Expo può raggiungere l'obiettivo del rafforzamento delle relazioni internazionali purché numerosi Paesi vi partecipino. Essi sono invitati ad illustrare il tema generale dell'esibizione nei loro padiglioni e ognuno nella propria maniera, rappresentando il proprio Paese. Le Expo sono dunque un modo per esprimere e pubblicizzare la propria cultura e un veicolo di scambio culturale. Inoltre accettare regole comuni, contribuire allo sviluppo del tema, effettuare proposte e aprire un dialogo con quelle altrui, diventa un esempio di democrazia che funziona e che si può catalogare come democrazia globale. Ancora, le Expo sono un luogo di incontro eccezionale fra i cittadini del Paese organizzatore e quelli di tutto il resto del mondo, in un ambiente particolarmente adatto per lo scambio e l'incontro delle esperienze, competenze e conoscenze di ognuno. Le Esposizioni sono inoltre un momento unico per sperimentare il multilateralismo, che risulta essere l'unico modo di incoraggiare le nazioni alla pace e alla cooperazione.

Possono partecipare alle esposizioni organizzate dal BIE anche i Paesi non membri, mentre dei padiglioni appositi sono previsti per le aziende private interessate ad esporre. Sono inoltre invitate a partecipare alle Expo numerose associazioni internazionali. Ad esempio sono state spesso presenti l'Unione europea, le Nazioni Unite e la Croce Rossa Internazionale.

Classificazione delle Expo[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo protocollo riguardante la classificazione delle Expo è stato firmato nel 1988; entrato in vigore a partire dal 1996 prevede la seguente classificazione:

  1. International Registered Exhibition o World Expo (comunemente detta Esposizione Universale, viene formalmente registrata dal BIE)
    • Frequenza: ogni 5 anni
    • Durata massima: 6 mesi
    • Costruzione dei padiglioni da parte dei partecipanti
    • Superficie massima del sito non definita
    • Tema generale
  2. International Recognised Exhibition o Specialised Expo (comunemente detta Esposizione Specializzata, viene formalmente riconosciuta dal BIE)
    • Frequenza: si tengono nell'intervallo fra due Expo registrate
    • Durata massima: 3 mesi
    • Costruzione dei padiglioni da parte degli organizzatori
    • Superficie massima del sito: 25 ha
    • Tema specifico

In generale valgono anche le seguenti regole:

  • l'intervallo fra due Expo organizzate dallo stesso Paese deve essere di almeno 15 anni
  • dopo la presentazione della prima candidatura gli altri Paesi membri hanno 6 mesi di tempo per presentare candidature alternative

Il BIE può inoltre garantire il riconoscimento a:

  • Esposizioni Orticole di categoria A1 approvate dall'Associazione internazionale dei produttori orticoli (AIPH - International Association of Horticultural Producers), sempre che ci sia un intervallo di almeno due anni tra esposizioni organizzate da due Paesi differenti, e di almeno dieci anni tra eventi organizzati nello stesso Paese;
  • Esposizioni di arti decorative e architettura moderna della Triennale di Milano, sulla base di precedenze storiche, sempre che mantengano le caratteristiche originali.

La candidatura[modifica | modifica wikitesto]

Paesi e Città che hanno ospitato una Expo dal 1958

Il governo di uno stato che vuole organizzare un'Esposizione Universale (ufficialmente International Registered Exhibition) deve informare il BIE e rispettare alcuni criteri (che variano nella durata se si tratta di una Esposizione Specializzata, conosciuta anche come International Recognised Exhibition).

Deve sussistere un intervallo di tempo di almeno quindici anni tra la data della chiusura dell'ultima Expo organizzata dal Paese richiedente, e la data di apertura dell'Expo per cui si fa richiesta. La richiesta presso il BIE deve presentare il tema dell'Esposizione, le date proposte e la durata. Il Bureau International des Expositions informa tutti i governi dei suoi stati membri della pervenuta richiesta; entro sei mesi da questa data tali governi sono liberi di presentare una candidatura alternativa (le Esposizioni Orticole e la Triennale di Milano non sono incluse in queste regole). La richiesta di candidatura deve essere presentata nelle seguenti tempistiche:

  • massimo nove anni prima e minimo sei anni prima dell'anno in cui è pianificata una Esposizione Universale (registrata dal BIE);
  • massimo sei anni prima e minimo cinque anni prima dell'anno in cui è pianificata una Esposizione Specializzata (riconosciuta dal BIE).

Alla fine dei sei mesi il BIE si riserva il diritto di effettuare visite di controllo alle città candidate per valutare alcune caratteristiche delle proposte quali:

  • tema
  • durata e date
  • localizzazione
  • area del sito prescelto
  • numero dei visitatori stimati
  • stima di bilancio
  • appoggio governativo e/o delle autorità locali e/o degli enti coinvolti

Attraverso i report di queste visite l'Assemblea Generale avrà elementi per poter votare, segretamente, la candidata ritenuta più idonea, che diverrà la città organizzatrice dell'Expo.

In Africa e in America Latina non si sono ancora mai tenute Expo (ad eccezione dell'Expo 1949 tenutasi a Port au Prince nel 1949). Le ultime candidature provenienti da uno di questi due continenti sono state quella di Tangeri (Marocco Marocco) per l'Expo 2012, poi assegnata a Yeosu (Corea del Sud Corea del Sud), e quella di Buenos Aires (Argentina Argentina), che è stata nominata organizzatrice dell'Esposizione Specializzata Expo 2023.

Esposizioni Orticole[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle citate tipologie di esposizione, il BIE riconosce anche le Esposizioni Orticole raccomandate dall'Associazione internazionale dei produttori orticoli (AIPH), quali le Floriade olandesi o le Esposizioni internazionali di giardinaggio (Internationale Gartenbauausstellung - IGA) tedesche.

Dopo l'approvazione da parte dell'AIPH e a seguito della richiesta di riconoscimento da parte del governo intenzionato ad ospitare la manifestazione, l'Assemblea Generale del BIE approva il regolamento dell'Esposizione Orticola internazionale, sempre che non sia in contraddizione con le convenzioni del Bureau. Un'Esposizione Orticola riconosciuta dal BIE deve:

  • avere una durata non inferiore ai tre mesi e non superiore ai sei;
  • devono intercorrere un minimo di due anni tra due esposizioni orticole;
  • devono intercorrere un minimo di dieci anni tra due esposizioni organizzate dallo stesso Paese;
  • un'Esposizione Orticola deve essere organizzata nel periodo compreso tra due Esposizioni Universali.

Triennale di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Anche la Triennale di Milano, che riguarda le arti decorative, è stata una manifestazione ufficialmente riconosciuta dal BIE; rappresenta un'eccezione in quanto manifestazione costantemente ospitata dalla stessa città.

Le edizioni riconosciute dal BIE sono quelle che ebbero luogo nei seguenti anni: 1933, 1936, 1940, 1947, 1951, 1954, 1957, 1960, 1964, 1968, 1988, 1992 e 1996. Dopo vent'anni è stata organizzata una nuova edizione della Triennale nel 2016[1], dal 2 aprile al 12 settembre; il tema è stato "Ventunesimo secolo, design dopo design" (21st century, design after design) e ha presentato i nuovi trend del design e come essi si interconnettono con l'evoluzione del mondo. Nel 2019, dal 1º marzo al 1º settembre, è stata organizzata la XXII edizione della Triennale[2], ancora una volta riconosciuta dal BIE[3], il cui titolo è stato "Broken Nature: Design Takes on Human Survival", legato al rapporto uomo-natura, da ricostruire quanto prima.

Stati membri[modifica | modifica wikitesto]

Paesi membri del BIE

Qualsiasi stato può diventare membro del BIE aderendo alla Convenzione del 1928 e a tutti i protocolli ed emendamenti successivi. Il processo di adesione è indicato espressamente nel testo (art. 35) e in particolare ricordiamo che:

Essere membro del BIE comporta una serie di vantaggi quali il poter prendere parte alle discussioni relative all'organizzazione di un'Esposizione e dare il proprio parere in merito. Gli stati membri partecipano dal principio alle discussioni con gli organizzatori delle Expo e godono del privilegio di essere ascoltati in ciò che riguarda l'organizzazione degli eventi a cui intendono partecipare.

L'organizzazione conta attualmente 170 Paesi di tutti i continenti. Di seguito viene riportato l'elenco dei Paesi membri del BIE[4]:

N. Paese Data di accesso Note
1 Afghanistan Afghanistan 7 giugno 2012
2 Albania Albania 17 gennaio 1931 Stato firmatario, sospensione tra il 13 giugno 1949 e il 1 luglio 2008
3 Algeria Algeria 2 giugno 1997
4 Andorra Andorra 3 dicembre 2004
5 Angola Angola 25 novembre 2011
6 Antigua e Barbuda Antigua e Barbuda 15 maggio 1997
7 Arabia Saudita Arabia Saudita 5 novembre 2007
8 Argentina Argentina 7 dicembre 1982
9 Armenia Armenia 25 marzo 2008
(10) Australia Australia 30 gennaio 1935 Stato firmatario, sospensione tra il 18 agosto 1944 e il 27 settembre 1973, sospensione dal 2015
11 Austria Austria 8 dicembre 1947 Stato firmatario
12 Azerbaigian Azerbaigian 19 marzo 2008
13 Bahamas Bahamas 21 maggio 1997
14 Bahrein Bahrein 9 novembre 2007
15 Bangladesh Bangladesh 6 giugno 1997
16 Barbados Barbados 26 maggio 1997
17 Belgio Belgio 15 aprile 1931 Stato firmatario
18 Belize Belize 12 maggio 1997
19 Benin Benin 18 settembre 2012
20 Bielorussia Bielorussia 30 marzo 1960
21 Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 25 marzo 2008
22 Brasile Brasile 5 novembre 1970 Stato firmatario, sospensione tra il 24 luglio 1980 e il 17 maggio 1999
23 Bulgaria Bulgaria 31 marzo 1960
24 Burkina Faso Burkina Faso 25 marzo 2008
25 Burundi Burundi 21 marzo 2008
(26) Canada Canada 22 maggio 1934 Stato firmatario sospensione tra il 1 agosto 1944 e il 21 dicembre 1957, sospensione dal 16 ottobre 2012
27 Cambogia Cambogia 9 aprile 1997
28 Camerun Camerun 8 ottobre 2013
(29) Cecoslovacchia Cecoslovacchia 9 gennaio 1932 Sospensione tra il 29 dicembre 1949 e il 1 aprile 1960
30 Ciad Ciad 24 maggio 2013
31 Cile Cile 7 dicembre 1982 Sospensione tra il 17 dicembre 1987 e il 22 novembre 2007
32 Cina Cina 3 maggio 1993
33 Cipro Cipro 4 novembre 1999
34 Colombia Colombia 6 giugno 1997 Stato firmatario
35 Comore Comore 12 ottobre 2007
36 Corea del Nord Corea del Nord 19 novembre 2007
37 Corea del Sud Corea del Sud 15 maggio 1987
38 Costa d'Avorio Costa d'Avorio 16 novembre 2007
39 Costa Rica Costa Rica 23 novembre 1982
40 Croazia Croazia 14 marzo 2003
41 Cuba Cuba 17 novembre 1982 Stato firmatario
42 Danimarca Danimarca 26 marzo 1932 Stato firmatario
43 Dominica Dominica 5 giugno 1997
44 Ecuador Ecuador 18 maggio 2007
45 Egitto Egitto 22 novembre 2007
46 El Salvador El Salvador 7 dicembre 1982 Sospensione tra il 5 ottobre 1987 e il 20 maggio 1997
47 Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti 6 giugno 1997
48 Eritrea Eritrea 12 marzo 2008
49 Estonia Estonia 15 maggio 2009
50 Figi Figi 8 novembre 2007
51 Filippine Filippine 12 agosto 1993
52 Finlandia Finlandia 3 luglio 1937
53 Francia Francia 17 gennaio 1931 Stato firmatario
54 Gabon Gabon 17 settembre 2007
55 Gambia Gambia 22 novembre 2007
56 Georgia Georgia 18 marzo 2008
57 Germania Germania 17 gennaio 1931 Stato firmatario, sospensione tra l'8 maggio 1945 e il 1 aprile 1956
58 Germania Est Germania Est 15 febbraio 1974 Fino al 3 ottobre 1990
59 Ghana Ghana 14 novembre 2007
60 Giappone Giappone 8 gennaio 1965 Stato firmatario
61 Gibuti Gibuti 11 ottobre 2007
62 Giordania Giordania 10 dicembre 2004
63 Grecia Grecia 21 gennaio 1933 Stato firmatario
64 Grenada Grenada 5 giugno 1997
65 Guatemala Guatemala 18 ottobre 2007 Stato firmatario
66 Guinea Equatoriale Guinea Equatoriale 17 dicembre 2004
67 Guinea-Bissau Guinea-Bissau 15 novembre 2007
68 Guinea Guinea 5 novembre 2007
69 Guyana Guyana 26 maggio 1997
70 Haiti Haiti 17 giugno 1949 Stato firmatario
71 Honduras Honduras 9 novembre 2007
72 Indonesia Indonesia 5 giugno 1997
73 Iran Iran 14 novembre 2002
74 Islanda Islanda 22 gennaio 1999
75 Isole Marshall Isole Marshall 12 settembre 2007
76 Isole Salomone Isole Salomone 8 novembre 2007
77 Israele Israele 31 maggio 1952 Sospensione tra il 18 febbraio 1988 e il 10 giugno 1997
78 Italia Italia 17 gennaio 1931 Stato firmatario
79 Jugoslavia Jugoslavia 8 gennaio 2010 Stato firmatario, aderisce come Serbia Serbia
80 Kazakistan Kazakistan 4 giugno 1997
81 Kenya Kenya 19 novembre 2007
82 Kirghizistan Kirghizistan 4 giugno 1997
83 Kiribati Kiribati 18 settembre 2007
84 Kuwait Kuwait 27 luglio 2007
85 Laos Laos 9 maggio 1997
86 Lesotho Lesotho 26 ottobre 2011
87 Libano Libano 15 settembre 1947
88 Liberia Liberia 22 novembre 2007
89 Libia Libia 11 marzo 2008
90 Lituania Lituania 2 febbraio 2009
91 Madagascar Madagascar 4 giugno 1997
92 Malawi Malawi 5 ottobre 2011
93 Maldive Maldive 9 novembre 2007
94 Malaysia Malaysia 18 aprile 1995
95 Mali Mali 13 novembre 2007
96 Malta Malta 15 marzo 2000
97 Marocco Marocco 17 gennaio 1931 Stato firmatario
98 Mauritania Mauritania 24 aprile 2002
99 Mauritius Mauritius 26 maggio 2008
100 Messico Messico 7 dicembre 1982 Sospensione tra il 17 giugno 1994 e il 7 aprile 1997
101 Monaco Monaco 29 aprile 1958
102 Mongolia Mongolia 3 giugno 1997
103 Montenegro Montenegro 16 luglio 2012
104 Mozambico Mozambico 9 aprile 2013
105 Namibia Namibia 4 giugno 1997
106 Nauru Nauru 5 giugno 1997
107 Nepal Nepal 19 novembre 2007
108 Nicaragua Nicaragua 7 dicembre 1982
109 Nigeria Nigeria 12 gennaio 1963
110 Niger Niger 5 ottobre 2007
111 Norvegia Norvegia 24 dicembre 1936
112 Nuova Zelanda Nuova Zelanda 11 luglio 1950 Sospensione tra il 1º ottobre 1976 e il 9 aprile 2013
113 Oman Oman 4 febbraio 1997
116 Paesi Bassi Paesi Bassi 24 dicembre 1932 Stato firmatario, sospensione tra il 26 ottobre 1944 e il 6 gennaio 1951
117 Pakistan Pakistan 4 giugno 2007
118 Palau Palau 3 giugno 1997
119 Panama Panama 3 dicembre 1982 Sospensione tra il 19 ottobre 1988 e il 16 novembre 2007
120 Paraguay Paraguay 14 novembre 2007
121 Perù Perù 7 dicembre 1982 Stato firmatario
122 Polonia Polonia 18 luglio 1932 Stato firmatario, sospensione tra il 24 novembre 1950 e il 1 aprile 1960
123 Portogallo Portogallo 11 gennaio 1932 Stato firmatario
124 Qatar Qatar 9 aprile 1997
125 RD del Congo RD del Congo 28 settembre 2007
126 Regno Unito Regno Unito 17 gennaio 1931 Stato firmatario, sospensione tra il 16 giugno 1944 e il 2 settembre 1949
127 Rep. Ceca Rep. Ceca 19 giugno 1995
128 Rep. Centrafricana Rep. Centrafricana 26 marzo 2008
129 Rep. del Congo Rep. del Congo 22 novembre 2007
130 Rep. Dominicana Rep. Dominicana 22 novembre 2007 Stato firmatario
131 Romania Romania 17 gennaio 1931 Stato firmatario
132 Ruanda Ruanda 20 marzo 2008
133 Saint Kitts e Nevis Saint Kitts e Nevis 13 maggio 1997
134 Saint Vincent e Grenadine Saint Vincent e Grenadine 25 aprile 1997
135 Samoa Samoa 6 novembre 2007
136 San Marino San Marino 5 ottobre 2004
137 Saint Lucia Saint Lucia 13 maggio 1997
138 Senegal Senegal 22 novembre 2004
139 Seychelles Seychelles 5 giugno 1997
140 Sierra Leone Sierra Leone 25 marzo 2008
141 Siria Siria 2 luglio 2007
142 Slovacchia Slovacchia 25 giugno 1993
143 Slovenia Slovenia 2 novembre 2004
144 Somalia Somalia 9 aprile 2013
145 Spagna Spagna 17 gennaio 1931 Stato firmatario, sospensione tra il 17 marzo 1941 e il 3 dicembre 1971
146 Sri Lanka Sri Lanka 13 novembre 2007
147 Stati Uniti Stati Uniti 24 maggio 1968 Sospensione tra il 21 giugno 2001 e il 10 maggio 2017
148 Sudafrica Sudafrica 1 settembre 1993
149 Sudan del Sud Sudan del Sud 28 maggio 2013
150 Sudan Sudan 3 marzo 2008
151 Suriname Suriname 16 maggio 1997
152 Svezia Svezia 17 gennaio 1931 Stato firmatario
153 Svizzera Svizzera 17 gennaio 1931 Stato firmatario
154 eSwatini eSwatini 14 novembre 2007
155 Tagikistan Tagikistan 19 novembre 2007
156 Tanzania Tanzania 26 marzo 1963 Sospensione tra il 19 agosto 1977 e il 3 giugno 1997
157 Thailandia Thailandia 24 marzo 1993
158 Timor Est Timor Est 19 novembre 2007
159 Togo Togo 10 giugno 1997
160 Tonga Tonga 19 novembre 2007
161 Tunisia Tunisia 17 gennaio 1931 Stato firmatario
162 Turchia Turchia 5 ottobre 2004
163 Turkmenistan Turkmenistan 16 novembre 2012
164 Tuvalu Tuvalu 12 settembre 2007
165 Ucraina Ucraina 30 marzo 1960
166 Uganda Uganda 11 giugno 1997
167 Ungheria Ungheria 1 aprile 1960 Stato firmatario
168 Unione Sovietica Unione Sovietica 12 novembre 1935 Stato firmatario, sospensione tra il 15 novembre 1947 e l'8 luglio 1959, dal 26 dicembre 1991 come Russia Russia
169 Uruguay Uruguay 10 giugno 1983
170 Uzbekistan Uzbekistan 2 giugno 1997
171 Vanuatu Vanuatu 16 novembre 2007
172 Venezuela Venezuela 23 novembre 1982
173 Vietnam Vietnam 11 aprile 2003
174 Yemen Yemen 5 giugno 1997
175 Zambia Zambia 7 aprile 2015
175 Zimbabwe Zimbabwe[1] 21 settembre 2021

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito ufficiale della Triennale di Milano, su triennale.org. URL consultato il 13 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2018).
  2. ^ (EN) XXII Triennale di Milano, su triennale.org
  3. ^ (EN) BIE General Assembly recognises 22nd Triennale di Milano, su bie-paris.org
  4. ^ Nomi e date (di ratifica della Convenzione, di ammissione, di sospensione dell'adesione al BIE) sono tratti da fonti ufficiali, quale il sito del Bureau International des Expositions. In particolare, dalla sua sezione riguardante gli Stati membri. (ENFR)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN126320326 · ISNI (EN0000 0001 1939 4431 · LCCN (ENn85366616 · GND (DE2181879-4 · BNF (FRcb12006969b (data) · NLA (EN36586945 · WorldCat Identities (ENlccn-n85366616