Vigevano
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| Vigevano | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 116 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 82 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 758 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Buccella, Fogliano, Morsella, Piccolini, Sforzesca | ||||||||
| Comuni contigui: | Abbiategrasso (MI), Bereguardo, Besate (MI), Borgo San Siro, Cassolnovo, Cilavegna, Gambolò, Gravellona Lomellina, Morimondo (MI), Mortara, Motta Visconti (MI), Parona | ||||||||
| CAP: | 27029 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0381 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 018177 | ||||||||
| Codice catasto: | L872 | ||||||||
| Nome abitanti: | vigevanesi | ||||||||
| Santo patrono: | Sant Ambrogio (protettore Beato Matteo Carreri) | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Vigevano (Avgévan nella variante locale del lombardo occidentale) è una città di 62.124 abitanti (32.212f - 29.912 m) della provincia di Pavia interamente contenuta nel Parco del Ticino.
Indice |
[modifica] Geografia
Vigevano si trova nella Lomellina nord-orientale, sulla sponda destra del fiume Ticino, che lo separa dalla provincia di Milano. Dista circa 36 km da Pavia, 34 km dal centro di Milano, 27 km da Novara, 13 km da Mortara, 11 km da Abbiategrasso.
Il clima è temperato sub continentale, con inverni umidi ed abbastanza freddi (media di gennaio +2 °C), ed estati calde e parimenti umide (media di luglio +24 °C).
[modifica] Storia
La parte più vecchia di Vigevano è datata al basso medioevo. Al tempo la città venne fortificata lungo uno dei lati della pianura del Ticino. Il paese divenne una città indipendente, grazie alla sua posizione strategica e per questo divenne centro di conflitti frequenti tra Pavia e Milano.
Il 14 marzo 1530 la città venne eretta sede vescovile.
La città divenne feudo di diverse famiglie: i Della Torre, i Visconti tra la fine del Duecento e la metà del Quattrocento e gli Sforza tra il 1450 e il 1535. Durante il periodo sforzesco la città entrò nel suo periodo aureo divenendo residenza ducale, un centro commerciale di notevole importanza e vi fu installata la sede vescovile.
Il 9 agosto 1848 venne firmato, presso l'attuale vescovado, l'armistizio Salasco che prevedeva una tregua di sei settimane, tra Austria e Piemonte, nel corso delle prima guerra di indipendenza.
Il 21 aprile 2007 la città ha ricevuto la visita pastorale di Benedetto XVI.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Duomo o Cattedrale di Sant'Ambrogio
| Per approfondire, vedi la voce Duomo di Vigevano. |
[modifica] Chiesa di San Pietro Martire
Fondata nel 1445 e dedicata a San Pietro Martire con l’annesso convento dei frati domenicani come attestato dalla bolla pontificia conservata presso l'archivio storico di Vigevano, venne consacrata nel 1480. In puro stile gotico lombardo con campanile a base ottagonale, si presenta a croce latina imperfetta con pilastri polistili, terminante con coro poligonale alto con sottostante cripta il cui accesso è dato da due ingressi ai lati del presbiterio rialzato. Nella cripta è conservato il corpo del Beato Matteo Carreri, patrono di Vigevano, che visse e morì (1470) nell’attiguo convento.
Nel 1645, durante l’assedio francese alla cocca nuova, il campanile viene demolito a metà, in senso verticale, per essere poi ricomposto pochi anni dopo. La facciata, divisa in tre parti corrispondenti alle navate e sormontata nella parte centrale da tre pinnacoli, ha un portale gotico ad anelli racchiuso da una cornice in cotto con un bassorilievo collocato nel 1969. Sul fianco sinistro una scalinata porta all'ingresso secondario posto in testa al transetto, mentre in corrispondenza della navata si trova la traccia di un portale, oggi murato, simile a quello di facciata che, secondo la tradizione locale, era riservato alla corte sforzesca. Fino alla fine dell’Ottocento lungo il lato sinistro si trovava un terrapieno che collegava il livello della piazza antistante con l’ingresso laterale.
Nel 1840 il deprecabile intervento di costruzione delle false volte, in stile neogotico, ha determinato la modifica dell’aspetto interno. Le volte, realizzate staccate dall’originale tetto a capriate a vista, hanno di fatto nascosto gli affreschi del 1447-50 posti nella parte alta dell'arcone del transetto. Tali affreschi, situati oggi nell’intercapedine tra le volte e il tetto, raffigurano al centro il busto di S. Domenico di Guzman, a sinistra un paesaggio con un castello e una chiesa e a destra vari militari con lance e bandiere tra cui un cartiglio con la scritta “britanii”; gli affreschi rappresenterebbero un ex voto fatto dai vigevanesi per la minaccia di scorreria di mercenari allo sbando dopo la dissoluzione del ducato visconteo il cui passaggio venne impedito dalla piena eccezionale del Ticino.
[modifica] Chiesa di San Francesco
Edificata fuori dalle mura cittadine nel 1379, un anno dopo la costruzione del convento dei Frati Minori. Era più piccola, orientata diversamente e occupava lo spazio dell'attuale transetto. Ampliata nel 1447, subì una radicale trasformazione con la totale ricostruzione e il cambio di asse tra il 1465 e il 1470. Nel 1475 viene terminato il campanile la cui costruzione era iniziata nel 1448. Nel 1836 furono rifatte le cappelle. Nel 1847, per ampliare la via S. Francesco, venne demolita la cappella dell’Immacolata Concezione, edificata nel 1494 su disegno del Bramante. Tra il 1847 e il 1856 subì un “restauro” che trasformò l’interno in stile neogotico, con la realizzazione delle volte in sostituzione delle capriate a vista e il rialzo del tetto, conseguente al sopralzo di un metro del pavimento che fu portato a livello strada. Tra il 1891 e il 1903, ad opera dell’arch. Moretti, fu ripristinato il disegno gotico lombardo della facciata con il rialzo di alcuni metri, per allinearsi al tetto sopralzato con gli interventi ottocenteschi; inoltre vennero eliminati i piccoli ingressi ai lati del portale di facciata realizzati nel corso del Settecento, allungate le due finestre gotiche e completata la cornice del finestrone tondo rifatto più grande di quello quattrocentesco. A completamento della facciata furono rifatti i pinnacoli. Nel 1931 anche i lati vengono restaurati, riportando all'antica forma la facciata del transetto. Sulla via S. Francesco, dopo il portale del lato destro, si trova un ossario di fattura barocca chiamato “chiesetta dei morti”.
[modifica] Architetture civili e militari
[modifica] Piazza Ducale
| Per approfondire, vedi la voce Piazza Ducale (Vigevano). |
[modifica] Castello Sforzesco
| Per approfondire, vedi la voce Castello Sforzesco di Vigevano. |
[modifica] Palazzo Sanseverino
Situato ad ovest del centro storico, in fondo al corso della Repubblica che si diparte dall'ingresso neo gotico del castello, si presenta fortemente alterato nelle facciate esterne, tanto che da fuori non si riconoscono i suoi tratti rinascimentali e si fatica a capirne l'aspetto monumentale di cui conserva gli aspetti originali nel cortile caratterizzato dal portico del lato nord e dal loggiato aereo sorretto da mensole in granito degli altri lati. In origine gli accessi erano due, uno verso la campagna ad ovest e un altro verso la città ad est, mentre l’attuale ingresso era occupato da uno scalone; un ulteriore passaggio posto sul lato nord conduceva al giardino dove si trovava una scuderia. Costruito nel 1492 sotto la direzione di Sebastiano Altavilla di Alba come abitazione di Galeazzo Sanseverino, genero di Ludovico il Moro e comandante le sue truppe, nel 1496 viene trasformato dal Moro in fortezza, con la costruzione di una cinta muraria con quattro torri tonde a circuito del palazzo e del suo giardino, che viene quindi chiamata "rocca nuova" in contrapposizione alla rocca edificata da Luchino Visconti che viene così denominata "rocca vecchia".
All'inizio del Cinquecento, sotto il marchesato di Giangiacomo Trivulzio, si rinforzano gli accessi con la costruzione dei rivellini. Nel 1535, poco prima della sua morte, il Duca Francesco II Sforza fa costruire il porticato con il piano sovrastante e decorare i prospetti sulla corte. Nel 1543, per volontà di Alfonso D'Avalos viene realizzato un terrapieno di difesa esterna che comporta la demolizione di 42 case, soprattutto verso il castello. Nel 1646, dopo la conquista francese dell'anno prima, la rocca viene presa dagli spagnoli che ne demoliscono le strutture difensive. Si salva dalla distruzione il palazzo e parte della muratura edificata da Ludovico il Moro sui lati ovest e sud. Di tale muratura rimane oggi solo parte del tratto ovest con l'originale accesso verso la campagna. Nel 1655, per volere di Giovanna Eustachia della Santa Croce, il palazzo viene trasformato in monastero e dedicato a S. Chiara, in sostituzione di quello più antico demolito nell'ampliamento del Seminario, con la costruzione di una chiesa, addossata al lato sud, sul sito dell'attuale strada. Nel 1810 il monastero viene soppresso e la chiesa demolita, quindi il palazzo viene lottizzato e acquistato da privati che lo trasformano in abitazioni. Con la costruzione della strada odierna, nella metà dell'Ottocento, gli ingressi originali vengono chiusi e si realizza quello attuale con la ricostruzione della parte sud est e il rimaneggiamento della facciata della parte sud-ovest che viene occupata dall'albergo "della Corona". Verso la fine dell'Ottocento vengono costruiti i due edifici situati tra il palazzo e la superstite muratura della rocca, edifici che fino a pochi decenni fà, insieme a parte del palazzo, hanno ospitato l'albergo "dei Tre Re". Nel 1937 viene ristrutturata la parte sud-est del corpo su strada con il rifacimento della facciata nella forma attuale. Le mura della rocca voluta dal Moro vengono ulteriormente demolite con la costruzione degli edifici moderni negli anni sessanta.
Oggi il palazzo è completamente restaurato e sede di abitazioni uffici e di un rinomato ristorante.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Cultura
[modifica] Gastronomia e piatti tipici
Tra le svariate proposte di piatti e delizie gastronomiche che impreziosiscono Vigevano e la Lomellina, spiccano insaccati formaggi e i piatti a base di riso, questi ultimi presenti in tutti i tipi di portate, dagli antipasti ai dolci.
- Dolceriso del Moro
Si dice che il Dolceriso sia stato sfornato per la prima volta nelle cucine del Castello Sforzesco di Vigevano. Era la primavera del 1491, Beatrice d'Este, la raffinata, giovane moglie di Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, voleva un dolce speciale da offrire al “signor suo consorte” e agli ospiti che qui trascorrevano “tutto il die et persino a mezza nocte passata in zoghi e feste”. E il dolce, oggi come allora, è vera espressione rinascimentale. Legato al territorio, perché ripieno di quel riso la cui coltivazione si andava affermando nelle terre del Vigevanasco, e ricercato, perché profumato dall'acqua di rose e ricco di cedri canditi dei confettieri genovesi. Lo stampo inciso con l’impresa araldica dello “scovino”, caro al Moro, ne impreziosisce la forma.
Ingredienti:
Pasta frolla: Farina di grano, burro, zucchero, uova, aromi.
Ripieno: riso e latte, pinoli, mandorle, cedro candito, farina di mandorle, acqua di rose.
[modifica] Personalità legate a Vigevano
- Leonardo da Vinci
- Donato Bramante
- Juan Caramuel y Lobkowitz
- Stefano Chiodaroli
- Alfredo Clerici
- Michelangelo Alessandro Colli-Marchini
- Eleonora Duse
- Guido Ferracin
- Remo Germani
- Lucio Mastronardi
- Vito Pallavicini
- Aurelio Paviato
- Giovanni Peroni, fondatore della famosa birreria
- Giancarlo Rota
- Ludovico Maria Sforza detto il Moro
- Andrea Soncin
- Pietro Buscaglia
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Le Contrade
In occasione del palio organizzato ogni anno dalla città presso il castello, si sfidano ad un torneo 12 contrade che, seppure di recente istituzione, riprendono in parte le originarie contrade quattrocentesche:
- Castello: storica contrada del Duca, padrone dei giochi.
- Costa: contrada con sede nel convento di San Pietro Martire.
- Strata: contrada con sede nella chiesa di Santa Cecilia ( Chiesa del Sacro Cuore ).
- Mercanti: contrada dei mercanti della città.
- San Crispino e San Crispiniano: contrada degli artigiani cittadini che venivano anticamente riuniti in corporazioni.
- Cicerino: contrada situata presso l'antica Porta Cicerino da cui il nome e presieduta dalla corporazione dei panettieri.
- San Martino: contrada corrispondente al borgo di San Martino, fuori le mura, contraddistinto da acquitrini e paludi.
- Griona: contrada presieduta dai guardiani delle acque, preziosissime un tempo nella lomellina per la coltivazione del riso.
- Valle: contrada che comprende i feudi rurali esterni alla città.
- Predalata: contrada situata presso l'antica Porta Predalata.
- Contado: contrada situata presso Santa Maria delli pesci e presieduta dai pescatori della città.
- Bronzone: contrada situata presso la porta della il Bronzone (al confine con la rocca vecchia) era presieduta dall'Ospedale dei Pellegrini.
[modifica] Frazioni
- Piccolini: si trova il carcere cittadino, situato poco distante dal centro abitato.
- Fogliano
- Morsella
- Sforzesca
- Buccella
[modifica] Economia
Per secoli il luogo divenne famoso per la manifattura tessile, in particolare della seta e del cotone.
Il settore più importante dell'economia vigevanese è quello calzaturiero con produzione di scarpe, accessori, materiali e macchine per calzature. Già attiva all'inizio del XX secolo, la manifattura calzaturiera cominciò ad affermarsi durante la prima guerra mondiale, per raggiungere l'apice durante gli anni 50, tanto che la città era considerata la capitale della calzatura. Nei decenni successivi, con il progressivo spostamento della produzione verso i paesi in via di sviluppo, è iniziata una crisi sempre più profonda del settore che ha coinvolto anche tutto l'indotto del territorio.
L'agricoltura è principalmente incentrata sulla produzione del riso, vista l'ampia diffusione delle risaie in Lomellina.
[modifica] Trasporti e viabilità
Vigevano è collegata a Milano dalla stazione di Vigevano, situata sulla ferrovia Milano-Mortara, mentre i collegamenti stradali sono assicurati dalla statale "vigevanese"
[modifica] Sport
[modifica] Hockey su prato
Il team sportivo lomellino che sia arrivato più in alto e che abbia vinto di più nella storia è la Paolo Bonomi, squadra di hockey vigevanese ma giocante a Castel d'Agogna, la quale ha vinto due scudetti, nel 1962/1963 e nella 1979/1980, e proprio nella stagione 2008/2009, insieme a basket e calcio, ha centrato l'ennesima promozione: l'A1, tornando a livelli agonistici più consoni per una squadra con tale nome e tale passato.
[modifica] Basket
La principale realtà cestistica cittadina (e attualmente maggiore realtà sportiva della città più in generale) è la Nuova Pallacanestro Vigevano, militante nel campionato Nazionale Seie A Dilettanti e targata Miro Radici Finance che nella stagione 2008/2009 è tornata nel basket professionistico (Lega2) dopo 25 anni vincendo i playoff contro il Basket Latina (3-1 la serie) e il relativo scudetto dilettanti.
[modifica] Calcio
La maggiore realtà calcistica cittadina è il Vigevano Calcio militante, per la stagione 2009/10, in serie D. Le altre realtà calcistiche ducali sono:
- A.S.D. ProVigevano Parona [1], con la prima squadra militante nel campionato di Prima Categoria lombardo e con un fiorente settore giovanile, partecipante ai campionati regionali con Juniores, Allievi e Giovanissimi. È un Centro Pilota della F.I.G.C, nonché una Scuola Calcio Specializzata.
- S.S.Borgo San Siro Gifra http://www.borgosansirogifra.it, frutto dell'unione della Vigevanese Gifra Vigor e del Borgo San Siro, il proprio settore giovanile copre tutte le categorie, Pulcini, Esordienti, Giovanissimi; Allievi e Juniores. Mentre la prima squadra milita nel campionato di PRIMA CATEGORIA.
Esistono poi altre Società quali il Superga (terza categoria e giovanili provinciali) e l'Accademia Vigevano, società satellite del Vigevano di esclusivo settore giovanile.
[modifica] La Scarpa d'oro
La tradizionale gara podistica internazionale denominata "Scarpa d'Oro" si svolge all'inizio della stagione primaverile.
È una corsa di mezzofondo, su strada, nata nel 1980 da un'idea di Lord Sebastian Coe, ex atleta, oggi Pari d'Inghilterra e presidente della candidatura olimpica di Londra per i Giochi del 2012.
Il percorso, di circa 8 km, si snoda tra le vie storiche della città con arrivo nella splendida cornice di Piazza Ducale.
Dal 2006 la corsa ha ottenuto la denominazione di Half Marathon: in programma tradizionalmente l'ultima domenica di marzo e affiancata alla Family Run, corsa a passo libero per le famiglie, ha negli anni visto un incremento importante di partecipanti.
Storico campione di questa manifestazione è Patrizio Joel Quilenian Quilenian Maccioni vincitore dal 1989 ad oggi (2009).
[modifica] Giochi senza frontiere
Nel 1991 Vigevano ospitò due puntate di Giochi senza frontiere.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Ambrogio Cotta Ramusino (centrodestra) dal 05/04/2005
Centralino del comune: 0381 2991
Posta elettronica: sindaco@comune.vigevano.pv.it
[modifica] Gemellaggi
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Vigevano
[modifica] Collegamenti esterni
- Vigevano dal satellite
- Territorio comunale di Vigevano
- Piazzaminerva.it giornale online che si occupa della cronaca culturale di Pavia e provincia
- [2] Pagina su Vigevano nel dialetto locale
- InVigevano Il portale su Vigevano
- Vigevano su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Vigevano")