Vigevano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Vigevano
Panorama di Vigevano
Vigevano - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Pavia
Coordinate: 45°19′0″N 8°52′0″E / 45.31667, 8.86667Coordinate: 45°19′0″N 8°52′0″E / 45.31667, 8.86667
Altitudine: 116 m s.l.m.
Superficie: 82 km²
Abitanti:
62.124 (ufficio anagrafe 30/12/2008)
Densità: 758 ab./km²
Frazioni: Buccella, Fogliano, Morsella, Piccolini, Sforzesca 
Comuni contigui: Abbiategrasso (MI), Bereguardo, Besate (MI), Borgo San Siro, Cassolnovo, Cilavegna, Gambolò, Gravellona Lomellina, Morimondo (MI), Mortara, Motta Visconti (MI), Parona
CAP: 27029
Pref. telefonico: 0381
Codice ISTAT: 018177
Codice catasto: L872 
Nome abitanti: vigevanesi 
Santo patrono: Sant Ambrogio (protettore Beato Matteo Carreri) 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Vigevano (Avgévan nella variante locale del lombardo occidentale) è una città di 62.124 abitanti (32.212f - 29.912 m) della provincia di Pavia interamente contenuta nel Parco del Ticino.

Indice

[modifica] Geografia

Vigevano si trova nella Lomellina nord-orientale, sulla sponda destra del fiume Ticino, che lo separa dalla provincia di Milano. Dista circa 36 km da Pavia, 34 km dal centro di Milano, 23 km da Novara, 13 km da Mortara, 11 km da Abbiategrasso.

[modifica] Storia

Piazza Ducale e il Duomo

La parte più vecchia di Vigevano è datata al basso medioevo. Al tempo la città venne fortificata lungo uno dei lati della pianura del Ticino. Il paese divenne una città indipendente, grazie alla sua posizione strategica e per questo divenne centro di conflitti frequenti tra Pavia e Milano.

Il 14 marzo 1530 la città venne eretta sede vescovile.
La città divenne feudo di diverse famiglie: i Della Torre e i Visconti durante il medioevo e gli Sforza nel Cinquecento. Durante il periodo sforzesco la città entrò nel suo periodo aureo divenendo residenza ducale, un centro commerciale di notevole importanza e vi fu installata la sede vescovile.

Il 9 agosto 1848 venne firmato, presso l'attuale vescovado, l'armistizio Salasco che prevedeva una tregua di sei settimane, tra Austria e Piemonte, nel corso delle prima guerra d'indipendenza.

Il 21 aprile 2007 la città ha ricevuto la visita pastorale di Benedetto XVI.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Duomo

Altare principale

L'attuale chiesa fu iniziata da Francesco II Sforza nel 1532 su progetto di Antonio da Lonate, dopo aver demolito in gran parte quella precedente (della quale fu salvata la parte absidale) di antichissima origine. Sono presenti infatti documenti del 963 e del 967 che parlano della Basilica di Sant'Ambrogio in Vigevano; pertanto la chiesa primitiva risulta risalire a prima dell'anno mille. Nella suddetta sono ancora presenti alcuni frammenti di cornicione di stile lombardo, appartenenti all'antica basilica. Purtroppo Francesco II morì poco dopo aver intrapreso la costruzione della cattedrale. Venuta meno la munificenza del Duca, essa poté avere compimento con le offerte dei fedeli, del comune e dei vescovi, giungendo al tetto nel 1553 e venendo ultimata solo nel 1606 allo stato rustico. La chiesa fu consacrata il 24 aprile 1612 dal Venerabile Vescovo Pier Giorgio Odescalchi, per poi essere terminata solo al termine del secolo, allorché fu compiuta la grandiosa facciata barocca ideata dal grande poligrafo Juan Caramuel Lobkowitz, che fu vescovo della città dal 1673 al 1682. Poiché gli assi del Duomo e della Piazza Ducale sono differenti, la facciata venne costruita concava; un escamotage per mantenere simmetrica la forma della Piazza. Il campanile sfrutta come base una torre trecentesca su cui è stato realizzato un primo sopralzo nel 1450 e nel 1818 un secondo con la costruzione dell'attuale cella campanaria sormontata da merli. Nel 1716 venne completata la cupola ricoperta in rame e solo nel 1753 venne completata la sacrestia capitolare. Durante tutto l'Ottocento si susseguirono numerosi lavori di restauro tra cui la costruzione dell'altare maggiore (1828-1830) ad opera di Alessandro Squirico e la decorazione interna (1857-1858) ad opera di Vitale Sala. La chiesa conserva al suo interno opere di Francesco Gonin, Cellini, Conconi, Gatti ed alcune opere della scuola del Nuvolone.

Il tesoro del Duomo

Il Duomo di Vigevano è anche divenuto famoso per il tesoro della cattedrale, che risale alle prime donazioni elargite al capitolo da Francesco II Sforza. Esso conserva anche preziosi manoscritti miniati da Giovan Giacomo Decio, un pastorale vescovile in avorio di narvalo e "La Pace" (una preziosa suppelletile in argento dorato di scuola lombarda]. Nella seconda sezione del museo sono conservati anche una serie di arazzi fiamminghi di Bruxelles (1520) e Auderaarde (seconda metà del XVII secolo) con raffigurazioni sacre e profane. Nel tesoro della cattedrale è conservato inoltre un prezioso mantello in fili d'oro, che fu utilizzato da Napoleone Bonaparte per la sua incoronazione a Re d'Italia nel duomo di Monza nel 1805.

[modifica] Chiesa di San Pietro Martire

La chiesa fu progettata secondo lo stile domenicano nel XIV secolo da Bartolino da Novara ed era parte dell'adiacente Convento dei Dominicani. La costruzione fu voluta dai vigevanesi come voto per il cosiddetto "miracolo del fiume", allorquando una compagnia di ventura bretone fu fermata dal mettere al sacco la città grazie ad un improvviso ingrossamento del Ticino. Il progetto attuale è frutto di una serie di progetti e rifacimenti: nel XV secolo fu annessa al castello come cappella ducale. L'adiacente convento dei domenicani fu anche residenza del Beato Matteo Carreri, protettore della città ed, entro le sue mura, francesi ed austriaci siglarono la "Pace di Vigevano" nel 1696, dopo sei anni di guerre. In epoca napoleonica la chiesa venne trasformata in un deposito per il grano, mentre la vicina chiesa parrocchiale di S. Cristoforo venne demolita. Il convento dei Domenicani divenne Tribunale, funzione che tuttora svolge. Con il ritorno del Regno di Sardegna, la Chiesa di S. Piero Martire divenne sede della parrocchia di S. Cristoforo, la quale assunse la denominazione di "parrocchia di S. Cristoforo in S. Pietro Martire". Poiché la chiesa, specie nel tetto, risultava molto degradata, venne costruita all'interno della struttura originaria una volta neogotica, tuttora esistente e visibile, che però nascose i begli affreschi della precedente struttura. Poiché il Beato Matteo Carreri è sepolto nella chiesa, le feste cittadine in onore del Protettore, che hanno sostituito quelle dedicate al Patrono S. Ambrogio, hanno come fulcro proprio questa chiesa, nella quale, fra l'altro, si svolge dal 2001 il concerto dell'Ars Cantus organizzato dall'associazione cittadina Ars Cantus Vigevano .

[modifica] Chiesa di San Francesco

La chiesa venne costruita fuori dalla mura cittadine in stile gotico lombardo nel 1379. Ampliata nel 1447, raggiunse l'attuale forma e disposizione nel 1470, mentre 5 anni più tardi, nel 1475 venne terminato il campanile. Di fronte all'entrata principale è presente un'interessante fontana del santo creata da Giovan Battista Ricci.

[modifica] Piazza Ducale

Piazza Ducale

Disegnata dal Bramante su un progetto di Leonardo da Vinci, questa è una delle più belle piazze d'Italia. La costruzione fu iniziata da Ludovico Sforza detto "il Moro" ed i lavori iniziarono nel 1492. Essa fu progettata come un cortile antistante il castello e fu uno dei prodotti del tardo Rinascimento, ove la piazza era concepita anche sotto l'aspetto architettonico. La piazza ha la forma di un rettangolo allungato di 134 metri di lunghezza e 48 di larghezza ed è chiusa su tre lati da un porticato di 84 colonne. Il colonnato presenta archi a tutto sesto e colonne con capitelli tutti differenti tra loro; sopra le colonne si trovano medaglioni riproducenti volti umani e simboli che si riferiscono a motti e proverbi dell'epoca. Attualmente per salire al castello si percorre una scalinata nascosta dai portici ma, all'epoca della sua realizzazione, la piazza presentava una rampa fiancheggiata da scalinate che permetteva l'accesso al castello anche a carrozze e cavalli. Durante il suo episcopato, il Vescovo Caramuel rimosse completamente la rampa e, completati gli edifici porticati, realizzò la scalinata per raggiungere il castello. La facciata barocca della cattedrale venne eretta a copertura del quarto lato della piazza: essa si presenta leggermente incurvata ed allineata all'asse della piazza, nascondendo il fatto che la chiesa vera e propria si trova in realtà leggermente spostata rispetto alla piazza. La decorazione pittorica, realizzata dai pittori Casimiro Ottone e Luigi Bocca, risale al primo '900 ed è caratterizzata dall'utilizzo di figure mitologiche, disegni floreali, stemmi ducali e una serie di medaglioni con i ritratti dei membri della famiglia ducale, grandi figure della storia classica e motti del XV secolo. Tale restauro fu eseguito sulla base dei graffiti ritrovati sull'intonaco che contribuirono a ridonare alla piazza il suo antico splendore. Sul lato ovest della Piazza Ducale (quello opposto al Duomo) sorge la statua di San Giovanni Nepomuceno, lì collocata durante l'occupazione austriaca nel 1731. Nel 1911 viene realizzato il disegno attuale della pavimentazione della piazza con l'uso di ciottoli bianchi, e sono installati i lampioni dell'illuminazione pubblica.

[modifica] Castello Sforzesco

Il castello, che sorge nel punto più alto della città, ha una planimetria progettata su una struttura pre-esistente addossata alle mura cittadine e risalente probabilmente ad una datazione compresa tra il XII ed il XIII secolo. Il castello fu costruito in due momenti importanti e consecutivi, l'uno sotto i Visconti e l'altro sotto gli Sforza. Il primo fu promosso dal podestà di Vigevano, Luchino Visconti che, nel 1341 ordinò la costruzione della "Rocca Vecchia", una fortezza di prigionia sulla strada per Milano.

Il Maschio: il Castello di Vigevano

Successivamente, nel 1345, promosse la costruzione del castello stesso attraverso l'attuale "Maschio", un complesso a quadrilatero con quattro torri angolari. Due anni più tardi i due fortilizi furono uniti dalla cosiddetta "strada coperta", un grande muro fortificato lungo 164 metri e largo 7,50 che, stagliandosi nel panorama cittadino, permetteva un rapido collegamento tra il castello e le campagne circostanti. La "strada coperta" è completamente merlata e al di sotto di essa corre la cosiddetta "strada sotterranea" che si trova al livello stradale. La costruzione proseguì sotto gli Sforza che contribuirono ad artistici abbellimenti ad opera di Donato Bramante. In questo periodo, il castello acquisì l'aspetto di una residenza principesca e contribuì a definirlo come una delle corti più ricche del Rinascimento in Europa. Nel periodo compreso tra il 1492 ed il 1494 il Duca Ludovico Sforza detto "il Moro", promosse il completamento dello stabile con la costruzione della torre e del pregevole colonnato della "Falconiera", così chiamata perché essa aveva la funzione di accogliere i falconi utilizzati per la caccia nelle campagne ticinesi. Le scuderie, costruite sotto Galeazzo Maria Sforza e Ludovico Maria Sforza potevano accogliere centinaia di cavalli. Una serie di appartamenti privati per la duchessa, detti "Loggia delle Dame", furono aggiunti al maschio. Al tramonto della dinastia degli Sforza il castello fu assediato dagli spagnoli: questo costituì l'inizio di un graduale declino, venendo utilizzato come caserma militare per oltre tre secoli.

La torre del Bramante

L'origine della torre, situata nel punto più alto della città (45°19'01.53"N, 8°51'24.90"E), presso il castello, risale al 1198 e fu terminata dal Bramante alla fine del XV secolo. La torre ha una forma originale che, nell'800, fu il modello per la torre del Filarete nel Castello Sforzesco di Milano; è costituita da sezioni graduali che vanno restringendosi avvicinandosi alla cima. Dal primo terrazzo è possibile ammirare un'ottima visuale della piazza ducale, del castello e di tutta la città.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

[modifica] Gastronomia e piatti tipici

Tra le svariate proposte di piatti e delizie gastronomiche che impreziosiscono Vigevano e la Lomellina, spiccano insaccati formaggi e i piatti a base di riso, questi ultimi presenti in tutti i tipi di portate, dagli antipasti ai dolci.

Dolceriso del Moro

Si dice che il Dolceriso sia stato sfornato per la prima volta nelle cucine del Castello Sforzesco di Vigevano. Era la primavera del 1491, Beatrice d'Este, la raffinata, giovane moglie di Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, voleva un dolce speciale da offrire al “signor suo consorte” e agli ospiti che qui trascorrevano “tutto il die et persino a mezza nocte passata in zoghi e feste”. E il dolce, oggi come allora, è vera espressione rinascimentale. Legato al territorio, perché ripieno di quel riso la cui coltivazione si andava affermando nelle terre del Vigevanasco, e ricercato, perché profumato dall’acqua di rose e ricco di cedri canditi dei confettieri genovesi. Lo stampo inciso con l’impresa araldica dello “scovino”, caro al Moro, ne impreziosisce la forma.
Ingredienti:
Pasta frolla: Farina di grano, burro, zucchero, uova, aromi.
Ripieno: riso e latte, pinoli, mandorle, cedro candito, farina di mandorle, acqua di rose.

[modifica] Personalità legate a Vigevano

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Le Contrade

In occasione dello storico palio organizzato ogni anno dalla città presso il castello, si sfidano ad un torneo le 12 contrade di tradizione medioevale:

  1. Castello: storica contrada del Duca, padrone dei giochi.
  2. Costa: contrada con sede nel convento di San Pietro Martire.
  3. Strata: contrada con sede nella chiesa di Santa Cecilia ( Chiesa del Sacro Cuore ).
  4. Mercanti: contrada dei mercanti della città.
  5. San Crispino e San Crispiniano: contrada degli artigiani cittadini che venivano anticamente riuniti in corporazioni.
  6. Cicerino: contrada situata presso l'antica Porta Cicerino da cui il nome e presieduta dalla corporazione dei panettieri.
  7. San Martino: contrada corrispondente al borgo di San Martino, fuori le mura, contraddistinto da acquitrini e paludi.
  8. Griona: contrada presieduta dai guardiani delle acque, preziosissime un tempo nella lomellina per la coltivazione del riso.
  9. Valle: contrada che comprende i feudi rurali esterni alla città.
  10. Predalata: contrada situata presso l'antica Porta Predalata.
  11. Contado: contrada situata presso Santa Maria delli pesci e presieduta dai pescatori della città.
  12. Bronzone: contrada situata presso la porta della il Bronzone (al confine con la rocca vecchia) era presieduta dall'Ospedale dei Pellegrini.

[modifica] Frazioni

  • Piccolini: si trova il carcere cittadino, situato poco distante dal centro abitato.
  • Fogliano
  • Morsella
  • Sforzesca
  • Buccella

[modifica] Economia

Vigevano, città principale della Lomellina vede tra le sue attività produttive la produzione di scarpe, accessori e macchine per calzature, oltre ad un'attività agricola incentrata sulla produzione di riso, vista l'ampia diffusione delle risaie in quest'area della provincia di Pavia. Per secoli il luogo divenne famoso per la manifattura tessile, in particolare della seta e del cotone. Durante il XIX secolo l'industria si concentrò invece sulla produzione di calzature che contribuiscono ancora oggi a definirla come il centro calzaturiero più importante della Lombardia.

[modifica] Trasporti e viabilità

Vigevano è collegata a Milano mediante la ferrovia Milano-Mortara, mentre i collegamenti stradali sono assicurati dalla statale "vigevanese"

[modifica] Sport

[modifica] Hockey su prato

Il team sportivo lomellino che sia arrivato più in alto e che abbia vinto di più nella storia è la Paolo Bonomi, squadra di hockey vigevanese ma giocante a Castel d'Agogna, la quale ha vinto due scudetti, nel 1962/1963 e nella 1979/1980, e proprio nella stagione 2008/2009, insieme a basket e calcio, ha centrato l'ennesima promozione: l'A1, tornando a livelli agonistici più consoni per una squadra con tale nome e tale passato.

[modifica] Basket

La principale realtà cestistica cittadina (e attualmente maggiore realtà sportiva della città più in generale) è la Nuova Pallacanestro Vigevano, militante nel campionato Nazionale Seie A Dilettanti e targata Miro Radici Finance che nella stagione 2008/2009 è tornata nel basket professionistico (Lega2) dopo 25 anni vincendo i playoff contro il Basket Latina (3-1 la serie) e il relativo scudetto dilettanti.

[modifica] Calcio

La maggiore realtà calcistica cittadina è il Vigevano Calcio militante, per la stagione 2008/09, nel campionato regionale di Eccellenza, nel quale ha chiuso al primo posto conquistando la promozione diretta in serie D. La seconda realtà calcistica ducale risulta essere la A.S.D. ProVigevano Parona [1], con la prima squadra militante nel campionato di Prima Categoria lombardo e con un fiorente settore giovanile, partecipante ai campionati regionali con Juniores, Allievi e Giovanissimi. È un Centro Pilota della F.I.G.C, nonché una Scuola Calcio Specializzata. Altra società di spicco è la Borgo San Siro Gifra [2], frutto dell'unione della Vigevanese Gifra e del Borgo San Siro, militante in Prima Categoria. Esistono poi altre Società quali il Superga (terza categoria e giovanili provinciali) e l'Accademia Vigevano, società satellite del Vigevano di esclusivo settore giovanile.

[modifica] La Scarpa d'oro

La tradizionale gara podistica internazionale denominata "Scarpa d'Oro" si svolge all'inizio della stagione primaverile.

È una corsa di mezzofondo, su strada, nata nel 1980 da un'idea di Lord Sebastian Coe, ex atleta, oggi Pari d'Inghilterra e presidente della candidatura olimpica di Londra per i Giochi del 2012.

Il percorso, di circa 8 km, si snoda tra le vie storiche della città con arrivo nella splendida cornice di Piazza Ducale.

Dal 2006 la corsa ha ottenuto la denominazione di Half Marathon: in programma tradizionalmente l'ultima domenica di marzo e affiancata alla Family Run, corsa a passo libero per le famiglie, ha negli anni visto un incremento importante di partecipanti.

Storico campione di questa manifestazione è Patrizio Joel Quilenian Quilenian Maccioni vincitore dal 1989 ad oggi (2009).

[modifica] Giochi senza frontiere

Nel 1991 Vigevano ospitò due puntate di Giochi senza frontiere.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Ambrogio Cotta Ramusino (centrodestra) dal 05/04/2005
Centralino del comune: 0381 2991
Posta elettronica: sindaco@comune.vigevano.pv.it

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali