Pistoia

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Pistoia
comune
Pistoia – Stemma Pistoia – Bandiera
Pistoia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pistoia-Stemma.png Pistoia
Amministrazione
Sindaco Samuele Bertinelli (PD) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 43°56′00″N 10°55′00″E / 43.933333°N 10.916667°E43.933333; 10.916667 (Pistoia)Coordinate: 43°56′00″N 10°55′00″E / 43.933333°N 10.916667°E43.933333; 10.916667 (Pistoia)
Altitudine 67 m s.l.m.
Superficie 236,77 km²
Abitanti 90 455[1] (31-07-2013)
Densità 382,04 ab./km²
Frazioni vedi sezione
Comuni confinanti Agliana, Cantagallo (PO), Granaglione (BO), Porretta Terme (BO), Lizzano in Belvedere (BO), Marliana, Montale, Piteglio, Quarrata, Sambuca Pistoiese, San Marcello Pistoiese, Serravalle Pistoiese
Altre informazioni
Cod. postale 51100
Prefisso 0573
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 047014
Cod. catastale G713
Targa PT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 885 GG[2]
Diffus. atmosf. bassa
Nome abitanti pistoiesi
Patrono san Jacopo
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pistoia
Posizione del comune di Pistoia all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Pistoia all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale

Pistoia (pronuncia: /pis'toja/) è un comune italiano di 90.455 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia in Toscana nell'Italia centrale.

La città è stata dichiarata, ufficialmente, parte integrante dell'area metropolitana Firenze - Prato - Pistoia (che supera 1.500.000 abitanti) dal Consiglio Regionale della Toscana con la delibera 130 dell'anno 2000[3].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

La città si sviluppa all'estremità nord-occidentale della piana di Firenze-Prato-Pistoia. Il territorio comunale di Pistoia è attraversato da diversi corsi d'acqua, nessuno però di grandi dimensioni e tutti caratterizzati da un regime spiccatamente torrentizio. Il principale di essi è l'Ombrone Pistoiese che lambisce ad ovest la città. Giunto nelle vicinanze del quartiere di San Biagio, l'Ombrone Pistoiese ha acque limpide e pulite, in grado di ospitare anche specie ittiche pregiate quali la trota fario, il vairone e lo scazzone. Tuttavia la sua portata (a volte anche eccezionale nei mesi freddi) subisce drastiche diminuzioni d'estate, a causa soprattutto di prelievi indiscriminati per fini agricoli, quindi il torrente può rimanere in secca anche per diversi mesi, con gravi danni alla fauna ittica. Altro corso d'acqua importante è il torrente Brana, che cinge le mura della città a nord-est. Anche in questo caso il torrente giunge alle porte della città con discreta portata e acque abbastanza buone qualitativamente. Tuttavia, giunto nella zona industriale di Sant'Agostino, il Brana risente notevolmente di inquinamenti di varia natura, leggermente mitigati da un impianto di depurazione posto nei pressi della località Armacani. Il torrente Bure nasce dal poggio dell'Acquifredola in due rami, che percorrono le valli di Santo Moro e di Baggio e si riuniscono in prossimità di Candeglia; prosegue a nord della città di Pistoia per gettarsi nel torrente Agna. Altri corsi d'acqua minori risultano: il rio Diecine, affluente del Brana presso i cimiteri; il Vincio di Montagnana, che si getta nell'Ombrone Pistoiese in località Pontelungo; il Vincio di Brandeglio, anch'esso affluente del principale corso d'acqua pistoiese presso la frazione di Gello. Anche questi ultimi piccoli torrenti risentono di prelievi idrici da parte di aziende vivaistiche e, quindi, la parte finale del loro corso è pressoché priva di vita.

L'area in cui si estende il territorio comunale è classificata a rischio sismico, tanto che Pistoia è stata l'epicentro di alcuni eventi sismici anche di forte intensità. Nel 1196 un terremoto raggiunse la magnitudo 4,83 della scala Richter e il VI grado della scala Mercalli; l'11 luglio 1293 si verificò il più forte evento sismico, che raggiunse la magnitudo 5,57 della scala Richter e l'VIII grado della Mercalli; il 4 ottobre 1527 un altro forte terremoto ebbe magnitudo 5,37 della scala Richter ed il VI-VIII grado della Mercalli in base alle zone; infine, il 12 agosto 1815 un altro sisma raggiunse la magnitudo di 4,83 della scala Richter ed il VI grado della Mercalli.[4]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Toscana e Stazione meteorologica di Pistoia.

Il clima della città è influenzato sia dalla posizione all'estremità nord-occidentale della conca, che dalle vicine alture dell'Appennino e della Montagna Pistoiese.

Le escursioni termiche risultano piuttosto elevate mentre, rispetto alla vicina città di Prato, Pistoia si caratterizza per una minore ventilazione e per una maggiore piovosità (più di 1250 mm annui secondo i dati del consorzio Lamma). Pistoia è infatti una delle città più fredde della Toscana durante la stagione invernale (per quanto riguarda la pianura), mentre in estate è caratterizzata da maggiore ventilazione e nottate meno afose. Le termiche di gennaio si attestano sui 6 °C (le minime sono vicine a 0 °C) e spesso la notte si scende sotto lo zero; anche se le ore centrali del giorno sono spesso miti, la sensazione di freddo è acuita dall'alto tasso di umidità; può cadere la neve, anche se poca e con una breve permanenza al suolo. In luglio e agosto il caldo è accentuato dall'elevato tasso di umidità e le scarse precipitazioni sono esclusivamente in forma di temporali.

L'inverno è generalmente relativamente secco e freddo, con minima assoluta di -13,0 °C registrata l'11 gennaio 1985, mentre l'estate risulta piuttosto calda nelle ore diurne, con massima assoluta di +42,4 °C il 20 agosto 1943 (un improbabile valore di +43,4 °C, dovuto ad un possibile errore di trascrizione o ad un'errata misurazione, è stato registrato il 22 luglio 1982).[5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Pistoia.
Il Palazzo dei vescovi nel 1625

Di fondazione romana (chiamata Pistorium,[6] Pistoriae o Pistoria), esisteva probabilmente un precedente insediamento etrusco. Divenne nel II secolo a.C. un oppidum di Roma per appoggiare le truppe romane in lotta contro i Liguri. La città è menzionata anche da Sallustio, che riporta la battaglia del 62 a.C. in cui perse la vita Catilina.

Pistoia divenne nel V secolo importante sede vescovile e fu conquistata dai Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi. Al passaggio del potente esercito composto di tribù germaniche guidate dall'ostrogoto Radagaiso venne in parte distrutta. Un paio di secoli più tardi, sotto la dominazione longobarda, Pistoia fu elevata al rango di città e grazie alla sua posizione geografica, conobbe un significativo sviluppo demografico ed economico che continuò anche intorno al Mille, quando la città passò sotto l'orbita degli imperatori tedeschi.

Pistoia divenne così libero comune nel 1105, e nel 1117 fu approvato lo statuto dei consoli del Comune di Pistoia (Constitutum, consulum, Communis Pistoriae), la più antica raccolta scritta di leggi, regolamenti e consuetudini dell'età comunale, a noi pervenuta.

Importante centro medievale ghibellino sostenitore dell'Impero, Pistoia fu a lungo alleata di Pisa e di Siena[7]. La posizione geografica, nel crocevia di grandi direttrici commerciali, alimenta la vocazione commerciale della città, e a partire dal XII secolo, emerge un ceto mercantile molto attivo. I pistoiesi, come altri toscani, divennero celebri a livello nazionale e internazionale per le attività bancarie e finanziarie. Le famiglie pistoiesi più importanti di mercanti-banchieri sono gli Ammannati e i Panciatichi, attivi in Francia, i Cancellieri, i Chiarenti, i Dondori, i Partini, i Reali, i Simiglianti, i Vesconti[8][9]. Questo è considerato il periodo di maggior splendore di Pistoia.

Tuttavia, dopo un assedio di undici mesi, l'11 aprile 1306, Pistoia si arrese ai nemici di sempre, i fiorentini e i lucchesi, perdendo così la sua autonomia.

« poscia fecero disfare le mura e riempire i fossi, disfacendo tutte le fortezze e palagi de Ghibellini e dei Bianchi di Pistoia »
(Istorie Pistolesi ovvero delle cose avvenute in Toscana dal MCCC al MCCCXLVII - Anonimo Pistoiese)

I numerosi tentativi di ribellione dei pistoiesi furono, di volta in volta, soffocati nel sangue. Con la perdita dell'autonomia, e il controllo dei fiorentini che dominavano la vita pubblica di Pistoia con uomini di fiducia, nel XIV secolo iniziò una crisi sociale ed economica inarrestabile, acuita dalle lotte interne tra guelfi bianchi e guelfi neri, che, secondo lo storico Giovanni Villani ebbero iniziò proprio a Pistoia, per poi propagarsi a Firenze, e nel resto della Toscana.

Con la nascita del Granducato di Toscana, sotto la signoria medicea, ci fu un deciso cambio di tendenza, e si aprì una grande stagione di rinnovamento e di riqualificazione del tessuto urbano. Pistoia ritornò così un importante nodo politico e culturale, con la nascita di circoli o accademie: la più importante fu l'Accademia dei Risvegliati fondata da monsignor Felice Cancellieri e dal nobile Federigo Manni dove si recitavano poemi, poesie e prose e si faceva musica. Le riunioni avvenivano per lo più nei salotti delle case nobiliari ed erano a loro esclusivo uso e divertimento. Alla fine del XVII secolo fu costruito un teatro dove ebbe sede l'accademia sino alla sua estinzione avvenuta nel secolo scorso. Ne fecero parte numerosi esponenti della nobiltà locale tra cui Felice Cancellieri, Roberto Rospigliosi, Vincenzo Manni, Annibale Bracciolini, Domenico Manni, Pietro Banchieri e altri.

Con l'arrivo dei Lorena, che furono artefici di importanti riforme, Pistoia, come tutta la Toscana, conobbe, a partire dalla seconda metà del Settecento, un significativo risveglio sociale, culturale ed economico. Nell'Ottocento la realizzazione delle linee ferroviarie favorirono lo sviluppo industriale della città. Nel 1861 Pistoia, come il resto della Toscana, venne annessa al Regno d'Italia. Nel 1927 Pistoia divenne provincia e sede di prefettura.

Il comune di Pistoia è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale la cui motivazione è visionabile all'URL: [1]

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

  • Unzione di San Bartolomeo Apostolo, 24 agosto giorno di ricorrenza di San Bartolomeo.
  • Festa di San Jacopo, 25 luglio giorno di ricorrenza di San Jacopo.

San Jacopo, il patrono[modifica | modifica sorgente]

Le origini della venerazione che i pistoiesi hanno per l'apostolo San Jacopo sono remote. Lo storiografo pistoiese Michelangelo Salvi narra che nell'anno 849, temendo i pistoiesi che la loro città venisse invasa dai Saraceni, che erano giunti alle porte di Roma, chiese all'apostolo San Jacopo la sua protezione, ricordando come in simili circostanza, anche il re Ramiro di Spagna fosse ricorso all'aiuto del Santo.

Pistoia non venne invasa e, in segno di gratitudine per la grazia ricevuta, i pistoiesi elessero San Jacopo a loro patrono e gli edificarono una chiesetta entro il primo cerchio di mura; esse fu costruita nelle vicinanze di un fortilizio della città e fu chiamata San Jacopo in Castellare.

Nei secoli successivi il vescovo spagnolo Atto, che era succeduto al vescovo Ildebrando dei conti Guidi nel governo della diocesi, chiese al vescovo di Compostela (città spagnola della Galizia) una piccola parte della reliquia del corpo del santo. Ranieri, che si trovava come canonico della cattedrale di Santiago, accordò la reliquia (un frammento di osso del cranio del santo) e venne recata con grandi onoranze a Pistoia e deposta in una cappella appositamente costruita nel 1145.

Fu così che la cappella con apposito altare, dedicato a San Jacopo, diventò subito meta di pellegrinaggi inaspettati. Per tanti devoti, con in programma un pellegrinaggio a Compostela, Pistoia si fece spesso capolinea di partenza. Presso la cappella, infatti, si veniva a chiedere protezione per il lungo viaggio. Al ritorno poi si faceva traguardo d'arrivo, con sosta di doveroso ringraziamento per il buon esito dell'impresa.

Fra il 1170 e il 1180 gli statuti comunali ricordano una “festa di San Jacopo”.

Fin da allora, tuttavia, il culto per l'apostolo risultava sotto la tutela non più del vescovo, ma del comune di Pistoia.

Nel corso del Duecento quest'ultimo adottò San Jacopo come proprio protettore e patrono della città, apponendo la sua immagine sui propri sigilli.

Il periodo delle solenni celebrazioni religiose iniziava il giorno antecedente quello della festa con un'imponente processione di tutta la comunità; raggiungeva il suo culmine per il 25 luglio, e poi continuava per i successivi otto giorni (“Ottava di San Jacopo”).

In questo periodo si teneva una grande fiera annuale o “mercato”, che garantiva immunità a chi vi partecipasse, eccetto i criminali ed i banditi. La giornata festiva, caratterizzata durante la mattina da una serie di cerimonie liturgiche molto suggestive in onore del santo patrono, si concludeva nel tardo pomeriggio con una manifestazione concepita come omaggio a San Jacopo: la corsa del “Palio”. Essa prendeva nome dalla lunga pezza di stoffa pregiata (pallio) che ne costituiva il premio. Alla “corsa del Palio” partecipavano cavalli purosangue di razza berbera montati da fantini che spingevano gli animali al galoppo sfrenato lungo un percorso variato durante il tempo. Si trattava perciò di una gara di velocità in lungo, che evidenziava soprattutto le qualità dei cavalli.

Tra la fine del Settecento e durante l'Ottocento occasionalmente andò ad aggiungersi alla corse del Palio una serie di corse in tondo, lungo il circuito di una piazza, generalmente piazza San Francesco.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La città di Pistoia è particolarmente ricca di pregevoli monumenti romanici e rinascimentali (in particolare chiese) e soprattutto può vantare una delle più suggestive piazze d'Italia: piazza del Duomo, centro geometrico di Pistoia, monumentale fulcro sia del potere civile che ecclesiastico che comprende svariate architetture di pregio quali:

  • La Cattedrale di San Zeno, intitolata a San Zeno vescovo, che custodisce al suo interno l'altare argenteo di San Jacopo. Costruita nell'alto medioevo, fu distrutta da due incendi e quindi ricostruita nel XIII secolo e successivamente rimaneggiata fino all'epoca moderna. Il suo aspetto esterno risale al XIV secolo; l'interno a tre navate è originario del Trecento, abbellito da affreschi seicenteschi e numerosi quadri. Sotto al presbiterio si trovano i resti visitabili di una villa romana di età imperiale e della chiesa originaria. L'altare di San Iacopo, a cui lavorò anche Filippo Brunelleschi, è un capolavoro dell'oreficeria sacra e fu realizzato tra il 1287 e il 1456.
  • La torre del campanile, costruito su di un'antica torre di origine longobarda, in stile romanico; è diviso in tre ordini di loggette e provvisto di cella campanaria con tanto di cuspide che a causa di terremoti che flagellarono la città in epoca tardo-medievale venne rifatta più volte. Costruito nel XII secolo, l'aspetto attuale risale al 1576; raggiunge un'altezza totale di 67 metri ed è uno dei più bei campanili d'Italia.
  • Il Battistero di San Giovanni in corte del XIV secolo, in stile gotico, con decorazioni in marmi bianco-verdi. A pianta ottagonale e sormontato da una pittoresca cupola, progettato dalla bottega del celebre Andrea Pisano; al suo interno custodisce un fonte battesimale risalente al 1226.
  • Il Palazzo dei Vescovi composto da loggiato, al primo piano, in stile gotico e restaurato nel 1981. I sotterranei sono arricchiti da un importante percorso archeologico con scavi in sito di una stele etrusca di tipo fiesolano, una fornace romana e di tratti di mura dell'antica Pistoriae. Da non molti anni è aperto al pubblico ed è un raro esempio di museo dello scavo stratigrafico. Costruito sotto forma di palazzo fortificato nell'anno 1000, l'aspetto attuale risale al XII secolo quando fu trasformato in palazzo signorile; fu la residenza dei vescovi per ben 8 secoli.
  • Il Palazzo Pretorio o del tribunale anch'esso in stile gotico (ha perso negli interni parte del suo stile a causa dei lavori di ampliamento condotti nell'Ottocento). È famoso per il suo cortile interno con gli stemmi dei magistrati. Costruito nel XIV secolo e pesantemente rimaneggiato nell'Ottocento, fu da sempre la dimora di coloro che amministravano la giustizia. L'aspetto esterno, tuttavia, è simile all'originario. L'altra sede del Tribunale è il Palazzo San Mercuriale, dal nome del primo vescovo di Forlì, a cui era dedicato un monastero anticamente qui collocato[10].
  • Il Palazzo del Comune, con una bella facciata ornata di bifore e trifore. Iniziato nel XII secolo, raggiunse l'aspetto attuale solo nel 1350 circa. Un'importante ristrutturazione interna avvenne nel Cinquecento. Sulla facciata campeggiano lo stemma dei Medici e la testa del Re Negro Musetto di Maiorca, ucciso da un capitano pistoiese nel 1114. L'interno è ornato da bellissimi affreschi cinquecenteschi, sede del "Centro di Documentazione Giovanni Michelucci" e del Museo Civico.
  • L'ex chiesa di Santa Maria Cavaliera, costruita nel 979, subì molti rimaneggiamenti tanto che oggi è molto difficile individuare tracce dell'aspetto originario.
  • L'altomedioevale torre di Catilina, alta 30 metri. Il nome della torre deriva da una leggenda secondo la quale il corpo del generale romano Catilina fu sepolto in questa via, che si chiama appunto "Tomba di Catilina".

Di seguito altri monumenti e luoghi d'interesse presenti a Pistoia.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

In stile romanico:

  • chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, con un'ampia decorazione in marmi bianchi e verdi. Iniziata nel XII secolo, fu ampliata nel XIV. All'interno si trovano bellissime opere scultoree, come il pergamo di Fra' Guglielmo da Pisa, scolpito nel 1270, e la celebre Visitazione di Luca della Robbia, in terracotta invetriata, del 1445. Nell'interno sono da notare l'acquasantiera di Giovanni Pisano e il polittico medievale di Taddeo Gaddi, che rappresenta la Madonna in trono con San Iacopo, San Giovanni Evangelista, San Pietro e San Giovanni battista. Interessanti anche il crocifisso e il chiostro romanico, entrambi del Duecento.
  • chiesa di San Pier Maggiore, sconsacrata, costruita in epoca longobarda. La facciata è stata ultimata nel 1263, mentre l'interno è stato modificato nel 1640 e vi si trova un bell'organo ottocentesco. Anticamente il vescovo, al termine di una lunga processione, giungeva in questa chiesa dove si scambiava gli anelli con la badessa in una sorta di matrimonio mistico. Questa scena è rappresentata nel dipinto di Kristian Zahrtmann "il matrimonio mistico di Pistoia".
  • chiesa di San Bartolomeo in Pantano, con un antico pergamo all'interno di Guido da Como.
  • chiesa di San Michele in Cioncio.
  • chiesa di Sant'Andrea, con all'interno il celebre pulpito di Giovanni Pisano.
  • chiesa di San Biagio o di Santa Maria in Borgo Strada, conserva affreschi di epoca seicentesca.

In stile rinascimentale:

In stile barocco:

In stile moderno:

Nei dintorni:

Cimiteri[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Il Palazzo Panciatichi
Palazzo Banchieri già Sozzifanti (detto del Priorino)

Ville[modifica | modifica sorgente]

Esistono nei comuni della provincia una serie di ville "pistoiesi":

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mura di Pistoia.

La città è circondata inoltre da mura trecentesche che in origine includevano quattro porte di accesso: Porta al Borgo, Porta San Marco, Porta Carratica e Porta Lucchese ma di esse non rimane traccia in quanto demolite nei primi anni del Novecento. Di rilievo anche la Fortezza medicea di Santa Barbara, costruita nel Cinquecento dal Granducato di Toscana.

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Edifici[modifica | modifica sorgente]

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Piazza della Sala, dove si svolge da secoli il mercato degli ortaggi, con al centro, in marmo, il pozzo detto "del Leoncino", danneggiato nella seconda guerra mondiale e reintrodotto nella piazza nel 1989.
  • Zoo di Pistoia, costruito nel 1970 e ristrutturato nel 2005 per migliorare le condizioni degli animali presenti, copre una superficie di 7 ettari e ospita circa 400 animali appartenenti alle classi dei mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e insetti.[11]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[12]

  • 2011 94.421 abitanti
  • 2012 93.629 abitanti

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 8.007 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Biblioteca di Pistoia

A Pistoia sono presenti diverse biblioteche, fra le più importanti:

Università[modifica | modifica sorgente]

La città è stata designata per ospitare dall'anno accademico 2001/2002 una delle sedi distaccate dell'Università degli studi di Firenze. Nella nuova sede in via Sandro Pertini sono presenti la facoltà di Economia (corsi di laurea in Economia Aziendale, Economia e Commercio, Scienze turistiche), la facoltà di Ingegneria (corso di laurea in Ingegneria dei trasporti) e la facoltà di Agraria (corso di laurea in Scienze vivaistiche, ambiente e gestione del verde). Facendo riferimento al mese di giugno del 2007, il numero di studenti immatricolati al polo pistoiese ammonta a 1.337 unità.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Pistoia annovera diversi musei:

  • Museo civico, è ospitato all'interno del Palazzo Comunale. In esso è rappresentata l'intera storia artistica della città e comprende opere provenienti dalle soppressioni di Settecento e Ottocento, lasciti, donazioni (come la collezione Puccini) e opere di antica proprietà comunale.
  • Centro di Documentazione Giovanni Michelucci, anch'esso ospitato all'interno del palazzo comunale.
  • Palazzo dei Vescovi, all'interno vi è un percorso archeologico e il museo della Cattedrale di San Zeno.
  • Palazzo Rospigliosi, a poca distanza dalla Piazza del Duomo si trova l'imponente edificio donato in anni recenti alla diocesi di Pistoia. Esso ospita il Museo diocesano e il Museo del ricamo. Pistoia e il suo territorio vantano un'antica e affermata tradizione dell'arte del ricamo. Il museo ad essa dedicato comprende un'esposizione permanente e prestiti temporanei. Palazzo Rospigliosi ospita anche il museo omonimo, costituito dall'appartamento che la famiglia volle allestire all'illustre parente Giulio Rospigliosi per le sue eventuali visite in città, e rimasto praticamente intatto nei secoli.
  • Museo Marino Marini, sede e museo della fondazione dell'omonimo artista che nacque nella città.
  • Palazzo Fabroni, sede di esposizioni permanenti e mostre dedicate all'arte contemporanea. Inoltre vi è la Casa-Studio Fernando Melani. Particolarmente singolare quest'ultima, in quanto non mera contenitrice di opere d'arte ma essa stessa un'opera d'arte, riallestita dopo il restauro come l'artista l'aveva voluta lasciare e dove ogni cosa, anche un sacco di fiammiferi o una scala sommersa di giornali trovano la loro spiegazione nelle parole stesse dell'artista.
  • Ospedale del Ceppo, con il museo dei ferri chirurgici, la saletta anatomica e il famoso robbiano fregio delle sette opere di misericordia.
  • Casa-museo Sigfrido Bartolini, sede della omonima Associazione-"Centro Studi", e di un importante Archivio (notificato dal Ministero dei Beni Culturali) contenente il Fondo epistolare di Sigfrido Bartolini e i fondi "Barna Occhini" e "Giulio Innocenti" oltre a inediti di autori del '900 quali G.Papini,G. Manzini, G. Spadolini ecc. La Casa-museo è sede anche della Biblioteca entrata a far parte della Rete Documentaria Pistoiese. Particolarmente interessante lo "studio-laboratorio" nel quale l'artista,considerato uno dei maggiori incisori del '900) per 12 anni aveva lavorato all'edizione nazionale del Pinocchio, illustrato da più di 300 xilografie in nero e a colori.

Media[modifica | modifica sorgente]

A Pistoia sono presenti le redazioni di due quotidiani locali ("La Nazione" e "Il Tirreno"), un settimanale a carattere nazionale (La Vita) ed una emittente televisiva (Tv Libera Pistoia). Sono inoltre attive piccole case editrici come, ad esempio, il "Micco", "Settegiorni", "Via del Vento"; pubblica libri e una rivista a carattere storico (i "Quaderni di Fare Storia") anche l'Istituto storico per la resistenza di Pistoia.

Da 110 anni la Società pistoiese di storia patria pubblica regolarmente ogni anno il Bullettino Storico Pistoiese.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La cucina pistoiese è caratterizzata, come tutta la cucina toscana, dalla parsimonia che la rende sana anche se a prima vista può sembrare povera. Come da tradizione, vengono utilizzati anche ingredienti "di riciclo". Tra gli antipasti è famosa la fett'unta, l'arista sott'olio, i crostini di milza, i crostini di frattaglie di pollo (o crostini neri) ed i crostoni di cavolo nero. Come primi piatti: la zuppa di pane alla pistoiese, la zuppa di pane della montagna pistoiese, il carcerato, la farinata con le leghe ed i maccheroni all'anatra (piatto tipico della festa del patrono San Jacopo). I secondi più rinomati sono lo zimino di lampredotto, la trippa, la rigaglia, il lesso rifatto ed i fegatelli di maiale nella rete. Come contorni infine: i fagioli di sorana al fiasco, i fagiolini serpenti in umido, i funghi trifolati. I dolci tipici sono, invece, il berlingozzo, i cenci (tipici del periodo carnevalesco), oltre ai necci e al castagnaccio tipici della collina pistoiese fatti dalla farina neccia o farina dolce tratta dalla frantumazione delle castagne, i confetti di Pistoia (confetti a forma di riccio), i brigidini.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Eventi annuali[modifica | modifica sorgente]

  • Giostra dell'orso, tradizione medievale dove in una sorta di palio equestre con tornate si sfidano i rioni cittadini; ogni anno il 25 di luglio. I rioni: Grifone (colori bianco e rosso); Cervo Bianco (verde e bianco); Leon d'Oro (giallo e rosso) e Drago (verde e rosso).
  • Pistoia - Dialoghi sull'uomo[13], festival di approfondimento culturale dedicato all’antropologia e alla sociologia del presente. Diretto da Giulia Cogoli, è nato nel 2010 su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e del Comune di Pistoia. Ogni edizione si svolge nell’ultimo fine settimana di maggio ed è dedicata ad un tema specifico trattato da sociologi e antropologi, ma anche da scienziati, filosofi, scrittori, registi, artisti italiani e stranieri. La quinta edizione, dedicata al tema "Condividere il mondo. Per un'ecologia dei beni comuni", si è svolta dal 23 al 25 maggio 2014.
  • Dal 21 settembre 2013 al 29 settembre 2013 nella città, come a Firenze, Lucca e Montecatini Terme si sono svolti i Campionati del mondo di ciclismo su strada 2013.

Altri eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa della Spiga: celebrazione ideata da Niccolò Puccini che si tiene ogni 200 anni. L'ultima celebrazione risale all'anno 2000.
  • Settimana sociale italiana del 1907 (prima edizione) e Settimana sociale 2007 (In ricordo del centenario dell'iniziativa).
  • Tappa Festivalbar 2002 e Festivalbar 2003.

Persone legate a Pistoia[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Vivaismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del vivaismo pistoiese.

Il vivaismo professionale è la più importante attività economica cittadina e vanta una tradizione che parte dal 1859. Oggi Pistoia vanta circa duemila aziende[14][15] che coltivano piante da esterni per la grande distribuzione, per il verde pubblico, per giardini privati, per il paesaggio e per altri fini ornamentali. La maggior parte delle vendite è dovuta alle esportazioni in Europa anche se sono numerose le richieste in Italia e in molti paesi extraeuropei. Le aziende florovivaistiche sono in gran parte a conduzione familiare, nel loro complesso rappresentano circa il 25% dell'intera produzione di piante ornamentali in Italia.

Cantieristica[modifica | modifica sorgente]

Lo stabilimento AnsaldoBreda è la maggiore impresa pistoiese nel settore della meccanica. L'azienda nacque nel 1907 come officina per la riparazione e la costruzione di materiale rotabile ferroviario, sede distaccata della San Giorgio di Genova.
Nel secondo dopoguerra, fortemente danneggiato dai bombardamenti, divenne la O.M.P. (Officine Meccaniche Ferroviarie Pistoiesi), iniziando la costruzione di trattori "Ursus", progettati dall'ingegnere Ulisse Bubba.
A partire dal 1971, con la trasformazione in Breda Ferroviaria, riprese la primigenia vocazione produttiva rivolta al materiale rotabile, fino a diventare nel 2001 l'attuale AnsaldoBreda. Questo complesso occupa a circa 2.000 persone fra interne e nell'indotto ed è apprezzato in tutto il mondo per i suoi prodotti ferroviari di avanguardia.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Pistoia, Le Fornaci, quartiere PEEP 1981.

Le frazioni di Pistoia sono Baggio, Barile, Bonelle, Bottegone, Campiglio, Capostrada, Chiazzano, Collina, Corsini Bianchi, Corsini Neri, Le Piastre, Masiano, Orsigna, Piazza, Piteccio, Pracchia, Pontelungo, Ramini, San Felice, San Mommè, San Biagio, Spedaletto, Stazzana.

Collina[modifica | modifica sorgente]

Collina si trova a 146 metri di altitudine sul livello del mare. Gli edifici principali a livello architettonico sono la Villa di Fontana, un'antica dimora nobiliare, e la Chiesa dei Santi Pietro e Girolamo.

Stazzana[modifica | modifica sorgente]

Stazzana è un piccolo borgo collinare a 400 m di altezza s.l.m. sulle prime pendici appenniniche a nord ovest della città di Pistoia, da cui dista circa 12 km.

Caratteristica la presenza di numerosi molini ad acqua ormai in disuso. Coltivazione prevalente è quella dell'olivo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Stazione ferroviaria di Pistoia

Strade[modifica | modifica sorgente]

Pistoia è collegata alla rete autostradale nazionale tramite la Firenze-Mare che si può raggiungere facilmente dal centro urbano grazie al Raccordo Autostradale di Pistoia. Altre strade importanti che toccano la città sono la Strada statale 64 Porrettana che la collega con le città emiliane di Bologna e Ferrara, la ex Strada statale 66 Pistoiese che la collega sia con il capoluogo regionale sia con la Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero e la ex Strada statale 435 Lucchese che la collega con la Toscana occidentale.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Pistoia, interessato da traffico ferroviario regionale ma non da quello nazionale per il quale è necessario fare scalo a Firenze, Prato oppure a Pisa, viene attraversato da due linee ferroviarie

Oltre a questi due scali cittadini, Pistoia presenta altre stazioni sparse nel suo territorio comunale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Stazioni ferroviarie di Pistoia.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Il trasporto pubblico locale per la città e la sua provincia è gestito da Blubus s.c.a.r.l..

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1994 1998 Lido Scarpetti centrosinistra Sindaco
1998 2002 Lido Scarpetti centrosinistra Sindaco
2002 2007 Renzo Berti Democratici di Sinistra Sindaco
2007 2012 Renzo Berti Partito Democratico Sindaco
2012 in carica Samuele Bertinelli Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di basket cittadina è il Pistoia Basket 2000, che attualmente milita in Serie A. Pistoia vanta una notevole tradizione cestistica( 7 campionati consecutivi di Serie A dal 1992 al 1999),ma dopo la cessione del titolo, la squadra era dovuta ripartire dalle categorie dilettantistiche.Il ritorno nell'elite della pallacanestro italiana è avvenuto il 22 giugno 2013, con la vittoria in gara 5 playoff nella finale contro la Leonessa Basket Brescia.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Pistoiese.

La principale squadra di calcio cittadina è la Pistoiese (colori sociali arancione-blu). La società è stata fondata nel 1921 ed ha conosciuto la Serie A nelle stagioni 1928-1929 e 1980-1981 (tra i giocatori delle stagioni 1980-81 e 1981-82 si ricorda Marcello Lippi, poi allenatore nella stagione 1987-88). Il club nel marzo 2011 vince il campionato regionale di eccellenza toscana girone B e raggiunge la serie D. Il 21 aprile del 2011 compie 90 anni. La festa del sodalizio viene fatta il 16 aprile 2011 in Piazza Duomo davanti ad oltre 2000 persone segno di un ritorno importante di entusiasmo della città verso i colori arancioni.La squadra arancione con il campionato dell'annata 2013/2014 torna a giocare tra i professionisti, vincendo il campionato di serie D , aggiudicandosi la serie C.

Lo stadio Comunale, da poco intitolato al presidente che riportò la squadra in serie A, Marcello Melani, scomparso recentemente, è omologato per ospitare circa 5.000 spettatori, ma ne potrebbe ospitare addirittura 15.000. Fu costruito nel 1966 ed è stato più volte modificato nel corso degli ultimi anni. Nel 1980 è stata costruita la Curva Nord. Negli anni novanta la Curva Sud è stata rifatta più volte con ausilio di ponteggi. È situato nella zona nord della città, in Via delle Olimpiadi.

La tifoseria arancione è stata rappresentata negli ultimi da anni da vari gruppi organizzati fra i quali le Brigate Arancioni, le Vecchie Brigate, gli Ultras Pistoia, i 1982 che erano situati in gradinata. Sono stati stretti gemellaggi con Venezia e Pesaro. Dal 2007 la curva nord è portata avanti dai ragazzi dell'Ultima Guardia.

Podismo[modifica | modifica sorgente]

La Pistoia-abetone è una classica del Podismo nazionale. Ultramaratona di ben 50 km giunta alla 37ª edizione(2012).

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Pistoia vanta un'importante tradizione ciclistica. La Firenze-Pistoia è stata la prima gara ciclistica su strada italiana. Fra i ciclisti più noti ricordiamo Serafino Biagioni, Loretto Petrucci e Renzo Soldani.

La frazione di Bottegone e quella di Cantagrillo vantano una tradizione di squadre ciclistiche di livello mondiale dalle quali sono usciti numerosi campioni.

Il 14 maggio 2005 Pistoia ha costituito il traguardo della 7ª tappa del Giro d'Italia 2005 con la vittoria dello spagnolo Koldo Gil Perez.

Dal 21 settembre 2013 al 29 settembre 2013 nella città, come a Firenze, Lucca e Montecatini Terme si sono svolti i Campionati del mondo di ciclismo su strada 2013.

Hockey su prato[modifica | modifica sorgente]

L'Hockey su prato in città è rappresentato dalle squadre Hockey Club Pistoia e Hockey Pistoia Etrusca.

Tennis[modifica | modifica sorgente]

Il tennis nella città di Pistoia è praticato presso due circoli: Tennis Club Pistoia e Circolo del Dopo Lavoro Ferroviario.

Rugby[modifica | modifica sorgente]

Il Rugby pistoiese è nato grazie al lavoro di Umberto Materazzetti, importante figura del Rugby toscano e non solo, che con il contributo di varie scuole medie superiori è riuscito a creare il Rugby Pistoia asd nell'anno 2005. Ad oggi la società dispone di un settore giovanile e di una squadra che milita nel campionato toscano di C1. Dal 2010 è nata una nuova società satellite: il Rugby Pistoia 2010 militante nel girone C3 del campionato toscano.

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

« Vita bestial mi piacque e non umana,
sì come a mul ch'i' fui; son Vanni Fucci
bestia, e Pistoia mi fu degna tana. »
(Inf.XXIV, vv. 122-126)
« Ahi Pistoia, Pistoia, ché non stanzi
d'incenerarti sì che più non duri,
poi che 'n mal fare il seme tuo avanzi? »
(Inf. XXV, vv. 10-12)
  • Nemmeno Dino Compagni è tenero con i pistoiesi, e scrive nella sua Cronica:
« Naturalmente i Pistolesi sono uomini discordevoli, crudeli e salvatichi. »
(Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi, Libro I, 25)
  • Machiavelli cita Pistoia a più riprese per essere città instabile e facile alle passioni violente delle fazioni:
« Pistoia ancora ti resta, poco fedele, per essere divisa, e contro al sangue nostro dalle fresche ingiurie irritata. »
(La vita di Castruccio Castracani da Lucca)
« Solevano li antiqui nostri, e quelli che erano stimati savi, dire come era necessario tenere Pistoia con le parti e Pisa con le fortezze; e per questo nutrivano in qualche terra loro suddita le differenzie, per possederle più facilmente. »
(Il Principe, Cap. XX)
  • Ed anche in questo inno cittadino, scritto da un anonimo probabilmente fra il 1700 e il 1800, Pistoia non viene proprio descritta come una città idilliaca:
« Pistoja è la città dei malandrini
e quel che c'ho sofferto lo so io,
Ma se tu ascolti questi birichini
son più puri degli angeli di Dio.
Ma quando in Lucca e popoli vicini
non potevan trovar l'uomo adattio,
per decollar quei celebri assassini
Si fu trovato nel paese mio.
D'ogni piaga social qui c'è il fetore
vi son ladri spie e puttane e poi,
ci naque anche Tedici il traditore.
Il più onesto di tutti se tu vuoi
sarebbe il nostro Santo protettore,
ma ha sempre da pagar un par di boi. »
(Anonimo)

Cinema[modifica | modifica sorgente]

A Pistoia nel 2005 è stato girato il film Ti amo in tutte le lingue del mondo diretto ed interpretato da Leonardo Pieraccioni mentre nel 2006 è stata girata la miniserie televisiva Le ragazze di San Frediano diretta da Vittorio Sindoni. Nel 2010 invece è stata girata una parte del film Amici miei - Come tutto ebbe inizio diretto da Neri Parenti.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Statistiche demografiche ISTAT - comune di Pistoia (PT); Dati provvisori di novembre 2012
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il testo della Delibera n° 130
  4. ^ http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/consultazione/terremoto.php?visualizzazione=svg Stucchi et al. (2007). DBMI04, il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani utilizzate per la compilazione del catalogo parametrico CPTI04. Quaderni di Geofisica, INGV.
  5. ^ Annali idrologici del Compartimento di Pisa: temperature massime e minime assolute registrate a Pistoia
  6. ^ Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III, 52.
  7. ^ È del 1228 il giuramento di 4300 Pisani di mantenere l'alleanza con Siena, Pistoia e Poggibonsi.
  8. ^ Federigo Melis, Marco Tangheroni, Industria e commercio nella Toscana medievale, Le Monnier, Firenze 1989, p. 164.
  9. ^ Luigi Lotti, Storia della civiltà toscana, Volume 1, Le Monnier, Firenze 2000, p. 96.
  10. ^ Una testimonianza della vita di tale Monastero è la recente edizione dell'opera: Anna Maddalena Favilla, Ricettario di San Mercuriale: manoscritto pistoiese del secolo 18. Raccolta di ricette fatta dalla molto reverenda madre donna Anna Maddalena Favilla speziale del Monastero di San Mercuriale della città di Pistoia quest'anno 1750, Edizioni del Comune di Pistoia, Pistoia 1999.
  11. ^ Storia dello zoo sul sito web ufficiale
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ www.dialoghisulluomo.it.Sito ufficiale
  14. ^ Elenco delle aziende vivaistiche pistoiese.
  15. ^ Comune di Pistoia - comunicato stampa sui dati del vivaismo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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