Cascina Torchiera

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Coordinate: 45°30′17.11″N 9°07′20.69″E / 45.504753°N 9.122414°E45.504753; 9.122414

La cascina, indicata come "Torcera", nella mappa del 1865 di Giovanni Brenna

La cascina Torchiera, risalente alla prima metà del XIV secolo, si trova nella periferia ovest della città di Milano, sull'antico territorio municipale di Garegnano, affacciata sulla piazza del cimitero Musocco. Si tratta di un edificio costituito da tre ali e una corte interna, per complessivamente circa 1000 m2.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La cascina rimase di proprietà dei Padri della Certosa di Garegnano, a cui fu donata dal vescovo Giovanni Visconti [1] fino al 1888.

Sull'origine del suo nome esistono due ipotesi, entrambe legate all'attività agricola: o prende il suo nome all'esistenza, nel passato, di un torchio per olio [2], oppure lo prende dalla pratica di "torchiatura" della canapa coltivata nei campi, per ottenere filati da trasformare in corde e sacchi [3] ; fu in seguito acquisita dal Comune di Milano, per permettere l'ampliamento del cimitero [2]. e per un certo lasso di tempo continuarono al suo interno diverse attività di carattere artigianale ed una sede locale del Psi. L'incuria e l'abbandono in cui versava la struttura (ancora oggi di proprietà demaniale), provocarono il cedimento di una parte consistente dei tetti ed un progressivo e generalizzato degrado architettonico.

Nel 1992 un gruppo di ragazzi del quartiere, decise di occupare la cascina allo scopo di costituirvi un centro sociale, per dare luogo ad uno spazio di aggregazione sociale e dibattito politico non istituzionale all'interno del quartiere. Diversi collettivi di sinistra e diverse identità si avvicendarono nei primi quindici anni di storia dello spazio sociale. Nel 1995 il comune blocca la fornitura d'acqua e gli occupanti la ribattezzano come "Cascina Autogestita Torchiera SenzAcqua", continuandone l'attività, con corsi per stranieri, scuola di arte di strada [4], attività teatrale [5] costituisce un esperimento nel panorama libertario milanese, con la volontà di coniugare il lavoro politico di movimento con la presenza sul territorio [6].

Nel dicembre del 2009, il Comune di Milano ha stabilito la vendita della cascina, all'interno di un lotto comprendente diversi immobili del patrimonio comunale[7]. La vendita è gestita tramite asta dal gruppo bancario BNP Paribas.

Il 3 gennaio 2011 la cascina Torchiera è stata stralciata dall'elenco degli immobili in vendita nel Fondo Immobiliare II del Comune di Milano ed è tornata ad essere proprietà del demanio.[8]

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Nel bosco della Merlata, nella vicinanza della cascina, nel 1890 furono trovate quattro tombe a cremazione ad olla , con fittili e ferri [9].

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente il centro sociale presente nella cascina ospita alcuni progetti, come una scuola di italiano per stranieri ed una sala teatro. Oltre alle iniziative sociali vengono spesso attuati dei lavori di ristrutturazione e mantenimento dello stabile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ vedi pag. 25 in G. Sironi, A. Ganda 2006.
  2. ^ a b vedi pag. 103 V. Buzzi, C. Buzzi, 2005
  3. ^ Vedi pag. 338 Mimma Gallina, Il teatro possibile: linee organizzative e tendenze del teatro italiano, FrancoAngeli , 2005
  4. ^ vedi Giancarlo Ascari, Matteo Guarnaccia, Quelli che Milano -Storie, leggende,misteri e varietà Bur, 2010
  5. ^ Vedi pag. 337 Mimma Gallina, Il teatro possibile: linee organizzative e tendenze del teatro italiano, FrancoAngeli , 2005
  6. ^ vedi pag. 24 in Really Free Culture: Anarchist Communities, Radical Movements and Public Practices, PediaPress
  7. ^ In vendita gli immobili del Comune, Corriere della Sera, 30.11.09.
  8. ^ Beni in vendita, la giunta salva il Torchiera, Il Giornale, 04.01.11.
  9. ^ Cfr. pag. 39 in Istituto di studi romani. Sezione Lombarda, Lombardia romana, volume 2, Casa Editrice Ceschina, 1938

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Grazioso Sironi, Arnaldo Ganda, Arte e storia di Lombardia: scritti in memoria di Grazioso Sironi, Società editrice Dante Alighieri, 2006
  • Vittore Buzzi, Claudio Buzzi, Le vie di Milano: dizionario della toponomastica milanese, Hoepli Editore, 2005.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]