Teatro Manzoni (Milano)

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Teatro Manzoni
Logo teatro manzoni.png
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
IndirizzoVia Manzoni 42, Milano
Dati tecnici
TipoSala a ferro di cavallo con una galleria
Capienza850 posti
Realizzazione
Costruzione1943 - 1950
Inaugurazione20 ottobre 1950
ArchitettoAlziro Bergonzo e Andrea Scala
ProprietarioFininvest (Silvio Berlusconi)
Sito ufficiale
Coordinate: 45°28′16″N 9°11′40.66″E / 45.471112°N 9.194628°E45.471112; 9.194628

Il Teatro Manzoni è un teatro di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A fine 1800, sette illustri cittadini milanesi fondano la società anonima "Teatro Sociale di Milano" per la realizzazione di un teatro che rinnovi i fasti della grande prosa. La costruzione del teatro in Piazza San Fedele comincia nel dicembre dello stesso anno.

Il 15 maggio 1870, il teatro aprì i battenti, in piazza San Fedele a Milano con il nome di Teatro sociale di Milano, venendo poi intitolato ad Alessandro Manzoni solo dopo la sua scomparsa nel 1873.[1]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 dicembre 1872, il teatro fu inaugurato, portando sul palco I gelosi fortunati di Giovanni Giraud e La Rivincita di Tebaldo Ciconi, portati in scena dalla compagnia di Luigi Bellotti Bon. Nei mesi successivi si alternano sul palco commedie, spettacoli musicali, recitazioni di poesie, spettacoli di illusionismo, letture di romanzi (es. Giovanni Episcopo di Gabriele d’Annunzio) e gare di scherma. Il teatro fa di tutto per attirare il favore del pubblico milanese.  

Dopo la morte di Alessandro Manzoni il 22 maggio 1873, il consiglio di amministrazione del teatro decide di rendere omaggio al grande scrittore scomparso intitolandogli il teatro. Il 30 maggio il neo-nato Teatro Manzoni porta in scena Kean di Dumas padre con compagnia di Ernesto Rossi.  

Attori dal 1880[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro inizia ad ottenere notorietà, andando ad attirare l'attenzione degli attori e compagnie teatrali più importanti dell'epoca. Il 6 luglio del 1881 Eleonora Duse arriva al Manzoni nella pièce di Victorien Sardou Divorçons. La Duse calca il palcoscenico del Teatro Manzoni numerose volte negli anni successivi. Dopo una tournée memorabile tra il 1886 e il 1887, sarà protagonista di Hedda Gabler e La Donna del mare di H. Ibsen, di La Locandiera di Goldoni, nonché de La Gioconda di Gabriele D'Annunzio. Nel febbraio del 1882, la famosissima attrice francese, Sarah Bernhardt, calca le scene nel ruolo di Marguerite Gautier ne La dame aux camelias di Alexandre Dumas figlio. L'ultima sera l'attrice considera però gli applausi tiepidi e insufficienti. Per questo, indispettita, interrompe lo spettacolo, lascia il teatro e Milano. La Bernhardt sarà di ritorno al Manzoni nel 1899 in una produzione di Amleto di Shakespeare.

Nel 1881 avviene la prima assoluta di Le nozze in prigione di Emilio Usiglio, nel 1884 di Nord di Guglielmo Zuelli e di Anna e Gualberto di Luigi Mapelli, nel 1890 di Raggio di luna di Franco Leoni e nel 1894 di Il Pater di Stanislao Gastaldon.

Il teatro nei primi decenni del XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro, continua a diventare sempre più importante, arrivando tra i principlai teatri europei all'inizio del nuovo secolo. Gli anni Venti e Trenta del Novecento portano nuovi autori e nuovi attori sul palcoscenico del Teatro Manzoni. Tra gli altri troviamo l'autore Luigi Pirandello con La vita che ti diedi e La nuova colonia, l'attrice Marta Abba in scena con Il gabbiano di Checov, l'attrice Elsa Merlini (ritratta nella foto), protagonista di Una storia d'amore di Paul Géraldy. Anche il Manzoni subisce in questi anni il peso del fascismo e adegua la propria programmazione alle esigenze del regime.

Con la rappresentazione di Le Gelosie di Lindoro di Goldoni, il Teatro Manzoni compie 50 anni. In quell'occasione Sabatino Lopez, autore e critico di quegli anni, si pronuncia dicendo: «(...) il mestiere del Manzoni era proprio quello, di servire agli autori di commedia ed ai comici. Non troppo grande, non troppo piccolo, elegante, vivace, signorile. (...) il Manzoni è forse quanto di più milanese è a Milano.»

Nell'agosto del 1943 un bombardamento alleato distrugge completamente l'edificio di piazza San Fedele. Per la ricostruzione, si spostò in via Manzoni progettato dall'architetto Alziro Bergonzo e riccamente decorato di varie opere d'arte come pitture di Achille Funi e sculture di Leone Lodi: il nuovo teatro riaprì il 20 ottobre 1950, sette anni dopo la sua distruzione.

La gestione del nuovo Manzoni venne affidata a Remigio Paone, noto impresario milanese, con la passione per la rivista e il teatro musicale già direttore del Teatro Nuovo di Milano.

Dopo Paone, la direzione passò ad Adolfo Smidele, il quale instaurò un gemellaggio con il teatro stabile di Genova e dal quale prenderà molti spettacoli.

In commemorazione di Renato Simoni, morto nel 1952, il teatro venne rinominato "teatro della Via Manzoni - Renato Simoni", ma i cittadini milanesi cominciano a chiamarlo solamente con il vecchio nome Manzoni.

Nel 1967 la gestione del Manzoni venne affidata a Carlo Alberto Cappelli, proprietario di una casa editrice bolognese, e a Garinei e Giovannini, un duo di commediografi appassionati di rivista e teatro leggero.

A partire dal 1979 il teatro è di proprietà della Fininvest, che in quell'anno ha affidato la direzione artistica a Luigi Foscale, che lo gestirà per più di venti anni. La gestione Foscale si caratterizza per il ritorno del teatro Manzoni alla prosa e ai grandi spettacoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN204144782706864502960 · GND (DE7639206-5 · BNF (FRcb167279583 (data) · WorldCat Identities (ENviaf-204144782706864502960