Vigevano

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Vigevano
comune
Vigevano – Stemma
Piazza Ducale
Piazza Ducale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
Sindaco Andrea Sala (Lega Nord) dal 12-4-2010
Territorio
Coordinate 45°19′00″N 8°52′00″E / 45.316667°N 8.866667°E45.316667; 8.866667 (Vigevano)Coordinate: 45°19′00″N 8°52′00″E / 45.316667°N 8.866667°E45.316667; 8.866667 (Vigevano)
Altitudine 116 m s.l.m.
Superficie 82,38 km²
Abitanti 63 268[1] (31-12-2013)
Densità 768 ab./km²
Frazioni Buccella, Fogliano, Morsella, Piccolini, Sforzesca
Comuni confinanti Abbiategrasso (MI), Bereguardo, Besate (MI), Borgo San Siro, Cassolnovo, Cilavegna, Gambolò, Gravellona Lomellina, Morimondo (MI), Mortara, Motta Visconti (MI), Parona
Altre informazioni
Cod. postale 27029
Prefisso 0381
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 018177
Cod. catastale L872
Targa PV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti vigevanesi
Patrono Beato Matteo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vigevano
Posizione del comune di Vigevano nella provincia di Pavia
Posizione del comune di Vigevano nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Vigèvano (IPA: [viˈʤɛvano],[2][3] Avgevan in dialetto vigevanasco[4]) è un comune italiano di 62.816 abitanti[5] della provincia di Pavia in Lombardia. Il comune è il secondo della provincia per numero di abitanti dopo il capoluogo e primo per superficie, compreso interamente nel Parco naturale lombardo della Valle del Ticino. Dal 1 gennaio 2015, il Comune lascerà la provincia di Pavia per unirsi all'Area Metropolitana di Milano[6].

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Vigevano si trova nella Lomellina nord-orientale, sulla sponda destra del fiume Ticino, che lo separa dalla provincia di Milano. Dista circa 38 km da Pavia, 36 km dal centro di Milano, 27 km da Novara, 14 km da Mortara, 12 km da Abbiategrasso.

Il clima è temperato sub continentale, con inverni umidi e abbastanza freddi (media di gennaio +2 °C), ed estati calde e parimenti umide (media di luglio +24 °C).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Le origini della città sono confuse, sebbene se ne presuma un'origine molto antica, il primo documento che la menziona, con il nome longobardo di "Vicogeboin" o "Vicus Gebuin", risale al 963. L'abitato sorse in una posizione strategica ai margini della valle del Ticino, nei pressi di un importante guado sul fiume.

Nel corso del XII secolo il borgo incastellato venne fortificato lungo uno dei lati rivolti alla pianura e conquistò ampie autonomie amministrative, ma a causa della sua posizione, pressappoco a egual distanza da Pavia e Milano, fu spesso al centro dei frequenti conflitti tra le due città per il possesso della Lomellina, subendo guerre, assedi e distruzioni per oltre 150 anni.

In seguito, con l'avvento delle signorie, le condizioni migliorarono; tra il XIV ed il XV secolo il borgo divenne feudo dapprima dei Della Torre, poi dei Visconti e infine, tra il 1450 ed 1535, degli Sforza.

I Visconti e gli Sforza[modifica | modifica sorgente]

Piazza Ducale e il Duomo

Durante il periodo visconteo-sforzesco Vigevano raggiunse il suo periodo di massimo splendore, divenendo residenza ducale e centro commerciale di notevole importanza per la lavorazione dei panni di lana e di lino.

Nel XIV secolo, durante il governo di Luchino Visconti, furono introdotti importanti mutamenti urbanistici culminanti con la costruzione delle mura ("terraggi"), della rocca (ora Rocca Vecchia) e nel potenziamento del castello. Nel 1347, venne costruita la "Strada Coperta", un passaggio protetto per collegare il castello alla rocca passando sopra le case del borgo.

L'ultimo dei Visconti, Filippo Maria, morì nel 1447 senza lasciare eredi, a Milano si proclamò l'Aurea Repubblica Ambrosiana a cui Vigevano aderì. Quando Francesco Sforza tentò di impossessarsi del potere, Vigevano si ribellò e nell'aprile del 1449 espulse il podestà ed il comandante del presidio e si proclamò libero comune, alleandosi con Milano. Le truppe sforzesche posero l'assedio alla città per circa 20 giorni portando numerosi assalti contro i vigevanesi chiusi dentro il castello. Ma l'impegno di tutto il popolo, guidato dall'eroina Camilla Rodolfi, non bastò; il 6 giugno la città si arrese, riuscendo però ad ottenere una serie di privilegi. In seguito Francesco Sforza scelse il castello di Vigevano come dimora estiva e riserva di caccia della sua corte.

Dopo la morte di Galeazzo Maria Sforza, ricordato a Vigevano per aver realizzato alcune scuderie nel castello e allevamenti di cani da caccia, gli succedette il giovane figlio Gian Galeazzo Maria. Fu allora che Ludovico il Moro, fratello di Galeazzo, tentò di impadronirsi del potere assumendo la reggenza nel 1480 e divenendo poi duca di Milano nel 1494.

Nativo di Vigevano, il Moro si occupò di abbellire la propria città avviando dapprima la bonifica del territorio, migliorando il sistema di irrigazione a beneficio dell'agricoltura e costruendo la grande fattoria modello denominata "Sforzesca", a sud della città. In seguito fece ampliare il castello costruendo nuove scuderie e nuovi edifici quali la "Loggia delle Dame", la "Falconiera" e la Torre, ad opera di Donato Bramante; contemporaneamente avviò la costruzione della grandiosa piazza Ducale, terminata nel 1494.

Dopo il 1500[modifica | modifica sorgente]

Un'immagine del complesso del castello

Nel 1500, con la sconfitta del Moro, catturato dai francesi a Novara, per Vigevano si chiuse il periodo aureo del rinnovamento urbanistico. Seguirono anni di difficoltà con guerre ed occupazioni straniere. Nel marzo 1530, Francesco II Sforza, ultimo Duca di Milano, ottenne da Papa Clemente VII l'erezione di Vigevano al rango di città e sede vescovile ma alla sua morte la città cadde sotto un lungo e difficile dominio spagnolo, attraversando un XVII secolo segnato da carestie, epidemie di peste e assedi. Dopo una breve dominazione austriaca, nel 1745 la città entrò a far parte del Regno di Sardegna; sotto il dominio sabaudo l'industria e il commercio rifiorirono e il 29 agosto 1789 la città diviene capoluogo della "Provincia Vigevanasca". Dopo la parentesi della dominazione napoleonica nel 1814 la città torna ai Savoia.

Il 9 agosto 1848, nel corso della Prima guerra di indipendenza italiana, presso l'attuale vescovado venne firmato l'armistizio Salasco che prevedeva una tregua di sei settimane, tra Austria e Piemonte; in seguito, il 21 marzo 1849 venne combattuta la battaglia della Sforzesca in cui i piemontesi ebbero la meglio sugli austriaci.

L'industrializzazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1854 viene inaugurata la linea ferroviaria Vigevano-Mortara e nel 1870 il prolungamento fino a Milano.

Nel 1866 sorse a Vigevano, città da sempre vocata alla manifattura, il primo calzaturificio italiano (Luigi Bocca); in circa 40 anni i laboratori diventarono 36 e quasi 10.000 le persone occupate nel settore (molte delle quali lavoranti a domicilio); nel 1937 si contavano 873 aziende con 13.000 dipendenti fino a arrivare a 900 aziende con quasi 20.009 addetti nel 1965. Parallelamente all'industria calzaturiera si diffuse anche l'industria tessile per la lavorazione della seta e del cotone.

Nel secondo dopoguerra il settore tessile si ridimensionò fortemente mentre quello calzaturiero, dopo il boom degli anni cinquanta e sessanta, iniziò un drastico declino, compensato solo in parte dallo sviluppo dell'industria metalmeccanica finalizzata a produrre macchinari per la lavorazione delle calzature, che resiste ancora oggi, nonostante la forte concorrenza dei paesi emergenti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Piazza Ducale e la facciata del duomo

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Duomo o Cattedrale di Sant'Ambrogio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Vigevano.

Il duomo di Vigevano, dedicato al patrono Sant'Ambrogio, è la principale chiesa della città e sede della diocesi di Vigevano. Si trova affacciata su un lato di piazza Ducale, nel centro della città. La costruzione dell'edificio fu iniziata da Francesco II Sforza nel 1532 su una precedente chiesa del Trecento e terminò con la sua consacrazione nel 1612. L'originale facciata concava, ideata dal Vescovo Juan Caramuel y Lobkowitz, fu realizzata in stile barocco dopo la morte del vescovo.

Vigevano e Milano condividono lo stesso patrono, ma al contrario dei milanesi, i vigevanesi festeggiano il Beato Matteo Carreri, loro protettore. Il giorno delle festività è così non il 7 dicembre come per Milano, ma il lunedì seguente la seconda domenica di ottobre. Una nota curiosa è che molti vigevanesi non sanno di questa differenza, festeggiando erroneamente il Beato Matteo come proprio patrono.

Chiesa di San Pietro Martire[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Pietro Martire (Vigevano).
La chiesa di San Pietro Martire

Eretta nel 1445 e dedicata a San Pietro Martire con l'annesso convento dei frati domenicani come attestato dalla bolla pontificia conservata presso l'archivio storico di Vigevano, venne consacrata nel 1480. In puro stile gotico lombardo con campanile a base ottagonale, si presenta a croce latina imperfetta con pilastri polistili, terminante con coro poligonale alto con sottostante cripta il cui accesso è dato da due ingressi ai lati del presbiterio rialzato. Nella cripta è conservato il corpo del Beato Matteo Carreri, patrono di Vigevano, che visse e morì (1470) nell'attiguo convento.

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Francesco

Edificata fuori dalle mura cittadine nel 1379, un anno dopo la costruzione del convento dei Frati Minori. Era più piccola, orientata diversamente e occupava lo spazio dell'attuale transetto. Ampliata nel 1447, subì una radicale trasformazione con la totale ricostruzione e il cambio di asse tra il 1465 e il 1470. Nel 1475 viene terminato il campanile la cui costruzione era iniziata nel 1448. Nel 1836 furono rifatte le cappelle. Nel 1847, per ampliare la via S. Francesco, venne demolita la cappella dell'Immacolata Concezione, edificata nel 1494 su disegno di Donato Bramante. Tra il 1847 e il 1856 subì un "restauro" che trasformò l'interno in stile neogotico, con la realizzazione delle volte in sostituzione delle capriate a vista e il rialzo del tetto, conseguente al sopralzo di un metro del pavimento che fu portato a livello strada. Tra il 1891 e il 1903, ad opera dell'architetto Moretti, fu ripristinato il disegno gotico lombardo della facciata con il rialzo di alcuni metri, per allinearsi al tetto sopralzato con gli interventi ottocenteschi; inoltre vennero eliminati i piccoli ingressi ai lati del portale di facciata realizzati nel corso del Settecento, allungate le due finestre gotiche e completata la cornice del finestrone tondo rifatto più grande di quello quattrocentesco. A completamento della facciata furono rifatti i pinnacoli. Nel 1931 anche i lati vengono restaurati, riportando all'antica forma la facciata del transetto. Sulla via S. Francesco, dopo il portale del lato destro, si trova un ossario di fattura barocca chiamato "chiesetta dei morti".

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Piazza Ducale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Piazza Ducale (Vigevano).

Piazza Ducale a Vigevano, nel cuore della città, è una delle più famose piazze d'Italia, vero gioiello di arte rinascimentale. Venne costruita per volere di Ludovico il Moro in soli due anni, tra 1492 ed il 1494 come anticamera del castello divenuto residenza ducale. Si presenta a pianta rettangolare di 138 metri per 46, con orientamento prevalente nord-ovest/sud-est; è racchiusa su tre lati da edifici porticati omogenei e sul quarto lato dalla facciata della cattedrale. All'angolo sud-ovest si trova la rampa che conduce al cortile del castello passando sotto la torre del Bramante. L'aspetto attuale della piazza è dovuto in buona parte agli interventi del 1680, compiuti dal Vescovo Caramuel e da opere successive.

Palazzo Sanseverino[modifica | modifica sorgente]

Cortile, angolo nord-ovest

Situato ad ovest del centro storico, in fondo al corso della Repubblica che si diparte dall'ingresso neo gotico del castello. Il complesso si presenta fortemente alterato nelle facciate esterne, tanto che non se ne riconoscono le origini rinascimentali e si fatica a coglierne l'aspetto monumentale conservato invece nel cortile interno caratterizzato sul lato nord da un ampio porticato ed un loggiato aereo sorretto da mensole in granito sugli altri lati. In origine gli accessi erano due, uno verso la campagna ad ovest e un altro verso la città ad est, mentre l'attuale ingresso era occupato da uno scalone; un ulteriore passaggio posto sul lato nord conduceva al giardino dove si trovava una scuderia. Costruito nel 1492 sotto la direzione di Sebastiano Altavilla di Alba come abitazione di Galeazzo Sanseverino comandante la guarnigione sforzesca e sposo di una figlia naturale di Ludovico il Moro, nel 1496 viene trasformato dal Moro in fortezza, con la costruzione di una cinta muraria con quattro torri tonde ed un fossato a circuito del palazzo e del suo giardino, che viene quindi chiamata "Rocca Nuova" in contrapposizione alla rocca situata edificata da Luchino Visconti ad est dell'abitato che viene così denominata "Rocca Vecchia".

Disegno ricostruttivo della Rocca Nuova
Vista da sud-ovest

All'inizio del Cinquecento, sotto il marchesato di Giangiacomo Trivulzio, si rinforzano gli accessi con la costruzione dei rivellini. Nel 1535, poco prima della sua morte, il Duca Francesco II Sforza fa costruire il porticato con il piano sovrastante e decorare i prospetti sulla corte. Nel 1543, per volontà di Alfonso D'Avalos viene realizzato un terrapieno di difesa esterna che comporta la demolizione di 42 case, soprattutto verso il castello. Nel 1646, dopo la conquista francese dell'anno prima, la rocca viene presa dagli spagnoli che ne demoliscono le strutture difensive. Si salva dalla distruzione il palazzo e parte della muratura edificata da Ludovico il Moro sul lato ovest, di tale muratura ne rimane un ampio tratto tratto con l'originale accesso verso la campagna. Nel 1655 Giovanna Eustachia della Santa Croce riceve in dono dal Re di Spagna il palazzo e le macerie delle fortificazione, che vengono vendute, quindi trasforma l'edificio in un monastero dedicato a S. Chiara con la costruzione di una chiesa addossata al lato sud e consacrata nel 1680, sul sito dell'attuale strada. Nel 1805 il monastero viene soppresso quindi il palazzo viene lottizzato e acquistato da privati che lo trasformano in abitazioni, demoliscono la chiesa e realizzano a loro spese l'attuale strada. Con la costruzione della strada odierna gli ingressi originali vengono chiusi e si realizza quello attuale con la ricostruzione della parte su cui addossava la chiesa e il rimaneggiamento della facciata della parte sud-ovest che viene occupata dall'albergo "della Corona". Verso la fine dell'Ottocento vengono costruiti i due edifici situati tra il palazzo e la superstite muratura della rocca, edifici che fino a pochi decenni fa, insieme a parte del palazzo, hanno ospitato l'albergo "dei Tre Re". Nel 1937 viene ristrutturata la parte sud-est del corpo su strada con il rifacimento della facciata nella forma attuale.

Parte delle mura superstiti della rocca voluta dal Moro vengono ulteriormente demolite con la costruzione di un edificio negli anni sessanta.

Palazzo Crespi[modifica | modifica sorgente]

Palazzo storico di Vigevano, sede della Civica Biblioteca

Eretto nel 1893 da Giuseppe Crespi, fondatore dell'omonimo cotonificio, fu acquistato dai signori Gagliardone e poi dai Biffignandi; successivamente venne ceduto al PNF come Casa del Fascio. Nel dopoguerra passò al Comune che, dal 1966, vi ospita la Biblioteca, intitolata nel 1983 allo scrittore vigevanese Lucio Mastronardi. I Musei Civici, che comprendono la Pinacoteca Civica e il Museo della Calzatura, prima situati presso questo Palazzo, sono stati trasferiti dal 2009 presso il Castello Sforzesco.

Le facciate mostrano paraste e tamponamenti a bugnato liscio al primo piano, mentre i piani superiori restano decorati con le sole paraste; le finestre sono incorniciate con timpano a motivi geometrici e si alternano a balconate in pietra con pilastrini al primo piano e in ferro battuto decorato al secondo piano. All'interno lo scalone d'onore si articola in quattro rampe ad andamento ottagonale con gradini in marmo. Alcune delle sale conservano affreschi ai soffitti con temi decorativi e figurativi in stile liberty. Adiacente al palazzo, un giardino cintato conserva antichi alberi ad alto fusto.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Castello Sforzesco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello Sforzesco di Vigevano.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Santa Maria del Popolo

Abitanti censiti[7]

Al dicembre 2011 (dati Istat) la popolazione vigevanese si compone di 64.414 abitanti.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al dicembre 2011, 64.414 persone risiedono a Vigevano, in crescita rispetto all'anno precedente. La città di Vigevano, per la sua vicinanza con Milano, ha una elevata presenza di stranieri, 8.915 all'inizio del 2011, che costituiscono il 13,9% della popolazione, percentuale molto più alta rispetto alla media regionale e nazionale. La maggior parte di questi provengono dall'area geografica del Nord Africa, seguita immediatamente dall'est europeo. Quasi uno straniero su tre risiedente a Vigevano è nato in città. I gruppi più numerosi di immigrati sono i seguenti:[2]

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Egitto Egitto 2308
2 Romania Romania 1175
3 Albania Albania 963
4 Marocco Marocco 653
5 Ecuador Ecuador 508
6 Tunisia Tunisia 360
7 Cina Cina 353
8 Perù Perù 336
9 Ucraina Ucraina 288
10 Filippine Filippine 282

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Tra le svariate proposte di piatti e delizie gastronomiche che impreziosiscono Vigevano e la Lomellina, spiccano insaccati, formaggi e i piatti a base di riso, questi ultimi presenti in tutti i tipi di portate, dagli antipasti ai dolci.

Dolceriso del Moro

Si dice che il Dolceriso sia stato sfornato per la prima volta nelle cucine del Castello Sforzesco di Vigevano. Era la primavera del 1491, Beatrice d'Este, la raffinata, giovane moglie di Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, voleva un dolce speciale da offrire al "signor suo consorte" e agli ospiti che qui trascorrevano "tutto il die et persino a mezza nocte passata in zoghi e feste". E il dolce, oggi come allora, è vera espressione rinascimentale. Legato al territorio, perché ripieno di quel riso la cui coltivazione si andava affermando nelle terre del Vigevanasco, e ricercato, perché profumato dall'acqua di rose e ricco di cedri canditi dei confettieri genovesi. Lo stampo inciso con l'impresa araldica dello "scovino", caro al Moro, ne impreziosisce la forma.
Ingredienti:
Pasta frolla: Farina di grano, burro, zucchero, uova, aromi.
Ripieno: riso e latte, pinoli, mandorle, cedro candito, farina di mandorle, acqua di rose.

Musei[modifica | modifica sorgente]

All'interno del Castello Sforzesco sono presenti il Museo internazionale della calzatura e la Pinacoteca Civica. Il Museo dell'Imprenditoria vigevanese è invece ubicato presso le sale dell'ex orfanatrofio Merula, in via Merula 40. L’intero nucleo dei Musei Civici è stato dedicato a Luigi Barni (1 ottobre 1877 – 28 maggio 1952), uomo di grande lungimiranza e passione che contribuì significativamente alla nascita e alla crescita delle collezioni d’Arte oggi esposte.

Pinacoteca "Casimiro Ottone"[modifica | modifica sorgente]

La stagione della grande pittura italiana ed europea del XIX secolo costituisce il cuore pulsante della Pinacoteca Civica. Una stagione che a Vigevano si apre con la figura di Giovanni Battista Garberini, (1819-1896) maestro riconosciuto della pittura vigevanese moderna ed autore di una imponente galleria di ritratti di esponenti della borghesia cittadina. L’impetuoso sviluppo industriale di Vigevano seguito all’unità nazionale porta alla ribalta una nuova classe imprenditoriale che manifesta uno spiccato gusto per l’arte pittorica: appartengono a quell’epoca gli acquisiti della “Marina” di Pompeo Mariani e della monumentale composizione storica “La morte di Carlo Emanuele II” di Francesco Valaperta. Gli anni settanta dell’Ottocento segnano un rinnovamento formale per la pittura lombarda e quindi, di riflesso, per la pittura vigevanese. Gli esponenti di punta della nuova stagione sono Ambrogio Raffele (1845-1928) e Casimiro Ottone (1856-1942) che suscitarono l’interesse e la menzione di Federico Zeri in occasione di una mostra organizzata nel 1997. Se Raffele si dedica quasi esclusivamente al paesaggio privilegiando le vedute di località alpestri (specialmente della Valle d’Aosta), Ottone si rivolge alla figura come dimostra la folta sequenza di intensi volti femminili che richiamano stilemi tardo scapigliati. La generazione di pittori a cavallo dei due secoli è bene rappresentata da Luigi Bocca (1872-1930), Luigi Barni (1877-1952) e dai fratelli Cesare e Ferdinando Villa. Luigi Bocca è il personaggio di maggior spessore, come testimonia la sua produzione incentrata sul ritratto e sulla composizione con figure umane bene esemplificata nel delicato “Per tua dote”. La stagione del Novecento pittorico ha invece in Mario Ornati (1887-1955) e Carlo Zanoletti (1898-1981) i protagonisti principali. In particolare Zanoletti si distingue per la sua particolare lettura dei paesaggi del fiume Ticino e dei suoi frequentatori (barcaioli, ma anche gente comune). Tra i rappresentanti della scultura di Otto e Novecento a Vigevano, che trovano spazio nel percorso di visita, in un dialogo perfetto tra pittura e scultura, troviamo Pasquale Miglioretti, Alfredo Berengario Ubezio, Giovan Battista Ricci e Alfredo Villa.

Persone legate a Vigevano[modifica | modifica sorgente]

Porta di Via XX settembre

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Le Contrade[modifica | modifica sorgente]

In occasione del Palio, organizzato ogni anno dalla città presso il Castello, si sfidano ad un torneo 12 contrade che, seppure di recente istituzione, riprendono in parte le originarie contrade quattrocentesche:

  1. Castello: storica contrada del Duca, padrone dei giochi.
  2. Costa: contrada con sede nel convento di San Pietro Martire.
  3. Strata: contrada con sede nella chiesa di Santa Cecilia (Chiesa del Sacro Cuore).
  4. Mercanti: contrada dei mercanti della città.
  5. San Crispino e San Crispiniano: contrada degli artigiani cittadini che venivano anticamente riuniti in corporazioni.
  6. Cicerino: contrada situata presso l'antica Porta Cicerino da cui il nome e presieduta dalla corporazione dei panettieri.
  7. San Martino: contrada corrispondente al borgo di San Martino, fuori le mura, contraddistinto da acquitrini e paludi.
  8. Griona: contrada presieduta dai guardiani delle acque, preziosissime un tempo nella lomellina per la coltivazione del riso.
  9. Valle: contrada che comprende i feudi rurali esterni alla città.
  10. Predalata: contrada situata presso l'antica Porta Predalata.
  11. Contado: contrada situata presso Santa Maria delli pesci e presieduta dai pescatori della città.
  12. Bronzone: contrada situata presso la porta della il Bronzone (al confine con la rocca vecchia) era presieduta dall'Ospedale dei Pellegrini.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Giorgio
  • Piccolini: vi si trova il carcere cittadino, situato poco distante dal centro abitato.
  • Fogliano
  • Morsella
  • Sforzesca
  • Buccella

Economia[modifica | modifica sorgente]

Per secoli il luogo divenne famoso per la manifattura tessile, in particolare della seta e del cotone.

Il settore più importante dell'economia vigevanese è quello calzaturiero con produzione di scarpe, accessori, materiali e macchine per calzature. Già attiva all'inizio del XX secolo, la manifattura calzaturiera cominciò ad affermarsi durante la prima guerra mondiale, per raggiungere l'apice durante gli anni cinquanta, tanto che la città era considerata la capitale della calzatura. Nei decenni successivi, con il progressivo spostamento della produzione verso i paesi in via di sviluppo, è iniziata una crisi sempre più profonda del settore che ha coinvolto anche tutto l'indotto del territorio.

L'agricoltura è principalmente incentrata sulla produzione del riso, vista l'ampia diffusione delle risaie in Lomellina.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

La città è attraversata da vari mezzi di trasporto pubblici comunali e intercomunali quali:

Mezzi pubblici[modifica | modifica sorgente]

  • sette linee di trasporto pubblico urbano (1, 2, 3, 4, Circolare A, Circolare B e una linea speciale che collega la frazione Morsella a quella della Sforzesca) gestite dall'azienda Line SpA;
  • linee di trasporto pubblico extraurbano gestite da Stav che collegano Vigevano a: Milano, Novara, Pavia, Mortara, Gallarate, Gambolò, Mede.

A cavallo tra '800 e '900 la città poteva vantare 2 collegamenti tramviari a vapore: uno verso Novara, l'altro verso Ottobiano.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Strade e autostrade[modifica | modifica sorgente]

Il comune vigevanese è attraversato da:

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 aprile 1945 3 maggio 1946 Francesco Garbarino PSI Sindaco
3 maggio 1946 maggio 1950 Attilio Bonomi PCI - PSI Sindaco
maggio 1950 Paolo Morselli Sindaco
1953 Ernesto Boselli Sindaco
1953 1957 Francesco Soliano Sindaco
23 dicembre 1957 1960 Pietro Piazza PSI Sindaco
29 dicembre 1960 22 novembre 1964 Corasmino Maretti PSI Sindaco
26 gennaio 1965 1965 Franco Pozzi PCI Sindaco
1965 febbraio 1966 Francesco Mognaschi Comm. pref.
4 febbraio 1966 29 aprile 1968 Gastone Veronese PSI Sindaco
16 luglio 1968 17 novembre 1968 Mario Zaccone Giunta tecnica
17 novembre 1968 1969 Ermanno Nobile PCI Sindaco
1969 1975 Franco Pozzi PCI Sindaco
1975 1980 Luigi Bertone PCI Sindaco
1980 1985 Carlo Santagostino PCI Sindaco
1985 1987 Damiano Nigro DC Sindaco
1987 1989 Lucia Rossi DC Sindaco
1989 1990 Rosario Riccio Mandoliti PSI Sindaco
1990 1993 Lucia Rossi DC Sindaco
21 giugno 1993 1996 Giuseppe Rubini Lega Nord Sindaco
1996 2000 Valerio Bonecchi L'Ulivo Sindaco
16 aprile 2000 28 marzo 2010 Ambrogio Cotta Ramusino centrodestra Sindaco
12 aprile 2010 in carica Andrea Sala Lega Nord Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Le maggiori realtà calcistiche cittadine sono il Vigevano Calcio militante, per la stagione 2013-14, nel girone A dell'Eccellenza Lombardia e la Pro Vigevano Suardese con la prima squadra militante nel girone A dell'Eccellenza Lombardia e con un fiorente settore giovanile, partecipante ai campionati regionali con Juniores, Allievi e Giovanissimi. È un Centro Pilota FIGC, nonché una Scuola di Calcio Specializzata.[9]

Le altre realtà calcistiche ducali sono:

  • * A.C.D. Gambolò Gifra: frutto dell'unione della vigevanese GiFra Vigor e dell'A.C. Gambolo', il proprio settore giovanile copre tutte le categorie, dalla scuola calcio alla Juniores, mentre la prima squadra milita nel campionato di Seconda Categoria lombardo.

Esistono poi altre Società quali il Superga (terza categoria e giovanili provinciali) e l'Accademia Lomellina, società satellite della Pro Vigevano Suardese di esclusivo settore giovanile.

Basket[modifica | modifica sorgente]

Vigevano è città dalla grande tradizione cestistica, arrivando con la società Pallacanestro Vigevano, sponsorizzata Mecap, alla Serie A1 nella seconda metà degli anni settanta, annoverando negli anni campioni di grande prestigio come Albanese, Malagoli, Solman, Mayes, Iellini, Polesello, Franzin, Crippa, Delle Vedove, Thomas, Urga, Zanatta, Boni, Dellavalle, Premier e molti altri. Negli anni più recenti la principale realtà cestistica cittadina è stata la Nuova Pallacanestro Vigevano, che nella stagione 2008/2009 è tornata nel basket professionistico (Lega2) dopo 25 anni, passati per la maggior parte in A dilettanti (ex-B1). Nel 2010, a causa di problemi fiscali, la squadra è stata retrocessa dalla Lega Nazionale in Prima Divisione e successivamente non si è iscritta al campionato. Da segnalare tuttavia, nell'estate del 2013, la nascita del progetto Nuova Pallacanestro Vigevano 1955, la cui prima squadra militerà nel campionato regionale di serie D. Esistono molte altre realtà minori, quali la C.A.T. (Congregatio Altae Turris), attualmente in Promozione, dopo aver disputato molti campionati in serie C e D, la Junior Basket, anch'essa in Promozione, e molte squadre di Prima Divisione fra le quali citiamo la Pro Vigevano Parona, il Nuovo Basket Vigevano, il Ticino Basket e il Basket Around.

Hockey su prato[modifica | modifica sorgente]

Il team sportivo lomellino che sia arrivato più in alto in qualsiasi disciplina sportiva è la Paolo Bonomi, squadra di hockey vigevanese ma giocante a Castel d'Agogna, la quale ha vinto due scudetti, nel 1972/1973 sponsorizzata dalla ditta vigevanese Co.Ge.Ca, e nella stagione1979/1980. È ritornata nel 2009 in serie A1, lega alla quale è ancora scritta alla stagione 2011/12

La Scarpa d'oro[modifica | modifica sorgente]

La tradizionale gara podistica internazionale denominata "Scarpa d'Oro" si svolge all'inizio della stagione primaverile.

È una corsa di mezzofondo, su strada, nata nel 1980 da un'idea di Lord Sebastian Coe, ex atleta, oggi Pari d'Inghilterra e presidente della candidatura olimpica di Londra per i Giochi organizzati nel 2012.

Il percorso, di circa 8 km, si snoda tra le vie storiche della città con arrivo nella splendida cornice di Piazza Ducale.

Dal 2006 la corsa ha ottenuto la denominazione di Half Marathon: in programma tradizionalmente l'ultima domenica di marzo e affiancata alla Family Run, corsa a passo libero per le famiglie, ha negli anni visto un incremento importante dei partecipanti.

Hip-Hop Zema Contest[modifica | modifica sorgente]

Hip-Hop Zema Contest si svolge tutti gli anni al Teatro Civico Cagnoni di Vigevano

È un concorso di danza Hip-Hop riservato a gruppi di ballerini nata nel 2009 fondata e gestita tutt'oggi da un gruppo di amici di Daniele Conversa, ballerino di Vigevano scomparso in un tragico incidente stradale. Oggi il contest viene gestito dall'Associazione culturale sportiva dilettantistica Art On Stage fondata dagli amici di Daniele al fine di poter ripetere l'evento nell'anno e di conservarne il ricordo. Hip-Hop zema contest riceve ogni anno numerosi gruppi di ballerini provenienti da tutta Italia che si sfidano sul lussuoso palco del Teatro Cagnoni.

Giochi senza frontiere[modifica | modifica sorgente]

Nel 1991 Vigevano ospitò due puntate di Giochi senza frontiere, edizione che tra l'altro vinse con la propria squadra.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

È la cittadina protagonista del film Il maestro di Vigevano, diretto da Elio Petri nel 1963 con Alberto Sordi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]
  2. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 16 marzo 2013.
  3. ^ Dizionario d'ortografia e di pronunzia
  4. ^ GRUPPO AVGEVAN, Vocaboli inediti del dialetto vigevanese, Vigevano, Tipografia Nazionale Sai, 1996, ISBN 88-87353-12-3.
  5. ^ Dato Istat al 30/09/2012
  6. ^ Vigevano entra nell'Area Metropolitana di Milano
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Le tracce di Leonardo.
  9. ^ Sito ufficiale ProVigevano Suardese.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Letizia Arcangeli, Gian Giacomo Trivulzio marchese di Vigevano e il governo francese nello Stato di Milano (1499-1518), in Giorgio Chittolini (a cura di), Vigevano e i territori circostanti alla fine del Medioevo, Milano 1997.
  • Storia di Vigevano. URL consultato il 16 novembre 2010.
  • Storia di Vigevano - I Visconti e gli Sforza. URL consultato il 16 novembre 2010.
  • Storia - Tribunale di Vigevano. URL consultato il 18 novembre 2010.
  • Vigevano città d'arte: alla scoperta del territorio. - Vigevano: Ievve, [1998]. - 223 p. : ill. ; 29 cm.

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