Brescia

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Brescia
comune
Brescia – Stemma Brescia – Bandiera
Vista di Brescia dal castello
Vista di Brescia dal castello
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Emilio Del Bono (PD) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 45°32′20″N 10°13′13″E / 45.538889°N 10.220278°E45.538889; 10.220278 (Brescia)Coordinate: 45°32′20″N 10°13′13″E / 45.538889°N 10.220278°E45.538889; 10.220278 (Brescia)
Altitudine 149 m s.l.m.
Superficie 90,34 km²
Abitanti 195 493[1] (30-06-2014)
Densità 2 163,97 ab./km²
Frazioni Vedi Quartieri di Brescia
Comuni confinanti Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castel Mella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gussago, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno Naviglio
Altre informazioni
Cod. postale 25121-25136
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017029
Cod. catastale B157
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti bresciani
Patrono Santi Faustino e Giovita e Angela Merici
Giorno festivo 15 febbraio
Soprannome La Leonessa
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brescia
Posizione del comune di Brescia nell'omonima provincia
Posizione del comune di Brescia nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Brescia (Brèsa[2], Brèssa o Brèha in lingua lombarda, variante bresciana) è una città italiana di 195 493 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia in Lombardia.

È il secondo comune della regione per popolazione dopo Milano: il suo agglomerato metropolitano conta 672 822 abitanti[3]. La sua provincia è la quinta più popolata d'Italia (1 263 838 abitanti) dopo quelle di Roma, Milano, Napoli e Torino[1]. È la diciassettesima città più popolosa d'Italia e la sesta non capoluogo di regione[4].

Fondata oltre 3200 anni fa, Brescia fu la capitale dei galli cenomani e in seguito divenne colonia romana con il nome di Brixia. L'UNESCO ha dichiarato come patrimonio mondiale dell'umanità, facente parte del sito "Longobardi in Italia: i luoghi del potere" sia l'area monumentale del foro romano, sia il complesso monastico longobardo di San Salvatore-Santa Giulia, all'interno del quale si trova il Museo della città[5].

La città di Brescia è anche soprannominata "Leonessa d'Italia" per i dieci giorni di resistenza agli austriaci durante il Risorgimento Italiano (dal 23 marzo al 1º aprile 1849).

L'Adelchi, tragedia di Alessandro Manzoni, è ambientata a Brescia.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Bresciano banner.jpg

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Panorama di Brescia dalle colline dei Ronchi
Tramonto su Brescia (Foto Luca Giarelli).jpg Brescia - Duomo Nuovo visto dal castello.jpg
Vedute di Brescia dal Colle Cidneo

Brescia sorge nell'alta Pianura Padana allo sbocco della val Trompia, ai piedi del monte Maddalena e del colle Cidneo.

Il territorio – delimitato a nord dalle Prealpi Bresciane, ad est dalle Prealpi Gardesane e a ovest dai territori della Franciacorta – è in maggior parte pianeggiante; tuttavia tutto il versante sud del Monte Maddalena (compresa la cima) ricade nel territorio comunale, così che il comune di Brescia si trova ad avere un'escursione altimetrica di 770 metri[6].

Il centro storico è racchiuso nel perimetro della cinta muraria di epoca veneta, abbattuta tra la seconda metà dell'Ottocento e gli anni venti del Novecento[7], ed è sovrastato dal colle Cidneo sul quale è ben visibile il castello di Brescia. Il resto della città si espande geograficamente e visivamente su tutto il territorio circostante, racchiuso dalla cinta di monti prealpini, come il Monte Maddalena (ad est), ed il Monte Sant'Onofrio (a nord), anche se quest'ultimo non fa geograficamente parte del territorio cittadino, bensì dei comuni dell'hinterland Bovezzo, Lumezzane, Concesio e Nave.

Il rischio sismico di Brescia secondo l'ordinanza PCM 3.274 del 20/03/2003 è riconducibile alla zona 3, ovvero di bassa sismicità.[8].

Il Lago di Garda visto dalla cima del Monte Maddalena, il punto più alto di Brescia

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monte Maddalena.

Il monte Maddalena (già monte Denno) è un monte appartenente alle Prealpi Bresciane che si innalza a ridosso della città e più precisamente nella sua parte nord-orientale. Proprio per la vicinanza con la città è detta la montagna dei bresciani. Alta 874 metri s.l.m., la Maddalena costituisce un vero polmone verde per la città. Altra altura rilevante è il colle Cidneo sopra il quale si erge il Castello di Brescia.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Garza passante per il tratto cittadino

Il principale corso d'acqua della città è il fiume Mella, che nasce nella zona del Maniva e, attraversando la Val Trompia, giunge in città da nord e l'attraversa longitudinalmente, passando ad ovest del centro storico. Ad oggi il fiume Mella non è navigabile e presenta rilevanti problemi di inquinamento, soprattutto nel tratto cittadino.

I restanti corsi d'acqua sono perlopiù a carattere torrentizio. Troviamo il Garza, torrente che nasce a metà strada tra i centri di Lumezzane e di Agnosine e che, scorrendo attraverso la Valle del Garza, raggiunge la città da nord-est e l'attraversa in tutta la sua lunghezza con un percorso misto scoperto e sotterraneo.

Il Naviglio di Brescia è invece un canale, derivante dal fiume Chiese, che attraversa la città nella zona est per poi lambire i comuni della bassa bresciana orientale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Brescia Centro, Stazione meteorologica di Brescia Ghedi e Stazione meteorologica di Brescia Montichiari.

Brescia, secondo la classificazione dei climi di Köppen, gode di un clima subtropicale umido (Cfa), caratterizzato da una piovosità uniformemente distribuita in tutte le stagioni e con estati molto calde.

Le precipitazioni si concentrano nei periodi compresi tra maggio ed agosto, con un leggero calo nei mesi di luglio e settembre, e un riacutizzarsi nel periodo compreso tra ottobre e novembre inoltrato.

L'inverno è compreso generalmente tra novembre e fine marzo, ed è caratterizzato da una percentuale di piovosità molto bassa.

BRESCIA CENTRO
(1961-1990)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,0 8,5 14,2 18,6 23,1 27,8 30,3 29,4 25,1 18,5 11,6 6,8 6,8 18,6 29,2 18,4 18,2
T. mediaC) 1,8 4,4 9,6 13,7 17,9 22,3 24,6 23,9 20,1 14,3 8,1 3,7 3,3 13,7 23,6 14,2 13,7
T. min. mediaC) -1,5 0,3 4,9 8,8 12,7 16,7 19,0 18,4 15,1 10,0 4,5 0,6 -0,2 8,8 18,0 9,9 9,1
Precipitazioni (mm) 63,9 64,3 71,0 83,0 104,9 99,5 86,3 101,1 72,8 98,1 87,0 54,6 182,8 258,9 286,9 257,9 986,5
Giorni di pioggia 7 6 7 9 10 9 6 7 6 7 8 6 19 26 22 21 88

L'avifauna urbana[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare di mattugio

Tra le specie nidificanti o svernanti nell'ambiente urbano le più rappresentative sono il colombaccio, il piccione, la rondine comune, il rondone, il merlo, lo storno, il passero domestico e mattugio.

Tra gli ospiti più comuni dei cieli bresciani anche il balestruccio, la capinera e il luì piccolo.

Le specie segnalate sono: la gallinella d'acqua che nidifica al parco Ducos ed è presente sul fiume Mella e sul torrente Garza, il gabbiano comune in gruppi stazionanti sul fiume Mella, il torcicollo, la ballerina gialla e bianca, lo scricciolo, il pettirosso, l'usignolo, il canapino, il codirosso e il codirosso spazzacamino. Sono invece piuttosto rari la tortora dal collare orientale, il barbagianni, l'allocco e la civetta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Brescia.
Antica mappa di Brescia
Vittoria Alata di Brescia
L'esplosione della bomba nell'attentato di Piazza Loggia
Rappresentazione delle Dieci giornate di Brescia

Le origini di Brescia risalgono al 1200 a.C., quando una popolazione, probabilmente di Liguri, costruì un insediamento nei pressi del Colle Cidneo[9][10]. Nel VII secolo a.C. si insediarono i Galli Cenomani, che fecero di Brescia la loro capitale. Successivamente, a cavallo tra III e II secolo a.C., a seguito di scontri tra Insubri, Galli e Romani, Brixia iniziò il percorso di annessione alla Repubblica romana, culminato nel 41 a.C. quando gli abitanti ottennero la cittadinanza romana, pur mantenendo una certa autonomia amministrativa.

Dal 402 al 493 subì numerose invasioni barbariche, tra cui quelle dei Visigoti di Alarico, degli Unni di Attila, degli Eruli di Odoacre e degli Ostrogoti di Teodorico; proprio sotto quest'ultimo la città acquisì un'importanza chiave nel regno ostrogoto. Dal 568 divenne un importante ducato del regno longobardo.

Proclamatosi comune autonomo già nel XII secolo, finì sotto la dominazione viscontea e poi, con la dedizione del 24 novembre 1426, tra i Domini di Terraferma della Repubblica di Venezia. Annessa al Regno Lombardo-Veneto, durante il Risorgimento fu teatro delle dieci giornate di Brescia, per poi arrivare all'annessione al Regno d'Italia nel 1860.

Nel 1932, tramite la demolizione del quartiere delle Pescherie, su incarico del Duce Benito Mussolini viene realizzata in stile fascista Piazza della Vittoria dall'architetto Marcello Piacentini, il quale vi realizza il primo grattacielo d'Italia, il Torrione[11] che è tra i primissimi grattacieli in Europa[12].

Il 13 luglio 1944 il centro della città fu bombardato dagli anglo-americani che sganciarono 124 tonnellate di esplosivo, provocando la morte di più di trecento persone[13].

Durante la seconda guerra mondiale, con la creazione della repubblica sociale italiana, denominata informalmente di Salò, Brescia divenne sede di alcuni ministeri.

Il 28 maggio 1974 si verificò l'attentato in Piazza Loggia, mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati, causando la morte di otto persone e il ferimento di più di altre cento.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo "Brescia" appare inizialmente su trattati veneti e nasce dalla probabile venetizzazione del lombardo "Brèsa" o "Brèssa"[14], che a sua volta trae origine dal nome cenomane e poi romano della città, denominata da Augusto come "Colonia Civica Augusta Brixia"[15]. In età altomedievale è attestata, accanto alla forma "Brixia", la variante "Brexia"[16].

Il nome latino "Brixia"' (e anche la variante greca "Βρηξία") è ben documentato in epoca classica (Catullo, Livio, Plinio il Vecchio ed altri). Viene fatto solitamente risalire al termine celtico *brik/*brig (sommità, colle, altura) con vari riscontri in altre aree di influenza celtica (Bressa in Gallia, Brexa in Spagna, Bressanone, Bresso e Brianza in Italia)[17]. Anche nel dialetto locale il termine bréc significa sentiero ripido e sconnesso[18].

La "Leonessa d'Italia"[modifica | modifica wikitesto]

« Lieta del fato Brescia raccolsemi,

Brescia la forte, Brescia la ferrea,
Brescia lëonessa d'Italia
beverata nel sangue nemico. »

(Giosuè Carducci, Alla Vittoria, vv.37-40, 14 - 16 maggio 1877, Odi Barbare)
« D'un de' tuoi monti fertili di spade,

Niobe guerriera de le mie contrade,
Leonessa d'Italia,
Brescia grande e infelice. »

(Aleardo Aleardi, Canti Patrii, 1857)

Alla città fu dato l'appellativo "Leonessa d'Italia" da Aleardo Aleardi, nei suoi Canti Patrii. La fortuna dell'espressione si deve però a Giosuè Carducci, che volle rendere omaggio a Brescia per la valorosa resistenza contro gli occupanti austriaci durante l'insurrezione delle dieci giornate, nell'ode Alla Vittoria. Tra le rovine del tempio di Vespasiano in Brescia, contenuta nelle Odi barbare.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di Brescia è contraddistinto dal leone azzurro su argento, a richiamo del leone cittadino, simbolo attribuitogli prima dell'epoca veneziana. La blasonatura dello stemma è stata emanata con un decreto comunale il 25 giugno 1925.

  • Blasonatura dello Stemma
« Scudo d'argento cimato da una corona con cinque fioroni e quattro punte gemmate. In campo un leone d'azzurro, armato, linguato e codato di rosso; con il motto: BRIXIA FIDELIS »
(Dallo Statuto del Comune - Decreto del 25 giugno 1925.)

A differenza di quanto comunemente si crede, a causa dell'appellativo Leonessa d'Italia (attribuito alla città di Brescia da Giosuè Carducci), quello che figura sullo stemma di Brescia è un leone maschio.

Il gonfalone, invece, è formato da un drappo diviso in due teli di colore bianco e azzurro, con al centro lo stemma comunale. Sul verso sono presenti le raffigurazioni dei santi Faustino e Giovita, patroni della città.[19]

Stemma del Regno d'Italia napoleonico[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Brescia voluto da Napoleone Bonaparte nel 1813

Lo stemma di Brescia introdotto da Napoleone Bonaparte prevedeva la sostituzione del leone azzurro con un leopardo rosso sebbene definito "illeonito" ovvero nella tipica posizione rampante del leone. Lo stemma napoleonico durò ben poco poiché meno d'un anno dopo, con il ritorno degli austriaci, il Comune di Brescia chiese la reintroduzione del precedente stemma. Tale richiesta venne ascoltata e il 28 giugno 1816 il generale Saurau ripristinò, con un decreto in nome di Francesco I, lo stemma precedente con l'aggiunta della corona patriziale e dell'austriaca aquila bicipite. Soltanto nel 1859, con la cacciata degli austriaci, vennero abolite la corona patriziale e l'aquila bicipite che lasciarono posto alla cinta merlata come in uso in diverse città italiane.

  • Blasonatura dello stemma
« La buona città di Brescia porta d'argento il leopardo illeonito di rosso colla coda rivoltata terminata dal capo di verde colla lettera N d'oro posta nel cuore ed accostata da tre rose a sei foglie del medesimo. Cimato dalla Corona murale a sette merli d'oro, sormontato dall'aquila nascente al naturale, tenente fra gli artigli un caduceo d'oro in fascia, il tutto accompagnato da due festoni intrecciati d'oro e di quercia dell'ultimo, diviso tra i due fianchi ricongiunti e pendenti della punta[20] »
(Da una lettera di Napoleone Bonaparte - Datata 9 luglio 1813.)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il leone ai piedi del monumento dedicato a Garibaldi

La città di Brescia è:

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«A ricordare le azioni eroiche compiute dalla cittadinanza bresciana nelle dieci giornate del 1849. Preparata alla vigilia della ripresa della guerra contro l'Austria, la rivolta scoppiò il giorno della battaglia di Novara (23 marzo 1849). Guidati da Tito Speri – che sarebbe stato impiccato a Belfiore nel 1853 – gli insorti si impadronirono della città, ma, al termine di un'accanita resistenza che valse a Brescia l'appellativo di “Leonessa d'Italia”, dovettero cedere alle truppe austriache il 2 aprile.»
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento al Valor Militare
«Nella lotta di liberazione la città di Brescia prodigava con generosa larghezza il sangue dei suoi figli migliori e con il fiero e tenace contegno degli abitanti della città e della provincia sosteneva validamente la resistenza contro l'invasore. Memorabili e duri scontri combattuti nelle valli e mirabili fra tutti quelli delle valli Trompia e Sabbia nei giorni della Liberazione generale. Liberatasi con fulminea azione dalla occupazione nemica, la popolazione Bresciana osava chiudere le sue strade alle colonne tedesche in ritirata e con sanguinosi combattimenti, causava gravi danni al nemico e provocava la cattura di migliaia di prigionieri...»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Brescia è un esempio di città sviluppatasi continuativamente e ininterrottamente per circa tremila anni, caratterizzata dall'interazione tra i diversi stili architettonici susseguitisi nel corso dei secoli, tant'è che il noto critico d'arte Philippe Daverio ha affermato che a Brescia è presente “la più potente stratificazione storica del Nord Italia[21]. Il cospicuo patrimonio artistico e l'importante eredità archeologica che costituiscono il suo centro storico sono composti da diversi monumenti, che spaziano dall'età antica a quella contemporanea, alcuni dei quali sono d'importanza mondiale.

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Area monumentale del Foro romano
e complesso monastico longobardo di
San Salvatore-Santa Giulia
(Longobardi in Italia: i luoghi del potere; 568-774)
(EN) The monumental area with the
monastic complex of San Salvatore-Santa Giulia
(Longobards in Italy. Places of Power; 568-774 A.D.)
Brescia Capitoline Temple.jpg
Tipo culturali
Criterio (ii)(iii)(vi)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2011
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Monumenti di Brescia Patrimonio Mondiale dell'Umanità[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 giugno 2011, la riunione del 35º Comitato per il Patrimonio dell'Umanità, tenutasi a Parigi, ha iscritto nella lista dei beni patrimonio mondiale dell'UNESCO, facenti parte del sito “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”, i seguenti monumenti di Brescia:

L'area monumentale del Foro romano: costituisce il complesso archeologico in cui sono presenti i maggiori e meglio conservati edifici pubblici di epoca romana esistenti nell'Italia settentrionale[22][23]. È composto dai seguenti monumenti:

  • Il santuario repubblicano: si trova sotto il tempio capitolino. Costruito nel I secolo a.C., è l'edificio più antico del foro. È costituito da quattro aule rettangolari affiancate tra loro, all'interno delle quali si trovano i resti originali del pavimento a mosaico e degli affreschi parietali paragonabili, sia da un punto di vista stilistico che conservativo, a quelli riscontrabili a Pompei[24]. Non è aperto al pubblico, perché è ancora sottoposto a lavori di restauro e scavo archeologico.
  • Il capitolium: costruito nel 73 d.C., era il tempio più importante dell'antica Brixia, in cui veniva venerata la Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva). È costituito da tre celle, una centrale, più grande, e le altre di minori dimensioni, che conservano gran parte dell‘originario pavimento in marmi policromi[24]. Di fronte ad esse si trovano i resti dell'imponente porticato, con colonne aventi capitelli in ordine corinzio, culminante nel timpano, in cui è presente una dedica all'imperatore Vespasiano. Sotterrato quasi interamente da uno smottamento del colle Cidneo, fu riportato alla luce attraverso diverse campagne archeologiche, cominciate nell'Ottocento. Dalla primavera del 2013, dopo nuovi lavori di scavo archeologico e di consolidamento strutturale, è stato riaperto al pubblico.
  • Il teatro romano: si trova immediatamente a est del capitolium. Fu costruito in epoca flavia e rimaneggiato nel III secolo. Con i suoi 86 metri di larghezza, è uno dei teatri d'epoca romana più grandi d'Italia, e poteva contenere 15.000 spettatori. Fu pesantemente danneggiato da un terremoto avvenuto nel V secolo, che fece crollare il secondo e terzo ordine di gradinate. Inoltre, nei secoli successivi, i suoi resti furono inglobati in nuovi edifici ivi costruiti, demoliti a partire dall'Ottocento. Della struttura originaria si sono conservati i muri perimetrali a forma di semicerchio, il primo ordine di gradinate (che in gran parte si trovano ancora sotto terra), le due uscite laterali e i resti della cavea e della scena, oltre a numerosi frammenti di colonne e fregi. I lavori di scavo archeologico dovrebbero riprendere nei prossimi anni.

Il complesso monastico longobardo di San Salvatore-Santa Giulia: costituisce uno straordinario palinsesto architettonico[22], oggi trasformato nel Museo di Santa Giulia, che contiene circa 11.000 opere d'arte e reperti archeologici[25]. È composto da:

  • La basilica di San Salvatore: cuore dell'antico monastero longobardo, fu edificata nel 753 per volere del duca di Brescia Desiderio, futuro re longobardo, e di sua moglie Ansa. Caratterizzata dal contemporaneo utilizzo di stilemi longobardi e motivi decorativi classici e bizantini, rappresenta uno dei maggiori esempi di architettura religiosa altomedioevale. La basilica si presenta a tre navate ed ha un transetto a tre apsidi. È presente anche una cripta, anch'essa a tre apsidi. Ampliata nei secoli successivi, conserva al suo interno diverse opere d'arte, tra cui le Storie di sant'Obizio dipinte dal Romanino e le Storie della Vergine e dell'infanzia di Cristo di Paolo da Caylina il Giovane.
  • La chiesa di Santa Maria in Solario: costruita verso la metà del XII secolo come sacello interno al monastero, è a base quadrata e si articola su due livelli interni. Il piano inferiore è coperto da quattro volte a crociera sorrette al centro da un'antica ara romana, mentre l'aula superiore è coperta da una cupola emisferica e presenta, scavate nella muratura est, tre piccole absidi. Conserva all'interno pregevoli affreschi di Floriano Ferramola, eseguiti all'inizio del Cinquecento, e due fra i più importanti pezzi del tesoro dell'antico monastero: la Lipsanoteca di Brescia (composta da un piccolo scrigno d'avorio, risalente al IV secolo) e la Croce di Desiderio (realizzata in argento e lamina d‘oro, tempestata da 212 gemme preziose[26]).
  • Il coro delle monache: compreso tra la basilica di San Salvatore e la chiesa di Santa Giulia, è stato costruito tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento come coro per San Salvatore. L'edificio si sviluppa su due livelli: il piano inferiore costituisce l'antico sagrato coperto previsto per accedere a San Salvatore. Il piano superiore è invece il coro vero e proprio, formato da un ambiente coperto da una volta a botte, collegato a est con San Salvatore tramite tre piccole finestre dotate di grata, a ovest con Santa Giulia tramite un arcone. L'interno del coro è interamente ricoperto da affreschi eseguiti dal Ferramola e dal Caylina, e vi sono esposti diversi monumenti funerari di età veneta, tra cui il Mausoleo Martinengo, uno dei massimi capolavori della scultura rinascimentale bresciana ed Monumento funebre di Nicolò Orsini.
  • la chiesa di Santa Giulia: è stata costruita tra il 1593 e il 1599. La facciata è in marmo di Botticino, decorata da un doppio ordine di lesene di ordine corinzio, divisi da un ricco fregio marmoreo e connessi ai fianchi da volute. All'interno, la chiesa presenta una spaziosa navata unica coperta con volta a botte costolonata. Nella chiesa non rimane alcun arredo sacro o decorazione. Gli affreschi che originariamente ricoprivano ogni superficie sono quasi tutti scomparsi e ne rimangono poche tracce sulle pareti delle cappelle laterali e sulla volta. Scomparsi anche tutti gli altari laterali. Benché annessa al monastero, non rientra nel percorso di visita del Museo di Santa Giulia ed è adibita a sala conferenze.

Fanno parte del sito UNESCO anche le Domus dell'Ortaglia (sono un gruppo di antiche domus romane, utilizzate tra il I e il IV secolo, chiamate in questo modo perché sono state rinvenute negli orti (ortaglia) del monastero di Santa Giulia), il cinquecentesco Palazzo Maggi Gambara, la seicentesca Casa Pallaveri e una porzione dell'antico decumano massimo (l'odierna Via dei Musei).

Torrione di Piazza Vittoria.jpg Brescia Pallata by Stefano Bolognini.JPG
Il Torrione di Piazza Vittoria La Torre della Pallata
Il Gallo di Ramperto (conservato all'interno del Museo di Santa Giulia), con un'età di quasi 1200 anni, è considerato il più antico galletto segnavento esistente al mondo[27][28].

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Brescia.

Brescia conserva nell'area del centro storico diverse decine di chiese appartenenti ad ogni periodo storico e artistico, dalle testimonianze longobarde alle opere del più estremo Settecento, fino ai prodotti dell'eclettismo ottocentesco. Il Duomo vecchio, la cattedrale invernale della città, è uno dei più importanti esempi di rotonda romanica in Italia[29], eretto nell'XI secolo e prezioso contenitore di svariate opere d'arte, come tele del Moretto e del Romanino, un sepolcro di Bonino da Campione, la cripta dell'VIII secolo e la grande arca sepolcrale di Berardo Maggi risalente all'inizio del Trecento. Altro esempio di architettura romanica è la piccola Chiesa di San Faustino in Riposo, dalla caratteristica forma esterna a cono.

Importanti testimonianze di architettura gotica sono invece la chiesa di San Francesco d'Assisi, dalla caratteristica facciata a capanna in pietra grezza con un ampio rosone, la chiesa di Santa Maria del Carmine, edificata nel Quattrocento con molte aggiunte successive, e la chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, definita come la Cappella Sistina di Brescia per il ricco ciclo di affreschi rinascimentali che adorna il suo interno. La chiesa di Santa Maria dei Miracoli è invece il grande capolavoro della scultura rinascimentale bresciana, con la facciata di Giovanni Antonio Amadeo completamente lavorata a fine bassorilievo affiancata dalle sculture del Tamagnino. Di notevole interesse, dello stesso periodo storico, è la chiesa di San Giuseppe, il pantheon musicale bresciano con i sepolcri delle più grandi personalità nel campo, contenente l'organo antico più grande del mondo[30], opera degli Antegnati.

Massimi esponenti del barocco cittadino sono la chiesa dei Santi Faustino e Giovita, dove trovano sepoltura i due patroni di Brescia, il Duomo nuovo, la cattedrale estiva, costruito in sostituzione dell'antica Basilica di San Pietro de Dom, e la chiesa di Santa Maria della Carità, con la sua caratteristica pianta ottagonale e la riproduzione della Santa Casa di Nazaret posta dietro l'altare maggiore. La chiesa patronale, in particolare, conserva il grande affresco dell'Apoteosi dei santi Faustino, Giovita, Benedetto e Scolastica di Giandomenico Tiepolo, più altre opere d'arte scultoree e pittoriche. Di particolare rilevanza artistica è anche la chiesa di San Giovanni Evangelista con la Cappella del Santissimo Sacramento, decorata per metà da tele del Moretto e per metà dal quelle del Romanino. Altro monumento barocco, che spicca in assoluto per la sua unitarietà formale e architettonica in quanto costruito ex-novo, è la chiesa di Santa Maria della Pace, progettata dall'architetto veneziano Giorgio Massari con opere pittoriche di Pompeo Batoni.

Esempio di architettura neoclassica è la collegiata dei Santi Nazaro e Celso, che custodisce il prezioso Polittico Averoldi di Tiziano. Al di fuori degli edifici chiesastici si annovera infine il Cimitero Monumentale di Brescia, progettato da Rodolfo Vantini e costruito a più riprese durante l'Ottocento. Sempre del Vantini è la tomba Bonomini, chiamata popolarmente "tomba del cane", progettata su commissione del commerciante Angelo Bonomini, che emerge con il suo profilo neogotico sul pendio del monte Maddalena.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Fra le opere di architettura civile di Brescia spicca Piazza della Loggia, il complesso architettonico più omogeneo della città e importante esempio di piazza rinascimentale chiusa. L'edificio principale che fa da sfondo monumentale al piazzale è Palazzo della Loggia, noto più semplicemente come "la Loggia", oggi sede della giunta comunale, costruito a partire dal 1492 sotto la direzione di Filippino de' Grassi e infine completato nel Cinquecento sotto la supervisione del Sansovino e di Palladio. Sul fianco sud della piazza sono invece allineati i due Monti di Pietà, il primo - il "vecchio" - quattrocentesco e il secondo - il "nuovo" - costruito alla fine del Cinquecento, le cui facciate rappresentano il primo museo lapidario italiano (infatti, un decreto del Consiglio speciale della città di Brescia del 1480, sanciva che le lapidi di epoca romana rinvenute nell'area in cui sarebbero sorti questi due palazzi dovessero essere conservate per uso pubblico, quindi furono murate lungo le pareti di questi edifici e utilizzate come ornamento)[31], mentre al centro del lato est si eleva il grande orologio astronomico. In questa piazza, il 28 maggio 1974 si è consumata la strage di Piazza della Loggia. Centro di potere più antico è invece il Broletto, l'antico palazzo comunale situato in Piazza del Duomo. Il nucleo originario dell'edificio risale al Duecento, in seguito ampliato a più riprese nel Trecento (ala ovest sulla piazza), nel Quattrocento (ali est e nord con rifacimento dell'ala ovest) e nel Seicento (porticato trasversale interno). Completa l'edificio la Torre del popolo o del "Pégol", torre civica del XII secolo.

Nell'ambito dell'architettura civile privata si distinguono numerosissimi palazzi disposti lungo tutte le vie del centro storico, in particolare quelli appartenuti alla potente famiglia dei Martinengo, ad esempio il Palazzo Martinengo e Palazzo Maggi Gambara in Piazza del Foro, Palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga in Piazzetta Sant'Alessandro e Palazzo Uggeri lungo via Musei. Altro edificio di rilievo è il Teatro Grande, fondato nel 1664 e più volte ricostruito, in particolare nel Settecento e per tutto l'Ottocento. Il teatro è noto per ospitare l'importante Festival Pianistico Internazionale "Arturo Benedetti Michelangeli".

Più recenti sono invece la stazione ferroviaria, costruita in stile neoromanico nel 1854, e Piazza della Vittoria, realizzata nel 1932 su progetto dell'architetto Marcello Piacentini demolendo parte dell'antico centro storico medievale.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello di Brescia si colloca al primo posto fra le antiche architetture militari di Brescia giunte fino a noi: costruito nel Duecento dai Visconti su un sito precedente, sulla cima del colle Cidneo, viene ampliato una prima volta nel Quattrocento e completato poi nel Cinquecento. Cessata ogni funzione strategica alla metà dell'Ottocento, il castello è oggi un grandissimo parco pubblico che offre interessanti passeggiate fra le antiche strutture di difesa e un ampio panorama sull'intera città. Gli interni della fortezza ospitano invece due musei.

In città, invece, importante superstite è la Torre della Pallata all'estremità est di corso Garibaldi, costruita nel Duecento e rimaneggiata nel Quattrocento. Ai suoi piedi è posta una grande fontana barocca, opera di Pietro Maria Bagnadore.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Come già detto, Piazza del Foro di Brescia è il più rilevante complesso di resti di edifici pubblici d'epoca romana di tutta l'Italia settentrionale, con le imponenti rovine del Capitolium e l'adiacente teatro romano. Ci sono pervenuti anche numerosi resti del colonnato perimetrale dell'antica piazza romana, visibili all'aperto nella stessa piazza e nei sotterranei del vicino Palazzo Martinengo Cesaresco Novarino (dove si trovano anche le rimanenze delle antiche terme romane e del primitivo insediamento abitativo, risalente alla prima età del ferro, da cui si è sviluppata l‘odierna città), mentre in piazzetta Labus, ancora più a sud, emergono i resti della basilica civile, i cui elementi architettonici di età flavia sono ancora ben visibili nelle facciate delle antiche case costruite sulle rovine stesse.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Secondo dati del 2008, la città di Brescia può vantare 26.334.910 m² di verde pubblico e aree protette (di cui 4.224.610 m² di verde attrezzato, parchi pubblici e storici), che corrispondono a 139,68 m² di verde per abitante. Se a ciò si sommano anche le aree agricole e boscose e il verde di arredo urbano, la superficie totale sale a 72.548.560 m², pari a circa l'80% della superficie comunale[32]. Nel 2008 Brescia ha vinto il primo premio La città per il verde, assegnato in occasione della manifestazione Flormart-Miflor, svoltasi a Padova[33].

Le principali aree verdi di Brescia sono:

  • Parco delle colline: con 3.100 ha di superficie (di cui oltre 2.100 ha sono compresi entro i confini comunali), è l'area verde più estesa di Brescia. È un parco naturale istituito per preservare il Monte Maddalena e i Ronchi, le colline che si trovano immediatamente a nord-est del centro storico;
  • Parco Tarello: è il secondo parco più grande della città (100.000 m²) ed uno dei più recenti. Si trova a Brescia 2, la zona moderna della città, ed è circondato dai grattacieli del centro direzionale;
  • Parco del castello: può essere considerato il parco più antico di Brescia ed è il terzo per superficie (96.235 m²). Si estende lungo i versanti del Colle Cidneo, regalando suggestivi scorci sul centro storico;
  • Parco Ducos: è uno dei parchi storici di Brescia e con i suoi 55.540 m² di estensione costituisce un importante polmone verde per la zona est della città. Al suo interno è presente un grande laghetto dove vivono tartarughe e uccelli acquatici.

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

La ricorrenza principale cittadina si svolge il 15 febbraio, festa dei santi Faustino e Giovita, patroni di Brescia, giorno nella quale viene organizzata una grossa fiera lungo tutto il centro storico, che chiama in città circa 600 bancarelle e circa 200 000 visitatori ogni anno[34].

Il 21 gennaio 2010 viene annunciato il nuovo patrono della città di Brescia: Sant'Angela Merici, che si aggiunge così ai patroni Faustino e Giovita, senza però aggiungere tale data tra le festività cittadine[35]. Sant'Angela Merici bresciana nata a Desenzano nel 1474 e morta in città nel 1540 è l'unica santa bresciana che rientra nel calendario universale e con una statua presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Il 28 maggio cade l'anniversario della Strage di Piazza della Loggia, evento che ha indubbiamente segnato la storia cittadina, e non solo, ricordato con celebrazioni delle autorità e con un tradizionale concerto, tenuto nella Chiesa di San Francesco d'Assisi, in memoria delle vittime.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[36]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Brescia è una delle città con il più alto tasso di immigrazione in Lombardia[37].

Dalle prime ondate migratorie degli anni ottanta provenienti principalmente dai paesi africani, si è passati ad un'immigrazione più diversificata; infatti sono oltre 150 i paesi di provenienza dei cittadini stranieri residenti sul territorio cittadino[38].

Secondo quanto riportato dal Comune di Brescia (Ufficio di diffusione dell'informazione statistica)[39] nel 2012 la popolazione straniera residente ufficialmente era di 37.478 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  1. Pakistan, 3786 - 1,95%
  2. Moldova, 2854 - 1,47%
  3. Ucraina, 2757 - 1,42%
  4. Romania, 2670 - 1,38%
  5. Egitto, 2558 - 1,32%
  6. Cina, 2394 - 1,23%
  7. Albania, 2331 - 1,20%
  8. India, 2045 - 1,05%
  9. Bangladesh, 2031 - 1,05%

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Portale del Vescovado di Brescia

In tutta la città di Brescia sono presenti diverse religioni legate alle molte etnie. La religione cattolica legata al Vescovo della Diocesi di Brescia è la prevalente in città, sono molto attivi, inoltre, i cristiani ortodossi con due chiese cittadine, i mussulmani con un centro culturale islamico nella periferia sud e i Testimoni di Geova con nove Sale del Regno di lingua italiana.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto bresciano e lingua lombarda.

Nel bresciano la lingua lombarda, nella variante locale, è molto diffusa quasi fosse le lingua principale. Pur con le dovute varianti, a Brescia e provincia il dialetto utilizzato è il dialetto bresciano, derivante dalle parlate galloromanze e dalla volgarizzazione del latino.

Il primo manoscritto riconducibile al dialetto bresciano è stato trovato a Bovegno in Val Trompia, ed è risalente circa al 1300, anche se nel dialetto bresciano attuale troviamo la presenza di numerosi termini simili al francese ed anche al tedesco, frutto della comune matrice celtica e germanica delle sue popolazioni nonché delle successive dominazioni.

È tutt'oggi classificato come dialetto lombardo orientale, per via delle diverse radici e appartenenze politiche fino al 1797 rispetto all'ovest della regione e per la vicinanza al Veneto, e a causa dell'estensione della provincia stessa, che ne territorializza alcuni aspetti, si può dire che si discosta in maniera definita dal dialetto lombardo occidentale.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

A Brescia sono presenti diverse tradizioni popolari legate a figure di santi e a sculture e luoghi particolari della città.

I Santi Faustino e Giovita difensori di Brescia[modifica | modifica wikitesto]

I Santi Faustino e Giovita sono diventati patroni di Brescia a seguito di un evento straordinario. Secondo la tradizione, il 13 dicembre 1438, durante un feroce assedio dei milanesi capitanati da Nicolò Piccinino, i due santi (martiri bresciani al tempo dell'imperatore Adriano: II secolo) apparvero sulle mura della città, nei pressi degli spalti del Roverotto (nella zona a sud-est del castello, dove ora sorge un cippo marmoreo) e respinsero le palle delle cannonate a mani nude, aiutando così i bresciani a sconfiggere gli assalitori che, impauriti dalla vista dei santi, abbandonarono la città.

Santa Lucia portatrice di doni[modifica | modifica wikitesto]

A Brescia, come in altre città dell'Italia settentrionale, i doni natalizi sono portati da Santa Lucia la notte tra il 12 e il 13 dicembre. Tradizionalmente, i bambini scrivono una lettera alla santa, elencando i regali che vorrebbero ricevere e dichiarando di meritarseli, essendo stati bravi e obbedienti durante l'anno. Per ringraziarla è uso lasciare del cibo per lei e per il suo asinello che trasporta i doni. Il mattino seguente, al loro risveglio, i bambini troveranno i doni richiesti accompagnati o da caramelle e dolciumi di vario tipo, se si saranno comportati bene, oppure da carbone, se si saranno comportati male.

La Madonna delle Brine[modifica | modifica wikitesto]

Nella Chiesa di Santa Maria del Carmine è conservata un'antica icona, portata a Brescia dalla Terra Santa nel 1437 dal Vicario generale dell'ordine dei Carmelitani Fra Cristoforo Martinoni o Martignoni, detta della Madonna delle Brine. È chiamata in questo modo perché in passato si riteneva che, esponendola per tre giorni l'anno compresi tra fine aprile e inizio maggio, i raccolti sarebbero stati protetti dalle gelate (brine) tardive e da altre intemperie[40].

Le statue parlanti
la Lodoiga
i "Macc dèle ure"
il Mostasù dèle Cosére

Le statue parlanti[modifica | modifica wikitesto]

Le statue parlanti di Brescia sono una serie di statue su cui, fino alla fine del XIX secolo, i bresciani affiggevano messaggi anonimi, contenenti per lo più critiche contro i governanti.

Queste statue sono:

  • la Lodoiga: è una statua scolpita da Giovanni Battista Bonometti o Cesare Federico da Bagno o altri nella seconda metà del Cinquecento. Di origine molto controversa e storia altrettanto dibattuta, era posta originariamente davanti all'ultimo pilone sinistro della facciata del Palazzo della Loggia fino al 1877, quando fu rimossa e portata in nuova sede. Dopo varie vicissitudini e trasferimenti, nel novembre del 2011 è stata definitivamente ricollocata sotto il porticato della Loggia. Questo portico, per sua natura cardine fra l'interno e l'esterno, fra le cariche pubbliche e il popolo, rappresentò il luogo dove maggiormente si esplicavano i rapporti fra i due[41], e trovò la sua voce nella Lodoiga, che fu assunta come statua parlante della città, cui i bresciani erano abituati ad affiggere poesie e prose satiriche o scherzose. Accanto alla statua, poi, era posta la "pietra del bando"[41], dove salivano i banditori o gli oratori per parlare alla folla. Non sempre era possibile commentare ad alta voce i bandi o il comportamento degli amministratori: interveniva quindi la Lodoiga attraverso biglietti e fogli incollati anonimamente sul pilone adiacente o sul muro interno.
  • i "Macc dèle ure" ("matti delle ore" in dialetto bresciano): popolarmente chiamati Tone e Batista, sono due figure meccaniche poste in cima alla Torre dell'Orologio di piazza della Loggia, che battono la campana allo scoccar delle ore. Tradizionalmente sono sempre stati considerati come patteggianti il governo cittadino, tant'è che, verso la fine del Settecento, divennero protagonisti di una serie di pubblicazioni riguardanti "dibattiti" fra queste due statue e la Lodoiga, sempre invece dalla parte del popolo[41].
  • il Mostasù dèle Cosére (letteralmente "faccione delle Cossere" in dialetto bresciano): è un antico rilievo situato nel centro storico di Brescia, murato all'angolo tra corso Goffredo Mameli e contrada delle Cossere, dalla quale trae il nome. Nel corso dei secoli, similmente alla Lodoiga, il mostasù diventa una statua parlante, raccogliendo malumori, proteste e lagnanze dei cittadini verso i governatori. La sua localizzazione, al centro del quartiere popolare e affacciato su una delle sue principali vie, contribuisce a fissare il mostasù nell'immaginario popolare[42].
la tomba del cane
il bue d'oro

Il bue d'oro[modifica | modifica wikitesto]

In corrispondenza dell'angolo tra Via Trieste e Via Agostino Gallo esiste una statua lignea, ricoperta da una pittura dorata, raffigurante un bue. Secondo la tradizione popolare, questa statua starebbe a indicare il luogo in cui sarebbe sepolto un bue d'oro zecchino venerato dagli antichi abitanti di Brescia, che lo avrebbero nascosto in quel punto per evitare che, durante le invasioni barbariche, fosse distrutto[43].

La tomba del cane[modifica | modifica wikitesto]

La tomba Bonomini, nota dai bresciani come tomba del cane, è un tempietto neogotico a pianta quadrata situato sui colli Ronchi, immediatamente a nord-est del centro storico cittadino, lungo via Panoramica, al primo tornante dopo l'imbocco da via Filippo Turati. Costruita nel 1860 su progetto di Rodolfo Vantini per ospitare le spoglie di Angelo Bonomini e del socio Giuseppe Simoni, benefattori degli Spedali Civili di Brescia, alla fine non accolse mai le due salme a causa di nuove ordinanze comunali riguardanti le norme sul seppellimento, che lo vincolavano ai cimiteri pubblici. La tradizione popolare vuole quindi che vi sia stato deposto solo un cane, da cui la denominazione abituale[44].

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Brescia è sede di Corte d'appello dall'epoca napoleonica ed è la sede competente per i processi spostati da Milano. Tutto il comparto giudiziario (tribunali, procura, corte d'appello) dal maggio 2009 ha traslocato nel nuovo Palazzo di Giustizia, realizzato in prossimità della stazione ferroviaria su progetto dell'architetto Gino Valle.

Gli Spedali Civili[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Spedali Civili di Brescia.

Tra le infrastrutture più importanti in città annoveriamo gli Spedali Civili, con di 2.254 posti letto ordinari, e con quasi 6.000 dipendenti, tra cui sono presenti anche alte specializzazioni. Gli Spedali Civili si collocano al primo posto in Italia per personale impiegato[45][46] e si candidano ad essere tra i più grossi ospedali italiani. Inoltre sono presenti varie strutture ospedaliere, quali la Fondazione Poliambulanza, la Casa di Cura S. Camillo, la Casa di Cura Sant'Anna, l'Istituto Clinico Città di Brescia e il Sant'Orsola Fatebenefratelli.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Anno Qualità della Vita (IlSole24ORE) Qualità della Vita (Italia Oggi) Ecosistema Urbano (Legambiente)
2001 -- 29º[47] 40º[48]
2002 50º[49] 37º[47](-8) --
2003 23º[50](+27) 54º[51](-17) 28º[52]
2004 44º[50](-21) 21º[51](+33) 57º[53](-29)
2005 20º[54](+24) 33º[55](-12) 24º[56](+33)
2006 31º[54](-11) 42º[55](-9) 19º[57](+5)
2007 21º[58](+10) 39º[59](+3) 16º[60](+3)
2008 53º[61](-32) 34º[59](+5) 35º[62] (-19)
2009 54º[61](-1) 47º[63] (-13) 48º[64] (-13)
2010 44º[65](+10) 33º[66](+14) 51º[67](-3)
2011 32º[68](+12) 29º[66](+4) 22º[69](città medie)
2012 26º[70](+6) 23º[71](+6) 23º[72](-1)

Inquinamento[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati raccolti ed analizzata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità WHO, nel 2011 la città di Brescia è risultata al 5º posto in Europa tra le città più inquinate, dopo le città di Torino (3º posto) e Milano (4ª posizione), a causa delle polveri sottili nell'aria di particolato atmosferico (PM).

La città di Brescia è tristemente famosa anche per essere, dopo Anniston negli USA, la seconda città al mondo per gravità della contaminazione da Policlorobifenili (PCB), inquinamento che interessa le acque e il suolo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La facciata della Biblioteca civica Queriniana

Al Sistema bibliotecario urbano appartengono la storica Queriniana, fondata dal Cardinal Querini negli anni quaranta del XVIII secolo, le biblioteche decentrate e le biblioteche specialistiche del Museo delle Scienze Naturali e dell'Istituto Pasquali Agazzi.

Sono inoltre presenti le seguenti biblioteche:

  • della Fondazione Luigi Micheletti;
  • della Scuola per Operatori Sociali IAL-Cisl;
  • della Fondazione Civiltà Bresciana;
  • della Fondazione Calzari Trebeschi;
  • del Centro Studi e Documentazioni della Domus Salutis.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

La facciata del Conservatorio di Brescia
Il Liceo Scientifico Calini

A Brescia sono presenti numerose scuole, tra scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo e di secondo grado, per poter far fronte alla grande domanda cittadina e provinciale.

Ad oggi si contano sul territorio cittadino 58 scuole dell'infanzia, 50 scuole primarie, 18 secondarie di primo grado e circa una trentina di scuole secondarie di secondo grado, tra strutture pubbliche, private e paritarie.

Tra queste ultime è di notevole importanza cittadina il liceo classico Arnaldo, situato in pieno centro storico, all'interno dello storico palazzo Poncarali Oldofredi. Tra gli studenti più illustri del Liceo Arnaldo figurano Tito Speri, Camillo Golgi, Giuseppe Zanardelli, Mino Martinazzoli, Vittorio Sereni, Paolo Corsini, Emilio Del Bono, Omar Pedrini, Paolo Bolpagni, oltre a docenti quali Francesco Bonatelli, Cesare Arici, Rodolfo Vantini, Augusto Monti, Roberto Vecchioni e Giuseppe Tonna. Un altro liceo di grande importanza è il liceo linguistico veronica gambara, istituto storico, situato nel centro della città. In Brescia sono presenti anche tre licei scientifici, tra i quali primeggia il Liceo scientifico statale Annibale Calini, istituto storico organizzatore di importanti manifestazioni culturali, come i Dies Fasti (nati nel 2001), caleidoscopico festival della cultura della durata di due giorni e il Booktrailer Film Festival (nato nel 2006), il primo concorso nazionale di booktrailer riservato agli studenti di scuole secondarie superiori, finalizzato a promuovere l'amore per la lettura. Gli altri Licei Scientifici sono: Nicolò Copernico e il Liceo scientifico statale Leonardo, questi ultimi nati entrambi da una costola del primo e situati nella periferia meridionale della città.

Ulteriori istituti importanti sono l'Istituto tecnico delle Costruzioni, Ambiente e Territorio Nicolò Tartaglia, di recente accorpato con il Liceo Artistico Statale Maffeo Olivieri, polo di studio per tutti gli studenti di Brescia e provincia per l'architettura e la decorazione pittorica, che con la nuova intestazione raccoglie e aggiorna la missione educativa del precedente Istituto per Geometri; l'Istituto tecnico agrario statale Pastori che con i suoi 85 ettari di terreni, serre e stalle contribuisce all'attività agricola di Brescia e l'Istituto tecnico industriale Benedetto Castelli, che con i suoi 2000 studenti è considerato l'istituto più grande sul territorio urbano, polo scolastico per tutti gli studenti cittadini e della provincia, e "vivaio" per l'industria bresciana[73].

Università[modifica | modifica wikitesto]

Università statale di Brescia sede di Medicina
Università statale di Brescia sede di Economia

Brescia pur non essendo un "polo universitario", gode comunque di una discreta copertura didattica sia per le facoltà presenti, sia per il numero di corsi di laurea proposti, ai circa 25.000 studenti universitari.

La maggiore per numero di iscritti, è l'Università degli studi di Brescia che si compone di quattro facoltà: Giurisprudenza, Economia, Medicina e Chirurgia ed Ingegneria, dislocate su tutto il territorio cittadino.

L'attuale rettore dell'università è Sergio Pecorelli, succeduto nel luglio 2010 ad Augusto Preti. Quest'ultimo è stato il rettore che ha mantenuto per più tempo la carica, essendo stato eletto nel 1983. La lunga durata del suo mandato fu nel 2006 al centro di una riflessione dell'allora Ministro dell'Università Fabio Mussi, che propose incarichi triennali rinnovabili una sola volta[74].

È presente anche l'Università Cattolica del Sacro Cuore, che è sede distaccata di Milano, ed è situata in pieno centro storico cittadino.

Presenta 7 facoltà, di cui 6 afferenti alla sede di Milano: Lettere e filosofia, Sociologia, Psicologia, Scienze della formazione, Scienze linguistiche e Letterature straniere, e una afferente alla sede di Brescia: Scienze matematiche, fisiche e naturali.

A Brescia ci sono tre accademie di belle arti che sono ad oggi attive:

La LABA[75], ovvero Libera Accademia di belle arti, l'Accademia delle Belle Arti Santa Giulia[76] e la NABA - Nuova Accademia di Belle Arti, Milano, che è sede distaccata di Milano.

È altresì presente un Conservatorio intitolato a "Luca Marenzio".[77]

Inoltre vi è l'istituto tecnico statale Machina Lonati[78], che propone un'offerta formativa post-secondaria parallela ai percorsi universitari.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Una sala del Museo delle armi di Brescia

Eventi ospitati[modifica | modifica wikitesto]

Facciata del Palazzo Martinengo, sede di alcuni eventi ospitali della città

Negli ultimi anni Brescia ha conosciuto una spinta culturale: il centro di tale opera è certamente il rinnovato Museo di Santa Giulia. All'interno di tale ampio complesso, oltre ai reperti dell'età del Bronzo, alle domus dell'Ortaglia, e ad altri reperti di inestimabile valore storico ed artistico, in questi ultimi anni sono state tenute mostre e rappresentazioni quali: Il futuro dei longobardi nel 2000[79], che ha fatto parte di un progetto internazionale, dedicato a Carlo Magno ed alla costruzione dell'Europa, cui hanno partecipato anche le città di Paderborn, Barcellona, Spalato e York, "Vincenzo Foppa – Un protagonista del Rinascimento" nel 2002[80], una sorta di indagine scientifica sull'attività pittorica di Foppa uno dei protagonisti indiscussi del Rinascimento.

A partire dal 2004 a Brescia si è aperto il ciclo "Brescia, lo splendore dell'arte", curato da Linea d'ombra, una società di organizzazione di eventi espositivi guidata da Marco Goldin, che è durato fino al 2008.

Il ciclo si è aperto con la mostra "Monet, la Senna, le ninfee" che si svolse a cavallo tra l'anno 2004 e il 2005, contenente circa 130 dipinti di Claude Monet, divisi tra dipinti di gioventù, e quelli riguardanti la Senna, l'acqua, la natura e le ninfee, provenienti da vari musei mondiali[81], che ha fatto contare oltre 400.000 visitatori[82].

La mostra successiva fu dedicata a "Gauguin – Van Gogh. L'avventura del colore nuovo" tenutasi tra il 2005 e il 2006, che portarono a Brescia circa 540.000 spettatori[83], contenente circa 150 dipinti di Paul Gauguin e Vincent van Gogh, che venne poi seguita a cavallo tra il 2005 e il 2006 da un'esposizione su "Millet", contenente sessanta capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston del celebre pittore francese Jean-François Millet.

Il biennio successivo, ovvero il 2006-2007, vengono presentate due mostre in contemporanea, la prima dedicata a "Turner e gli impressionisti", che racconta la grande storia del paesaggio moderno in Europa secondo i dipinti dell'impressionista William Turner e altri come Vincent van Gogh, Claude Monet, John Constable, Alfred Sisley, la seconda dedicata a Mondrian, che raccoglie circa 80 opere del pittore olandese[84].

La mostra "America! Pittura dal nuovo mondo" tenutasi dal 2007 al 2008, raccoglie le opere principali della pittura americana del XIX secolo, comprendendo opere di artisti americani quali Thomas Cole, Albert Bierstadt e Frederic Edwin Church[85], mentre nel 2008-2009 l'esposizione "Van Gogh – I disegni", composta da ottantacinque opere disegnate dall'artista olandese, concluse l'avventura di Marco Goldin a Brescia. Infatti la giunta comunale di Adriano Paroli, insediatasi nell'aprile 2008, affidò le nuove politiche culturali a Giorgio Cortenova, per ventisette anni responsabile della Galleria d'arte Moderna di Verona.[86].

Le Domus dell'Ortaglia, patrimonio dell' umanità dal 2011

Altre mostre, quali "Impressionisti francesi, italiani, europei", e nel 2003 "Andy Warhol: un mito americano", sono state organizzate nel Palazzo Martinengo.

Eventi di dimensioni inferiori sono la storica Mille Miglia, corsa rievocativa a tappe, che ogni anno tra aprile e maggio richiama nel territorio cittadino un grandissimo numero di appassionati da tutto il mondo, tra piloti e semplici curiosi e la fiera internazionale delle armi sportive e da caccia che si svolge presso la nuova struttura espositiva di Brescia nei primi giorni di aprile.

In ambito musicali gli eventi maggiori sono il Festival Pianistico Internazionale "Arturo Benedetti Michelangeli", festival pianistico dedicato ad Arturo Benedetti Michelangeli che nel 2009 è giunto alla sua 46ª edizione, che si svolge al Teatro Grande tra i mesi di aprile e giugno, Le Dieci Giornate di Brescia, festival di musica classica che si svolge nei principali luoghi artistico-culturali cittadini a settembre, e Le Settimane Musicali Bresciane, rassegna culturale con particolare sensibilità alla musica classica dalla cadenza variabile.

Da ricordare inoltre in primavera la Biennale internazionale di fotografia al museo di Fotografia Ken Damy.

Il comune organizza tra i vari eventi due feste molto sentite ed apprezzate dalla cittadinanza. La prima verso inizio settembre è la Festa del gemellaggio, istituito con le città di Darmstadt (Germania) Logroño (Spagna), curato dall'Assessorato al Turismo Comune di Brescia, e la Fiera di Santa Lucia, in dicembre, formata da bancarelle di artigianato locale e italiano organizzate ad ogni ricorrenza del giorno festivo della santa che, secondo tradizione, porta doni ai bambini bresciani nella giornata del 13 dicembre.
L'iniziativa, dopo quattro anni di esistenza, è stata soppressa.

Dal 4 dicembre 2009 al 27 giugno 2010 il museo di Santa Giulia ha ospitato una mostra riguardante la civiltà precolombiana degli Inca che ha totalizzato oltre 273.000 visitatori, piazzandosi al secondo posto tra le mostre più visitate in Italia nel corso della stagione, dopo quella dedicata al Caravaggio a Roma.

Dall'11 febbraio al 12 giugno 2011, sempre presso il museo di Santa Giulia, hanno avuto luogo in contemporanea due mostre: Matisse. La seduzione di Michelangelo ed Ercole il fondatore

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Il quotidiano cittadino più letto nel territorio della provincia di Brescia è il Giornale di Brescia, grazie ad una tiratura di 62.993 copie, con diffusione di 50.449 copie[87].
Nato il 27 aprile 1945, dopo la seconda guerra mondiale, è oggi edito dall'Editoriale Bresciana S.p.A., costituita due anni dopo la fondazione del giornale, nel 1947.

È stato primo organo di stampa del Comitato di Liberazione Nazionale, e secondo la descrizione fornita dalla direzione, l'obiettivo del quotidiano è quello di perseguire intenti di difesa dei valori della libertà e democrazia, favorire il progresso civile, culturale ed economico, ispirandosi a valori di tipo cristiano-cattolico[88]. Il Giornale si è sempre mosso nell'area del liberalismo cattolico, con un orientamento politico moderato.

Sede del Giornale di Brescia

Bresciaoggi, è il secondo quotidiano edito in città, e fa parte del Gruppo Athesis (che tra gli altri controlla i quotidiani L'Arena e Il Giornale di Vicenza), tramite la sub-holding Edizioni Brescia S.p.A.[89]. Il quotidiano si propone come organo di informazione e di opinione indipendente e libero, con l'obiettivo primario di riportare i principali avvenimenti di Brescia e Provincia. Il giornale si è distinto sin dalla sua nascita per le ampie e originali inchieste sui temi di maggiore attualità, consolidando lo stretto legame tre la realtà economica, culturale, sociale e storica di Brescia e della sua provincia[90].

Il Brescia è stato (dal 2006 al 2010) il terzo quotidiano, per ordine di importanza, della provincia di Brescia. È stato fondato dal Gruppo E-Polis di Cagliari. Particolarità de Il Brescia, come del resto dei quotidiani targati E Polis era la formula free pay: gran parte dei giornali stampati venivano diffusi gratis attraverso le reti distributive commerciali (esercizi commerciali e ipermercati) mentre una minima parte era in vendita in edicola. In seguito a una crisi economica le pubblicazioni di tutte le testate locali del gruppo sono state sospese nel luglio 2010. La società ha dichiarato fallimento nel gennaio 2011.

Dall'ottobre 2011 il Corriere della Sera ha inaugurato il Corriere della Sera Brescia con uscite dal martedì alla domenica in tutta la provincia[91].

Altri quotidiani da segnalare sono le edizioni bresciane dei giornali a diffusione free pay, ovvero Leggo, Metro, In Città, City, e quelli disponibili solo in versione on-line, tra cui: QUI Brescia, Aggregatore di notizie bresciane, e Aperiodico di riflessione sulla vita bresciana.

Nella città hanno anche sede diverse Case editrici tra cui: Editrice La Scuola[92], la Morcelliana[93], la Queriniana[94] e Paideia Editrice[95].

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Brescia ha una storia di cinema amatoriale e indipendente molto ricca, grazie anche alla presenza di molte aziende in grado di finanaziare queste produzioni locali. La città è stata utilizzata come set per cortometraggi, mediometraggi e pubblicità. In alcuni casi il paesaggio cittadino è divenuto coprotagonista delle storie narrate, in particolare nei primi anni settanta, quando, per volontà del regista e produttore Roberto Infascelli, divenne il set di due notissimi poliziotteschi, filone che si interruppe a causa dei fatti conseguenti la strage di Piazza della Loggia nel 1974[96]. Più frequente è il ricorso alle location offerte dalla vasta provincia brescia, in particolare l'arco alpino e il Lago di Garda. La prima volta di Brescia al cinema è nel filmato Brescia alle due del pom. sul Corso del Teatro del cineoperatore ambulante Antonio Vassallo e proiettato in città il 31 agosto 1899 al Teatro Guillaume (oggi Teatro Sociale) in cui si vedono bresciani a passeggio sul corso di fronte al Teatro Grande[97].

Usando come location la città di Brescia sono stati girati:

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Teletutto, Brescia Telenord, Radio Bresciasette e Radio Classica Bresciana appartengono allo stesso gruppo: l'Editoriale Bresciana.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro Grande

I principali teatri della città sono:

Persone legate a Brescia[modifica | modifica wikitesto]

Scultura ad Arnaldo da Brescia

Tra i più antichi e importanti personaggi legati alla città vi è Marco Nonio Macrino, generale romano, console di Marco Aurelio e proconsole delle province romane di Asia, Pannonia inferiore e Pannonia superiore. Rotari, nato a Brescia, fu re dei Longobardi dal 636 al 652, così come i suoi successori Rodoaldo e Desiderio, anch'essi bresciani di nascita.

In epoca medioevale sono da menzionare Arnaldo da Brescia, riformatore religioso, condannato e giustiziato per eresia, al quale sono stati intitolati una piazza cittadina nella quale è presente una sua rappresentazione scultorea e il liceo classico statale, e il giurista Albertano da Brescia.

Nel campo matematico sono presenti ben tre cittadini bresciani di rilievo, Niccolò Tartaglia, Benedetto Castelli(ai quali sono stati intitolati due istituti cittadini) ed il Monaco Olivetano Ramiro Rampinelli; nel campo pittorico vi sono stati due esponenti di spicco del Rinascimento come Alessandro Bonvicino, detto il Moretto, e Girolamo di Romano, detto il Romanino. Da menzionare l'organaro Tommaso Vitani. Veronica Gàmbara (Pralboino, 30 novembre 1485 – Correggio, 13 giugno 1550) è stata una poetessa colta e raffinata. A cavallo tra il Settecento e Ottocento vi sono Lodovico Pavoni, fondatore della confraternita dei Pavoniani, e proclamato beato nel 2002 da Giovanni Paolo II, Giuseppe Zanardelli, che fu presidente del consiglio italiano e Tito Speri, patriota italiano. Della seconda metà dell'Ottocento ricordiamo Giovanni Battista Piamarta, fondatore della Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth comunemente conosciuti come Piamartini, proclamato santo nel 2012 da Papa Benedetto XVI e l'imprenditore Achille Bertelli.

Di epoca contemporanea vi sono il beato Papa Paolo VI°, Guido Carli[98][99][100] che tra gli altri rivestì il ruolo di governatore della Banca d'Italia, presidente di Confindustria, senatore, Ministro del Tesoro e presidente dell'università LUISS di Roma, che dopo la sua morte prenderà il nome di LUISS Guido Carli e il filosofo Emanuele Severino, uno dei maggiori filosofi a livello internazionale. A Brescia sono inoltre nati il pianista Arturo Benedetti Michelangeli, l'attore Renato Chiantoni, il direttore d'orchestra Riccardo Frizza, i cantanti L'Aura e Fausto Leali, il complesso musicale dei Timoria e il manager Vittorio Colao (amministratore delegato di Vodafone dal 2008). Bresciano d'adozione è stato il grande botanico ed ecologo Valerio Giacomini (era nato in Friuli ma fu portato a Brescia ancora bambino). Nate a Brescia le giornaliste Cristina Balotelli, inviata di guerra de Il Sole 24 ORE, e Monica Gasparini di Mediaset. Nata a Brescia è la scrittrice Camilla Baresani.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il centrale Corso Zanardelli

Recentemente è stato completato il quartiere di Sanpolino, costituito da edifici costruiti in edilizia residenziale convenzionata ed il Borgo Wührer – particolare idea di quartiere interamente vietato alle auto, dato che dispone di un parcheggio sotterraneo di due piani – destinato ad abitazioni, ad uffici e ad attività commerciali e che è stato ricavato sul terreno dell'antica fabbrica di birra Wührer.

Sono in atto in città altre grandi trasformazioni urbanistiche da nord a sud. Tra esse, c'è il Comparto Milano, riqualificazione della zona industriale costruita un tempo a ridosso del centro storico, che presenterà l'apertura di nuovi musei ed alberghi. All'interno del comparto è stato realizzato il centro commerciale Freccia Rossa, inaugurato il 22 aprile 2008 e ora in ampliamento, considerato il primo vero centro commerciale sul suolo cittadino.

La nascita di Borgo San Nazzaro, progetto di riqualificazione dell'antico comparto cittadino dei Magazzini Generali posto nei pressi del quartiere Don Bosco, firmato da Daniel Libeskind, che prevede la nascita di un polo abitativo avanguardistico, che comprende un grattacielo.[101]. Libeskind è tra i progettisti della "Eb tower", la futura sede del gruppo Editoriale Bresciana che sorgerà in via Solferino al posto dell'attuale sede del Giornale di Brescia.

Nei progetti di riqualificazione delle zone industriali è presente anche la Torre Fuksas, una torre di quattordici piani a tre blocchi che prende il nome dal suo progettista, Massimiliano Fuksas, e che fa parte del complesso denominato 28 Duca d'Aosta.

A questi progetti in via di sviluppo, o di ultimazione, si aggiungono anche le migliorie al Comparto Fiera, denominato Brixia Expo, e la realizzazione delle Tre Torri, visibili dalla tangenziale, e situate in via Labirinto.

Sono in atto inoltre progetti per la riqualificazione delle cinque caserme presenti in città[senza fonte], il "Progetto Carmine", che prevede l'ammodernamento dello storico quartiere popolare del centro storico, e il "Progetto Da Marte a Martina", tavoli di progettazione partecipata per la riqualificazione delle aree militari dismesse come Campo Marte e la Polveriera di Mompiano[102].

Grattacieli di Brescia[modifica | modifica wikitesto]

Il Centro direzionale di Brescia

Brescia presenta nella propria area comunale edifici di elevata altezza, tra cui ricordiamo:

  1. Crystal Palace, costruito nel 1990, alto 110m
  2. CAP Tower, costruito nel 1993, alto 82m
  3. Skyline 18, costruito nel 2013, alto 80m
  4. Tre Torri, costruite nel 2008, alte 75m
  5. Torre Fuksas, costruita nel 2010, alta 65m
  6. Torrione, costruito nel 1932, alto 57m Progettato da Marcello Piacentini, è il primo grattacielo costruito in Italia[103]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia provinciale e cittadina si divide tra industria, commercio, artigianato, servizi, agricoltura e turismo.

Come gran parte dell'economia del nord Italia, il complesso bresciano è costituito soprattutto da piccole-medie imprese, con la presenza di grandi industrie, che vanno dal settore alimentare a quello metalmeccanico.

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Bottiglia e calice di Franciacorta, tipico vino bresciano

La viticoltura è considerata il comparto agricolo più importante del sistema agroalimentare bresciano.

Il territorio comunale di Brescia rientra nella zona di produzione di diversi vini: una tipologia a denominazione di origine controllata e garantita, ovvero il Franciacorta[104], tre vini DOC (Botticino[105], Cellatica[106] e Curtefranca[107]) e un vino IGT (Ronchi di Brescia[108]). Inoltre, nel centro storico della città, lungo il versante settentrionale del Colle Cidneo, si estende il vigneto urbano più grande d'Europa[109], caratterizzato dalla coltivazione dell'Invernenga, vitigno autoctono a bacca bianca presente a Brescia fin dall'epoca romana[110].

Nel resto della provincia sono prodotti altri sei vini DOC e quattro tipologie IGT[111].

Un altro settore molto importante in provincia è quello dell'olivicoltura, in cui la zona del Garda gioca un ruolo importante, coinvolgendo un gran numero di imprese tra raccolta, lavorazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti. Al momento sono state registrate, in sede europea, due DOP degli oli extravergini d'oliva, e sono: l'olio Garda e Laghi lombardi. Dato l'elevato grado di redditività del settore, sono previsti rigidi regolamenti per la pratica di questa attività[112].

Proprio a Brescia sorge uno dei più stimati istituti del nord Italia: l'Istituto tecnico agrario statale Pastori che indirizza numerosi studenti all'attività agricola con il diploma di Perito agrario.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

La pistola Beretta 1935 dell'omonima e storica fabbrica di armi bresciana
Franz Xaver Wührer fondatore della omonima birra di Brescia

La Confindustria locale, l'Associazione Industriale Bresciana (AIB), è stata la prima associazione industriale fondata in Italia il 14 aprile 1897[113]. Le imprese attive in provincia di Brescia, molte delle quali operano nell'area urbana, sono 90.000[114]. Le principali attività industriali sono quelle meccaniche, specializzate nella produzione e distribuzione di macchine utensili, centralizzate intorno alla Val Trompia.

Importante è anche la produzione di mezzi di trasporto, una su tutte l'OM, che ha sede su territorio cittadino, ed è da sempre produttrice dei camion Iveco, e la produzione di armi, tra cui ricordiamo la Beretta, di Gardone Val Trompia, e la Perazzi di Botticino.

Molto importante l'industria metallurgica, che dagli anni 1970 ha visto salire alla ribalta il cosiddetto Distretto del tondino, che comprendeva i territori della bassa Val Trompia, e più precisamente quelli di Lumezzane e Sarezzo, e che oggi è ancora attivo con numerose aziende sparse per tutta la provincia. Famosa la Redaelli, società leader nelle funi e cavi di acciaio (funivie, sollevamento, offshore, etc.) di Gardone Val Trompia BS. Importante il distretto di Odolo in Valle Sabbia, che fino agli anni '90 produceva il 30% del tondino nazionale.

Nella periferia cittadina, rispettivamente lungo la Tangenziale Sud e la Tangenziale Ovest, sono presenti due acciaierie l'Alfa Acciai e la Ori Martin. In città hanno inoltre sede diversi gruppi industriali, tra cui possiamo ricordare il Gruppo Lucchini, la Feralpi e la Camozzi Group. La produzione di posate e di rubinetti, concentrata nella zona lumezzanese, insieme al comparto tessile, calzaturiero e d'abbigliamento, concentrati nella zona di Rezzato, costituiscono settori cruciali per l'industria bresciana, così come la produzione di materiali per l'edilizia, e laterizi, che vanno ad alimentare il settore delle costruzioni – in forte espansione, date le riqualificazioni urbanistiche in atto.

Degna di nota è la fabbrica di birra più antica d'Italia, la Wührer.

Come nel resto d'Italia, molte aziende bresciane sono di dimensioni medio-piccole e a conduzione familiare; negli ultimi anni sono arrivate anche imprese di grande rilevanza e filiali importanti (soprattutto straniere), sia nel territorio della città sia nei maggiori centri industriali della provincia.

La provincia di Brescia ha un PIL di circa 37 miliardi di euro[115].

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi quaranta anni è aumentata l'importanza dei settori bancario, commerciale e della comunicazione. Tra le aziende cittadine più quotate vi è il gruppo A2A (frutto della fusione tra ASM Brescia, AEM Milano ed AMSA) e la Centrale del latte di Brescia, controllata dall'amministrazione cittadina.

Vi sono anche le filiali di banche ed attività finanziarie. Negli ultimi anni, a seguito del processo di aggregazione bancaria, la città ha perso la sede delle sue due principali banche: Bipop-Carire, oggi parte del gruppo Unicredit, e Banca Lombarda, quest'ultima fusasi con la bergamasca Banche Popolari Unite per formare il gruppo UBI Banca, quarto gruppo bancario d'Italia, con numerose sedi di divisione nella città (fonte dati Il Sole 24 ore, Banca d'Italia). Tra i finanzieri più importanti vanno ricordati Giovanni Bazoli (presidente di Intesa SanPaolo), ed Emilio Gnutti e Romain Zaleski.

Settore sempre in via di sviluppo è quello della ristorazione, che a Brescia presenta 917 bar e 719 ristoranti[116], che garantiscono un servizio turistico di tipo eno-gastronomico di tutto rispetto.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Entrata del Museo di Santa Giulia

Il turismo a Brescia si sviluppa solitamente intorno al museo di Santa Giulia, e alle mostre ed iniziative da esso proposte, e ai vari punti di interesse artistico-culturale della città, come il Duomo vecchio e il Duomo nuovo, o come il Castello di Brescia, anche se sono presenti iniziative cittadine organizzate dalle varie associazioni presenti sul territorio, che richiamano visitatori da fuori città.

Negli ultimi anni si è assistito ad un costante aumento del numero di turisti, grazie anche al fatto che Brescia dal 2011 è entrata a far parte del novero delle città patrimonio mondiale dell'umanità. Nel 2012 il numero di visitatori è stato pari a 250.000 (un terzo dei quali stranieri), con un aumento del 3,5% rispetto al 2011[117].

Termovalorizzatore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Inceneritore e Teleriscaldamento.

A sud della città è in funzione il più grande inceneritore d'Europa, realizzato e gestito dal Gruppo A2A che ha coniato per questa macchina il nome termovalorizzatore[118][119] È composto da tre unità di combustione, due alimentate con rifiuti e una con le cosiddette «biomasse», un termine il cui uso è però contestato dagli ambientalisti[120]. Grazie alla rete del teleriscaldamento è possibile produrre non solo energia elettrica ma anche recuperare energia termica in quantità rilevanti, convogliando il calore prodotto nella rete del teleriscaldamento, fino alle abitazioni dei singoli utenti.

La città, infatti, è stata la prima in Italia a dotarsi, nel 1972[121], della rete di teleriscaldamento.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

La città è attraversata dall'Autostrada A4, che la collega a Torino, Milano, Bergamo, Verona, Venezia e Trieste, ed è punto terminale dell'Autostrada A21, che la collega a Cremona, Piacenza e nuovamente Torino con un percorso più meridionale rispetto all'A4.

  • Autostrada A4 TorinoTrieste – Strada europea: E55 – E64 – E70. (Caselli di Brescia Ovest, Brescia Centro e Brescia Est)
  • Autostrada A21 Torino – Brescia – Strada europea: E70. (Caselli di Brescia Centro e Brescia Sud nonché il relativo raccordo corda molle)
  • Autostrada A35 BreBeMi, aperta nel luglio 2014, che collega direttamente Brescia a Milano attraverso la A58 - TEEM. La A35 (che prende avvio sulla SP19 nei pressi di Travagliato) è collegata alla tangenziale sud di Brescia tramite raccordo gestito da Brebemi spa
Inizio del raccordo A35-tang sud BS

Tangenziali[modifica | modifica wikitesto]

La Tangenziale Sud di Brescia

La città di Brescia è dotata di un sistema di tangenziali:

Quest'ultima, unita ad un tratto di via Oberdan e alla Tangenziale Montelungo, permette al traffico proveniente dalla Val Trompia (ex Strada statale 345 delle Tre Valli e via Triumplina) e diretto alle autostrade A4 e A21 di evitare il passaggio all'interno dei quartieri settentrionali e occidentali della città. Dal luglio 2014 all'estremo ovest della tangenziale sud ovvero quando cambia da SPBS 11 a SPBS 510 (Brescia-Iseo) è stato aperto il raccordo verso l'autostrada A35.

L'amministrazione provinciale di Brescia sta studiando la possibilità di costruire una strada a scorrimento veloce, denominata informalmente tangenziale Est, che colleghi il villaggio Prealpino, posto a nord della città, con la frazione di Buffalora, tramite una galleria che attraversi il Monte Maddalena[122].

Strade statali e regionali[modifica | modifica wikitesto]

La città è attraversata da numerose strade statali, che in base alla riforma del Codice della Strada del 1998 sono state riclassificate come regionali e affidate dalla Regione Lombardia all'amministrazione provinciale.

La Strada statale 11 Padana Superiore che collega Torino e Venezia è conosciuta, nel tratto cittadino, come Tangenziale Sud di Brescia.

Era punto di partenza della Strada statale 510 Sebina Orientale, che collega Brescia alla Val Camonica, più precisamente a Darfo Boario Terme, della 235 di Orzinuovi, che collega Brescia e Pavia, della 236 Goitese, asse Brescia-Mantova, della 237 del Caffaro, arteria di congiunzione tra il capoluogo lombardo e la provincia di Trento, della Strada statale 45 bis Gardesana Occidentale che collega Brescia con il Lago di Garda e con la Provincia di Trento e della 345 delle Tre Valli, terminante a Breno.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Brescia.
La stazione di Brescia

La stazione di Brescia, inaugurata il 24 aprile 1854, è situata lungo la ferrovia Milano-Venezia ed è anche punto di partenza per le linee Brescia-Iseo-Edolo, Brescia-Cremona, Brescia-Parma, oltre che per il collegamento con Lecco.

La Milano-Venezia è servita da diverse tipologie di treni a lunga percorrenza eserciti da Trenitalia, come Frecciabianca ed Eurocity, e dai treni regionali della relazione Milano-Verona Porta Nuova, eserciti da Trenord la quale serve anche le altre linee ferroviarie. Brescia è inoltre capolinea del servizio Eurostar Italia Alta Velocità (Frecciargento) che giunge a Roma Termini passando per le stazioni di Verona Porta Nuova, Bologna Centrale e Firenze Campo Marte.

La città è dotata anche dell'importante scalo di smistamento di Brescia Scalo, noto colloquialmente come Piccola Velocità, che permette un veloce interscambio tra la ferrovia, le vicine autostrade A4 e A21 e la Tangenziale Sud.

Nel territorio del comune, inoltre, si trovano due impianti della linea per Edolo: presso il quartiere di Fiumicello, sorge la stazione di Borgo San Giovanni, mentre presso la Mandolossa si trova l'omonima fermata, attualmente priva di servizio viaggiatori.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Brescia-Montichiari e Aeroporto di Brescia-Ghedi.
Interno dell'Aeroporto di Brescia-Montichiari

A circa 15 km dal centro della città si trova l'aeroporto di Brescia-Montichiari, dedicato a Gabriele D'Annunzio e per la maggior parte proprietà dell'ente di gestione del Valerio Catullo nel veronese.

La doppia denominazione Brescia-Montichiari è dovutata proprio alla vicinanza che questa aerostazione ha con il centro città, pur mantenendosi in territorio della provincia.

L'aeroporto, inaugurato il 25 ottobre 1999, è al momento al centro di diatribe politiche sull'effettivo grado di sviluppo dello stesso, per via del continuo ampliamento degli scali di Verona e Bergamo[123].

A pochi chilometri dall'aeroporto di Brescia-Montichiari si trova l'aeroporto militare Luigi Olivari di Brescia-Ghedi.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Classico bus cittadino
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti a Brescia.

La città è dotata di una rete di trasporti pubblici automobilistici composta da 18 linee che serve anche 14 comuni dell'hinterland cittadino per un bacino d'utenza di 360.000 abitanti.

Il numero di viaggiatori annuo del 2006 è stato pari a 39 milioni[124]. Dal 2003, il servizio è garantito da Brescia Trasporti che si è aggiudicata la gara indetta dall'amministrazione comunale.

La mobilità verso la provincia è garantita da due consorzi di trasporti automobilistici extraurbani:

Inoltre, il collegamento con la zona del Lago d'Iseo e con la Val Camonica è servito dalla società Ferrovie Nord Milano Autoservizi in regime di proroga provvisoria della concessione precedente[126]

Metropolitana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Metropolitana di Brescia.
Interno del convoglio della Metropolitana di Brescia

Brescia è servita da una linea di metropolitana leggera che collega i quartieri nord a quelli della zona sud-est, passando per il centro storico. Il sistema è interamente automatico, concepito e costruito da Ansaldo-STS, del tutto analogo a quello già realizzato per la metropolitana di Copenaghen.

La lunghezza complessiva della tratta funzionale, tra le stazioni capolinea Prealpino e Sant'Eufemia, è di 13,7 km, di cui:

  • 6 km in galleria profonda, scavata con scudo meccanizzato (TBM), nella parte centrale del tracciato;
  • 4,7 km in trincea coperta;
  • 1,3 km a raso;
  • 1,7 km in viadotto sopraelevato.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Brescia e Elezioni comunali a Brescia.

Circoscrizioni e Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Quartieri di Brescia.
Le circoscrizioni di Brescia

Fino alle elezioni amministrative del 2008, la città era suddivisa in nove circoscrizioni. Tuttavia alla fine dell'ultima amministrazione Corsini (2007) tali circoscrizioni sono state ridotte a cinque aumentandone l'autonomia.

Nord Ovest Centro Est Sud
Mompiano (11) Chiusure (5) Brescia Antica (1) Caionvico (16) Fornaci (9)
Villaggio Prealpino (15) Fiumicello (7) Porta Milano (3) Sant'Eufemia (18) Chiesanuova (20)
San Rocchino (29) Primo Maggio (26) Centro Storico Nord (4) Buffalora (13) Villaggio Sereno (24)
Borgo Trento (2) Urago Mella (21) Porta Venezia (14) San Polo (19) Don Bosco (6)
San Bartolomeo (17) Villaggio Badia (23) Centro Storico Sud (27) Folzano (8)
Sant'Eustacchio (28) Villaggio Violino (25) Crocifissa di Rosa (30) Lamarmora (10)
Casazza (22) Porta Cremona-Volta (12)
Piazzale Arnaldo situato nel centro della città
Via Lonati a San Polo, tipica zona periferica

Consolati[modifica | modifica wikitesto]

Brescia è sede dei seguenti consolati onorari[127]:

Città gemellate[modifica | modifica wikitesto]

Brescia è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Brescia Calcio.

Ha sede legale in città la Brescia Calcio S.p.A.[139].
La squadra è famosa per aver avuto tra le sue fila fuoriclasse del calibro di Roberto Baggio, Josep Guardiola, Gheorghe Hagi, Ioan Sabău, Alessandro Altobelli, Evaristo Beccalossi, Andrea Pirlo, Claudio Branco, Luca Toni, Daniele Bonera, Dario Hubner, e altri ancora.

Oltre al Brescia Calcio sul territorio cittadino, e precisamente a Buffalora, è attiva una squadra di calcio femminile, l'Associazione Calcio Femminile Brescia Femminile, che attualmente milita nella massima serie del campionato italiano di calcio femminile[140], e che l'11 maggio 2014 si è laureata campione d'Italia nella stagione 2013-2014[141].

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

L'arrivo finale del Giro d'Italia 2013 a Brescia

Per diverse volte Brescia è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1930, l'ultima nel 2013. Inoltre Brescia ha ospitato nel 2013 il gran finale del Giro d'Italia.

Oltre al Giro d'Italia, a Brescia e provincia dal 2001 viene organizzato il Brixia Tour, una gara a tappe che si svolge ogni anno.

Ginnastica artistica[modifica | modifica wikitesto]

La bresciana Vanessa Ferrari

La società di Brixia Gym milita in Serie A1 da anni e detiene numerosi scudetti, di cui 8 vinti consecutivamente tra il 2003 e il 2010; è una tra le società più di spicco nel panorama della ginnastica artistica femminile, sia a livello italiano che europeo: ha annoverato tra le sue fila le azzurre olimpioniche Monica Bergamelli, Erika Fasana, Vanessa Ferrari.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basket Brescia Leonessa.

Nel 2009 Brescia è tornata ad avere una squadra cittadina con la fondazione del Basket Brescia Leonessa, iscritta alla Divisione Nazionale A Gold di pallacanestro, dopo l'addio nel 1996 dello storico Basket Brescia[142]. Nel 2011 la squadra si è laureata Campione d'Italia Dilettanti e ha conquistato la promozione nel campionato di Legadue.

Pallanuoto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Systema Leonessa.

La compagine cittadina di pallanuoto è la A.N. Brescia, che partecipa alla Serie A1 e vincitrice di uno scudetto, tre coppe italia e di tre coppe LEN (2002 - 2003 - 2006)[143].Inoltre vi è la Pallanuoto Brescia militante nel campionato di Serie A2.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

L'Atlantide Pallavolo Brescia, che milita nel campionato di serie A2 di pallavolo, è l'unica rappresentativa avente sede in città.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Al 2014 sono presenti due società che militano nei campionati seniores:

  • il Brescia Rugby tuttora militante in Serie A1;
  • il Marco Polo CUS Brescia, nato dalla fusione tra Marco Polo RFC e CUS Brescia.

È inoltre presente il Rugby Club Fiumicello, società giovanile fondata nel 1984 da alcuni appassionati dell'omonimo quartiere dell'oltremella.

Scherma[modifica | modifica wikitesto]

Il bresciano Andrea Cassarà, vincitore di 2 ori olimpici

La società Schermabrescia opera sul territorio bresciano dal 1987. Il bresciano Andrea Cassarà ha vinto l'oro nel fioretto individuale ai Mondiali 2011.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede della Cavallerizza Bettoni, una fra le più antiche società sportive equestri italiane.

I Bengals Brescia, che militano in serie A del campionato di football americano, e vincitori del Superbowl 2009 e 2011, sono l'unica squadra di football americano cittadina.

È presente anche una società di tennistavolo, l'Associazione sportiva tennistavolo Brescia che milita in serie B1 del campionato nazionale.

Da alcuni anni la città ospita anche una squadra di ultimate frisbee, B.u.b.b.a. Brescia. Attualmente sono ospitati dall'associazione CUS Brescia e per l'anno 2012 militeranno nella serie B del campionato italiano open di ultimate frisbee.

La Mille Miglia a Brescia

Mille Miglia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mille Miglia.

Punto di partenza e di arrivo della storica competizione d'auto d'epoca Mille Miglia, gara storica che si tiene normalmente nel mese di maggio su un tracciato variabile tra Brescia e Roma. Sono ammesse alla competizione le vetture prodotte prima del 1957, anno in cui, per motivi di sicurezza, fu sospeso lo svolgimento della versione originale delle Mille Miglia gara di velocità.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio Mario Rigamonti è un impianto sportivo di Brescia, terreno di gioco interno del Brescia. La sua capienza, nel 2010, fu portata a 23.072 posti, grazie all'effettuazione delle opere di adeguamento dello stadio ai requisiti previsti dalla normativa vigente per gli incontri del campionato di Serie A 2010-2011.Fu così chiamato in memoria del giocatore bresciano Mario Rigamonti, militante nel Grande Torino e morto nella tragedia di Superga del 1949.

Il Centro Sportivo San Filippo è una struttura polifunzionale a Brescia, che comprende un Palazzetto dello sport, 3 campi da calcio a 11, 2 Campi da calcio a 7, 1 Campo da calcio a 6, 1 Campo da calcio a 5, 3 Campo da tennis in sintetico, 1 Campo da tennis in terra battuta, piscina coperta, piscina estiva all'aperto e altre strutture minori. Il centro inoltre ospita la sede del Brescia Calcio, del Brescia Basket Leonessa, del C.O. N. I., e di 17 Federazioni Sportive. In passato ha ospitato le gare casalinghe del Basket Brescia e della Pallavolo Brescia, mentre attualmente ospita quelle del Basket Brescia Leonessa, Pallamano Brescia, e della Icaro Basket Brescia, società che partecipa alla Serie B di Pallacanestro in carrozzina.

Da tempo è in progetto la realizzazione di un nuovo polo sportivo cittadino. Durante la giunta comunale guidata da Adriano Paroli viene illustrato un progetto per la creazione di una "cittadella dello sport"[144] situato presso il Parco delle Cave a San Polo[145], che comprende la costruzione di un nuovo stadio di calcio e di un palazzetto polifunzionale per pallacanestro e pallavolo. Quest'idea è stata successivamente abbandonata con l'insediamento della giunta Del Bono che ha optato per la sistemazione definitiva dell'ex impianto sportivo situato presso l'Ente Industriale Bresciano[146], meglio conosciuto come "Eib", nel quartiere di Chiesanuova, in passato utilizzato per le partite casalinghe del Basket Brescia e della Pallacanestro Cantù tra gli anni settanta ed ottanta. Il disegno riguardo alla ricostruzione del "ciambellone", così soprannominato per la sua forma rotonda, è ancora allo stato embrionale e prevede la realizzazione di un palasport moderno da 5.000 posti, capace di ospitare sia competizioni nazionali di pallacanestro e pallavolo, sia concerti musicali[147].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

In onore di Brescia è stato denominato un asteroide, il 521 Brixia, scoperto nel 1904 ed avente un diametro di circa 115,65 km.

Il Faro di Brescia nel Cimitero Monumentale

Il cimitero di Brescia, denominato Vantiniano (dal nome del suo progettista, l'architetto Rodolfo Vantini), è il primo cimitero monumentale costruito in Italia[148], al centro del quale si erge il Faro di Brescia (alto 60 metri, rivestito di marmo di Botticino) alla cui forma si è ispirato l'architetto tedesco Heinrich Strack per progettare la Colonna della Vittoria, uno dei simboli della città di Berlino[149].

Le Orsoline, ordine religioso fondato a Brescia e legato alla figura di Angela Merici sua fondatrice, nel 1919 fondarono un College femminile a livello universitario di Arti Liberali a London in Canada che attualmente prende il nome di Brescia University College[150] (all'origine Brescia College). Oggi è l'unico College a livello universitario per sole donne in Canada ed è affiliato con l'University of Western Ontario.

A Owensboro, lo stesso ordine religioso forniva un'estensione di corsi a classi miste sotto l'egida del College femminile Mount Saint Joseph Junior di Maple Mount nel Kentucky attivo tra il 1925 e il 1950. Successivamente, nel 1950, dalla fusione dei corsi tenuti dalle Orsoline con il Mount Saint Joseph Junior College nacque la Brescia University[151] un'università mista, di vocazione cattolica, tuttora attiva.

Nello Stato di Rio Grande do Sul, in Brasile, si trova il comune di Nova Bréscia, nome datole da emigranti italiani provenienti proprio dalla città di Brescia[152].

Brescia è la città della birra Wuhrer, la birra di produzione industriale più antica d'Italia. Nella zona dove sorgeva un tempo la birreria è sorto un lussuoso e moderno quartiere, opportunamente chiamato "Borgo Wührer".

A livello sportivo, soprattutto calcistico, è la rivale storica dell'Atalanta B.C., rivalità che spesso è sfociata in risse in quasi tutte le partite disputate tra queste due squadre.

Ampie vedute della città e delle sue strade sono contenute nel film del 1964 diretto da Antonio Pietrangeli "Il magnifico cornuto", i cui protagonisti sono Ugo Tognazzi e Claudia Cardinale e che è tutto ambientato nella città lombarda.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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